Trovo che questo stile pittorico in questo bn aiuti molto la descrizione dell’attimo che fugge nei passaggi quotidiani della gente, passaggi che non lasciano tracce se non nei fugaci sguardi che ognuno di noi lanciamo più o meno consapevolemnte su di essi. Fermare questo attimo significa fermare uno dei tanti che ci dimentichiamo di aver visto e vissuto distrattamente. Ma la giornata è fatta di tanti di questimomenti e tutti insieme raccontano il nostro tempo. NOn ha importanza delineare i dettagli, ma appuntare queste piccole visioni che solo apparentemente sono insignificanti
Il soggetto “anima” o “anime” non mi è mai riuscito di fotografarlo, sia tramite i sistemi analogici che per mezzo di quelli digitali. Tanto da farmi venire il dubbio che l’anima sia semplicemente un’invenzione filosofica dell’essere umano, nella realtà non esiste. Questa bella e suggestiva fotografia porta ad infiniti rimandi di vario genere, artistico, concettuale, intellettuale, ecc. ma non ci vedo dentro delle anime. Inoltre mi chiedo se le anime abbiano anche un volto, forse dipende dal famoso detto: rivoltarsi l’anima (?).
L’incertezza della traccia fotografica della prima figura conduce al rilievo della seconda, ma la seconda dal volto anonimo è anima o trae forza dal solo contrasto?
Un tempo lungo, alto contrasto e vignettature aggiunte in post. Questa è la tecnica.
Per quanto riguarda i significati, avrei titolato “anime anonime”. Gogol avrebbe titolato “Le anime morte”.
Nell’immagine c’é freddezza, anonimato, distacco. Proprio quello che per me non è “anima”.
Anima è esistenza, singolarità, individualità, dignità; diritto all’amore, alla vita.
@Domenico
“Le anime morte di Gogol erano i servi della gleba. Mi dici che c’entrano?”
Nell’immagine le figure (anime) sembrano ombre prive di identità reale (quindi anime senza vita). Nel romanzo di Gogol, Cicicov acquista “anime morte” (cioè l’identità di servi, defunti tra un censimento e l’altro, per la sua speculazione col fisco.
Mi fa capire che non hai letto il romanzo. Un po’ di fantasia, poi, non guasta.
Siamo dalle parti di un certo Giacomelli e scusate se è poco
Dell’immagine acchiappa l’atmosfera fuligginosa da cui emergono figure al carboncino tracciate con gesti rapidi dal movimento lento dell’otturatore. Che siano anime o altro, solo dio lo sa, posto che esista…
L’anima e’ qualcosa di astratto, spesso un modo di dire, a volte quello che resta quando il corpo ci lascia… io per anime ho inteso l’essenza dell’essere umano. l’interiorita’, senza bisogno di un viso… sicuramente non mi e’ facile spiegare con parole cio’ che ho voluto rappresentare, giovanni ha dato un’ottima interpretazione, vi ringrazio tutti…
@Lucia Pulvirenti
“l’interiorita’, senza bisogno di un viso… ”
Ho compreso anch’io. Ma è diversa diversa la mia visione dell’anima. Per questo ho citato Gogol. Nel suo romanzo le “anime” sono prive di valore umano; sono come le figure della tua immagine; passano per strada avvolta nel loro fagotto di esteriorità solo apparente.
Anche le anime morte di Gogol hanno un’esteriorità solo apparente: quella dei registri ufficiali del censo. Nulla di più.
Trovo che questo stile pittorico in questo bn aiuti molto la descrizione dell’attimo che fugge nei passaggi quotidiani della gente, passaggi che non lasciano tracce se non nei fugaci sguardi che ognuno di noi lanciamo più o meno consapevolemnte su di essi. Fermare questo attimo significa fermare uno dei tanti che ci dimentichiamo di aver visto e vissuto distrattamente. Ma la giornata è fatta di tanti di questimomenti e tutti insieme raccontano il nostro tempo. NOn ha importanza delineare i dettagli, ma appuntare queste piccole visioni che solo apparentemente sono insignificanti
ciao giovanni… grazie per il commento e grazie per aver interpretato perfettamente il mio pensiero… ciaooo
coi siciliani mi capisco al volo
A Luglio la sicilia è mia
Il soggetto “anima” o “anime” non mi è mai riuscito di fotografarlo, sia tramite i sistemi analogici che per mezzo di quelli digitali. Tanto da farmi venire il dubbio che l’anima sia semplicemente un’invenzione filosofica dell’essere umano, nella realtà non esiste. Questa bella e suggestiva fotografia porta ad infiniti rimandi di vario genere, artistico, concettuale, intellettuale, ecc. ma non ci vedo dentro delle anime. Inoltre mi chiedo se le anime abbiano anche un volto, forse dipende dal famoso detto: rivoltarsi l’anima (?).
L’incertezza della traccia fotografica della prima figura conduce al rilievo della seconda, ma la seconda dal volto anonimo è anima o trae forza dal solo contrasto?
Un tempo lungo, alto contrasto e vignettature aggiunte in post. Questa è la tecnica.
Per quanto riguarda i significati, avrei titolato “anime anonime”. Gogol avrebbe titolato “Le anime morte”.
Nell’immagine c’é freddezza, anonimato, distacco. Proprio quello che per me non è “anima”.
Anima è esistenza, singolarità, individualità, dignità; diritto all’amore, alla vita.
@ Antonino
“Gogol avrebbe titolato “Le anime morte”.”
Le anime morte di Gogol erano i servi della gleba. Mi dici che c’entrano? A volte sapere assai guasta le cose nel nido…
@Domenico
“Le anime morte di Gogol erano i servi della gleba. Mi dici che c’entrano?”
Nell’immagine le figure (anime) sembrano ombre prive di identità reale (quindi anime senza vita). Nel romanzo di Gogol, Cicicov acquista “anime morte” (cioè l’identità di servi, defunti tra un censimento e l’altro, per la sua speculazione col fisco.
Mi fa capire che non hai letto il romanzo. Un po’ di fantasia, poi, non guasta.
@ Antonino
Capito male… l’ho letto! La fotografia qui non riporta a quei servi della gleba!
Siamo dalle parti di un certo Giacomelli e scusate se è poco
Dell’immagine acchiappa l’atmosfera fuligginosa da cui emergono figure al carboncino tracciate con gesti rapidi dal movimento lento dell’otturatore. Che siano anime o altro, solo dio lo sa, posto che esista…
@Fulvio
“Siamo dalle parti di un certo Giacomelli e scusate se è poco”
Si, come tecnica!
Ma è un già detto, e non in bella copia.
A proposito di Giacomelli, e del “momento decisivo” ed “irripetibile”…
leggete questo articolo:
http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2010/07/06/un-paesaggio-per-due/#more-2170
Altro che irripetibile!
L’anima e’ qualcosa di astratto, spesso un modo di dire, a volte quello che resta quando il corpo ci lascia… io per anime ho inteso l’essenza dell’essere umano. l’interiorita’, senza bisogno di un viso… sicuramente non mi e’ facile spiegare con parole cio’ che ho voluto rappresentare, giovanni ha dato un’ottima interpretazione, vi ringrazio tutti…
@Lucia Pulvirenti
“l’interiorita’, senza bisogno di un viso… ”
Ho compreso anch’io. Ma è diversa diversa la mia visione dell’anima. Per questo ho citato Gogol. Nel suo romanzo le “anime” sono prive di valore umano; sono come le figure della tua immagine; passano per strada avvolta nel loro fagotto di esteriorità solo apparente.
Anche le anime morte di Gogol hanno un’esteriorità solo apparente: quella dei registri ufficiali del censo. Nulla di più.