Mangoni Paolo – Cremona – Campagna

La foto vuole esprimere, grazie all’enfasi data dallenuvole, l’idea di una campagna libera, pulita, non contaminata dal caos e dall’inquinamento quotidiano che caratterizzano i centri cittadini.
Le nuvole vogliono proiettare il visitatore in un punto infinito.


324 Mangoni Paolo campagna

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Comments (5)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Ma il rimorchio ed il suo contenuto, nella fattispecie, evocano l’industria dell’agricoltura: mezzi per la coltivazione a la raccolta, camion che trasportano prodotti sull’autostrada, mercati generali; quindi la città.
    Questa è la campagna vista dalla città.
    In provincia la campagna è ben altro.

  2. Enrico Maddalena scrive:

    Le scelte tecniche e compositive non realizzano l’intenzione dell’autore. La presenza del rimorchio carico di bancali (si chiamano così?) evoca una agricoltura industriale fra concimi chimici, insetticidi, anticrittogamici, fumo e rumore di trattori.
    A mio avviso l’immagine puntualizza un momento di stasi intorno al mezzogiorno (ora desumibile dall’ombra sotto il rimorchio). Una pace solo momentanea.
    Il punctum non sono le nuvole, ma il rimorchio cui esse fanno da sfondo con le linee di fuga che verso di esso convergono.
    Enrico

  3. “la foto vuole, le nuvole vogliono…”

    C’è molta volontà in questa immagine. Al di là della volontà della fotografia e delle nuvole rimane comunque una buona inquadratura di un carro agricolo carico e parcheggiato nei campi sotto un cielo sovracontrastato, in stile vecchio filtro rosso.
    La campagna libera e pulita, con tutti i chimici che l’agricoltura industriale inietta nei terreni, direi di lasciarla alle pubblicità del Mulino Bianco :-D

    Ah, dimenticavo, se quel carro fosse stato messo lì e caricato (o fatto caricare) dall’autore della fotografia oppure il tutto fosse il frutto di più scatti o negativi, o addirittura fosse un fantastico 3D completamente virtuale la cosa non mi turberebbe affatto il sonno, come forse qualche pasdaran su questo blog potrebbe essere indotto a credere. Semplicemente l’elaborato visivo avrebbe un significato diverso, è, per me, meno interessante.

  4. Domenico Brizio scrive:

    Il soggetto è il carro: li arriva ogni perlustrazione dell’occhio; la mia poi si sofferma sulla ruota, come elemento di equilibrio.
    La rigida geometria del carro si impone come attrazione e il resto fa sfondo, inesorabile (imho).
    La fotografia si fa guardare ma non devo leggere il commento dell’autore.
    Chissà a tutti ogni tanto ci prende una manìa descrittiva sulla volontà di significare che la fotografia semplice semplice, anche se fotograficamente interessante non racconta. Pensiamoci.

  5. Paolo Mangoni scrive:

    Personalmente sono un agricoltore e non sono d’accordo sui primi due commenti.
    Non che agricoltura si immaginano gli autori dei post, ma al giorno d’oggi è tutta basata su trattori, carri, trebbie, polvere ecc…ma il tutto è comunque ben lungi dalla città.
    Qui si sta bene anche così, ed è pace anche il frastuono del motore di un trattore.
    Quindi sono d’accordo con Fulvio Bortolozzo sul fatto che la fantasiosa “mulino bianco” putroppo esiste solo nell’immaginazione dei cittadini; ma la realtà è ben altro…
    :-)

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