Panfili Graziano – Frosinone – Mart

Foto fatta al Mart a Rovereto durnte la lettura portfolio Italia.


69 Graziano Panfili Mart

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Comments (11)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Vedo un pezzo di M, un pezzo a A, un’ombra reticolata proiettata da struttura architettonica, figure umane deambulanti e disperse: non riesco a organizzare un senso, una tensione estetica, un interesse, un soggetto intorno al quale ruotare o aggrapparmi: l’autore sembra non averlo indicato.

  2. Catellani Franca scrive:

    La sensazione è quella di essere al di sopra di una scena teatrale, cuore baricentrico di un museo Mi piace questa monumentalità rispetto all’uomo , questo ampio spazio dedicato all’arte mi piace la ripresa i grafismi che le ombre creano proiettando la sua forma leggera ma imponente , forse trovo solo molto forte la parte grigia della scritta in alto erano sufficienti la M- A capisco che probabilmente dal punto di vista del fotografo con il grand’angolare non era possibile evitarla .

    Scrisse Mario Botta, poco prima dell’inaugurazione del Mart: “La nuova piazza, coperta da una cupola vetrata, diviene il “cuore” baricentrico del nuovo complesso e nel contempo anche immagine dell’insieme museale che si organizza tutto intorno. É quindi lo spazio “vuoto”, la piazza coperta, la vera matrice della composizione architettonica che proprio nella sua centralità focalizza l’idea primaria di questo progetto.”

    La grande cupola in acciaio e vetro che sovrasta la piazza è frutto di particolari studi statici,
    in quanto priva di una capriata in coincidenza con l’area pedonale d’accesso al Museo. mi piace proprio

  3. Graziano scrive:

    x Domenico
    esteticamente mi piace l’uomo incastrato tra arte e architettura con un punto di vista dall’alto.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido Franca Catellani a proposito della “monumentalità rispetto all’uomo” di questo luogo d’arte.
    L’uomo è l’artefice dell’arte; ma l’opera o la visione del singolo sono tanto varie e variegate che l’apporto di ogni artista risulta appena percepibile nello spazio-temporale dell’arte, se egli non è veramente grandissimo.
    Questo concetto è ben reso nella grandiosità di questi templi fisici dell’arte.
    Ogni artista vi lascia il suo contributo, anche minimo; ma per sempre. Ogni individualità artistica è una goccia che riempie il mare dell’arte. In questo senso, nella immagine proposta, Graziano Panfili va al di là della semplice documentazione, del gioco geometrico e prospettico.
    Quella di Graziano Panfili è arte. Arte nuova e personale. Il luogo è solo un pretesto, è solo lo spunto per le sue spesso originali e creative visioni (come nel caso del “marziano” seduto nella sala, presentato in altra occasione).
    Complimenti all’autore

  5. Tardo esempio di fotografia modernista di stampo sovietico.
    Vedere qui:
    http://rebeccareilering.files.wordpress.com/2009/02/rodchenkophoto.jpg

    Per il resto l’insieme di scritte e persone non fa scattare nessun meccanismo interessante. Solo una certa piacevolezza grafica fine a se stessa. Se basta questo, allora applausi.

  6. Graziano scrive:

    X Fulvio
    L’uomo al centro dell’arte, dell’universo “Mart”.
    La composizione ed il taglio servono ad incorniciare il soggetto e racchiuderlo dentro queste “forze”.

    Non ho nessuna pretesa di applausi, è solo una mia intima visione del luogo in quel momento.

  7. @Graziano

    Prendo atto e ritiro l’applauso (scherzo) :-)

    Ora però, se vuoi, ragioniamo. Mi parli di “L’uomo al centro dell’arte, dell’universo Mart” solo perché hai fotografato un tale tra le vetrofanie appiccicate su un vetro in un cortile su cui si proiettano le ombre dei tralicci? E l’altro tizio con la testa tagliata in alto a destra, quello invece sarebbe “l’uomo che non capisce niente di arte”?.
    Secondo me, infilare delle idee simboliche dentro una fotografia, che invece è quanto di più contingente e occasionale possa esserci, è una forzatura. Forse generata dal pensiero che ci debba sempre essere un “messaggio” in quello che si percepisce e si trattiene per mezzo di una traccia ottica. Se togliamo di mezzo questa storia dell’uomo, del centro e dell’arte MART, allora, ripeto si vede nell’immagine una qualche piacevolezza grafica. Punto. La tua “intima visione” è nell’atto percettivo che hai compiuto quando hai inquadrato e scattato, senza necessariamente altro significato che il piacere di farlo, non i pensieri che razionalmente uno è tentato di metterci prima o dopo. (Sempre IMHO)

  8. Domenico Brizio scrive:

    @Graziano
    ‘esteticamente mi piace l’uomo incastrato tra arte e architettura con un punto di vista dall’alto’
    Ok, è stato per te il punto coinvolgente, però ci sono anche un uomo con testa tagliata e altri due con il solo tronco-testa… che essendo figure umane prendono campo reale tra ombre-soggetto e architettura-fonte. Si, mi son chiesto se il soggetto fosse l’uomo che mi indichi (posizione e cornice lo ammettevano) però è un segnale debole.
    Ciò non toglie che, come dive Fulvio, via sia una piacevolezza grafica e, aggiungo, la ‘tua’ visione. Più in là è territorio opinabile e non universale.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Fulvio Bortolozzo
    “La tua “intima visione” è nell’atto percettivo che hai compiuto quando hai inquadrato e scattato, senza necessariamente altro significato che il piacere di farlo, non i pensieri che razionalmente uno è tentato di metterci prima o dopo”.
    .
    Scusa, Fulvio, solo per intenderci, e parlando in generale.
    Vorrei sapere se il ragionamento che hai fatto si riferisce al caso specifico di questa immagine oppure si riferisce a tutta la fotografia.
    Nel secondo caso negheresti la valenza artistica della fotografia.
    La “visione percettiva” che poi si traduce “nell’opera” non è soggettiva? Quello di Graziano Panfili non è un punto di vista singolare, creativo, estetico?
    Nell’arte minimalista non c’é altrettanta semplicità, ripetitività, rappresentazione del reale, rifiuto dell’astrattismo, geometria funzionale ad un concetto non astratto?
    Il minimalismo è arte.
    Vorrei sapere se il ragionamento che hai fatto si riferisce al caso specifico di questa immagine oppure si riferisce a tutta la fotografia.
    Nel secondo caso negheresti la valenza artistica della fotografia.

  10. @Antonino Tutolo
    “Nel secondo caso negheresti la valenza artistica della fotografia.”
    “Nel secondo caso negheresti la valenza artistica della fotografia.”

    Ostrega! L’hai addirittura ripetuto 2 volte!!! :-D
    Guarda Antonino, per il gusto della battuta, ti risponderei sì!
    NEGO LA VALENZA ARTISTICA DELLA FOTOGRAFIA. Di tutta la fotografia: da Niepce all’ultima che è stata scattata un milionesimo di secondo fa :-)

    Fuor di scherzo, devo purtroppo dirti che il mio discorso è riferito solo alla fotografia proposta da Graziano. Ma ti preciso meglio il senso del mio discorso. Ho voluto dirgli che non è indispensabile che un atto estetico veicoli forzatamente un “messaggio simbolico” per essere ritenuto tale. Basta il riconoscimento del suo avvento realizzatosi nel momento dello scatto. Quindi, nel caso specifico, una volta che Graziano ha riconosciuto come interessante per lui quella percezione che ha riprodotto fotograficamente, la faccenda può anche finire lì. Tutto il successivo discorso su: “L’uomo al centro dell’arte, dell’universo “Mart” ecc.” mi appare come una forzatura razionalista, un tentativo di voler a tutti i costi spiegare l’inspiegabile. Se la visione è stata “intima”, contiene anche un mistero, che è bene resti tale, secondo me. Sarà poi lo svolgersi delle altre opere di un autore a chiarirgli, e forse chiarirci, cosa “sta dicendo”. Se sta per forza dicendo qualcosa, il che per me non è mica obbligatorio. Tutto qui.

  11. Antonino Tutolo scrive:

    “Nel secondo caso negheresti la valenza artistica della fotografia.”
    .
    Ho dimenticato di cancellare le ultime due righe.
    Purtroppo questo blog impedisce la correzione dei propri messaggi, una volta inseriti, come può avvenire altrove.

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