Sartori Paolo – Pettinengo (BI) – Freerider

Ritratto di freerider alla manifestazione Oropa Freeride 2010 ad Oropa (Biella). L’evento ha saputo far riemergere nel cuore dei biellesi (e non solo) la passione verso le nostre montagne con l’intento di valorizzare territorio ed ambiente.

Oropa Freeride 2010

Popularity: 1% [?]

Comments (16)

 

  1. francesco street savelloni scrive:

    bella e pulita…

  2. Ritratto di genere epico che adotta la tipica inquadratura dal basso, molto anni Trenta totalitari, per enfatizzare e rendere monumentale l’astronautico atleta. Il casco nasconde lo sguardo in macchina e questo de-umanizza il soggetto. Potrebbe pure essere un androide. A completare l’opera c’è la ormai dilagante cromia fortemente desaturata e contrastata (fino a pelare il guantone bianco in primo piano).

    Detto questo, il risultato è comunque preciso e quindi una lode all’autore.

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Conosco abbastanza bene il santuario d’ Oropa in quanto ci vado periodicamente fin da quando ero bambino. Anche per questo mi sarebbe piaciuto vederne almeno uno scorcio nella foto, così, tanto per contestualizzare un po’ di più la scena. Detto questo, aggiungo anch’io una lode all’autore per come ha inquadrato l’atleta, dandogli slancio compositivo e personalità sportiva. Ciao

  4. Catellani Franca scrive:

    Concordo , ritratto esasperato dal basso per comunicare cosa ? e poi l’occhio mi cade solo sulla targhetta rossa della tuta e sul guanto super esposto ciao franca

  5. Domenico Brizio scrive:

    Spersonalizzazione dell’attività sportiva, a questo mi rimanda questa fotografia… come se un atleta non avesse ormai neache più una personalità perchè dispersa nell’ingranaggio mediatico che lo vuole strumento dello spettacolo… Certe valorizzazioni della montagna portano con esse una cultura avulsa dal mondo montano…
    Immagine interessante, con punto di ripresa molto potente.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Concordo con la Sig.ra Catellani.
    Ritratto diagonale con punto di vista dal basso.
    La bianca e bruciata mano è ingrandita; la giacca verde scuro assume un particolare rilievo grazie all’esposizione; la targhetta con la scritta si mette in mostra; la testa (col casco sovraesposto) è piccola.
    Sono rispettate le regole compositive, ma l’immagine pare fine a se stessa: non comunica.
    Manca un concetto interpretativo. Un robot, un astronauta sono più minacciosi. La giaccona verde attira troppo l’attenzione. I bianchi sono sovraesposti, secondo l’estetica contemporanea. La mano guantata non recita, anche se è in primo piano. Manca un preciso riferimento allo sport, alla manifestazione da cui è tratta, alla rappresentatività di questa figura. Quindi la vedrei opportunamente collegata ad altre immagini, ad altri riferimenti più espliciti.

  7. questa mi ricorda tanto una foto famosa pubblicata qualche anno fa, di cui però non ha la stessa forza, la stessa novità e il taglio (quello della mano non ci voleva proprio)

  8. Sartori Paolo scrive:

    Bungiorno a tutti, grazie per i commenti e per le critiche a cui spero di dare risposta con questo post…

    @ Sig. Marco Furio Perini

    Grazie per la lode, non ho incluso uno scorcio di Oropa perchè non era quello l’obiettivo dello scatto…altrimenti avrei fatto una panoramica invece di soffermarmi sui veri protagonisti….

    @ Sig.ra Catellani Franca

    “per comunicare cosa?”
    Non è uno scatto da interpretare è il ritratto di un freerider…. Lo scatto è stato volutamente post-prodotto esasperando colori e clippando le alte luci in modo da aumentare il contraso luci-ombre.

    @ Sig. Giovanni Firmani

    Grazie per il commento che trovo però completamente inutile e fuori luogo….la libertà di postare è sacrosanta ma forse per critiche o commenti più utili….

    @Tutti

    Lo scatto vuole esclusimante esasperare la sportività dell’atleta giocando sui colori e sui contrasti senza tirare in ballo concetti interpretativi che comunichino chissà quale messaggio sociale o mediatico…

    cit. “Manca un concetto interpretativo. Un robot, un astronauta sono più minacciosi.” -> non era assolutamente il fine dello scatto!!

    cit.”come se un atleta non avesse ormai neache più una personalità perchè dispersa nell’ingranaggio mediatico che lo vuole strumento dello spettacolo…”-> solo per aver accentuato colori e contrasti??Un po’ riduttivo per un’interpretazione così complessa, comunque prendo atto del commento e ringrazio

    cit.”I bianchi sono sovraesposti, secondo l’estetica contemporanea.” -> l’estetica di chi? La fotografia per me è libertà, soprattutto nelle tecniche di ripresa e di scatto, è il fotografo che decide la sua estetica personale e non viceversa…questo chiaramente secondo la mia opinione….

    cit.”Manca un preciso riferimento allo sport”->scusate la banalità…non mi sembra di aver fotografato un paesaggio o un animale??

    Grazie a tutti per i commenti

  9. Domenico Brizio scrive:

    @ sig. Sartori Paolo
    ‘Lo scatto vuole esclusivamente esasperare la sportività dell’atleta’
    Beninteso che ognuno può interpretare, compreso l’autore il suo scatto post-prodotto, ma… nella sua fotografia colgo poca sportività, oppure l’accezione di sportività è da ritarare?

    ‘come se un atleta non avesse ormai neache più una personalità perchè dispersa nell’ingranaggio mediatico che lo vuole strumento dello spettacolo…’ significa che se gli tolgo, all’atleta, le prerogative dell’azione in cui si cimenta e ne falso la presenza cromatica… giocoforza ne faccio una metafora di qualcosa… o no?

  10. @Paolo Sartori
    “Grazie a tutti per i commenti”

    Ehi, quanta furia Paolo! Mica pensi che sia finita qui, no? A parte che ringrazi Marco Furio Perini per la lode che lui si è limitato ad aggiungere alla mia e ti dimentichi di ringraziare proprio me… :-)

    Tornando però a ciò che dichiari: “Lo scatto vuole esclusimante (leggi: esclusivamente) esasperare la sportività dell’atleta”, vorrei invitarti a rifllettere sul fatto che la “sportività esasperata” di un atleta, a mio parere, mica dipende dall’equipaggiamento più o meno “fighetto” o dal punto di ripresa. Semmai l’esasperazione è nel gesto atletico. Ma di questo sport nulla si capisce nella tua fotografia. Potresti pure averla scattata in centro a Biella e il tizio che riprendi potrebbe aver indossato quell’armatura per la prima volta in vita sua senza saper non dico sciare o “skateboardare” (si scriverà così?), ma nemmeno come togliersi casco e tuta senza farsi del male, altro che esasperazione della sportività!! :-D

  11. Paolo Sartori scrive:

    No,nessuna furia, ci mancherebbe Fulvio…Ti ringrazio molto, ma in generale ringrazio (chi meno chi più) tutti coloro che hanno lasciato le proprie opinioni personali, perchè mi hanno dato modo di riflettere in modo più approfondito sullo scatto.
    Un ritratto che ritenevo comunque fine a se stesso e senza la presunzione di portare alla luce così tanti punti su cui discutere. Hai perfettamente ragione quando dici che l’esasperazione di un gesto atletico e ben altra cosa e ne sono consapevole. Quello che ho voluto sottolineare non è assolutamente il gesto atletico, ma un ritratto (esasperato e particolare) dei protagonisti di questo evento…comunque non mi sembra che il riflesso sulla maschera sia Via Italia a Biella : )

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Paolo Sartori
    “l’estetica di chi? ”
    .
    Non limitavo la tua libertà espressiva. Anche per me la fotografia è libertà.
    Però è possibile richiamarsi a tecniche specifiche chiamandole col loro nome. High key, low key, cross processing, viraggio, solarizzazione, ecc.
    L’estetica cambia col tempo. Un tempo il cross processing sarebbe stato considerato un errore; ora invece configura una nuova “estetica”, con pieno diritto di esistere. Ma spesso viene usato fuori luogo. Adeguarsi ad una “moda”, perché di moda si tratta (al punto che non c’é foto, sui forum, che non sia crossprocessizzata), in modo acritico (e non mi riferisco alla tua foto), non significa esprimersi con una propria estetica, ma con quella del proprio tempo. E questo non è un delitto.
    .
    Alla mia osservazione: “Manca un concetto interpretativo “, risponde in maniera significativa il commento di Domenico Brizio:
    “se gli tolgo, all’atleta, le prerogative dell’azione in cui si cimenta e ne falso la presenza cromatica… giocoforza ne faccio una metafora di qualcosa… o no?
    Chi non conosce quello sport, purtroppo fatica ad interpretare le sue immagini. Allora cerca significati sottesi. E’ l’uomo mascherato? Perché? Cosa vuole rappresentare con il guantone grande in primo piano, la giaccona ben esposta nei toni e la testa piccola?

  13. Antonino Tutolo scrive:

    @Paolo Sartori
    “ma in generale ringrazio (chi meno chi più) tutti coloro che hanno lasciato le proprie opinioni personali”
    .
    Penso che dovresti ringraziare tutti, parimenti, perché in ogni caso ti hanno dedicato il loro tempo, la loro attenzione, le loro capacità.
    Poi sta a te, in questo è la libertà ed il diritto, decidere in che modo tenere conto delle singole osservazioni.

  14. ovviamente l’autore, che considera inutile il mio intervento, ha qui la possiblità di spiegare il taglio della mano e la bruciatura della stessa. Nel mio piccolo, ho solo ricordato come fosse la copia di una foto d’autore già vista, ma meglio fatta

  15. Paolo Sartori scrive:

    Sicuramente ringrazio tutti coloro che mi hanno commentato x avermi dedicato del tempo….il riferimento “chi più chi meno” era inteso verso coloro, che ho già citato nei miei post precedenti, che hanno lasciato un commento, dal mio punto vista, poco costruttivo.
    Per il resto ringrazio veremente tutti x le molteplici chiavi di lettura di questa immagine…. e per avermi fatto riflettere!! : )

  16. @Paolo Sartori
    “non mi sembra che il riflesso sulla maschera sia Via Italia a Biella”

    No, hai ragionissima, potrebbe essere il Sestriere :-D

    Un caro saluto e buon freeriding!

Leave a Reply