Guido Valentino – Corteggiamento ignorato

La magia della natura osservata a distanza ravvicinata mediante mimetismi e tecniche di osservazione……
la gioia dello scatto e poi quella di mostrarla a chi non crede più nel bello….


09 Guido Valentino - Corteggiamento ignorato

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Comments (14)

 

  1. Bravo Valentino! Fotografia estremamente piacevole e tecnicamente ben condotta. L’unica nota stonata è il titolo disneyano, che per quanto ironico, proietta un’ormai consumatissima “luce antropomorfa” sui comportamenti degli animali.

  2. Catellani Franca scrive:

    Le fotografie naturalistiche non mi entusiasmano tantissimo , questa devo dire che è ben riuscita colori vivaci e l’attimo preso del soggetto che sta masticando un insetto , e la assimetria dei due Colibrini uno guarda a sinistra e l’altro guarda a a destra è proprio bella ciao franca

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Il maschio con l’insetto in bocca da offrire alla compagna, per il corteggiamento.
    L’ultimo sguardo in giro prima di passae a “vie di fatto”, per scrutare se c’é un intruso pronto a cogliere il “si fa ma non si dice”.
    Splendido il tono caldo e la saturazione dei colori. Ottima la composizione, con i corpicini che formano linee divergenti verso l’alto, ed il ramo che, spezzato dalle code, non attraversa tutta l’immagine, dividendola in due parti.
    Complimenti all’autore

  4. Domenico Brizio scrive:

    Gruccione (Merops apiaster), sul posatoio con l’imbeccata per piccoli che si trovano nel nido all’interno di una cavità sabbiosa ricavata in una parete. Ecco una scena naturale, bella, semplice e colta con un meraviglioso sfondo. Sarà ma non è un fax della realtà, questa è una realtà che trascende. E’ arte. Credo nel bello, credo in chi sa coglierlo senza ‘inventarlo’ o inventarselo.
    Ha ragione Fulvio: il titolo è fuori luogo, ma la fotografia è poesia.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “Sarà ma non è un fax della realtà, questa è una realtà che trascende”
    .
    Ma… l’Artista è Colui che, oggi muore, e domenica risorge.

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa è una bella fotografia di natura, con gruccioni, che avendo sgargianti colori sono tra i volati preferiti dai fotografi di detto genere. Sono stati immortalati più volte, da soli, in copia, ed in numero sparso. Mentre volano, si cibano, porgono il cibo ai piccoli, ed in altri momenti della loro giornata. Vedo solo due gruccioni colorati. Quando saranno mostrati anche in bianco & nero?

  7. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    Già, ho facilità ad apprendere: uso già intere frasi di altri critici commentatori… tutta la Natura è Arte, dipende dalla profondità e comunione che abbiamo con essa, quanto sappiamo ‘capire’ e forse quanto profondamente sappiamo che le creazioni dell’uomo sono quasi sempre imitazioni… l’artista è colui che vede, per il Rimanente non sono attrezzato, meglio ho dubbi che mi fanno cercare e vivere…

  8. Catellani Franca scrive:

    ahh! è un cruccione !avevo scambiato per Colibrino avrei dovuto capire dal becco che non era un Colibri’ e pensare che il colibri è il logo del mio circolo ma non glielo diciamo ahhaahh:-)

  9. Domenico Brizio scrive:

    @Franca
    I colibrì non vivono in Europa, il cruccione è in realtà un gruccione ma godiamoci una bella fotografia… :-)

  10. Marco Furio Perini scrive:

    Resto sempre ammirato e stupito davanti alle foto naturalistiche così ben realizzate. Un genere che non pratico, ma che guardo sempre con grande interesse e coinvolgimento emotivo. Bravo! Ciao

  11. Giorgio Cecca scrive:

    @ D. Brizio: personalmente preferisco gli artisti che il bello lo inventano e lo reinventano tutti i giorni invece di riproporlo in forme consuete e a volte stereotipate.

  12. Domenico Brizio scrive:

    @G. Cecca
    Potremmo discutere allo sfinimento ed ognuno rimarrebbe sulla propria posizione: dunque rimaniamo così, non cerchiamo di stabilire l’assoluto. Anche se in fotografia, imho, l’artista è colui che ‘vede’, non un vetrinista. E in quel ‘vedere’ ti accorgi che esiste una visione. Stop (per me)

  13. Giuseppe Perri scrive:

    Pazienza e passione, come pane e companatico,
    sempre nello zaino di valentino che riesce a deliziarci con i suoi piccoli capolavori.

  14. Antonino Tutolo scrive:

    Ma il fotografo non “vede” solo. Il fotografo interpreta con l’inquadratura, col taglio, con l’inserimento o meno di particolari, di sfondi, con l’esclusione o l’accostamento di colori.
    Quando ci sono manifestazioni e più fotografi riprendono le stesse scene, è incredibile la variabilità di immagini che escono fuori.
    In certe immagini c’é la banalità, in qualcuna c’é l’invenzione, l’originalità, il punto di vista privilegiato.
    Tutto questo dipende anche dal gusto, dalla sensibilità, oltre che dalla conoscenza delle regole estetiche e tecniche.
    Certi novizi stupiscono, pur coi loro errori tecnici, per l’inventiva, per l’originalità.
    Occorre senz’altro vedere, anzi studiare, le foto dei grandi fotografi; ma non per copiarle. Occorre capire i concetti che li guidano; recepirne la capacità di racconto e di sintesi. Poi ognuno deve fare la sua strada, provando, sbagliando, cercando vie nuove. Quando si fotografa si ragiona; si mettono in ballo tutte le proprie capacità intellettive, in modo razionale, e sempre senza lasciarsi coondizionare dalle emozioni che bloccano l’operazione della scrittura. Una cosa è vedere, altra è trascrivere quello che si è visto. I fatti devono essere interpretati, ma anche resi in modo chiaro, comprensibile.
    Invece molti documentano un avvenimento, lasciando troppo spazio alle interpretazioni del lettore.
    Il fotografo bravo ha una visione limpida, personale, e sa imporre chiaramente a tutti i lettori la sua “idea” creativa, il suo “punto di vista privilegiato”, le sue emozioni.
    La creatività, diversamente da come la pensa Domenico, non è imitazione.
    Picasso ha certamente usufruito del patrimonio intellettuale pittorico di tutti i tempi, certamente ha preso idee qua e là, ma le sue opere hanno innovato la pittura moderna, se non altro per sintesi e per elaborazione di quanto lo ha preceduto.

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