Ravasio Giuliano Andrea – Treviolo (BG) – Laguna

Fotografia scattata nel delta del Po.


102 Giuliano Andrea Ravasio - Laguna

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Comments (45)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    E’ singolare che sotto un cielo azzurro il colore dell’acqua in primo piano risulti così lattiginoso.
    E’ un paesaggio invernale. Predominano tonalità fredde che danno il senso della solitudine, dell’isolamento, dell’introversione.
    La linea delle canne (?) appena rompe la rigorosa composizione dell’orizzonte sul terzo basso. Una fredda ed inanimata visione della natura.

  2. Vedo un residuo di traccia fotografica massacrato da qualche maldestro intervento di postproduzione. Nell’insieme temo di cogliere una volontà poetica e sognante, ben lontana dall’essersi materializzata in questa fotografia.

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    la mia terra, tra acqua e cielo, ri-fotografata e ri-generata alla perfezione da un bergamasco. condivisa sensazione di solitudine, posto di confine dove oltre va’ solo il pensiero e la voglia di libertà. luogo dove l’acqua si ferma, immobile, a contemplare il cielo sfinita nell’accarezzare le canne. post produzione amica nel rendere falso un posto da guardare ad occhi chiusi. grazie fratello.

  4. @Maurizio Tieghi
    “un posto da guardare ad occhi chiusi”

    Ah sì, guardando questa fotografia a occhi chiusi, tutto funziona nel tuo discorso. Se poi ci si volta anche dall’altra parte, meglio ancora… :-)

  5. Domenico Brizio scrive:

    Se si intendeva ottenere un sensazione aliena e distaccata o se si voleva accentuare un allontanamento dalla natura: successo. Se invece si voleva suggerire una partecipazione intensa lasciandosi coinvolgere nel mistero naturale: insuccesso. Appesantire la natura è un pò come zavorrare noi stessi…

  6. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    grazie a tutti voi dei vs commenti.personalmente non so giudicare una mia fotografia ed è per quello che posto e cerco di trarre giovamento da ciò che scrivete. In particolare questa fotografia ritrare la laguna di Gorino in una giornata gigia e piovosa, pochissimo intervento in post , solo una diminuzione di nitidezza nellaparte bassa, ed un leggero viraggio blu il tutto in acr.
    G.A.Ravasio

  7. Si fa guardare piacevolemnete e questo è già un successo. APprezzo i colori eterei ed estranianti su un paesaggio che aspira ad essere altro da quello che realmente è.

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Giuliano Andrea Ravasio
    “non so giudicare una mia fotografia ed è per quello che posto e cerco di trarre giovamento da ciò che scrivete”
    .
    Nessuno di noi, credo, sa giudicare una propria fotografia.
    Ogni fotografia, soprattutto se pensata, ragionata, studiata, è una parte di noi: è una figlia.
    Per selezionare le foto di una mostra mi è stato necessario l’aiuto di altre due persone. Essi toglievano qualche foto ed io la rimettevo.
    Solo quando le loro motivazioni aveva costrutto, le accettavo.
    Una mostra è più complessa di un portfolio. Ogni immagine è funzionale al tema. Ogni immagine è un dettaglio del tema. Ogni immagine può aggiungere un dettaglio o portare fuori tema.
    Perciò, mi permetto un piccolo consiglio: ascolta i pareri di tutti, perché ognuno ti fa capire qualcosa; ma alla fine scegli tu.
    Tieni presente piuttosto la validità delle motivazioni che il giudizio personale di gradimento.
    Nei giudizi, verifica se quello che volevi esprimere è stato espresso tecnicamente in modo idoneo: se il tuo messaggio arriva a destinazione.
    Considera le opportunità, le assonanze, le sottigliezze di tutti.
    Ma decidi tu.
    Se stai dietro al modo di vedere di ciascuno, alla fine o farai la solita fotografia media-mediata e scontata, figlia di tante menti e di nessuna, oppure resterai per tanto tempo in balia “delle onde” dei pregiudizi, senza mai arrivare ad una visione personale, ad un tuo stile; alla tua fotografia.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Al solito, aggiungo un particolare.
    Quando troppe persone ti dicono che la tua foto è bellissima, significa che stai fotografando in modo consueto, scontato. Il fine moderno della fotografia non è la bellezza, ma l’espressione di sensazioni, sentimenti.
    Se vuoi cercare l’originalità, le tue foto devono far riflettere, generare dei dubbi.
    Tornando alla tua foto, in essa c’é un senso di solitudine, di introspezione. Non è una espressione negativa. Hai comunicato una sensazione, un qualcosa che ti proviene dall’intimo. Quindi, nel tuo piccolo o nel tuo grande, hai fatto arte.
    In ogni caso, complimenti.
    Antonino Tutolo

  10. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    “Il fine moderno della fotografia non è la bellezza, ma l’espressione di sensazioni, sentimenti.”

    Trovo un po’ categorica e senza scampo questa definizione, ma è un’opinione, dunque ha cittadinanza come la mia che invece non è così netta: il bello può essere anche vero.
    E a nulla cala e calerà se generazioni, dominazioni e dinastie di storici, critici e artisti di tutti i tempi universali e particolari saranno portati a supporto della definizione tranchant: imho la fotografia è ancora bellezza, per nulla scontata.

  11. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “Trovo un po’ categorica e senza scampo questa definizione, ma è un’opinione”
    .
    Non è un’opinione.
    E’ dal ’700 che il concetto di arte, come bello, è sfumato.
    Leggo da Wikipedia, ma puoi verificarlo altrove:

    “Dalla fine del Settecento cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la fotografia, l’architettura industriale, l’oggettistica per la casa, e bisognava farle rientrare nel concetto di arte”…..

    Ma è sicuramente dall’inizio del XX secolo che il fine dell’arte è la comunicazione di sensazioni, emozioni.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “E a nulla cala e calerà se generazioni, dominazioni e dinastie di storici, critici e artisti di tutti i tempi universali e particolari saranno portati a supporto della definizione tranchant: imho la fotografia è ancora bellezza, per nulla scontata.”
    .
    Nessuno ti vieta di intendere l’arte a tuo modo. C’é chi ama ed è fermo all’arte del due, trecento: le madonne del Beato Angelico, piatte, angelicate, dai fianchi enormi.
    C’é chi ama il barocco, coi suoi orpelli. O il neoaclassico col le sue forme copiate dai templi greci e romani, con la rigida applicazione della regola del segmento aureo.
    Quel che è oggettivo è che l’arte moderna e contemporanea ha altri obiettivi.
    L’arte è espressione dell’evoluzione del pensiero dell’uomo. Solo nell’evoluzione è arte.
    Perché il presupposto dell’arte è rinnovarsi, evolversi seguendo l’evoluzione della mente umana.
    Maholy-Nagy, nel 1927 parlava di “sviluppo produttivo” dell’arte.
    Ti immagini uno che recita in televisione i versi della Gerusalemme Liberata? In quanti resterebbero svegli?
    Eppure quest’opera è bellissima.

  13. Antonino Tutolo scrive:

    Le foto di Salgado non sono belle; tutt’altro. Comunicano il modo di vivere, il dolore, la fatica del vivere.
    Le foto di Bresson non sono “belle”: raccontano attimi irripetibili dell’esistenza.
    Quando la fotografia si limita a raccontare la bellezza, copia la pittura precedente all’impressionismo; torna al rinascimento, all’ellenismo.
    La pittura s’é svincolata dal bello, per raccontare l’interiorità dell’animo umano, la fotografia è ancora alla descrizione del bello.
    Questo è anacronistico dal punto di vista creativo e propositivo.

  14. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino

    Mi sembra di toccare un tasto sensibile: non lo farò più, specialmente nell’ora del risveglio…

    Le mie sono solo :-) opinioni :-) e non debbono turbare le tue convinzioni.

    E sono opinioni anche quelle che adduci simpaticamente a supporto: vivaddio l’arte precede l’opinioine che se ne ha di essa.

  15. @Antonino e Domenico
    “Arte, Bellezza, Fotografia”

    Cari Antonino e Domenico scusate l’intromissione, ma forse per queste disquisizioni il “format” del blog non è il più adatto. Per necessità di sintesi si rischia di dare un taglio troppo assertivo (ed io ne so qualcosa) alle proprie parole.
    Penso che invece di discutere in generale su cosa sia Arte e che c’entri la Bellezza con la Fotografia sarebbe meglio esercitare il proprio pensiero nel tempo lungo del commento alle tante singole immagini. Questo darebbe modo di capire meglio il modo di pensare l’uno dell’altro e di riceverne per via indiretta le influenze positive.

    Ovviamente IMHO.

    Infine, mi prendo la libertà di fare promozione ad un libro che, se anche avete già letto, potrebbe interessare ad altri frequentatori del blog. Per me è quasi una Bibbia:

    Robert Adams
    La bellezza in fotografia
    Saggi in difesa dei valori tradizionali
    Bollati Boringhieri, Torino, 1999 (collana Temi)
    88 pagine, fotografie b/n

    Vi saluto!

    Fulvio

  16. Domenico Brizio scrive:

    @ Fulvio!
    Concordo con la tua ‘intromissione’ (la stavo attendo, era li li per accadere, è avvenuta!) ma tutte le volte che arriverà un assoluto non potrò che additarlo, in silenzio, altrimenti… sarò accusato di turbare sonni mattutini :-)

  17. Antonino Tutolo scrive:

    Non esiste mai l’assoluto, il definitivo, il “normale”. A differenza di tantissimi altri, accetto e rispetto qualsiasi punto di vista fotografico.
    RobertAdams, pur essendo un grande fotografo, non ha trovato la fortuna del fratello; forse proprio per la sua mancata originalità, per il suo “quasi provincialismo”, riscontrabile conoscendo la sua storia e la sua raccolta di saggi “in difesa dei valori tradizionali”. I suoi temi sono il rimpianto di un Colorado che fu. Uno splendido esercizio di applicazioni di regole compositive. Punto.
    Per fare un paragone, ancora in molti usano il procedimento al collodio umido. Ma sul collodio umido è già stato detto tutto. La sua conoscenza, ai fini dello sviluppo della fotografia, ha scarso significato. In una realtà italiana, che stenta a staccarsi da Bresson, dall’impronta del reale, ci manca solo che ribadiamo il collodio umido o i panorami romantici o realisti dell’800 inglese.
    Non è che il mio sia un taglio assertivo. Io cito argomentazioni concrete (trattati e raccolte di immagini) che tutti possono riscontrare, volendolo ed impegnandosi come me.
    Se ai post sulle fotografie togliamo l’aspetto tecnico, la critica d’arte, l’esame delle emozioni (ritenuta futile psicologia e cervelloticità), penso che potremo solo affermare: “mi piace, o “non mi piace.
    Dalla trattazione di tutti i possibili aspetti, invece, qualcuno troverà stimoli costruttivi per il futuro, dopo aver rimosso gli annosi e sedimentati pregiudizi.
    Antonino Tutolo

  18. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “Le mie sono solo :-) opinioni :-) e non debbono turbare le tue convinzioni.”
    .
    Ma no. Turbale pure. Io porto argomentazioni che possono definirsi scientifiche, per il riscontro che trovano in critici e studiosi della fotografia e dell’arte. Non sono mie opinioni (anche se le ho fatte mie).
    Puoi benissimo criticarle costruttivamente, portando argomentazioni altrettando riscontrabili.
    Il problema è che nessuno le contrasta sotto lo stesso punto di vista, fondato; ma solo in base ad opinioni; quindi non c’é dialogo.
    D’altra parte, l’occasione di sviscerare gli argomenti stimolati dall’osservazione di una singola foto è irresistibile, e credo anche utile.
    Se proprio vi dà fastidio, posso anche tacere.
    Ma mi sembrava che stavamo facendo insieme un cammino costruttivo.

  19. @Antonino
    “RobertAdams, pur essendo un grande fotografo, non ha trovato la fortuna del fratello”

    Per favore Antonino, mi dici dove hai preso la notizia che Robert sia fratello di Ansel? Ti ringrazio in anticipo perché la cosa mi giunge del tutto nuova.

    Passando oltre, la minore fortuna di Robert rispetto ad Ansel da cosa la misuri? Dai calendari venduti in Italia? Robert Adams ha un cursus honorum di tutto rispetto, sicuramente non meno importante per le istituzioni artistiche e museali internazionali (Italia e sue isole escluse) di quello di Ansel Adams. Anzi, mentre Ansel è un autore oramai storicizzato, Robert è ancora oggi alla base della migliore fotografia di paesaggio contemporanea, assieme ai coniugi Becher e, in Italia, a Luigi Ghirri e discendenti. Sostenere che la conoscenza di Robert Adams “ha scarso significato ai fini dello sviluppo della fotografia” mi appare come un’asserzione per lo meno avventata. Ridurre poi RB ad un autore passatista con nostalgie ottocentesche, mi rivela una tua posizione eterodossa rispetto a quella dei maggiori critici e curatori contemporanei che vedono in lui invece uno dei grandi innovatori che nel ’73 (del Novecento) diedero il via alla rivoluzione della nuova fotografia di paesaggio urbano con la mostra “New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape”, tenutasi a Rochester e che vedeva tra gli espositori: Lewis Baltz, Bernd and Hilla Becher, Frank Gohlke e Stephen Shore (scusa se è poco…).

    Per carità, ogni parere è legittimo, ci mancherebbe, ma il mio invito è di andarci piano prima di appiccicare etichette critiche all’uno o all’altro degli autori riconosciuti. Anch’io, per amor di battuta, potrei scrivere che Ansel Adams è il più grande produttore di cartoline in bianco e nero del West. Ma direi una cosa palesemente ingiusta e quindi offensiva verso uno dei cofondatori del Gruppo f64. Sai, a fare del revisionismo storico e del negazionismo ci va poco: basta ignorare i fatti o, conoscendoli, trasformarli in “pareri opinabili”.

    In conclusione, se proprio si desidera dialogare di queste cose sul blog, suggerirei di tenere un approccio molto più prudente, da veri studiosi dell’argomento, evitando perciò di tranciare giudizi così netti, e storicamente inesatti, come quelli che hai appena espresso tu su Robert Adams.

  20. Domenico Brizio scrive:

    @ Fulvio e Antonino
    C’è chi propone una lettura, e c’è chi la critica subito con concretezza veicolando estratti da trattati e raccolte di immagini: di per sè legittimo ma non definitivo o assoluto. Certo ‘mi piace’ o ‘non mi piace’ non sarebbe carino ma ogni tanto ‘la cultura è come la marmellata: chi più ne ha più ne spalma”… mi devo adeguare con un Est modus in rebus :-) . Simpaticamente detto i pregiudizi nelle opinioni sono inestirpabili e il fatto che ancora scriviamo? è perchè lo riteniamo utile per noi stessi, soprattutto.

    @ Antonino
    “l’aspetto tecnico, la critica d’arte, l’esame delle emozioni”
    Condivido la tua riflessione su questi punti.

  21. Giorgio Cecca scrive:

    @tutti:
    “Il fine moderno della fotografia non è la bellezza, ma l’espressione di sensazioni, sentimenti.” (Antonino)
    Innanzitutto dovremmo discutere (e non necessariamente accordarci) su cosa s’intende per Bellezza.
    Io credo che la bellezza possa risiedere in fotografie molto diverse da loro. Per esempio può risiedere in un’immagine che insinua un dubbio come in un’immagine che afferma in maniera disarmante un’antica “verità”.

    @tutti meno Antonino: non spaventiamoci per la forza con la quale Antonino afferma le sue idee, vista anche l’umiltà e l’onestà con la quale ci riporta le sue fonti (di riflessione). E non aggrappiamoci a “vizi di forma” quando è inesatto sulla composizione della “Famiglia Adams”. :-)

    @Antonino.
    Non sono d’accordo su Robert Adams. C’è chi ne ha scritto meglio di me: “Ma attenzione: Adams prende sì atto di un innegabile degrado, ma non per giudicarlo, né per intonare un inutile lamento funebre in memoria di una purezza idilliaca miseramente violentata e perduta; al contrario: la funzione dell’atto fotografico diventa infatti quella di «documentare la forma sottesa a questo apparente caos», o, per dirla altrimenti, di svelare la testarda bellezza di quei luoghi, capace di resistere ad ogni vessazione umana, rintracciando un nuovo ordine fuori e dentro di sé, estetico ed esistenziale insieme.”

    «documentare la forma sottesa a questo apparente caos»: questo mi fa pensare. Come mi pongono dei forti dubbi le foto di R. Adams.
    Tu dici “I suoi temi sono il rimpianto di un Colorado che fu. Uno splendido esercizio di applicazioni di regole compositive. Punto.” Mi sembra che tu ti sia fermato troppo presto. Eppure in talune foto ricorda tanto Edward Hopper che disse: “tutto ciò che voglio fare è dipingere la luce sulla parete di una casa”. Ma c’è chi è andato veramente molto oltre su Adams, come John Szarkowski nell’introduzione a “The New West”. Ti invito a leggerla.

    Chiudo il cerchio chidendovi: cosa intendete per Bellezza? E per Arte?

  22. Antonino Tutolo scrive:

    Devo chiedere scusa per l’inesattezza sulla fratellanza di Robert con Anselm. Mi ricordavo di averlo letto sul sito della Magnum. Evidentemente l’ho letto mentre …dormivo o sognavo. Davo la cosa tanto per scontata che, diversamente dal solito, non ho sentito neanche il bisogno di trovare il riscontro.
    La limitazione della fotografia di Robert (nel senso che ho esposto nel mio post) l’ho letta su un sito. Voi mi fornite maggiori informazioni in proposito, quindi appena avrò un po’ di tempo, approfondirò l’argomento.
    Il problema è che su internet circolano tante argomentazioni spesso inesatte. Occorrerebbe fidarsi solo dei trattati e dei testi scritti, magari leggendone diversi. Sto approfondendo la storia della fotografia; sono al Bauhaus tedesco. Di quella americana conosco solo i maestri più noti, e non ancora le correnti artistiche.
    Ne riparleremo.

  23. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    Posso risultare poco accademico nella mia critica. Però mi impegno molto.
    Cerco di trovare ciò che è positivo anche nelle immagini più “difficili”; rilevo “solo in modo costruttivo” gli errori; rilevo eventuali problemi tecnici, ma sempre suggerendo una possibile soluzione; in più mi impegno in considerazioni psicologiche o estetiche.
    Ma anche voi spesso vi lasciate andare a considerazioni psicologiche individuali. Ma in questo non c’é nulla di negativo.
    Penso che sia costruttivo inquadrare storicamente l’immagine. Ma è un qualcosa in più: non è uno scrivere senza costrutto. Pensi che abbia tempo da perdere per mostrare a gente che non conosco, che forse non incontrerò mai, quanto sono bravo? Mi ritieni tanto stupido?
    Non siamo pagati per criticare le immagini. Aiutiamo chi posta le foto, nel nostro piccolo, a comprendere come vengono lette le sue immagini.
    E’ certamente utile anche a noi stessi. Nel confronto si impara.
    Perciò ti chiederei di non generalizzare e sminuire il mio modo di essere sul blog. E’ in buona fede, ha buone intenzioni, e soprattutto richiede impegno e ricerca. Non basta che una sola volta, nella fretta di chiudere, io non cerchi il riscontro alle mie affermazioni, per avvalorare la tua tesi che anche i miei siano pregiudizi. Non è vero e non è giusto. Il pregiudizio non si confronta, non entra nel dettaglio: si mantiene sempre sul generico.

  24. Antonino Tutolo scrive:

    @Giorgio Cecca
    Nel “temporale” limitato ad un’epoca, la bellezza è oggettiva: è l’adeguamento ai canoni del tempo. Quindi assoluta: è bello ciò che è imposto.
    Nel “temporale assoluto” è soggettiva: la bellezza “unna”, romana, rinascimentale o contemporanea. Quindi ciò che piace. Se piace agli unni non piace ai greci.
    In generale la bellezza è la corrispondenza ai canoni compositivi, fisiologici e geometrici. La bellezza è armonia. E’ semplice o complessa. Varia con l’epoca e la cultura.
    .
    “..un’immagine che insinua un dubbio .. afferma .. un’antica “verità”.
    .
    E’ riferita più all’arte, alla “comunicazione” delle idee (Platone), che alla bellezza.
    A differenza dell’arte greca (esteriorità – l’interiorità era nella probità), l’arte moderna mira all’interiorità (la probità è desueta). :-) :-)
    Essa mira a stupire, sconcertare, inorridire, educare, condizionare (politica, pubblicità commerciale); quindi ad emozionare. Ma può anche essere un grafismo astratto che arreda.
    .
    Splendida la frase di Edward Hopper. Sento grande affinità “elettiva” con questa frase.
    Studierò questo autore.
    .
    Ti ringrazio per il: “non spaventiamoci per la forza con la quale Antonino afferma le sue idee, vista anche l’umiltà e l’onestà con la quale ci riporta le sue fonti (di riflessione)”.

  25. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino

    “Ma anche voi spesso vi lasciate andare a considerazioni psicologiche individuali”

    E’ giusto: le considerazioni sono individuali ma se pedissequamente le appoggiamo con sostegni storico-critico-didattici le vogliamo eleggere, e questo personalmente non lo vorrei fare. Mi basta sapere che un’iimagine mi da quella sensazione, la descrivo, la ammetto alla visione che ho delle cose, la commento… mi basta. Non potrò mai commentare un’immagine con la cultura di altri…
    La – a volte forzata – ricerca di un appiglio a sostegno della propria opinione, può risultare un esercizio di ricerca di assoluto…
    Con simpatia, db

  26. @Antonino, Domenico e tutti

    Sapevo che avrei fatto meglio a non intromettermi e quindi la pianto qui. Una sola ultima precisazione valida “urbi et orbi”. Non è mia consuetudine “sparare sulla Croce Rossa” o umiliare gli indifesi. Se mi sono permesso di controbattere alle affermazioni errate di Antonino su Robert Adams è solo perché il mio primo rispetto, prima che a me stesso e a voi tutti, va a quella cosa che si chiamava STORIA e che oggi è declassata a “opinione personale”. Proprio per evitarmi questa barbarica deriva che tanto male sta producendo in tutti gli ambienti culturali d”Italia, non sono più disposto a tollerare da parte di nessuno, in primis da me, che vengano trasmesse, anche se in perfettissima buona fede, delle palesi inesattezze come fossero verità storiche accertate.

    L’entusiasmo, l’impegno personale, l’umanità e il calore espressi da Antonino su questo blog mi sono chiarissimi e sono quanto mai benemeriti. Proprio per questo anzi, per la stima che porto ad Antonino, l’ho invitato alla prudenza in ciò che asserisce. Diversamente non l’avrei contraddetto, ma deriso o, al massimo, mi sarei scelto interlocutori e ambienti “più seri” di questo per discutere di questioni storiche. Invece eccomi ancora qua, più seriamente che mai! :-)

  27. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “Non potrò mai commentare un’immagine con la cultura di altri…”
    .
    La cultura deriva dagli altri; dalle generazioni precedenti. Non accettarla significa ricominciare; non comprendere il presente finché in miliardi di nostre esistenze non si rinventano tutte le conoscenze che i nostri avi hanno scoperto e ci hanno tramandato. Questa è la cultura, la storia.
    .
    “La – a volte forzata – ricerca di un appiglio a sostegno della propria opinione, può risultare un esercizio di ricerca di assoluto…”
    .
    Per forza “può”. Se avessi l’onniscenza di capire tutto e sapere tutto non commetterei gli errori “umani”.
    Ma è il ragionare, il credere alla conoscenza, al nuovo; il cercare il confronto, il senso delle cose che ho intorno, che dà luce al passato, al presente ed al futuro.
    Dire “amen” accettando tutto come definitivo, senza speculazione (nel senso filosofico), è più facile.

  28. Antonino Tutolo scrive:

    @Fulvio Bortolozzo
    Dai, Fulvio; non è accaduto nulla di irreparabile.
    Hai fatto bene a rilevare l’errore. E’ quello che cerco.
    Ho sottilineato tante volte che non cerco l’autoaffermazione.
    Voglio capire.
    Non lasciarti turbare dalle parole e non lasciarti scoraggiare dalle inevitabili incomprensioni che possono derivare dal non parlare di persona, il non guardarsi negli occhi. L’importante è comprendersi, visto che la stima è reciproca. Si discute in modo costruttivo, con serenità e accettazione affettuosa dei limiti di ciascuno. Nel ragionare non mi stanco mai. Solo l’offesa e l’incomprensione cieca mi scoraggiano. Il pregiudizio mi irrita perché mi irrita l’irrazionalità del pensiero.
    Vorrei che anche tu facessi altrettanto, perché in questo modo puoi dare molto.

  29. Antonino Tutolo scrive:

    @Fulvio Bortolozzo
    “mi sarei scelto interlocutori e ambienti “più seri” di questo per discutere di questioni storiche”
    .
    Non mi pare di essere un interlocutore poco serio.
    Forse sono solo umano.
    Il mio intento e approfondire il modo di concepire la fotografia. Pensi che “neanche” questo blog sia idoneo?

  30. Giorgio Cecca scrive:

    “Non potrò mai commentare un’immagine con la cultura di altri”: la Cultura è una cosa comune, anche se può essere “variegata” e cambiare da persona a persona. La cultura è fatta dalle persone.
    Anche se non si citano le proprie fonti culturali è anche in base ad esse che chiunque esprime il proprio giudizio su Arte e Fotografia. Sia che si legga Moholy-Nagy, sia che si sfogli mensilmente Vogue o Panorama, sia che si guardi solo la TV.

    Ma veramente si pensa che”quella cosa che si chiamava STORIA e che oggi è declassata a “opinione personale” possa venire stravolta da questa inesattezza sui “fratelli” Adams? Tanto più che è stato fatto un mea culpa già diversi post fa…

    Sinceramente cado dalle nuvole quando la discussione viene posta sul piano del “Sapevo che avrei fatto meglio a non intromettermi”.

    C’è qualcosa che non afferro?

  31. Domenico Brizio scrive:

    @ G.C.

    E’ pacifico che siamo ‘influenzati’ da ciò che frequentiamo, sia assorbendo, sia respingendo.
    Così le letture, così ogni altra forma di comunicazione che ci raggiunge, anche indirettamente. Ma proprio perchè ognuno di noi E’ nel presente e HA una somma di esperienze che lo fanno sentire vivo, unico direi. Nessuno nega la propria formazione, ma probabilmente nessuno può nello stesso ergere la propria formazione a misura del tutto in quanto giustificata dalla STORIA di posizioni altrui… i fatti quelli no, quelli sono inopinabili e vanno difesi nella loro verità, storica appunto.

    Esistono Culture diverse – prova ne sia l’esistenza di scienze come dell’antropologia culturale e altre ancora- ogni momento della storia ha una sua Cultura, che assomma i cardini o le tensioni o il sentire di una popolazione e dei suoi componenti individuali in una qualche parte del mondo… (imho)

  32. Da vero studioso dell’argomento, io dico:
    “A me questa foto me piace!”
    Concordo che la postproduzione lascia un po’ a desiderare, ma è pur sempre una bella foto.
    A dire il vero mi ricorda certi posters che si trovano all’ikea, ma è pur sempre una bella foto.
    Poi, volendo, si potrebbe dire anche che ha una lettura talmente facile ed immediata, sta’ foto, che si avvicina più ad una foto di stock che non ad una foto di autore… Ma chi sono io per decretare che la semplicità di leggibilità di un’immagine sia un difetto? Potrebbe anche essere un pregio… Chi sono io per dire ciò?
    Insomma, chi sono io?
    Ciao a tutti

  33. Antonino Tutolo scrive:

    Con la mia frase: “Perché il presupposto dell’arte è rinnovarsi, evolversi seguendo l’evoluzione della mente umana. Maholy-Nagy, nel 1927 parlava di “sviluppo produttivo” dell’arte, non era mia intenzione appropriarmi del pensiero di questo artista e teorico, per imporre il mio pensiero.
    Cercavo di dimostrare che il concetto di arte muta nel tempo; che il modo di intendere la fotografia può essere molto diverso dal nostro; che è lo stato in altre epoche e in altri luoghi.
    La fotografia ufficiale italiana ritiene che la fotografia sia l’impronta del reale; che ciò che travisa “l’impronta” non è fotografia; che le alterazioni in camera chiara non sono uguali a quelle della camera oscura; che la fotografia non può avere commistione con altri generi artistici; che la fotografia non ha vera relazione con l’arte, dovendo riferire solo l’impronta oggettiva.
    Ho citato il Bauhaus tedesco e Maholy-Nagy, per dimostrare che la fotografia, già nel 1927, accettava, anzi, promuoveva le alterazioni, l’interdisciplinarietà ed una “neue photographie” che ha come scopo la comunicazione “moderna”.
    Nessuno può affermare che le mie affermazioni sono opinabili. Si può rifiutare il Bauhaus, ma non negarne l’esistenza. Basta prendere un libro di storia dell’arte, per verificarlo.

  34. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “nessuno può nello stesso ergere la propria formazione a misura del tutto in quanto giustificata dalla STORIA di posizioni altrui”.
    .
    E’ vero che la storia la fanno i vincitori. Ma in questo caso questo discorso non c’entra. Qui si parla di “storia dell’arte”.
    La storia è “scientifica”. Si possono interpretare in modo diverso le “motivazioni” degli avvenimenti, ma non i fatti in se stessi.
    Se ti segnalo un testo, che oltre alla teoria riporta fotografie e citazioni, non puoi affermare che esprimo una mia opinione, e che la tua (non supportata da controtestimonianze) è altrettanto valida che la mia.

  35. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    Per quanto riguarda il concetto di arte, ti segnalo brevemente il paragrafo “Evoluzione storica del concetto di arte” che puoi leggere cercando su Wikipedia la parola “arte”. In questo paragrafo leggerai che il concetto di arte del bello è relegata ad un preciso periodo storico, soprattutto ellenistico, ed in parte rinascimentale.
    Ma, già nel rinascimento, l’arte ha insieme altri fini, come quello della religione.
    Se ritieni che Wikipedia non sia attendibile, posso citarti diversi testi di storia dell’arte, che esaminano lo stesso argomento, da punti di vista diversi, ma che arrivano alle stesse conclusioni.
    Nei miei post cerco di documentarmi prima di parlare, proprio perché so di non avere la competenza e l’autorevolezza dei teorici e storici della fotografia e dell’arte in genere.
    Attribuire ai miei precisi riferimenti il livello di opinione personale non è corretto, Domenico.
    Prima di rispondermi dovresti verificare le mie affermazioni, leggendo i testi che cito; e portarmi altri testi, altrettanto scientifici, che negano le mie affermazioni. Che poi negherebbero la “validità” dei miei testi, non il fatto che io li abbia citati.

  36. @Antonino Tutolo (e anche @Giorgio Cecca)
    “Voglio capire. Non lasciarti turbare dalle parole e non lasciarti scoraggiare dalle inevitabili incomprensioni”

    Avrei preferito chiuderla con il post precedente, ma tu vuoi capire e non ti stanchi mai nel ragionare. Quindi proseguiamo pure ad oltranza fino a quando la comprensione reciproca non si accenderà dentro di noi :-)

    Certamente digitare pensieri in un blog è fortemente limitativo dell’espressività, in specie quando si affrontano questioni complesse e risvolti umani. Tuttavia suppongo di scrivere in un italiano standard sufficientemente comprensibile, almeno spero. Vorrei quindi sgombrare definitivamente il campo dall’idea che “il Bortolozzo ha preso a sberle il Tutolo perché quest’ultimo ha dato a Robert del fratello di Ansel”. Mi pare sia questo il lancio d’agenzia Ansa che sta passando nei commenti successivi all’episodio è lo vorrei definitivamente destituire di fondamento. Non è nel mio modo d’essere di ritrattare o alterare dichiarazioni rese: non faccio di mestiere né il presidente del consiglio italiano né il comico satirico. Chiunque si dia il tempo di leggere i commenti che ho scritto qui sopra può riscontrare che ad Antonino ho solo chiesto: “Per favore Antonino, mi dici dove hai preso la notizia che Robert sia fratello di Ansel?”. Essendo però questo un blog italiano, temo che la mia autentica domanda sia stata presa per un modo elegante di dare dell’ignorante ad Antonino. Paese di grandi furbi e dietrologi il nostro, dove capita però che si finisca per non credere alle cose più semplici e dirette perché ritenute ingenue (quando non fesse) in relazione alle attese. Se Antonino mi avesse risposto: “la notizia l’ho trovata nella biografia ufficiale di Robert Adams o di Ansel Adams pubblicata in tal libro o sito”, l’avrei ringraziato per avermi dato un’informazione che non avevo e sarei andato poi a riscontrare la fonte. Punto. Quando invito alla prudenza qualcuno, lo faccio perché studio da trent’anni l’argomento “fotografia” e più lo studio più mi rendo conto di saperne davvero molto poco.

    Detto questo, non mi sarei mai sognato di crocifiggere nessuno per una svista sulle parentele. Errori simili possono capitare anche ad autori di saggi ponderosi. Dove mi sono permesso di criticare l’intervento di Antonino è sulla sequenza di errate, lo ribadisco, informazioni riguardanti l’importanza di Robert Adams nella storia della fotografia. Questo sì che è un problema serio, senza virgolette. Se Tizio dice a Caio che Sempronio gli ha detto che Roma brucia e la voce si sparge, si crea il panico in città senza che nessuno abbia acceso nemmeno un fiammifero. L’esempio sarà per alcuni paradossale o eccessivo, ma le leggende metropolitane e le false convinzioni, anche politiche (la Lega ne sa qualcosa…), si formano proprio così. Internet è una cosa bellissima, e devo molto alla rete anche per il piacere che mi regala di scambiare idee con tutti voi, ma le informazioni vanno riscontrate a fondo, molto più d’un tempo, prima di diffonderle. Non basta leggere su un sito qualcosa per darlo per certo e inserirlo nel proprio flusso informativo passandolo ad altri. La “Dezinformacija” nasce anche così.

    Spero che queste mie parole rispondano anche Giorgio Cecca che mi ha pienamente frainteso, senza che ne veda motivo in ciò che ho scritto. A volte leggere con più calma evita di non riuscire ad afferrare qualcosa…

    “Non mi pare di essere un interlocutore poco serio.
    Forse sono solo umano.
    Il mio intento e approfondire il modo di concepire la fotografia. Pensi che “neanche” questo blog sia idoneo?”

    Quando ho scritto “più seri” l’ho messo tra virgolette proprio per significare che ritengo invece questo blog serio al pari di altri stimati luoghi di confronto. Se così non fosse, non vi perderei tempo. Tu Antonino non sei affatto un interlocutore poco serio, ti devo però dire che mi sconcerta vederti passare a volte da commenti dai toni autorevoli e perentori, con tanto di citazioni erudite d’appoggio, a perorazioni sulla tua buona fede e sincero entusiasmo quando ti si fa notare un po’ ruvidamente che sei un filino troppo assertivo. A mio avviso, il fatto che una persona faccia ciò che fa in perfetta buona fede, e con le più splendide intenzioni, non costituisce liberatoria per giustificare ogni suo comportamento e la scelta nei suoi confronti non può essere tra l’accettarlo così com’è o il vederlo avvilito in un angolo perché non lo si lascia fare ciò che vorrebbe.

    Basta, sono stanco. Chiedo scusa per l’inconsuetà prolissità e prometto che risponderò ad eventuali osservazioni con dei telegrammi :-)

  37. Maurizio Tieghi scrive:

    Considerando che la fotografia è stata scattata a Gorino, come indicato dal suo autore, non siamo in una “laguna” ma bensì in una “sacca”, questo particolare cambierà le considerazioni sulla fotografia? No di certo ma alla foce del Pò ci sono le sacche.
    Con riferimento a Link Men Fulvio che ha segnalato una pungente sagra del peperoncino in una successiva immagine metto il link d’una altrettanto pungente manifestazione che si svolge nei paraggi della detta sacca, la sagra mondiale della zanzara! http://www.prodottitipici.com/scheda/sagre/4910/Fiera-della-Zanzara-e-zanzasapori.htm

  38. giuliano andrea ravasio scrive:

    Cgiedo scusa a Maurizio per la confussione fatta tra sacca e laguna, ma da buon bergamasco sono ignorante in materia.Cmq ,pur non conoscendone il motivo ,amo particolarmente questi luoghi.
    @ Antonino , ti ringrazio per i consigli dati sulla scelta delle immagini.
    un cordiale saluto a tutti .

  39. @Maurizio Tieghi

    Visto che si va di precisione:
    Pò si scrive senza accento, Men è plurale e infine non ho segnalato una sagra, ma un concorso fotografico. Nel tuo link sulle zanzare, di sacca o laguna, non ho visto nulla del genere.

  40. Antonino Tutolo scrive:

    @Fulvio Bortolozzo
    Sono telegrafico anch’io.
    Null’altro da agguingere.
    :-)

  41. Maurizio Tieghi scrive:

    @Fulvio Bortolozzo

    Ringrazio per le puntuali precisazioni, ma sapendoti persona dotata del sense of the humor, rispondo
    Po’ vuol significare diminuzione di Polesine, usando il singolare per quanto ti riguarda pensavo fosse un’altra diminuzione.

  42. @Maurizio Tieghi
    Sì, siamo arrivati alla foce di tutto un po’… :-D

  43. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino
    ‘Prima di rispondermi dovresti verificare le mie affermazioni, leggendo i testi che cito; e portarmi altri testi, altrettanto scientifici, che negano le mie affermazioni. Che poi negherebbero la “validità” dei miei testi, non il fatto che io li abbia citati.’

    Sono sincero: piuttosto di utilizzare il tempo così (negare la validità dei testi e interloaquire cercando la ragione) preferisco utilizzarlo per fotografare… lo trovo più interessante.
    A me non importa che uno abbia ragione o torto: già qualcuno quota le emozioni di una fotografia, vogliamo quotare anche chi parla di fotografia! Mi sembra una pazzia! Ho scritto ‘sembra’, ma forse qualcuno da una qualche parte si sta contagiando!

  44. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “piuttosto di utilizzare il tempo così (negare la validità dei testi e interloaquire cercando la ragione) preferisco utilizzarlo per fotografare… lo trovo più interessante.”
    .
    Per coerenza, allora, dovresti evitare di esprimere giudizi sugli argomenti che non conosci. Risparmieresti altro tempo da dedicare interamente alla fotografia.
    Io riesco a fare entrambe le cose.

  45. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “Per coerenza, allora, dovresti evitare di esprimere giudizi sugli argomenti che non conosci.”

    Quindi, se una persona non ha letto quel che tu hai letto, non è coerente: credo che ci sia qualche problema di dimensione dell’io, latente naturalmente, perbacco.
    E poi mi assiste San Bernardo che andava dicendo che si impara di più a frequentare le foreste che a leggere i libri. Sono in buona compagnia :-)

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