Catellani Franca – Modena – Al solito posto

La giacca appesa in quella cantina mi ha riportata indietro nel tempo.


140 Catellani Franca al solito posto

Popularity: 1% [?]

Comments (44)

 

  1. di solito non amo questo tipo di foto ma questa M PIACE ASSAI!!!!!
    quest’omino che si materializza da chissà dove, sornione e pacifico che spia noi umani incasinati e sempre + “disumani”….
    una vita passata, un tempo perduto, un “si stava meglio quando si stava peggio”.
    BRAVA BRAVA BRAVA

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    la magia della fotografia. il bianco e nero della nostalgia. il gioco del rimando che da ricordo prettamente personale diventa universale. anima con volto, si, ora per la prima volta l’ho vista. fotografia come poesia. grande fotografia. grazie Franca.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Ovvero quando un particolare richiama, o non richiama, alla memoria un vissuto.
    Chi, come me, non ha vissuto quell’esperienza, non ha conosciuto quella persona, non è stato in quella stanza, con tutta la buona volontà legge solo una pregevole elaborazione in B/N; proprio perché il posto per me non è solito, ma sconosciuto.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Franca Catellani mi perdonerà, ma allo stesso modo, la tenuità della barca di Andrea Grillo non le suggeriva qualcosa che fosse definibile e oggettivamente interpretabile.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Questo fa comprendere come la fotografia sia molto più complessa di quello che si crede.
    Se non si tenta di mettersi nei panni dell’autore, molte immagini non hanno, per alcuni, significato.

  6. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino

    “Se non si tenta di mettersi nei panni dell’autore, molte immagini non hanno, per alcuni, significato.”

    A volte quei panni sono stretti, troppo stretti per aver desiderio di indossarli… anzi non ci si entra proprio perchè quel che si vede non ha interesse o è palesemente una forzatura e viene meno il piacere della fotografia. Meglio stare nei propri e abbandonarsi alla capacità dell’autore di com unicarti emozioni e pensieri.

  7. franca catellani scrive:

    ecco perchè leggere le fotografie degli altri è difficile !piu’ la fotografia è soggettiva piu’ si allontana da colui che non l’ha vissuta , in quella casa ho visto quel giaccone , fisicamente non mi apparteneva ma il pensiero è stato istintivo ,l’associazione mentale immediata la consapevolezza di vedere con occhio diverso quell’oggetto , andare oltre lo spazio e il tempo., sintetizzare un pensiero in un unico fotogramma . Anche qui contaminazione tra negativo e digitale due scatti lontanissimi nel tempo ma che, grazie alla camera oscura prima e alla camera chiara ora , ho voluto e potuto unire per dare voce ad un unico pensiero

  8. Marco Romualdi scrive:

    L’unica cosa che non mi convince, in questa fotografia, è il titolo. Non vedo quell’elemento di abitudine, di ordinaria collocazione che il titolo sembra voler richiamare, e non vedo – se mai fosse il caso – un sospiro di ironia per sottolineare l’eccezionalità…dell’armadio.
    Per il resto, trovo molto riuscita la sintesi di pensiero, trovo riuscita l’esecuzione che crea una sorta di “affresco” per la parte relativa al soggetto umano conservando giusta priorità all’oggetto giacca, trovo ottimo il controllo della gamma tonale del bianco e nero. Insomma, come spesso faccio, mi dimentico del titolo e leggo io la foto…e stavolta ne traggo un giudizio molto positivo.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “A volte quei panni sono stretti, troppo stretti per aver desiderio di indossarli… anzi non ci si entra proprio perchè quel che si vede non ha interesse o è palesemente una forzatura e viene meno il piacere della fotografia.”

    Anche studiare chimica, o matematica, o il cinese .., è difficile; ostico per alcuni, impossibile per altri.
    Tutti quei “segni” hanno una logica solo per chi vuol imparare e comprendere.
    C’é chi ci prova, chi no.
    La fotografia, l’arte, utilizzano il linguaggio dell’estetica: un vero e proprio …cinese.
    Chi si impegna ci riesce; chi no… afferma che “l’uva è acerba”.

  10. Antonino Tutolo scrive:

    @Franca
    “ecco perchè leggere le fotografie degli altri è difficile !piu’ la fotografia è soggettiva piu’ si allontana da colui che non l’ha vissuta”

    Proprio così.
    Il fotografo bravo sa farsi comprendere dai più.
    Ma se prendiamo alcune immagini di grandi fotografi e le facciamo leggere a un cinese, a un indiano, pensi che saranno decodificate come da noi? O la loro sarà una lettura almeno un po’ diversa dalla nostra?

  11. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “La fotografia, l’arte, utilizzano il linguaggio dell’estetica: un vero e proprio …cinese.”

    E’ proprio vero: chi presume di appartenere a questi santuari cinesi a volte è così lontano che non gli rimane altro che proclamare la dotta ignoranza!

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “E’ proprio vero: chi presume di appartenere a questi santuari cinesi a volte è così lontano che non gli rimane altro che proclamare la dotta ignoranza!

    Altri vivono nella loro grassa ignoranza, e la coltivano.
    E, non ponendosi problemi ed ansie nel comprendere e migliorarsi, sono sempre beatamente felici e sicuri di quel poco che hanno faticosamente acquisito.
    Scusa Domenico, ma te la sei cercata.

  13. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    Infatti: L’ignoranza rende felici le persone! E stimola la visione.

  14. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Infatti: L’ignoranza rende felici le persone! E stimola la visione.”

    La visione è stimolata dalla conoscenza; non dall’ignoranza.

    L’ignoranza si nutre nell’acqua stantia del proprio magro sapere, che viene riassunto in principi inderogabili.
    Allarga i propri tentacoli, a salvaguardia di un territorio costituito delle minime conoscenze acquisite, su un campo limitato e fumoso; e dà l’illusione della perfetta conoscenza. Pochi concetti, e limitati, ma tutti perfettamente sotto controllo.
    Impedisce di comprendere il modo di essere altrui.
    Porta alla disputa per principi minimi, senza senso.

    L’ignoranza ha necessità di avere punti fermissimi; perché ogni minimo sbandamento genera insicurezza. Quindi si nutre e si riconferma in regole insulse, che si ripetono ad libitum, senza logica e senza criterio.
    Chiunque mette in dubbio questi “principi” consolidati ed invarianti è visto come un diverso, un nemico da combattere fino alla morte. Perché egli sembra minare un modo di vivere limitato e privo di fantasia.
    Quindi a questo mondo esistono milioni o miliardi di modi di vivere ottusi, che mai si relazionano e si confrontano costruttivamente con quelli altrui, che vengono visti sempre con diffidenza e superficialità; senza mai porsi il dubbio sul proprio modo di essere.

  15. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    In una massa di gente che vivacchia alla giornata, ogni tanto nasce un Martin Luther King (“Verrà un giorno…” E quel giorno arriva) o un Gandhi, o un Cristo. Ma il popolo ottuso li mette in croce.

  16. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    Il sapere e l’ignoranza enciclopedica hanno punti di contatto, tra cui la contraddizione e l’ironia.

  17. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    Il sapere inteso come conoscenza, come riesame continuo delle proprie conoscenze, non ha contraddizioni.

    Per Sant’Agostino (elaborando Socrate) La verità non può essere conosciuta in se stessa, ma unicamente sotto forma di confutazione dell’errore: essa cioè si rivela come consapevolezza dell’errore, come capacità di dubitare delle false illusioni che le sbarravano la strada.

    Per Cartesio (Cogito ergo sum) “la verità scaturisce dal dubbio”. “L’attività di pensiero che si esprime nel dubitare (Cogito) è la condizione che mi permette di dedurre l’essere o la verità”.

    La contraddizione non dura a lungo in chi è consapevole che la conoscenza è una ricerca continua, uno studio che non termina mai, e non un punto di arrivo certo, definitivo ed immutabile.
    Nel momento in cui riscontra la contraddizione il “sapiente” cerca di dirimerla; invece l’ignorante non la vede nemmeno, tanto è sicuro dei propri convincimenti.

    L’ironia è arma del sapiente e dell’ignorante.
    Quella del sapiente è arguta, quella dell’ignorante è ottusa e presuntuosa.
    Inoltre l’ignoranza non può essere enciclopedica. Perché gli ignoranti temono il confronto con gli altri. L’ignoranza non ha forme di contatto e punti in comune con gli altri. L’ignorante è sempre singolo, anche se vive in branco.
    L’ignorante afferma senza dubbio, senza confronto. Non accetta il parere altrui. Afferma la propria.
    E teme la logica; perché essa mette in subbuglio i propri convincimenti sedimentati senza logica e sempre in grande contraddizione tra loro.
    Quindi la contraddizione è caratteristica peculiare dell’ignoranza.
    “Eppur si muove…”

  18. Antonino Tutolo scrive:

    L’”eppur si muove…” va punito col rogo, non affrontato mettendo in discussione i propri convincimenti, le proprie opinioni.
    Se fossi nato 200 o 300 anni fa certamente sarei salito sul rogo da tempo, invece di essere semplicemente etichettato come cervellotico.

  19. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    Sinceramente, Martin Luther King, o Gandhi o… forse non avevano il senso del primato dei loro convincimenti o delle loro opinioni: seminavano, coltivavano…
    Al rogo meglio non far salire nessuno, e ‘cervellotico’ lo trovo simpaticamente cortese e rispettoso, non certo negativo :-)

  20. franca catellani scrive:

    Son appena tornata dai monti , leggo commenti 18 oh !!!!! mi son detta mamma mia che avrà suscitato sta foto ?
    @Antonino , scusa cosa c’entrano Martin Luther King e Gandhi , o Galilei ? Forse potremmo rimembrar i concetti di Bergson
    non è palese il fotogramma di un ricordo ?!!!
    la giacca appesa al chiodo in cantina ha evocato le abitudini di mio padre .
    La coscienza coglie immediatamente il tempo come durata. E durata vuol dire che l’io vive il presente con la memoria del passato e l’anticipazione del futuro. “il nostro passato ci segue e s’ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada”.

  21. Antonino Tutolo scrive:

    @Franca
    “scusa cosa c’entrano Martin Luther King e Gandhi , o Galilei ?”

    Era “gente” che ha avuto il coraggio delle proprie visioni e delle proprie opinioni.
    Allo stesso modo, tra tanta gente che imita, seguendo regole, c’é gente che ha il coraggio di sfidare le consuetudini, la morale dell’epoca, l’inesorabile esercito inglese inesorabile, il razzismo.
    Il “verrà un giorno..” di M.L.King, incredibilmente è arrivato!
    Gandhi ha sfidato senz’armi, affrontando senz’armi l’esercito inglese e tanti anni di prigionia, per realizzare i suoi “sogni incredibili”.
    Galilei ha avuto il coraggio delle sue idee “eppur si muove”, ma non quello fisico di farsi mettere al rogo, abiurando.

    Forse il paragone con la fotografia è estremo.
    Ma chi, nella fotografia, segue le sue idee, i suoi sogni, la sua creatività, la sua fantasia, ha diritto ad esprimerli.
    E gli hanno “avrebbero” il dovere di ascoltare.

    Con la mia solità attenzione e buona volontà nell’ascoltare e comprendere, il ricordo c’é. Hai ragione.
    Ma tu non hai messo altrettanta disponibilità nei confronti di A.Grillo.
    Anche nella sua foto era visibile un gusto estetico, uno studio, una ricerca (che una tecnica espressiva ancora acerba, non ha reso nel modo migliore).
    Invece la tua tecnica è pregevole.
    Nelle immagini dobbiamo cercare significati. Ma alcuni di essi sono molto complessi: sono contemplativi, estatici.
    Da alcune immagini traspare la delicatezza, la sensibilità d’animo dell’autore.
    Anche questi sono “significati”. O meglio, messaggi significativi.
    Alcune opere esprimono psicologia, non temi forti e facilmente condivisibili.
    “Al solito posto”, per sensibilità e disponibilità, io riesco ad entrare. Giro con la mente in quella stanza; vedo il tuo sogno, la tua illusione, percepisco le tracce del tuo ricordo, della tua anima.
    Capisci cosa voglio intendere?
    Allo stesso modo, nella fotografia di Grillo ho percepito una sensibilità, una capacità di osservazione di sfumature di colore e forme che mi hanno colpito. Perché conosco quella situazione ambientale; ho realizzato immagini simili; non mi aspettavo che altri recepissero gli stessi messaggi estetici. Ho scoperto un aspetto molto positivo dell’amico Grillo, che non conoscevo.
    Forse attraverso la sua immagine io vedo qualcosa che altri non possono comprendere dall’immagine; perché io conosco quella situazione ambientale. La sua foto mi richiama la realtà che ho visto personalmente.

  22. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Sinceramente, Martin Luther King, o Gandhi o… forse non avevano il senso del primato dei loro convincimenti o delle loro opinioni: seminavano, coltivavano…”

    Tutt’altro.
    Credo che conosci molto poco entrambi.
    I loro ideali hanno sfidato ed illuminato il mondo.
    Hanno pagato di persona, con coraggio e senza esitazioni, col carcere e con la morte, l’affermazione dei loro ideali.

  23. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino

    “Credo che conosci molto poco entrambi.”

    Forse non avevano il senso del primato ma c’è un simpatico primate cervellotico che glielo attribuisce…
    Riscriviamo la storia. Meraviglia di blog! :-)

    Scusami, Franca se non ho avuto il desiderio di vestire i panni di te fotografa anche se la tua è una valida fotografia.

  24. franca catellani scrive:

    @Domenico “”"” Meglio stare nei propri e abbandonarsi alla capacità dell’autore di comunicarti emozioni e pensieri. “”"” perchè mi chiedi scusa ? non ho trovato per niente le tue parole negative anzi !!!!

    Invece avevo aspettative da Antonino ma ho l’impressione che mi devo sentire punita ahhahaah
    la risposta è stata questa ? Franca Catellani mi perdonerà, ma allo stesso modo, la tenuità della barca di Andrea Grillo non le suggeriva qualcosa che fosse definibile e oggettivamente interpretabile.
    M a sono contenta ugualmente e vi ringrazio davvero tanto , sono naturalmente gratificata da coloro che hanno interpretato con sensibilità il mio scatto , questo mi sprona a fare altri scatti con stima franca

  25. franca catellani scrive:

    so che questo tipo di fotografia non piace a Fulvio Bortolozzi
    ma dove è finito? mi sarebbe piaciuto anche la sua opinione anche dal punto di vista compositivo e tecnico , ringrazio tutti quanti anche lo staff del blog alla prossima fotografia.

  26. Domenico Brizio scrive:

    @ Franca

    “non ho trovato per niente le tue parole negative”

    Non lo erano… le scuse erano per aver utilizzato gli spazi sotto una tua fotografia per un ghirogoro di parole con Antonino… non si dovrebbe fare al cospetto dell’autore-trice di una fotografia.

  27. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    “Forse non avevano il senso del primato ma c’è un simpatico primate cervellotico che glielo attribuisce…
    Riscriviamo la storia. Meraviglia di blog”

    Io parlo di persone che avevano il coraggio delle loro azioni, a costo della vita, e tu parli di primato.
    Ma cosa c’entra il primato?
    Ho forse parlato di Napoleone, di Hitler, di Stalin, di Giulio Cesare?
    Anche se questi ultimi, insieme a tanti altri, avevano un’ideale, questo era finalizzato alla loro affermazione (primato personale); gli altri di cui parlavo (Gandhi, M.L.King, Mandela, ecc.) erano o sono uomini di principi elevati, cui non interessa/va l’affermazione personale, il primato, ma il bene collettivo.
    Non comprendo perché parli di primato.
    Certamente Gandhi e M.L.King non miravano al primato personale.
    Ma questo cosa c’entra col mio discorso!

  28. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    Gandhi veniva chiamato “mahatma”, che vuol dire “grande anima”.
    Non era il capo spirituale supremo del popolo indiano?
    Non è una forma di primato? Di eccellenza?
    Perché l’ho nominato?
    “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo “. (Gandhi)

    M.L.King era, come Gandhi, apostolo del pacifismo e della non violenza, leader del popolo nero e degli antirazzisti, premio Nobel per la pace a soli 35 anni!
    Il famoso “I have a dream” non si è realizzato? :
    “Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali”.

    Non sono primati questi?
    Glieli attribuisco io, questi primati, oppure se li sono conquistati da soli, e resteranno nella storia come figure quasi mitologiche?

    Dai, non scherzare!

  29. A me ricorda una versione nostrana dei fantasmi scozzesi ;-D
    Davvero non riesco a trovarci se non una retorica un po’ tanto datata, anche se formalmente condotta con precisione.
    Sarebbe bastata la giacca, poi ognuno poteva immaginarsi il proprietario come voleva.

  30. franca catellani scrive:

    Grazie a nche a Fulvio per essere passato da queste parti , in un sol pensiero mi hai tirato per la”"” giacca “”"” ahahaahah grazie anche a tutti gli altri e come dice Maddalena buona luce a tutti :-)

  31. @Franca
    Grazie a te Franca per aver sentito la mia mancanza!

    Un saluto caloroso :-)

  32. ammazza che disquisizioni filosofiche…..
    parole parole paroleeeeeeee
    x me …in alcuni casi bisognerebbe semplicemente essere dotati di una piccolissima caratteristica nonchè qualità che ti avvicina alle persone ed ai loro sentimenti, l’empatia.

  33. Antonino Tutolo scrive:

    @Donatella Tandelli
    “parole parole paroleeeeeeee”

    Grazie, Donatella!
    Per favore rileggi tutti i miei post; mi pare che non hai compreso le motivazioni delle mie …parole parole parole.

    @Donatella
    “x me …in alcuni casi bisognerebbe semplicemente essere dotati di una piccolissima caratteristica nonchè qualità che ti avvicina alle persone ed ai loro sentimenti, l’empatia.”

    Pensi che nei miei post questo non ci sia?
    L’empatia non è possibile che con pochi altri: le persone che hanno affinità di gusti con noi.
    Nei precedenti post, sono andato oltre l’empatia: occorre disporsi verso gli altri, piuttosto che aspettare che si inginocchino al nostro livello?

    Quindi, quanto ho affermato, è più che empatia: è disponibilità a comprendere tutti; non solo le persone affini, nei confronti delle quali si ha naturale empatia.
    L’empatia in questo è limitativa.

    Il discorso, poi, si è allargato in risposta ai post di Domenico e di Franca.

  34. Antonino Tutolo scrive:

    Nel commento di un’altra immagine, un collega invitava ad allargare il discorso sull’immagine.
    Rispondo in questa sede:
    “Non è possibile allargare i discorsi” oltre il solito “mi piace”, “non mi piace”, “mi ricorda”, “non mi ricorda”…
    Altri discorsi sono ritenuti “cervellotici”, “parole, parole parole”, “filosofia”, “affermazioni della propria superiorità”.
    Allora, restiamo bassi.
    E, .. attenti a non battere la testa!

  35. franca catellani scrive:

    Empatia mi piace la parola “empatia “” brava Donatella che l’hai sgusciata fuori – la capacità di mettersi nei panni degli altri – porsi all’ascolto senza giudicare , ma concentrarsi sulla comprensione dei sentimenti e bisogni altrui –

  36. x tutolo:

    Pensi che nei miei post questo non ci sia?
    L’empatia non è possibile che con pochi altri: le persone che hanno affinità di gusti con noi.
    Nei precedenti post, sono andato oltre l’empatia: occorre disporsi verso gli altri, piuttosto che aspettare che si inginocchino al nostro livello?

    Quindi, quanto ho affermato, è più che empatia: è disponibilità a comprendere tutti; non solo le persone affini, nei confronti delle quali si ha naturale empatia.
    L’empatia in questo è limitativa.

    l’empatia non è possibile che con pochi altri con cui condiviamo gusti etc etc

    stavo filosofeggiando fra me e me e mi stavo intortando da sola.
    ma on si può fare un bel sondaggio su che cosa significa empatia fotografica x ognuno di voi???

  37. Antonino Tutolo scrive:

    @Donatella
    Se leggi con calma e senza desiderio di far polemiche vedrai che quello che c’é scritto ha un senso compiuto.

    Non c’é bisogno di fare sondaggi.
    Basta prendere un dizionario italiano e leggere:

    in Psicologia è “la capacità di porsi nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva”

    Nella critica d’arte e nella pubblicità è ” capacità di coinvolgere il fruitore con un messaggio in cui lo stesso è portato ad immedesimarsi”.

    Nel primo caso, in psicologia, è un modo di non lasciarsi coinvolgere nella lettura per studiare il soggetto “dietro alle parole”.

    Nel secondo è la capacità che deve avere il fotografo o l’artista in genere di comunicare quel che vuole dire.

    Quindi l’empatia, nel secondo caso, come avevo detto nel mio post, può non bastare.
    Infatti nella pubblicità e nell’arte ci sono diversi target di ricettività.
    C’é l’arte dei poster venduti nei supermercati e c’é quella delle grandi mostre tematiche; non conoscendo il tema non si comprendono i significati.

  38. mi sono letta anche io i significati di empatia su wikipedia
    è vero sono frettolosa nonostante abbia quasi 33 anni.
    Ma questo non impedisce ad onguno di noi di intendere l’empatia come qualcosa di diverso dalle descrizioni enciclopediche

  39. Antonino Tutolo scrive:

    @Donatella
    “Ma questo non impedisce ad onguno di noi di intendere l’empatia come qualcosa di diverso dalle descrizioni enciclopediche”

    “le descrizioni enciclopediche”", detto da te, paiono parolacce.
    Invece sono solo parole di cui è stabilito il significato, in modo che chiunque possa comprenderle.

    Se uno cerca di ragionare con te, cercando di capire quello che vuoi dire, tu gli metti davanti un significato delle parole tutto tuo?
    Poi sono io a dire “parole, parole, parole” non comprensibili?

  40. vabbeh dato chela discussione continua perchè nn la continuiamo magari su facebook???
    cosi nn disturbiamo + qui
    poi questa è la tua intepretazione delle “parolacce enciclopediche” forse perchè inizi ad essere prevenuto su quello che penso e dico.
    dico solo che da una definizione si può anche partire a dare delle proprie interpretazioni e punti di vista
    non mi pare un sacrilegio

  41. Domenico Brizio scrive:

    @ Donatella e Antonino…

    Non per continuare, ma per sdrammatizzare: il dialogo mi ricorda la frase di un luminare dell’Antropologia italiana con cui ho avuto modo di lavorare anni fa che, avendo qualcuno dell’entourage fatto notare che lo Zingarelli scriveva una parola ‘diversamente’ da come lui l’aveva scritta nel testo in bozza di correzione disse: “Lo Zingarelli faccia lo Zingarelli”! Fantastico, imparai tantissimo in quell’occasione anche se di tanto in tanto anch’io cerco risposte definitive che non esistono!

  42. Antonino Tutolo scrive:

    @Donatella
    Le tue riflessioni io le prendo con simpatia, lasciandoti ampio credito, anche non dovessi condividerle.
    Perché definire le mie: “parole parole parole”?

    Se te la senti di affrontare un discorso allora questo si intraprende seriamente. Ci si documenta di volta in volta sull’argomento e si va avanti fino alla conclusione. E seriamente, per me, significa appunto andare fino in fondo. Se invece non ti va di scervellarti con le mie parole parole parole, allora lascia anche a me la possibilità di esprimere la mia opinione? Magari capita qualcun altro. Tra tanta gente ci sarà pure qualcuno “cervellotico” come me.

  43. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico
    ” per sdrammatizzare: il dialogo mi ricorda la frase di un luminare dell’Antropologia italiana”

    Un famoso chirurgo (Valdoni?) affermava che si dice chirurgi e non chirurghi…

  44. Marco Furio Perini scrive:

    Mi fa pensare al nostro miglior cinema anni ’60, quello di Risi, o di Monicelli tanto per citare un paio di cineasti tra i più bravi ed ammirati. Tanto mi basta per farmela apprezzare senza riserve. B/n molto curato, composizione precisa ai fini di quanto l’autrice voleva trasmettere. A mio modestissimo parere ovviamente. Ciao

Leave a Reply