Baldi Andrea – Reggio Emilia – Abate in preghiera

L’energia e l’atmosfera che respiravo all’interno dell’Abbazia sembra la medesima che si sprigiona dall’immagine.


333 Andrea Baldi abate in preghiera

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Comments (6)

 

  1. franca catellani scrive:

    L’abate in ginocchio , un libro , un rosario che pende dalle mani strano solo che sia incapucciato ,mi viene un dubbio che non sia in chiesa , , in chiesa davanti a Dio si va a capo nudo in segno di umiltà , lo scatto mi sembra ben composto un taglietto per togliere la parte dietro alla schiena , lo sfuocato dietro , una luce soffusa un buon b/ nero .La teologia della nostra chiesa definisce la preghiera come una elevazione della mente a Dio per lodarlo , la preghiera infonde speranza ,luce …

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    La figura dell’Abate è troppo centrale, nel mio monitor il grigio è preminente
    non entro nelle considerazioni di tipo filosofico ma vedo semplicemente un uomo, che come tanti altri compie il suo dovere quotidiano, la fotografia non fornisce la verità di una vita, solamente attimi illusori.

  3. Domenico Brizio scrive:

    Un bianconero che non fa atmosfera: c’è tanto grigio da cancellare la luce. Trovo ‘chiusa in se stessa’ questa fotografia e non so perchè. Mi perdoni l’autore.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Il grigiore dell’immagine in B/N mi pare raffigurare l’esistenza vissuta nella rinuncia del mondo temporale, di un quotidiano meno monotono, più vivo; pur di seguire una vocazione che evidentemente offre altre prospettive, altra luce. Il soggetto mi pare ben inquadrato. Anche il prete, il vescovo, il cardinale, il papa, in chiesa, hanno la berretta, lo zuccotto, la mitra, la tiara. Penso che il capo scoperto sia imposto solo in alcuni momenti delle funzioni.

  5. Mi trovo a concordare con Maurizio Tieghi. Aggiungerei che quel rosario interrotto e quell’elemento sfocato scuro dietro le mani del monaco disturbano la visione.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Giudicare in modo pratico, “esteriore”, pensando di non fare filosofia, è pur sempre ragionare, confrontare, dedurre e comunicare un proprio modo di concepire le cose: quindi è fare filosofia.
    Proprio per questo si afferma che “la filosofia cacciata dalla porta, rientra dalla finestra”.
    Il problema è che alcuni ritengono che fare filosofia sia utilizzare parolone. Invece filosofare è usare il pensiero.
    Quindi tutti, a loro modo, fanno filosofia; a meno che non siano sotto anestesia o abbiano subito l’operazione di separazione dei due emisferi cerebrali.

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