Iacono Alberto – Treviolo (BG) – Ciclo Energico

Penso che sia soprattutto un’immagine ad effetto. Ho congelato il soggetto perchè mi affascinava il soggetto in controluce ed inclinato il piano dello sfondo per enfatizzare la dinamicità intera della fotografia.


54 Iacono Alberto Ciclo energico

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Comments (10)

 

  1. A mio parere, in questa fotografia non c’è quasi nulla da salvare. Giusto la ghiacciatura del giovane in volo e la sua relazione con la rampa graffitata, e non tutta.
    Per capirci, il punto abbastanza a favore è più o meno questo:
    http://www.bortolozzo.net/temp/energico_mod.jpg

    Senza dimenticare che: il biker va troppo a ridosso del bordo alto dell’inquadratura, fin quasi a picchiarci la testa; c’è quel ramoscello molesto, segnalato con il cerchio giallo; i toni dovrebbero essere meno contrastati (come indico nell’esempio).

    Per il resto, trovo solo elementi che confondono la scena. L’orizzonte sbilenco, indagato storicamente dal Modernismo e portato ad una delle sue espressioni più alte da Rodchenko, si giustifica solo se rende la scena più interessante ed autonoma che se avesse l’orizzonte livellato. Qui non accade, è sbilenco e basta. Poi il contesto: gli altri ragazzi con gli skate, alberi e rami, persino una gru in lontananza. Tutte distrazioni inutili, se non a dire che il fatto accade in un giardinetto pubblico.

    Insomma, c’è un gran lavoro di lima da fare per passare da questo grezzissimo pezzo di ghiaccio, colto alla come viene viene, ad una bella sculturetta. Tra l’altro, qui San Bianco e Nero, non ha potuto fare nessun miracolo.

  2. alberto iacono scrive:

    Dopo 13 anni di fotografia praticata, ho proposto questa fotografia e mi sento di difenderla fino in fondo. Andiamo con ordine:
    a) quel “ramoscello molesto” è quasi impercettibile e non disturba minimamente l’immagine;
    b) i toni sono contrastati perché la ripresa è in controluce;
    c) “i tanti elementi che confondono la scena”: Ebbene il mondo continua oltre il contorno del nostro obiettivo. In un parco pubblico esistono gli alberi, le gru, le persone che abitano il pianeta terra e in questa fotografia sono in secondo piano, defilate, quasi sfocate e non creano nessuna distrazione all’occhio. (Ma la gru chi la vede ?)
    Detto questo, Sig. Bortolozzo, non si permetta di dire “colto alla come viene viene”. E non scomodi i Santi.
    alberto iacono

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido Fulvio: troppo rilievo a particolari insignificanti che finiscono col rendere poco significativo il punto principale, che è anche ristretto sotto al “soffitto”.

  4. Carla Pellegrini scrive:

    A me non dispiace, la contestaulizzazione del soggetto all’interno di un area più ampiamente descrittiva mi sembra una scelta intelligente.
    Forse mi danno più fastidio i rami sulla destra rispetto all’insignicante apparizione in cima alla rampa.
    Comunque il movimento mi sembra percepibile.
    Non mi sembra uno scatto improvvisato, forse non perfettamente riuscito ma frettoloso direi proprio di no.
    E’ il mio parere naturalmente.
    Carla Pellegrini

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    i rami sulla destra ci possono stare, la loro posizione dona dinamicità alla scena essendo in linea con il soggetto principale. stonano gli altri ragazzi sullo sfondo confuso, ci sono, fanno parte del gioco è ovvio, ma stonano. però la “modernità” anche nella musica a volte è una ricerca di stonature. in questa fotografia anche se concettualmente appagante (così significhi questo non mi è ben chiaro-scuro) non la rende particolarmente pregiata.

  6. @Alberto Iacono
    “Detto questo, Sig. Bortolozzo, non si permetta di dire “colto alla come viene viene”. E non scomodi i Santi.”

    Gentilissimo incursore anonimo dei blog altrui:

    http://borful.blogspot.com/2010/06/al-di-la-dello-sguardo.html#comments

    http://borful.blogspot.com/2010/06/una-citta-banale.html#comments

    Le rinnovo la mia più profonda disistima e le assicuro che non mi permetterò mai più di perdere del tempo con la sua, per me trascurabile, persona.

  7. alberto iacono scrive:

    Beh è evidente che ci divide una diversa concezione della fotografia, caro Tieghi. Per me fotografare è stare in mezzo alla gente, tenere in mano un’apparecchio fotografico e cogliere dei momenti di vita. Dopodichè le inquadrature possono essere più o meno azzeccate, per carità. Di questo fotogramma potevo ripulire tutte le cose “in più”, le imperfezioni che vi disturbano: mettergli un perfetto cielo blu, colorare lo scivolo, cancellare i ragazzini ed i rami, quello che volete voi. Creare un artefatto magari anche un po’ asettico. Con Photoshop è possibile farlo, come sapete meglio di me visti i lavori presenti sui vostri siti personali. Ma non era quello che volevo farvi vedere. Volevo raccontare un pomeriggio in un parco con dei ragazzini che si divertivano a fare acrobazie ed un sole invernale, basso all’orizzonte, che invitava a sperimentare angolature diverse come ad esempio il controluce. Fotografare e comunicare non è sempre facile ma quando si guarda una fotografia non bisognerebbe domandarsi cosa l’autore voleva dire e se è riuscito a comunicarlo? Non so me lo chiedo e lo chiedo pure a Voi.

  8. Domenico Brizio scrive:

    Se il piacere di guardare una fotografia è in un ‘risultato’ disgiunto da quel che che si compie davanti al fotografo questa fotografia non mi coinvolge, viceversa potrei appassionarmi di biciclette, ma già lo sono!
    Oltre a snaturare con la postproduzione c’è sempre l’ammissione a posteriori di non avere quel ‘risultato’.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @ALberto Iacono
    “Fotografare e comunicare non è sempre facile ma quando si guarda una fotografia non bisognerebbe domandarsi cosa l’autore voleva dire e se è riuscito a comunicarlo?”

    Certamente.
    Una fotografia deve comunicare qualcosa.
    Ma lo stesso soggetto può essere ripreso in tanti modi diversi; qualcuno più incisivo, altri meno.
    Qualcuno solo documenta; altri interpretano.
    Si può presentare il soggetto com’é; lasciando a ciascun lettore di trarre una sua personale interpretazione (fotografia di documentazione) oppure interpretare creativamente il soggetto, personalizzarlo; in modo che il lettore riceva un punto di vista creativo e soggettivo dell’autore.
    In che modo?
    Con l’inquadratura, col taglio, con la post produzione (che è tutt’altro che un’attività illecita e riprovevole; come qualcuno (il purista) vuol dare ad intendere.
    Il purista di solito non ha saputo o non ha voluto impegnarsi nella conoscenza di “tutto il procedimento fotografico”, che, “da sempre”, “è costituito dalla ripresa e dalla post ripresa”.
    Parlando in generale (quindi non necessariamente della tua foto), una foto deve parlare da sola; ma deve dire qualcosa di più della semplice documentazione del fatto.
    Per questa (la documentazione) occorrerebbe usare un grandangolare che riprenda tutto quello che è intorno, a 360°.
    In ogni caso, quando si posta una immagine su un blog, bisogna prevedere che ci saranno opinioni diverse e magari anche non gradite.
    Spesso sono proprio queste ultime le più importanti, perché ci aiutano a riflettere e a migliorarci; anche se al primo impatto possono far male.
    Ma è anche scontato che chi ci critica, se vuole il nostro bene, dovrebbe usare un po’ di tatto.

  10. Marco Romualdi scrive:

    ! – Bene (anzi, male), anche su questo blog è arrivato il momento delle male parole (ché tale è in sintesi il tono degli scambi intervenuti su questa foto!). Ma non era nelle regole dettate dai promotori/amministratori del blog che si doveva mantenere rispetto reciproco, anche per non rinnovare il pessimo spettacolo prodotto su altri blog/palestre di fotografia? Non era stato rivolto l’invito a postare le foto, senza intervenire sulla dinamica delle opinioni se non per aggiungere elementi di chiarimento?
    2 – Trovo un tantino stantia la diatriba sugli interventi in “post-produzione”, che – tra l’altro – non sono nati con il digitale o con Photoshop, ma erano abbondantemente in uso già con il nascere della fotografia chimica. Un po’ di conoscenza storica aiuterebbe!
    3 – tornando allo specifico, non mi sembra che con questa fotografia l’autore abbia comunicato quello che dice di aver voluto comunicare; del pomeriggio dei ragazzini al parco c’è troppo scarsa leggibilità, l’elemento della moto “volante” è troppo prepotente per non essere … scambiato con il punto centrale del racconto dell’autore e tutto il resto finisce davvero per essere elemento di disturbo (nel senso di non significativo, anche ai soli fini di contestualizzazione del racconto)

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