Donati Gianluca – Livorno – Lo specchio

Una mattina, davanti allo specchio.

310 Donati Gianluca Lo Specchio

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Comments (26)

 

  1. cos’è una qualche evoluzione genetica?
    senza bocca si limiterebbero molti danni che la parola può fare….
    Scherzi a parte dire che somgilia molto + ad una pittura che ad una fotografia e direi che la posizione del soggetto di spalle con il viso abbassato non si rispecchia esattamente in quella dello specchio in cui il viso è dritto.
    l’espressione delle sopracciglia mi verrebbe da dire che è corrucciata leggermente come se il riflesso non si capacitasse di non avere + occhi nè bocca.
    sociologicamente( come direbbero i fighi) si parla dell’ homo modernus ovvero della sua spersonalizzazione, della volontà a conformarsi ad uno stile una tendenza una moda senza preoccuparsi di chiedersi chi si è cosa piace realmente e cosa no. etc etc
    MIiiiiiiiiiiiiiiiiiii sto filosofeggiando troppo!!!
    Non so, sta foto mi lascia corruciata anche a me.

  2. “Continuiamo così, facciamoci del male”.
    (Nanni Moretti dal film “Bianca”)

    Fuor di battuta, trovo che quest’immagine sfrutti del fotografico, e relativa postproduzione, solo la comodità d’assemblaggio rispetto alla tradizione manuale. In altri termini si tratta di una illustrazione condotta con tecniche semplificanti (in questo caso fotografiche, ma potevano pure essere 3D) e quindi come tale andrebbe percepita e commentata.

    Quindi, lasciando da parte la fotografia, trovo l’idea non nuovissima, ma ben condotta sul filo di certo fumetto e cinema d’animazione contemporaneo. Chissà che il soggetto, cugino del Dorian Gray a rovescio, non recuperi un giorno la vista e magari si metta a fotografare qualcosa al di fuori dello specchio di Alice e Biancaneve. Tra l’altro all’Ikea vendono anche specchi che per rimirarsi al mattino sono magari meno principeschi, ma certo più quotidiani e allegri, specie se invece dello “spot gothic”, si usassero delle belle lampadine a rispamio energetico…

  3. Pure qua, ti trovo!
    PURE QUA!
    E siccome Gianluca è una delle punte di diamante del circolo di cui mi pregio di far parte, mi vien naturale chiederti:

    PUNTO PRIMO
    Perché dici che l’idea non è nuovissima? Spero tu abbia inteso cosa mi aspetto di risposta!

    PUNTO SECONDO
    FUMETTO: ti riferisci ad un personaggio in particolare?
    Anche in questo caso mi aspetto una risposta precisa

    PUNTO TERZO
    Che cos’è lo spto gothic?

    PUNTO QUARTO
    Davvero non riesci a vedere ulteriori livelli di lettura?

    Ciao, Fulvio!
    In gamba!

  4. Paola Canali scrive:

    …mah … perdita di identità? ricerca di se?
    Mi metto qua nell’ angolino, attendo lumi e so che arriveranno presto.
    Ciao
    Paola

  5. Anche per me è un filone ormai fin troppo sfruttato e con photoshop dovrebbe potersi fare meglio (sembra che abbia un cerotto). SUl genere invece mi esprimo positivamente: il fatto che lo si possa fare con la pittura non escluda che lo si possa fare anche con la fotografia (sono contrario ai paletti e ai confini), però con linguaggio più fotografico. Insomma, la foto psicologica mi attira molto, ma questa mi lascia un po’ perplesso, perché non riesco a capire, almeno da una sola immagine, la forza comunicativa

  6. @Max Casalini
    “Pure qua, ti trovo!
    PURE QUA!”

    Ma senti da che pulpito!!! Ehi diavolo d’un livornese impisanito, ma non eri diventato pittore? Ah, ora capisco, hai fatto diventar pittori anche gli amici del circolo fotografico… :-D
    Poi cos’è ‘sta storia delle domande pubbliche? Che son diventato premier senza accorgermene? ;-)
    Comunque, diversamente dal tale a cui mi riferivo, io mi prendo la briga di risponderti. Anche se, ripeto, non mi entusiasma occuparmi di grafica, pittura e illustrazione invece che di fotografia. Eccoti servito:

    “PUNTO PRIMO
    Perché dici che l’idea non è nuovissima? Spero tu abbia inteso cosa mi aspetto di risposta!”

    Non so cosa t’aspetti, però l’idea del ritratto allo specchio ha storia lunghissima in pittura, qui ce n’è una sintesi:
    http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Mirrors_in_paintings
    Il volto senza occhi e bocca nasce poi in ambito surrealista, direttamente dall’attenzione al manichino, come feticcio d’umanità. Oggi questa idea è così consumata che se ne possono vedere le applicazioni commerciali nelle vetrine di innumerevoli negozi d’abbigliamento:
    http://archeologue.over-blog.com/article-25117222.html

    “PUNTO SECONDO
    FUMETTO: ti riferisci ad un personaggio in particolare?
    Anche in questo caso mi aspetto una risposta precisa”

    Qui si spazia dalla fantascienza di un fumettaro come Enki Bilal, precursore della visionarietà passata al cinema con l’epocale “Blade Runner”, per poi arrivare ai cartoni animati di Tim Burton, o alle varie saghe “gotiche” tra lupi mannari e vampiresse adolescenti. Non fraintendermi, intendo dire che la luce e la finitura del lavoro di cui stiamo parlando potrebbe essere quella di una storia a fumetti. Prova a disegnarci sopra una nuvoletta (l’ho presa, pensa un po’, da un Lichtenstein…):
    http://www.bortolozzo.net/temp/nuvola.jpg

    “PUNTO TERZO
    Che cos’è lo spto gothic?”

    Non lo so che cos’è lo spto gothic ;-D
    Lo “spot gothic” invece è un mio modo sintetico per dire che non solo c’è una luce concentrata (usiamo riferimenti nobili: come provenisse da una candela dipinta da George La Tour), ma il colore dell’insieme ha anche quei toni oscuri e un po’ marronosi che vanno tanto di moda oggi nella postproduzione di film e fotografie ispirati alla “gothic novel”, genere letterario d’origine settecentesca (“Il castello di Otranto” di Walpole, per intenderci).

    “PUNTO QUARTO
    Davvero non riesci a vedere ulteriori livelli di lettura?”

    Sai, qualcosina te l’ho già scritta, poi non mi appassiona, ripeto, occuparmi di arte visiva tradizionale. Preferisco le care, vecchie, buone, semplici fotografie che di livelli di lettura (brutta parola, direi meglio “percezione”) ne hanno uno per ogni essere umano che le guarda :-)

    Bon, ti ho risposto, giusto perché sei “te” e ti voglio il solito gran bene Max. Alla prossima e “chi non salta pisano è, è!” :-D

  7. Antonino Tutolo scrive:

    Difficile inserirsi in mezzo a questi toscanacci col loro spirito tagliente ed efficace..
    :-) :-)
    Fulvio, stavolta hai superato te stesso. Hai riportato tutti i riferimenti possibili con pittura, ecc.
    Che bravo!
    Dopo aver fatto i complimenti all’autore per la capacità di elaborazione, non mi resta che dire: mi piace; nonostante sia un tema noto, con tecnica e colore ben definiti nelle origini.

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    Inutile ricercare nell’astrattismo precisi riferimenti a situazioni reali, mi pare ovvio, anzi più da queste c’è distanza e tanto meglio si riesce a far galoppare la propria immaginazione, taluni mirata alla ricerca del noto. Purtroppo quando detta ricerca è fruttuosa si ci sente si appagati (ego x ego) ma finisce la magia voluta dall’autore, vale veramente la pena affannarsi a tal punto? L’illusionista è più credibile agli occhi del suo pubblico quando gli svela i trucchi usati per affascinarlo?

    Maurizio Tieghi

  9. @Antonino Tutolo
    “Fulvio, stavolta hai superato te stesso. Hai riportato tutti i riferimenti possibili con pittura, ecc.
    Che bravo!”

    Ti ringrazio Antonino! Però non prenderci l’abitudine perché per accontentare il mio amico livornese ci ho perso la mattina e non posso certo farlo con troppa frequenza ;-D

  10. Domenico Brizio scrive:

    Concordo con Donatella: sta foto mi lascia corrucciato. E’ una foto? Mi ricorda il ‘non vedo non sento non parlo’ delle scimmiette, però qui c’è uno specchio infedele perchè non posso immaginare che la persona sia senza organi così vitali, finchè non la vedo. Come gioco sta bene, come percezione del mondo è opinabile.

  11. Mi domando…come mai siamo alla costante ricerca di qualcosa di nuovo, originale, mai visto??? Il mondo è vecchio, noi (chi più chi meno) siamo vecchi, le espressioni visive sono vecchie…e quasi tutto è già stato fatto o detto.
    A me questa fotografia/quadro piace.
    Mi piace per il riferimento psicologico, mi piace per l’atmosfera gotica, mi piace perchè racchiude ciò che io non saprei fare in post-produzione e che, quindi, tendo ad ammirare negli altri.
    Ok, forse non è una vera “fotografia”, si è trasformata più in un dipinto, ma alla base c’è un concetto e credo sia stato raccontato con efficacia.
    Vi è mai capitato di guardarvi allo specchio e non riconoscervi??? La scena non risulterebbe particolarmente luminosa…
    Elisabetta Moschetto

  12. Ciao Fulvio!
    Ovviamente mi sono fatto la pipì addosso per l’emozione di risentirti così puntuale, così frizzantino, cosi limpido… un PINOT!

    Nel link che hai mandato sul tema dello specchio nell’arte mi è dispiaciuto non vedere la veritas di Klimt, ma fa lo stesso.
    No, non sono diventati pittori gli amici del fotoclub nove, anzi!
    Quelli fotografano davvero, mica pettinano le bambole!
    Guardando comunque la rassegna pittorica (e non fotografica) che proponi, ci sono un sacco di varianti sul tema e proprio per questa varietà penso che possa valere la pena, oggi, riproporre la questione, non ci vedo niente di male. Non ricordo cosa mi aspettassi dalla tua risposta, mi hai confuso!
    per il fumetto mi aspettavo che tu mi facessi il nome di Dylan Dog e invece mi vai a tirar fuori Bilal!
    Pensa che ho conosciuto “La donna trappola” su “Corto Maltese” del luglio 1986, numero in cui ho letto la prima storia di Corto: “E di altri Romei e di altre Giuliette”.
    Penso che quel giorno sia cambiato qualcosa in me.
    (Si, sono abbastanza psicolabile e facilmente influenzabile).
    Spero che Gianluca abbia letto questo thread, perché è molto interessante quello che ne è venuto fuori, soprattutto grazie al tuo contributo (ma quante ne sai?)
    Fulvio, carissimo, se passi in pisania, o meglio sulla costa labronica, fammi un fischio, che ti porto in un ristorantino
    che ti farai crescere i baffi lì per lì solo per poterteli leccare!
    Ciaooo!
    Massimo

  13. Dimenticavo, manca pure quel quadro di Dalì che ritrae la moglie allo specchio e nello specchio si vede lui che dipinge la moglie… ecc ecc

  14. Per Brizio
    però, scusa, rispetto la tua critica e la tua opinione, ma che c’entrano le tre scimmiette?
    ciao
    Massimo

  15. Domenico Brizio scrive:

    @Massimo Casalini
    Le tre scimmiette: una non vede come la figura allo specchio, una non parla come credo non lo faccia la figura allo specchio, una non ode e la persona effigiata nella ‘fotografia’ qui posso desumere sia nella stessa condizione (opinione o referto scientifico opinabile)

  16. patrizia puccini scrive:

    credo che il richiamo alle 3 scimmiette che cita brizio possa essere uno spunto interessante per una analisi del significato del tema proposto nell’immagine:
    il protagonista non vede, non parla ma sente, forse di più di quanto fa normalmente chi invece parla e vede.
    e se questo fosse un autoritratto?

    bravo gianluca.

  17. Ugo Alfonso scrive:

    quello che è visto come un difetto, cioè il soggetto che non “rispecchia” (permettetemi il gioco di parole) la stessa posizione nella immagine riflessa in realtà potrebbe essere interpretabile con la differenza di atteggiamento/personalità del “personaggio del riflesso”, quindi non essere un difetto.
    complimenti Gianluca.

  18. Antonino Tutolo scrive:

    Per comprendere questa immagine bisogna riferirsi all’evoluzione del gotico della seconda metà del XIX secolo; quindi ad Edgar Allan Poe. Dall’angosciante, esotica, tenebrosa visione del Gotico medioevale, si arriva all’immersione negli abissi dell’io, delle angosce, delle paure individuali e collettive dell’uomo “moderno”, che anticipano l’introspezione della futura psicanalisi.
    Ne “Il ritratto di Dorian Gray” di O.Wilde, il quadro (non specchio) memorizza, giorno per giorno, i frutti del male compiuto dal soggetto; mentre il volto reale resta giovane e puro.
    Nell’immagine di Donati, invece, lo specchio riflette l’immagine sbiadita, informe. Il giovane sente, con dolore, le paure e le angosce quotidiane (rappresentate dai toni oscuri sgranati e saturi dell’ambiente, tipici del gotico), ma non vede se stesso, non sa interpretarne le cause. Leggendo i racconti di Poe questa immagine assume significato nella sua drammatica ossessione. La posizione del giovane davanti allo specchio può anche essere fuori asse; tanto lo specchio non ne percepirà lo stato interiore.
    Osservate il quadro senza volto sullo sfondo di questa immagine di Magritte:
    http://biografieonline.it/img/bio/r/Rene_Magritte.jpg
    oppure il quadro “gli amanti”, dello stesso autore, in cui c’é anche il tema dell’incomunicabilità:
    http://fernirosso.files.wordpress.com/2009/01/gli_amanti.jpg

  19. Antonino Tutolo scrive:

    @Elisabetta Moschetto
    “Mi piace per il riferimento psicologico, mi piace … Ok, forse non è una vera “fotografia”, si è trasformata più in un dipinto, ma alla base c’è un concetto e credo sia stato raccontato con efficacia”.
    .
    Condivido pienamente questa opinione.
    Ora vorrei richiamarvi alla memoria “i pretini” che giocano a pallone del Maestro Mario Giacomelli.
    In essa c’é l’orma del reale, ma mancano i colori (è in B/N). Il contrasto è elevatissimo; la limitazione della latitudine di posa della pellicola ha eliminato completamente le tonalità intermedie.
    Mi chiedo, non è anch’essa un’elaborazione del reale?
    Nell’immagine di Donati i colori ci sono, sono stati solo modificati; non sono stati “ignorati completamente” dalla pellicola B/N.
    Da un punto di vista del principio, c’é differenza tra l’elaborazione consapevole e voluta dei colori di Donati e la privazione imposta, dovuta al mezzo limitato e primitivo (rispetto all’attuale) del B/N?
    Allora, rifiutiamo a priori anche il B/N?

  20. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    Personalmente non rifiuto niente, è solo che.. tutto quel po’ po’ di Poe non ce lo vedo e queste operazioni foto-grafiche le trovo lontane molto lontane, quasi assenti presso di me. Ma se qualcuno si rispecchia, fortunato lui/lei, o sfortunato, dipende. Preferisco avere bocca, occhi e orecchi….

  21. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “tutto quel po’ po’ di Poe non ce lo vedo e queste operazioni foto-grafiche le trovo lontane molto lontane, quasi assenti presso di me.”
    .
    Mi vuoi spingere a parlare di Poe, per poi dire che sono cervellotico.
    Birbante!
    :-) :-)
    Penso che lo conosci, Poe, con tutte le angosce e le paure interiori, di risvegliarsi col corpo di ragno; chiuso per questo in una stanza, al buio, impresentabile; o altro.
    C’entra Poe!
    Se non lo hai mai letto, leggilo! Vedrai che c’entra e chiarirà anche il significato di questa immagine; Di questo uomo che si specchia ma non si vede, non si conosce; si vede rappresentato in tinte oscure e col timore dell’orrido.

  22. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    Poe ha scritto cose molto ‘belle’ e non faceva fotografie o almeno non è noto (cfr.)… la ‘fotografia’ serve anche per capire chi la guarda quando se ne parla: tutte le fotografie hanno questa qualità non sempre intellegibile.

  23. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “Poe ha scritto cose molto ‘belle’ e non faceva fotografie o almeno non è noto (cfr.)”
    Non era, che io sappia, un fotografo. Ma i suoi libri esprimono gli stessi concetti che questa foto testimonia.
    Capisco si possa rifiutare l’accostamento della fotografia alle altre arti, ed anche negare la fotografia come arte. Ma il fotografo ha dei concetti nella sua mente, e li esprime fotografando. Conoscendo la letteratura di Poe, questa fotografia può essere compresa nei suoi significati.

  24. Domenico Brizio scrive:

    Ho letto Poe, se questo è il problema.. ma non penso intendesse esprimersi con la fotografia.
    La Fotografia è arte.

  25. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    Non “con la fotografia”, ma con gli stessi concetti della fotografia.

  26. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    Per fortuna nostra Poe si è espresso con la scrittura, se avesse espresso gli stessi concetti con la fotografia non lo avrebbero inteso le generazioni successive.
    Questa operazione foto-grafica (senza bocca, senza occhi) non la considero, semplicemente, non la pratico, nè la diffondo. Le parole di E.A.Poe mi sono bastate.

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