Merli Valerio – S.Paolo d’Argon (BG) – Omaggio a Elliot Erwitt

Questo “autoritratto” vuole essere un omaggio ad Eliott Erwitt in chiave “stellare”.
L’ombra potrebbe essere quella di un extraterrestre con la mano alzata con il tipico saluto “veniamo in pace”


329 Merli Valerio omaggio a ellliott erwitt

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Comments (6)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Il tema dell’ombra è sempre affascinante, perché rivela e suggerisce una presenza che è al di fuori dell’inquadratura. Le prime “fotografie”, le shadografie (letteralmente “fotografie d’ombra” di Talbot), assieme ai tentativi di Wegdwood consistenti del porre oggetti su carta imbevuta di nitrato o cloruro d’argento ed esporre il tutto alla luce, altro non erano che “impressioni” d’ombra. Nella fattispecie, ciò che si aggiunge e che rende “inquietante” l’immagine e la rende non banale, sono le due margherite che suggeriscono due occhietti luminosi.
    Buona luce
    Enrico

  2. In questo momento mi sfugge a quale opera di Erwitt si riferisce questa immagine, ma so bene che qualcuno più enciclopedico di me provvederà ;-)

    In ogni caso, se devo pensare ad un autore importante, penso a Lee Friedlander e non mi pare poca cosa :-)
    http://marcobarizza.files.wordpress.com/2007/05/lee-friedlander.jpg

    Lee ha fatto tutta una gran bella serie di fotografie con la sua ombra impressa su di tutto e di più!

    Tornando a Valerio, trovo il suo gioco davvero divertente e molto ben eseguito. Mi complimento per l’acutezza di pensiero, ben evidenziata negli occhi a margheritina e addirittura nel gioello splendente sulla mano. Sarei ben lieto di vedere altre prove su questa falsariga per capire se possa esistere, o nascere, un piccolo delizioso portfolio.

  3. Domenico Brizio scrive:

    Vedo un prato, distintamente una pianticella di tarassaco, alcune Bellis perennis di cui quattro coperte da un’ombra, alcune forme stellate fuori sede naturale, una sagoma di ombra umana, la cui parte inferiore alle ascelle trovo fotograficamente ridondante e superflua.
    Mi lascio trasportare anche se sono convinto che gli extraterrestri non hanno sembianza umana.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Visto che ho appena visitato il Prado di Madrid, mi viene in mente il periodo “nero” di Goya, le figure spiritate che emergono dagli anfratti della mente malata dell’autore.

    La figura nera, “diamanti” che emettono riflessi, due occhi finti che atterriscono, la mano minacciosa.
    Forse c’é più orrido, più minaccia.
    Direi fantasia ed invenzione.
    Complimenti

  5. franca catellani scrive:

    L’unico paragone con Elliot Erwitt è l’ironia, ilarità che trasmette questa immagine , costruita simpaticamente , con la fotografia si puo’ giocare si deve giocare , Erwitt è l’autore che metteva il cappellino al cane piccolissimo della signora x ma era anche colui che metteva la testa di gatto o cane agli umani ahahahhahaah

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Penso che il paragone con Erwitt sia un po’ ardito. In questa immagine non mi pare ci sia ilarità, anche se l’autore forse ha voluto giocare con l’orrido. In Erwitt c’é ironia, divertimento, arguzia. Ma nelle sue immagini il divertimento è palese; non è da ricercare con benevolenza come in questa immagine.

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