Fusari Ivan – Travedona Monate (VA) – Il pontile

La foto è stata fatta una mattina di Gennaio, a Biandronno sulle rive del lago di Varese.


342 Fusari Ivan pontile

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Comments (15)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Quello che colpisce, il “punctum” sono i due soli, quello vero e quello riflesso. A mio avviso è quello il punto focale dove cade l’attenzione di chi guarda la foto e dove lo sguardo continuamente ritorna. Il pontile, con le linee prospettiche del tavolato, dei passamani e delle funi spinge lo sguardo invece da tutt’altra parte, verso l’orizzonte, in un punto dove non c’è nulla.
    E’ come se ci fossero due foto giustapposte che interferiscono. A mio avviso, l’autore avrebbe dovuto operare una scelta ed adottare una diversa inquadratura.
    Buona luce
    Enrico

  2. Domenico Brizio scrive:

    Due punti evidenti ma forse un’inquadratura troppo aperta per dare loro una significatività da protagonisti.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    A mio avviso è una buona esercitazione tecnica e di stile, più che una foto significativa.
    L’autore ha creato un’atmosfera (addomesticando i contorni con la vignettatura), la prospettiva (con le funi e le piante ai lati). Ma i due “soli” stellati, la cometa (l’aereo), il pontile che conduce lo sguardo verso l’indefinito orizzonte, non dialogano, non comunicano. L’autore, infatti non se l’é sentita di sbilanciarsi oltre un generico “Il pontile”
    Mi viene in mente il pirandelliano “Sei personaggi in cerca d’autore”

  4. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “Mi viene in mente il pirandelliano “Sei personaggi in cerca d’autore”

    Che ci azzecca Pirandello (gli voglio così bene!)?

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    due pensieri si sovrappongono: fotografia imperfetta da sistemare oppure fotografia imperfetta da esaltare. Le disarmonie evidenti in essa contenute se ricercate danno spessore all’autore. L’armonia mancata nella contrapposizione tra una struttura artificiale e geometrica con un paesaggio naturale presuppongono che si poteva far meglio. Per esempio tramutandola in b&n, togliendo i soli e posizionando in modo simmetrico il pontile nel riquadro.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Che ci azzecca Pirandello (gli voglio così bene!)?”

    Anch’io lo adoro.
    Ci azzecca.
    I sei personaggi (i vari elementi dell’immagine) vorrebbero che l’autore li metta in scena con una logica, col ruolo che ciascuno di essi potrebbe recitare.

  7. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “li metta in scena con una logica”

    Per l’appunto! In letteratura si può fare, in fotografia molto meno, molto meno… meno male.

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    Ma perché non si può fare in fotografia?
    Non esistono concorsi fotografici a tema?
    Alcuni temi sono facili e scontati (se non trattati con originalità); altri sono difficili o complessi.
    Ovviamente per quelli complessi occorre tempo, per trovare l’occasione fotografica; oppure si deve ricorrere alla serie di foto.
    Nei casi più difficili occorre usare la camera oscura; ma tutto si può fare. In circolazione ci sono mostre molto importanti e complesse. Ma noi non le visitiamo, e non sappiamo cosa si fa in giro nel mondo.
    Non compriamo libri di fotografia: monografie e cataloghi di mostre con critica; ma solo giornali.
    Non abbiamo una preparazione culturale artistica: molto importante per acquisire il linguaggio dell’estetica, che rende possibile trasmettere concetti; ma anche acquisirli. Leggiamo giornali di massa, che ripetono gli stessi argomenti. Ripetiamo le stesse foto di un secolo fa; trattiamo gli stessi temi; senza fantasia.
    Il limite della nostra fotografia è proprio in questo.
    Non acquisiamo una preparazione estetica artistica, ma solo basi tecniche.
    La nostra fotografia è in gran parte quella di 100 anni fa, e cerchiamo di conservarla, gelosamente, con orgoglio, in frigo.
    Ormai abbiamo definito inquadrature e temi a Denominazione di Origine Controlla e Garantita.
    Ogni nuovo fotografo si adegua, procrastinandoli.
    E guai a sgarrare dalle regole fissate 100 anni fa!
    La nostra fotografia puzza nel frigo.

  9. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    Spero che tu abbia parlato per te… chi ti legge (e fotografa) può sentirsi vilipeso… ora vorrei aprire la strada tra letteratura e fotografia, ma sento che non posso farti da apripista. La percorrerai da solo, con le tue citazioni.
    Sarebbe interessante se invece di usare parole a commentare le immagini usassimo una nostra immagine… ma i tempi non sono ancora maturi per un linguaggio così rivoluzionario.

  10. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Spero che tu abbia parlato per te… chi ti legge (e fotografa) può sentirsi vilipeso…”

    Non parlo per offendere. Rispetto tutti.
    Ma una voce che ogni tanto urla in modo propositivo e critico è necessaria.
    Vorrei rompere questo letargo che alberga in tanti club. Ce ne sono tanti attivissimi (sono iscritto a quello di Pescara, che reputo uno dei migliori d’Italia, soprattutto grazie al pregevole ed instancabile apporto di Bruno Colalongo).
    Ma penso che occorre cambiare ed allargare gli orizzonti; rompere tutto ciò che è solo pregiudizio; guardare alla fotografia internazionale; anzi, ad una fotografia italiana persino innovatrice, anche a costo di sbagliare.

    @Domenico
    “Sarebbe interessante se invece di usare parole a commentare le immagini usassimo una nostra immagine”

    Talvolta sei criptico.
    Spero non voglia riferirti alle mie immagini.
    Ne ho già inserite diverse, e di altre attendo la pubblicazione.
    Non ho la pretesa di dettare una nuova via, o di essere di esempio agli altri. Non ne ho certamente le capacità.
    Ma il critico non è necessariamente un bravo fotografo. Ed il bravo fotografo non è necessarimente un buon critico.
    Nei miei commenti cerco di mettere in risalto ciò che è positivo e ciò che può essere migliorato; evidenziando le ripetizioni, gli automatismi non creativi.

    Questo non significa vilipendere.
    Si vilipende quando si manca di rispetto. Io cerco di essere sempre propositivo.
    Preferisco una fotografia che abbia contenuti e creatività, per quanto minime, ad una fotografia perfetta ma copiata, ripetitiva e senza creatività.
    Comprendo che, quando ci si avvicina alla fotografia, si ha la necessità di ripercorrere strade magari scontate, per acquisire la tecnica coi tentativi, con lo studio, con la ricerca.
    Rilevare queste analogie con altre immagini non vuol dire vilipendere; ma solo evidenziare la strada che si percorre.
    E’ meglio sbagliare e migliorarsi, piuttosto che credersi perfetti e già arrivati.

  11. Il pontile sembra affacciato su un pianeta con due soli e altre sostanze al posto di acqua e ossigeno.
    In questo senso “fantafumettistico” crea un interesse, anche per via di quella breve striatura di condensa nel cielo che pare appartenere alla navetta che ci ha abbandonati in balia dei nativi ;-)

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Fulvio
    “che pare appartenere alla navetta che ci ha abbandonati in balia dei nativi”

    Interessante la tua visione

  13. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “Spero non voglia riferirti alle mie immagini.”

    No, Antonino, dobbiamo fare o no una mostra insieme? :-)
    Mi riferisco ad una possibilità: se sul linguaggio fotografico abbiamo a scambiarci opinioni perchè non farlo attraverso una propria immagine ad adesione o neutralità o contrasto o negazione logica di quanto un autore ci propone? La cosa può essere tentata anche se non semplice: ne verrebbe una sequenza di immagini nelle quali introdursi per ulteriori approfondimenti visivi.
    ps. in fotografia non si è mai arrivati… (imho)

  14. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “No, Antonino, dobbiamo fare o no una mostra insieme?”

    Mi piacerebbe molto.
    Ovviamente senza nessuna intenzione di confronto per l’affermazione dell’uno sull’altro. Mi stimola lavorare con altri.
    Il problema è il tema.
    Io sto preparando una mostra sulle superfici del ferro, della muratura, del legno; giochi di luce e di colore; contrasti ed affinità di forme, linee e colori.
    Quindi una tematica puramente formale ed estetica (direi pittorica). E’ una visione di fantasia e creatività, con un lavoro preparatorio molto complesso, che fatico a concludere.
    Dalle tante immagini che ho realizzato potrei trarre diverse mostre, ciascuna diversa dall’altra.
    La difficoltà sta nel decidere quale via percorrere.
    Ho la irresistibile tentazione ad allargare sempre il discorso.
    Dovrei smettere di fotografare per un po’ (perché continuo a realizzare nuove immagini) e dedicarmi solo alla composizione logica di quelle già disponibili.

  15. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “perchè non farlo attraverso una propria immagine ad adesione o neutralità o contrasto o negazione logica di quanto un autore ci propone?”

    Il problema è che non parto mai dal tema; ma sempre dalle immagini. O meglio, il tema iniziale è sempre molto ampio; per strada correggo il tiro, anche in base ai soggetti che mi stimolano.

    Dalle valutazioni che diamo alle immagini del forum mi pare che abbiamo interessi e temi un po’ diversi.

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