Pongiluppi Ivano – Modena – Visioni & Media

E’ una provocazione che, al momento della creazione,viaggiava su suggestive notizie date dai media circa la fatidica data dell’anno 2012.
Più che una fotografia vuole dunque essere un invito alla sosta del proprio pensiero sull’interiorità, sull’essere e sulla affermazione del famoso “cogito, ergo sum”.

Opera partecipante al Progetto tematico “I segni del tempo” promosso dai Circoli Fotografici FIAF della Provincia di Modena.


171 Pongiluppi Ivano Visioni & Media

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Comments (12)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    L’immagine contiene una serie di riferimenti al tempo: il tempo millenario dell’ecclesia, quello scientifico dell’orologio, quello terminale della profezia, quello catastrofico dell’immagine in alto a sinistra.
    Il cartesiano “Cogito, ergo sum”, anziché essere interpretato nella concezione razionalistica della conoscenza, ispirata alla precisione e alla certezza delle scienze matematiche, viene erroneamente accostato alla oscura, tenebrosa e pretestuosa chiaroveggenza medioevale di Nostradamus, mai dimostrata e risultata errata nelle uniche tre occasioni in cui egli ha fissato una scadenza temporale specifica: 1732 (totale distruzione della razza umana), 1792 (persecuzione religiosa), e 1999 (la fine del mondo).
    Quindi il “cogito, ergo sum”, indicato nel sottotitolo di questa immagine, può essere interpretato come “penso al terrore, quindi esisto”.
    :-)
    Antonino Tutolo

  2. Catellani Franca scrive:

    UHllhallaa! La redazione si è dimenticata le puntine sulle sedie sta pungolando ben a modo bravi ! Anche quella che viene dopo non mi sembra casuale ….. Mamma mia ma dove sono finiti gli altri? Questa immagine è l’esatta rappresentazione dell’illustrazione , credo sia coerente con il titolo Vision & Media , in effetti illustra ma non spiega , illustra ma non parla , illustra ma tace , la vedo come una copertina di un libro scolastico ,flash di immagini assemblate per dire volta pagina e leggi questi argomenti ! Prendiamo il flash dell’interno della chiesa . dovrei descrivere un trattato sullo stato temporale , storicamente e filosoficamente e associare le contraddizioni della chiesa , e prima del Vangelo anche il seme della paura. – Nostra Damus un ciarlatano ? un profeta ? le diatribe sono infinite ! Astronomia ,Astrologia , argomenti troppo complicati per un semplice oggetto posto nell’immagine . L’orologio digitale simbolo della modernità ma con un paesaggio dietro collinare romantico . Poi con la frase “ si scomoda Cartesio . ve la riporto da Wikipedia :::::: Cogito ergo sum, che significa letteralmente “Penso dunque sono”, Cartesio esprime la certezza indubitabile che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante fu però anche contestato da vari suoi contemporanei. Ad esempio Giambattista Vico rimproverava a Cartesio di aver identificato tutto l’essere con la propria realtà interiore, riducendo l’ontologia ad una mera conseguenza dei suoi pensieri, e affermando se stesso come la realtà assoluta e qui non sarebbe finita– la Filosofia è vasto “argument”—– Emmanuel Lèvinas, per es. critica Cartesio dicendo che nel Cogito cartesiano vi sia una preminenza del soggetto sull’oggetto, che sarebbe allora incompatibile con la loro presunta identificazione: la dimostrazione cartesiana di una corrispondenza del soggetto pensante con l’oggetto pensato avviene tutta all’interno del soggetto stesso, quindi non atterrebbe alla sfera sicura dell’oggettività, ma a quella evanescente della soggettività. La Morale ? un insieme di simboli per comunicarmi argomenti troppo grandi e complicati , come la paura indotta in ogni uomo ,per tenerlo prigioniero e soggiogato !Ivano mamma mia che complicazione Ma qui non sarebbe finita mi fuma lu cervello !! e non vedo l’ora di leggere anche l’altra immagine che viene dopo !
    Ma questo è il portale della fotografia ?

  3. Domenico Brizio scrive:

    Non riuscendo a vedere che l’iconcina sono andato a cercare sul web questa fotografia si trovava da altra parte e l’ho trovata. Ho trovato anche un giudizio che riporto: “Estetica della perfezione, forza comunicativa coinvolgente, novità media.”. Così non soddisfatto, chiudo.

  4. - Genere dell’Idea: Creativa.
    - Analisi strutturale: Fotografia iconica.
    - Il significato dell’opera: L’impermenenza del creato impaurisce drammaticamente l’animo
    umano che è spinto a cercare risposte in profezie e religioni.
    - Giudizio di valore: Estetica della perfezione, forza comunicativa coinvolgente, novità
    media.

    Che altro dire? Auguri! :-)

  5. Antonino Tutolo scrive:

    @Catellani Franca
    “Ma questo è il portale della fotografia ?
    .
    Perché no?
    A mio avviso la fotografia è una forma di espressione culturale; è un linguaggio di comunicazione. Quindi essa è strettamente connessa a tutte le arti ed alla cultura nel senso più ampio del termine, filosofia, psicologia e psichiatria incluse.
    :-)
    Non a caso gli psicologi studiano anche la grafia e gli psichiatri mostrano ai pazienti dei disegni da interpretare.
    Alcuni considerano la filosofia come fantasia inutile ed inconsistente; perfino ridicola.
    E’ il frutto dei condizionamenti di questa società, che non ama chi ragiona con la sua testa, preferendo chi si adegua ad un modo di ragionare scontato, omologato, epurato da ogni individualità e da ogni iniziativa creativa.
    La filosofia è l’arte del ragionamento; essa esamina ogni argomento, ogni sfumatura, con logica; fino ad arrivare all’essenza delle cose; oltre lo stato del visibile e dell’esteriore; fuori da condizionamenti e riserve mentali.
    Se riteniamo che la fotografia sia arte, ed a mio avviso lo è, occorre collegarla ad ogni altra espressione artistica e del pensiero umano.
    Se poi, invece, pensiamo che sia solo l’applicazione di regole, solo un tecnicismo estetico, allora sarebbe il caso di parlare anche di risoluzione, nitidezza, qualità degli obiettivi. Ma mi pare che questo blog si rivolga all’aspetto culturale. Allora perché escludere la filosofia, quando essa ha lo scopo di comprendere i contenuti e le implicazioni celati nell’immagine?

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Catellani Franca
    “…. come la paura indotta in ogni uomo ,per tenerlo prigioniero e soggiogato ! “
    .
    Condivido.
    Il “cogito ergo sum”, suggerito dall’autore, ricorda la visione medioevale dell’esistenza umana.
    Col disfacimento dell’impero romano, la cultura millenaria (anche di derivazione greca ed arcaica) e la fiducia stessa nel vivere sono stravolte dal flagello dei barbari, da pestilenze e carestie. Il castigo biblico è dietro l’angolo. Il rogo, le pene corporali stravolgono il Messaggio di pace, di amore, di uguaglianza sociale. E’ la notte delle tenebre. L’incerto e l’inverosimile paiono possibili. Chiunque può accreditarsi come mago, incrementando ulteriormente l’angoscia ed il timore”. Chiunque può essere una strega.
    In quella società di sofferenze, di dubbi, di angosce, “non si sa mai”.
    In questo ambiente Nostradamus trova i suoi tremebondi sostenitori. Questo è il senso del “tremo, quindi esisto”. Mille anni e le biblioteche arabe ci ridaranno la fiducia nel vivere e la memoria del passato, del pensiero libero di Aristotile, Sofocle, ecc.
    Il “cogito, ergo sum” dà grande dignità e potere all’uomo, al Figlio di Dio (anche se non condiviso da Cartesio), anche nell’eccesso e nella contraddizione rilevati da Gian Battista Vico e da Emmanuel Lèvinas.
    Nell’immagine in alto a sinistra il rosso delle nuvole e della pavimentazione danno l’idea della catastrofe incombente, mentre il cielo azzurro pare indifferente, come in ogni occasione tragica, alle sciagure umane.

  7. Catellani Franca scrive:

    come non essere d’accordo la frase “questo è il portale della fotografia ? aspettava solo ulteriori risposte e sapevo che mi avrebbe risposto Antonino Tutolo con competenza e approfondimento . sempre grazie

  8. Carla Pellegrini scrive:

    Posso dire che ho apprezzato molto il susseguirsi di immagini a tema proposti grazie al progetto modenese.
    E’ sempre interessante studiare come autori diversi si pongono nella realizzazione di un progetto comune.
    L’uso dei polittici è stato quasi unanimemente condiviso.
    In ques’ultimo caso mi sento di sottolineare la presenza di troppi simboli tutti indicanti un medesimo argomento, quasi come se l’autore nel dubbio di non essere capito abbia esagerato nella realizzazione del suo lavoro.
    Carla Pellegrini

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Carla Pellegrini
    “la presenza di troppi simboli tutti indicanti un medesimo argomento, quasi come se l’autore nel dubbio di non essere capito abbia esagerato nella realizzazione del suo lavoro.”
    .
    Condivido.
    Un polittico consente di compendiare vari aspetti singoli relativi al tema in argomento, mentre l’immagine unica è più difficile da realizzare, perché essa richiede maggiore capacità d’invenzione e di sintesi. In ogni caso, che un gruppo di fotografi si alleni a fotografare per tema è certamente cosa positiva. La sintesi verrà col tempo.

  10. Ivano Pongiluppi scrive:

    Sono lusingato dai commenti: Pellegrini, Catellani, Bortolotto, Brizio, Tutolo. La mia intenzione era innanzitutto di non rischiare il “fuori tema”: in seconda battuta devo sottolineare che era mia intenzione provocare e solleticare l’interiorità e/o il pensiero di ognuno, anceh esagerando, come dice Carla Pelelgrini. Il “cogito ergo sum” è per me una frenata senza ABS, ad indicare che la nostra identità va coltivata, difesa e proposta sempre e ovunque, al di là e oltre ogni filosofia cavalcata dai media con eccessivo interesse materialistico. Ivano Pongiluppi

  11. Antonino Tutolo scrive:

    Ti ringrazio e condivido le tue conclusioni.
    I media propongono l’ultimo prodotto tecnologico, per una fotografia “automatica”.
    Invece la fotografia è ragionamento, direi pensiero.
    Con la digitale è facile sparare 50 immagini, pensando che almeno una di essa sarà buona. Invece, a parte alcune occasioni che vanno colte al volo, ciascuna di esse presenterà un problema, una mancanza, un difetto.
    Occorre ragionare scatto per scatto, come se ciascuno di essi fosse l’ultimo disponibile. Occorre tornare sul luogo, cercando la migliore condizione, l’occasione più propizia.
    C’é un libricino di Ryszard Kapuscinski, “Autoritratto di un reporter”, ed. Feltrinelli, 7 euro, che spiega cos’é un reporter. Kapuscinski era un giornalista, non un fotografo; ma il suo sistema di ricerca dei “fatti” (dell’immagine) è molto significativo. Ed è lo stesso sistema usato da C.Bresson, Bob Capa: sempre pronti a partire, sempre in prima fila, la massima attenzione, anche a costo della vita.
    Per avere buone occasioni occorre stare in mezzo ai fatti.
    Chi arriva col progetto già pronto trova solo il superficiale, lo scontato, l’ovvio.

  12. Ivano Pongiluppi scrive:

    Per Antonino Tutolo e gli altri che hanno avuto qualche attenzione per il mio collage: spero di incontrarVi prima o poi in ambito fotografico. Gli scambi che ne scaturiscono, ci fanno immancabilmente capire quanto minima sia la ns dimensione e, per fortuna, quanto ci sia sempre da imparare a saper guardare o a imparare a vedere.

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