Losacco Massimo – Silvi Marina (TE) – Dopo la pioggia

Questa immagine è tratta da un piccolo portfolio sulla pioggia.
La realizzazione non è stata semplice a causa della forte differenzadi illuminazione tra l’interno del tunnel e l’esterno. Non ci sono ritocchi in questa immagne per recuperare le alte luci ,in quanto vorrei trasmettere la sensazione di uscita verso la luce, dopo una dura giornata di pioggia.
Il soggetto che si incammina è un venditore di ombrelli atteso pazientemente affinchè passasse esattamente in quel posto a raccontare l’immagine.
Mi auguro di essere riuscito nell’intento di tasmettere ciò che avevo nella mente.
Grazie a tutti.


83 Massimo Losacco dopo la pioggia

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Comments (6)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Nell’immagine manca la relazione diretta col “dopo la pioggia”. Al più immagino un venditore ambulante che esce coi suoi ombrelli, magari proprio perché piove.
    La sovraesposizione dell’esterno, il “luogo della pioggia”, toglie ogni possibile riferimento in tal senso, per privilegiare dettagli della galleria che, a mio parere, non contribuiscono al significato dell’immagine. Si poteva sottoesporre; perché i significati indicati dal titolo stanno fuori e non dentro la galleria.

  2. Marco Furio Perini scrive:

    “Mi auguro di essere riuscito nell’intento di trasmettere ciò che avevo nella mente”.
    Secondo me ci sei riuscito in parte, ma non completamente, perchè il senso della pioggia si percepisce appena, nonostante gli ombrelli portati dal venditore ambulante. Probabilmente il chiarore così accentuato dello sfondo ha in parte coperto le chiazze d’acqua sul pavimento che avrebbero accentuato, a mio avviso, l’idea iniziale.
    In ogni caso non mi dispiace come la figura solitaria si staglia contro l’uscita del tunnel, simbolicamente potrebbe prestarsi ad interpretazioni varie e diverse da quelle puramente metereologiche. Ciao

  3. Per capire meglio il rapporto di questa tua fotografia con la pioggia, dovrei vedere il resto del portfolio. Presa così, sola soletta, più che la pioggia e l’ombrellaio – a proposito complimenti per la pazienza che dona sempre qualcosa ai fotografi – mi interessa questo andare verso la luce abbacinante, l’uscire lentamente dal tunnel. Potremmo mandarla come cartolina virtuale a tutti gli italiani che lavorano, e perdono ogni giorno qualcosa della loro vita, come auspicio di uscita dal tunnel della Crisi… oooops!!! Ho scritto la parola tabù… Scusatemi il mio ottimismo ha avuto un piccolo cedimento, ma mi riprendo subito, prometto; non mi si metta in galera, non si cancelli questo blog dalla rete… :-D

  4. Massimo Losacco scrive:

    volevo attendere qualche altro commento prima di replicare, altrimenti potrebbe sembrare quasi che non accetti le critiche o i consigli altrui, cosa che non è da me. Quindi benvengano tutte le crtitiche del mondo che per me sono sempre costruttive e ben accette.
    Però due cosine vorrei comunque sottolinearle:
    Ho premesso che l’immagine è tratta da un piccolo portfolio sulla pioggia, quindi da sola, ed estrapolata da un contesto/racconto potrebbe perdere di efficacia, in quanto non supportata dalle altre immagini che ne completano la storia.
    Tornando invece al discorso dell’esposizione, ci si trova davanti ad un dilemma, vista la notevole differenza di illuminazione (oltre 6 stop) o si scatta per le alte luci o per le ombre, sacrificando le une o le altre.
    se avessi esposto per le luci e quindi rendendo visibile la zona all’uscita del tunnel avrei avuto un duplice problema : Il soggetto si sarebbe confuso con lo sfondo (automobili e cartelli sradali, nessuna pozzanghera,…inguardabile) e non avremmo più avuto un riferimento concettuale. Inoltre tutta la zona a sinistra del soggetto diventerebbe sottoesposta e quasi illeggibile, mi sarei ritrovato con un risultato completamente diverso, ossia una sagoma scura e senza alcun dettaglio, che esce dall’ombra, e peggior cosa confusa con uno sfondo insignificante. Insomma non è propio quello che desideravo.
    Per tornare all’immagine così come realizzata, ognuno ovviamente può dare una sua interpretazione, ci mancherebbe, ma le condizioni non permettevano alternative fotograficamente valide per esprimere il concetto di un uomo che dopo la pioggia torna verso il bel tempo e quindi la luce.
    Comunque sia è bello avere pareri diversi su un immagine, e ringrazio Antonino, Marco e tutti quelli che seguiranno con le loro considerazioni.
    Un caro saluto a tutti.
    Massimo Losacco

  5. Domenico Brizio scrive:

    @ Massimo Losacco

    “le condizioni non permettevano alternative fotograficamente valide per esprimere il concetto di un uomo che dopo la pioggia torna verso il bel tempo”

    Si può non eseguire lo scatto: è una alternativa piena di umiltà. Non sempre la situazione visiva è comprimibile nelle nostre intenzioni: anche questo rende la Fotografia affascinante.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Massimo Losacco
    “Il soggetto si sarebbe confuso con lo sfondo (automobili e cartelli sradali, nessuna pozzanghera,…inguardabile) e non avremmo più avuto un riferimento concettuale.”

    Comprendo il problema.
    Purtroppo chi legge una fotografia non la vede con gli occhi di chi l’ha scattata e conosce i riferimenti ambientali.
    Questo è il motivo per cui spesso il fotografo non riesce a fare una selezione delle sue foto: o si è troppo rigidi, oppure troppo benevoli, oppure si attribuiscono significati che esistevano all’atto della ripresa, ma non sono rimasti impressi nella ripresa.
    Ad ogni modo mi piacerebbe vedere tutto il portfolio. In quell’ambito l’immagine può assumere altro rilievo.

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