Chianese Andrea – Sessa Aurunca (CE) – Runner

Lo scatto è uno scatto senza netta collocazione spaziale, che potrebbe, cioè, esser stato realizato in qualsiasi posto. Rappresenta, però, la criticità dei tempi moderni un pò ovunque.
Viviamo una corsa continua verso una meta, uno scopo, sempre all’insegna della frenesia. Correre non è più l’hobbie di uno sportivo, ma la consuetudine di tuti, o quasi.


08 Andrea Chianese Runner

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Comments (5)

 

  1. Questo “scatto” mi rappresenta solo che l’autore ha inclinato la fotocamera e usato un tempo lento abbastanza da muovere tutto. Basta poi invocare San Bianco e Nero per cercare di dare una qualche dignità estetica alla cosa. Un risultato generico e banale dal punto di vista formale che non merita davvero di soffermarsi troppo a scriverne. Una sola cosa ancora: suggerirei all’autore di soppesare con molta più attenzione la relazione intercorrente tra ciò che pensa e ciò che mostra. Non tutto quello che si fa vedere è giustificabile con le parole, o in caso di audiovisivi con una bella musichetta. C’è un limite e questo limite è il visivo. Se non si vede niente di che, non ci son parole, pensieri e intenzioni che servano. Almeno ai miei occhi.

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Più che correre “verso una meta, uno scopo” è un correre senza meta, senza un scopo. Una meta e uno scopo che, in un essere che si ritiene superiore agli altri esseri viventi, perché più intelligente, dovrebbero essere anch’essi “superiori”; quindi ben più sofisticati del solo sopravvivere e procreare. Da qui l’alienazione.
    Un tempo si correva per procurarsi il cibo, ora si corre per perdere le calorie procurate dal troppo cibo.
    La “superiorità”, ovviamente, è sempre da dimostrare.
    L’immagine è tecnicamente ben eseguita; ma è un dejà vu.

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    Condiderando il pensiero indicato dall’autore forse la sua fotografia ai miei occhi è un poco ingannevole, la corsa per quanto affannosa affrontarla in discesa, su di un pavimento levigato, con ai piedi scarpe comode non mi risulta particolarmente critica. Inoltre la modernità veniva maggiormente evidenziata se l’immagine fosse stata a colori. Il tipo di fotografia presentato è comunque uno dei miei soggetti preferiti, essendo mia intenzione rappresentare il movimento con uno strumento che intenzionalmente lo nega, su questo siamo in perfetta sintonia. Complimenti all’autore.

  4. Domenico Brizio scrive:

    Lo scatto è questo scatto: realizzato in questo posto, con questi piedi e gambe passanti, questo pavimento, questo tempo. E’, volenti o nolenti, ben collocato nello spazio tempo. Poi cerchiamo l’universale con le parole.

  5. al di là delle parole, che possono tendere a dare un senso a tutto, quando vedo foto di questo genere sono portato a chidermi se non sia uno di quegli scatti che escono per caso per aver spinto inavvertitamente il pulsante di scatto. Mi è successo e i risultati erano simili

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