Cappellini Monica – Benevello (CN) – Prospettive

“Passeggiando per le colline delle Langhe (CN) in una giornata freddissima ho trovato questo “soldato” col capello bianco che si rispecchia di fronte all’ imbattibile neve…”

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Comments (9)

 

  1. Catellani Franca scrive:

    minimalista fotografia , certo piu’ una foto è formale meno mi racconta qui almeno se il camino fumasse mi porterebbe a pensare ad una presenza in quella casa , ma potrebbe anche essere un capannone dove alla domenica non si lavora ,leggo adesso le parole dell’autrice e l’ironia del camino associato al soldato , ma qui si presenta piu’ come un birillo e molta intemperia e bufera non la vedo .. era un esercizio fotografico? forse !

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido la sig.ra Catellani.
    La foto, anche se pregevole esteticamente, mi pare formale.
    Se quel “soldato” “fumasse” sarebbe altra cosa.
    In ogni caso, complimenti

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    Cosa c’entra il fumo in questa fotografia? Niente. Chi lo dice che si tratta di un camino nel tetto di una casa, forse la razionalità, in questo caso cadrebbe del tutto il tanto ripetuto concetto di una forma d’arte espressa tramite la fotografia. Potrebbe trattarsi per esempio di un lampioncino per illuminazione, mi piace anche pensare ad una presa d’aria per gli angeli che abitano l’interno delle nuvole. Se qualcuno da un pezzo di corda vede un veliero tramite una soffice coltre bianca è possibile immaginare il paradiso. Tutto è plausibile immaginandoci cose tramite gli scritti di altri, ma i tre elementi presenti nel riquadro per la tonalità dei colori e per la come sono stati composti creano semplicemente una piacevole fotografia.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    “Formale” significa una cosa fine a se stessa, che non parla, non fa immaginare.
    L’arte è espressione di pensiero. Copiare l’arte “non è fare arte”.
    Comporre un’immagine seguendo regole prefissate (la composizione, i colori, ecc.) non è fare arte, ma solo giudiziosa applicazione di regole. L’estetica delle foto altrui ti colpisce e magari la copi senza recepirne i contenuti intimi dell’originale.
    La tanto “temuta” arte è nulla più che pensiero creativo, immaginazione, sogno. “Non è” quello che piace; non è copiare le foto altrui, senza consapevolezza.
    C’è un libro della Feltrinelli: “XXTH Century Protoghraphics” : La fotografia del XX secolo – Museo di Colonia, 760 pagine, al costo di soli 9,90 euro
    http://www.lafeltrinelli.it/products/9783822816790/Fotografia_del_XX_secolo/.html
    in cui sono contenute 850 fotografie che hanno caratterizzato il secolo scorso.
    Vedendo quelle immagini si può conoscere cosa altri intendono per fotografia; e ci si può stupire di trovare “l’originale” di molte foto che ancora girano, dopo 80 anni, nelle mostre italiane, come momento decisivo; ed altre che sembrano pitture, ed invece sono state ottenute, con la fotografia analogica, 50 anni fa. E molti pensa che sono siano prerogativa del digitale.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    “Se qualcuno da un pezzo di corda vede un veliero tramite una soffice coltre bianca è possibile immaginare il paradiso.”
    .
    Se qualcuno in quella corda vede il paradiso, vuol dire che il fotografo è un artista, e quel “qualcuno” che legge l’immagine ha sensibilità artistica. Se le due “artisticità” (del fotografo e del lettore della foto) non sono affini per sensibilità, il miracolo dell’arte non si compie.
    E’ un po’ come leggere un libro scritto in greco senza conoscere quella lingua.

  6. La didascalia descrive bene cosa è “scattato” nella mente di Monica per indurla a fare questa fotografia. Il risultato però è inferiore alle intenzioni. Il “soldatino” sta troppo vicino al bordo del quadro, si inclina come fosse ubriaco e di vagamente militare gli restano solo l’elmetto di neve e la compostezza rigida della sentinella. Del tetto, che dovrebbe poi descrivere l’imbattibile invasione nevosa, rimane poca porzione. Non c’è nulla di epico e imbattibile in pochi metri quadri ricoperti da pochi centimetri di neve.

    Comunque, lode al tentativo e auguri per riuscite migliori all’autrice.

  7. Monica Cappellini scrive:

    Ringrazio ad ogn’uno di voi per i vostri commenti. Apprezzo molto la critica.

    grazie!!

  8. Domenico Brizio scrive:

    La Langa è presente in lunghe e tormentate vicende belliche raccontate da grandi scrittori (uno su tutti, grandissimo: Beppe Fenoglio) ma qui preferisco non portarmici su… c’è un comignolo solingo che se ne sta su un tetto coperto di neve. Non vedo campi di battaglia, non vedo sfide, non vedo conflitti. In Langa (che si può tradurre ‘in cresta’) con le luci della sera o del primo mattino fotograficamente si può fare molto di più.

  9. Andrea Einaudi scrive:

    Mi piace molto….
    La mia fantasia dà forma all’immagine di un soldato solitario che stremato dalla fatica della fuga dal campo di battaglia si ferma, immobile, solo con i suoi pensieri in una landa innevata e fredda.
    Il cielo è blu, la strada è ancora molto lunga, il suo pensiero va alla sua casa….

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