Gus Gusbano – Roma – Think

Fotografia scatta con iPhone a 2mp, ritoccata esclusivamente sullo smartphone usando una serie di applicazioni.


335 Gus Gusbano Think

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Comments (14)

 

  1. Iphone, Smartphone, 2mp, Think…

    Uno shoot cool, very trendy, ma forse troppo fast e con un accenno di think solo nel titolo.

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Leica, noctilux, risoluzione, sfocato leggibile, fine art, ecc.
    Quando invece basta un iphone da 2 Mpx, e la testa ..collegata!
    L’ombra sulla parete a destra sembra quasi la proiezione del pensiero.
    Complimenti all’autore.

  3. Domenico Brizio scrive:

    Un certo fascino sale, una silenzioso ragionamento si impone: non sapremo cosa, ma è descritto.
    Poco importa con quali strumenti è stato fatto, importa che sia stato visto e proposto, così lo ‘viviamo’ anche noi.

  4. franca catellani scrive:

    anca me !! dico complimenti all’autore composizione excellent come sono ancora d’accordo con Domenico , una foto che mi fa pensare , che mi ha costretta a guardare un tempo piu’ lungo che di solito non faccio , con la fotografia vado a pelle , quando tutto il mio sentire è”in simbiosi” con il mio vedere

  5. Roberto Rognoni scrive:

    Anche secondo me l’autore ha colto un momento felice e anche a me non interessa con quali mezzi l’ha colto.
    Prima bisogna saper vedere e se il mezzo consente una rapida ripresa in genere buona parte del lavoro è fatta.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Franca Catellani
    “che mi ha costretta a guardare un tempo piu’ lungo che di solito non faccio”.

    Stai osservando una interpretazione soggettiva della realtà (quella dell’autore) e stai deducendo quello che senti “a pelle” dentro di te.
    La realtà, ammesso che esista, è diversa per me, per te e per ciascun altro.
    La realtà è quello che ciascuno di noi deduce soggettivamente.
    Alcuni aspetti di essa sono complessi; si recepiscono solo con la massima attenzione, con la ricerca, lo studio, il confronto.
    La fotografia, diversamente da quello che molti credono, può trasmettere significati elaborati, molto soggettivi, interiori, profondi, non facilmente decodificabili; ma non per questo meno validi e meno importanti.

  7. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Un certo fascino sale, una silenzioso ragionamento si impone: non sapremo cosa, ma è descritto.
    Poco importa con quali strumenti è stato fatto, importa che sia stato visto e proposto, così lo ‘viviamo’ anche noi”.

    Quel “non sapremo cosa, ma è descritto” mi dà da pensare.
    In altre occasioni si è parlato dell’arte che non comunica, che è osticamente costituita da colori, forme e linee apparentemente prive di significato.
    Questa volta, invece, qualcosa ti ha colpito, pur non decodificando il significato.
    Che sia forse perché il messaggio è meno graficamente complesso?
    E se invece la tua fosse un’illusione?
    Se ciò che hai percepito è solo la forma estetica del geroglifico, del carattere cinese?
    Allora basta solo avvicinarsi un po’ di più ad un certo linguaggio grafico, che ci risulta ostico solo perché non ne conosciamo l’alfabeto, la grammatica e la sintassi.
    E’ possibile comprendere certe opere. Ti assicuro.
    Occorre solo volontà e disponibilità a comprendere, senza alzare alti muri di pregiudizio.

  8. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “Allora basta solo avvicinarsi un po’ di più ad un certo linguaggio grafico, che ci risulta ostico solo perché non ne conosciamo l’alfabeto, la grammatica e la sintassi”

    Infatti!!!
    Qui trovi esemplificato il tuo commento gerogli-cinese-filico: http://blog.fotoit.it/2009/11/08/brizio-domenico-roccia-animale/

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Qui trovi esemplificato il tuo commento gerogli-cinese-filico:..”

    Infatti non hai compreso quello che volevo intendere.
    Ci sono immagini, come quella, che ho valutato positivamente, che hanno significato solo se si è ricettivi.
    Nell’arte moderna i significati non sono prioritari, e talvolta neanche le emozioni.
    Infatti si parla di “arte concettuale”.
    Un po’ come le macchie che vengono mostrate dallo psichiatra e che in ciascuno assumono un significato soggettivo, talvolta perfino con implicazioni psichiatrice.
    Proprio perché quelle forme, quei colori, vengono recepite secondo un punto di vista soggettivo, che mette in evidenza i pensieri nascosti anche del subconscio.
    Se non comprendi questo, non comprendi Picasso, Klimt, ecc., e tutta l’arte moderna.
    L’arte moderna non ha forme identificabili e definite, come Michelangelo o Leonardo; ma solo forme che stimolano la fantasia, l’intelletto.
    Ti piacciono, ma non le comprendi; a meno che non impari il linguaggio dei punti, delle linee e delle superfici (Punto, linea, superfice – Vassily Kandinsky)

    http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/colore/kpunto.htm

  10. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Qui trovi esemplificato il tuo commento gerogli-cinese-filico:..”

    Infatti non hai compreso quello che volevo intendere.
    Ci sono immagini, come quella tua, che ho valutato positivamente, che hanno significato solo se si è ricettivi.
    Nell’arte moderna i significati non sono prioritari, e talvolta neanche le emozioni.
    Infatti si parla di “arte concettuale”.
    Un po’ come le macchie che vengono mostrate dallo psichiatra e che in ciascuno assumono un significato soggettivo, talvolta perfino con implicazioni psichiatrice.
    Proprio perché quelle forme, quei colori, vengono recepite in modo istintivo e non ragionato; che mette in evidenza i pensieri nascosti nel subconscio.
    Se non comprendi questo, non comprendi Picasso, Klimt, ecc., e tutta l’arte moderna.
    L’arte moderna non ha forme identificabili e definite, come Michelangelo o Leonardo; ma solo forme che stimolano la fantasia, l’intelletto, la psiche.
    Ti piacciono, ma non comprendi il significato; a meno che non impari il linguaggio dei punti, delle linee e delle superfici (Punto, linea, superfice – Vassily Kandinsky)

    http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/colore/kpunto.htm

  11. Maurizio Tieghi scrive:

    immagine molto interessante in quanto i limiti dell’ottica usata creano al posto di una fotografia una discreta composizione grafica, tanto meno è vicina alla fotografia e maggiore sarà il fascino che suscita nei fotografi che la guardano.
    particolarmente bravo l’autore nel riuscire ad immortalare il rarissimo e celeberrimo, protagonista anche di film di successo, uomo elefante.

  12. anche con un cellulare, a quanto pare, si può fotografare (almeno a video non sembra male). L’idea mi pare buona e la realizzazione pure

  13. Marco Romualdi scrive:

    Bene, ecco qualcuno che cerca di uscire fuori dalla massificazione dovuta ad uno strumento di massa…e conferma l’assunto che la fotografia è un fatto di testa più che un fatto di tecnologia…chapeau!

  14. Gusbano scrive:

    Grazie per l´ampia discussione, per i suggerimenti, osservazioni e complimenti

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