Tirapani Gianpaolo – Recanati (MC) – Santa Scala

La Santa Scala.


239 Tirapani Gianpaolo Santa Scala

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Comments (25)

 

  1. franca catellani scrive:

    Bella questa foto , mi piace ma è Papa Woytjla? mi sembra lui ! Bello il taglio , l’attenzione si pone subito sul soggetto in primo piano , forse lo avrei preferito alla destra per la logica della lettura , ma anche cosi’ attira l’attenzione dell’osservatore. mi piace ciao franca

  2. Domenico Brizio scrive:

    Al di là di ogni possibile significato reale, e ve ne sarà uno di sicuro… vedo fotograficamente un papa sottomesso ai prelati soprastanti, cerca di raggiungerli ma loro, acefali e senza espressione visibile e quasi ieratici come un’icona bizantina, attendono il suo arrivo…
    Avrei escluso quella luna di ombra sullo scalino basso ma questa immagine è intensa.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Il titolo dovrebbe guidare nell’interpretazione dell’immagine. Invece non parla; o addirittura svia il lettore.
    Il Papa (Ratzingher, presumo) è atteso alla sommità della santa scala da una barriera di corpi (senza testa) di prelati.
    La mancanza delle teste, la posizione delle mani visibili mi portano a percepire un’ostilità preordinata nei confronti di un “penitente”, più che l’attesa entusiastica del “capo”.

    L’immagine non è di documentazione (perché monca), e nemmeno raffigura un significato artistico certo.
    Mi sembra uno studio, una ricerca infruttuosa; o posso presuppore l’utilizzo di una inquadratura di maniera, in modo poco consapevole.

  4. Carla Pellegrini scrive:

    E’ un immagine, a mio avviso, molto interessante, aperta a molteplici interpretazioni.
    I miei complimenti a Gianpaolo.

  5. Bisognava aspettare un gradino in più e dare una botta in testa al tale la cui capoccia segue il Santo Padre. Il taglio così com’è è troppo forzato e il clero con le teste tagliate risulta un poco sanculotto. ;-D

  6. Mi sembra interessante la composizione per le diverse possibili interpretazioni. Esteticamente e come bn invece mi pare piuttosto delidente con quell’impastato tipico di certo digitale… che sa di televisione più che di fotografia

  7. Antonino Tutolo scrive:

    @Giovanni Firmani
    “Esteticamente e come bn invece mi pare piuttosto delidente con quell’impastato tipico di certo digitale… che sa di televisione più che di fotografia”

    Credo sia il caso di precisare; perché è facile che si alimenti un luogo comune già diffuso.
    “Altro” digitale, quello realizzato a “regola d’arte” è ormai indistinguibile dall’analogico.
    Ci sono apparecchi digitali da 15 a 24 Mpx che realizzano immagini (ovviamente non rappresentabili sul monitor per il limite di risoluzione di quest’ultimo) che consentono ingrandimenti da parete migliori del 24×36 analogico, che già al metro di lato si sgrana, se non si utilizzano pellicole a grana finissima e sviluppi adeguati.

    Inoltre, “certo” analogico, quello ripreso e stampato male, presenta anch’esso dominati e grigiori diffusi.

    Qualunque immagine salvata in JPEG, a 72 bit, per essere visualizzata sul monitor, che notoriamente ha bassa risoluzione, risulta degradata nella risoluzione e nelle sfumature dei colori rispetto a quelle originali, anologiche o digitali (a piena risoluzione di 300 bit ed oltre e non compattata in JPEG).
    Solo per precisare; perché chi legge sappia.

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    una sola testa pensante in tanti cuori pulsanti, oppure tra tanti mani conserte solo uno che opera, chi più ne ha più ne metta
    perfetta fotografia, grazie all’insolita composizione dei soggetti in essa raffigurati può suggerire infinite valutazioni di tipo estetico
    perfetta fotografia, grazie ai soggetti abbastanza insoliti in essa raffigurati può suggerire infinite considerazioni di tipo filosofico
    fuorviante ad abbastanza riduttivo a mio parere, a fronte di un’intrigante Fotografia, leggere di problematiche legate a pixel e dpi

  9. Mauro Marchetti scrive:

    Io ritengo la fotografia in questione molto interessante, come hanno detto altri è un immagine aperta a numerose letture.
    Certo si poteva eliminare la testa presunta sulla dx del santo padre e rendere piu’ ampia la gamma dinamica, a parte cio’ sento di evidenziare la necessità interpretativa delle immagini che ci troviamo a scoprire, che poi tecnicamente tutto sia perfettibile non ci piove.
    Vorrei però stimolare la discussione sul messaggio, a partire dalla presenza del fotografo in alto a dx.
    Mauro

  10. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio Tieghi
    “fuorviante ad abbastanza riduttivo a mio parere, a fronte di un’intrigante Fotografia, leggere di problematiche legate a pixel e dpi”

    Evidentemente hai letto solo il secondo commento, in risposta a Firmiani, non il primo. Quindi riepilogo il primo, “solo per te”:

    “Il titolo dovrebbe guidare nell’interpretazione dell’immagine. Invece non parla; o addirittura svia il lettore.
    Il Papa (Ratzingher, presumo) è atteso alla sommità della santa scala da una barriera di corpi (senza testa) di prelati.
    La mancanza delle teste, la posizione delle mani visibili mi portano a percepire un’ostilità preordinata nei confronti di un “penitente”, più che l’attesa entusiastica del “capo”.

    L’immagine non è di documentazione (perché monca), e nemmeno raffigura un significato artistico certo.
    Mi sembra uno studio, una ricerca infruttuosa; o posso presuppore l’utilizzo di una inquadratura di maniera, in modo poco consapevole.”

    Come vedi, non si parla di pixel

  11. Antonino Tutolo scrive:

    @Mauro Marchetti
    “Vorrei però stimolare la discussione sul messaggio, a partire dalla presenza del fotografo in alto a dx.”

    Per stimolare una discussione bisogna avviarla.
    A parte i pixel, che a qualcuno poco interessano, su cosa vuoi discutere?

    @Maurizio Tieghi
    Visto che non perdi il vizio di criticare quello che io affermo o faccio, senza rispetto, leggendo solo quello che ti pare, tanto per criticare, e non il resto….
    Raccogliamo l’invito di Mauro Marchetti, e “evitando di parlare senza dir nulla di concreto”, come hai fatto tu, andiamo al sodo:

    Tra le tante teste presenti nella scena ritratta (anche quelle non ritratte) i pensieri sono certamente moltissimi; non solo quella del Papa.
    Affermare che le altre teste non siano pensanti è quanto meno “singolare” e non si sa da quale particolare dell’immagine suggerito.
    Tutti gli altri (senza testa) hanno le mani nelle mani, anche se dovrebbero essere proprio le loro a mettere materialmente in pratica il pensiero della “mente” pensante.
    Quindi… fuori uno!

    @Maurizio Tieghi
    “perfetta fotografia, grazie all’insolita composizione dei soggetti in essa raffigurati può suggerire infinite valutazioni di tipo estetico”

    “Quali valutazioni di tipo estetico” suggerisce l’immagine?
    Perché la ritieni perfetta?

    @Maurizio Tieghi”
    “perfetta fotografia, grazie ai soggetti abbastanza insoliti in essa raffigurati può suggerire infinite considerazioni di tipo filosofico”

    Quali?
    Citane almeno una!

    @Maurizio Tieghi
    “…leggere di problematiche legate a pixel e dpi”

    Almeno quelle legate ai pixel e ai dpi, già precedute da un altro post non tecnico, sono concrete.
    Ti Pare?!

    Facciamo contento il collega Mauro Marchetti!
    Si può intavolare una volta tanto una discussione seria, invece di riprendere solo gli altri, fuori luogo, nascondendosi dietro a labirintici, criptici e cervellotici concetti fumosi ed inconsistenti.

  12. Mauro Marchetti scrive:

    A volte mi chiedo, scorrendo gli interventi presenti in questo blog ma probabilmente capita in tutti, come mai alcuni tra i frequentatori sembrano faticare ad accettare l’altrui parere.
    Che bisogno c’è di ribadire più volte il proprio punto di vista, mica questo ha meno valore se qualcun’altro ne esprime uno non esattamente allineato.
    Prendo spunto da questo caso specifico e faccio chiaramente riferimento ai post di Antonino.
    Leggo con piacere i tuoi interventi, spesso mi capita di condividerli, mi sfugge il motivo per cui il tuo parere debba essere ripetuto più volte in riferimento alla stessa immagine.
    Non me ne volere ma non amo le discussioni in cui sembra avere piu’ ragione chi parla per ultimo.
    Mauro

  13. Mauro Marchetti scrive:

    Scusa Antonino, ho visto soltanto ora questo ultimo tuo post.
    Io ho provato a suggerire una lettura a partire dalla presenza del fotografo in prima fila tra i prelati, quasi a sottolineare come l’immagine sia curata a qualsiasi livello.
    Potrei aggiungere che i cardinali mi sembrano le teste pensanti che poi prendono voce nel volto del papa.
    Mi sembra significativo anche il fatto stesso che il santo padre sia “compositivamente” sottomesso al clero.
    E’ una mia atea lettura, magari queste cose le vedo soltanto io e di conseguenza sono in presunto errore, magari c’è qualcun’ altro che la pensa come me.
    Mauro

  14. Domenico Brizio scrive:

    @Mauro

    “A volte mi chiedo, scorrendo gli interventi presenti in questo blog ma probabilmente capita in tutti, come mai alcuni tra i frequentatori sembrano faticare ad accettare l’altrui parere”

    Di questi commenti accetto tutto (ne posso discutere, però) ma non accetterei ‘Ratzingher’, ripetuto ‘Ratzingher’, povero papa Ratzinger. Simpaticamente lo accetto perchè arriva da Antonino… :-)

  15. Carla Pellegrini scrive:

    Bravo Mauro, avevo colto anch’io alcuni elementi che mi facevano guardare nella tua stessa direzione.
    La macchina fotografica intesa come importanza dell’immagine in ogni dove mi era sfuggita, a pensarci bene direi di essere daccordo anche sotto questo punto di vista.

  16. Antonino Tutolo scrive:

    @Mauro Marchetti
    “Potrei aggiungere che i cardinali mi sembrano le teste pensanti che poi prendono voce nel volto del papa.”

    Condivido questa visione.
    I cardinali che nell’immagine sono privi di testa, parrebbero addirittura essere le vere “menti pensanti”, o quanto meno depositari del vero potere. Le mani serrate come strumenti di un potere occulto.
    Mentre il Papa parrebbe sottomesso.
    A nessun capo piacerebbe essere ritratto in questa posa.
    Ricordo il film parodia di Hitler, quando Chaplin gareggiava con Musolesi (Mussolini) a chi si poneva più in alto. E Musolesi lo batteva sempre.

  17. Maurizio Tieghi scrive:

    @ Antonino Tutolo
    “Perché non perdi il vizio di criticare quello che io affermo o faccio.”
    Non valuto le tue affermazioni in modo differente da quelle scritte dagli altri visitatori, con te e con loro a volte posso essere in sintonia, allo stesso modo altre in disaccordo, credo sia nelle cose della vita.
    Posso dissentire da quanto scritto, per citare un esempio, da Fulvio Bortolozzo, lo considero comunque un ottimo fotografico per quanto visto sul suo sito. Allo stesso modo dicasi per Giovanni Firmani, non condivido la premessa della sua ultima foto postata, mi ha tolto in tal modo la gioia di una mia personale interpretazione. Continuo comunque con piacere a visitare il suo sito, sono di mio gradimento molti dei suoi lavori anche se, sempre per citare un esempio, stilisticamente agli antipodi di Fulvio.
    Frequento questo blog essenzialmente per guardare delle fotografie, partendo da quelle che reputo più interessanti, mi capita sovente di percorrere la piacevole via della scoperta, che mi conduce agli altri lavori dei loro autori. Quando sento il bisogno della sacralità della parola, vado da altre parti.

  18. x tutolo: ovvio che in giro c’è pessimo analogico e ottimo digitale (anche ottime conversioni bn). In alcuni casi rimane quel che di televisivo che mi lascia un po’ così… Personalmente ritengo che un genere non debba imitare l’altro

  19. x tieghi. Per me è buona cosa accompagnare uno scatto con qualche parola oltre che con un titolo. Mi pare una forma di rispetto verso chi dedica del tempo a soffermarsi su una foto. Ma per me la libera interpretazione di chi guarda è sacra e non mi permetterei di criticare chi desse una lettura diversa dalle mie intenzioni

  20. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio Tieghi
    “Non valuto le tue affermazioni in modo differente da quelle scritte dagli altri visitatori,..”

    Non devi valutare le mie affermazioni, ma la fotografia!

    Il seguente post era fuori luogo:

    “fuorviante ad abbastanza riduttivo a mio parere, a fronte di un’intrigante Fotografia, leggere di problematiche legate a pixel e dpi”

    Il mio non era il commento alla fotografia (già espresso in precedenza), ma una precisazione al post di Firmiani.

    In ogni caso, se un commento tecnico può essere importante in una immagine, perchè esso è furviante?

  21. @Maurizio Tieghi
    “Posso dissentire da quanto scritto, per citare un esempio, da Fulvio Bortolozzo, lo considero comunque un ottimo fotograf(ic)o per quanto visto sul suo sito.”
    “sempre per citare un esempio, stilisticamente agli antipodi di Fulvio”

    Mi accorgo ora di essere entrato come esempio in un commento di Maurizio. Lo ringrazio dunque per l’attenzione e la stima, che non fatico affatto a contraccambiare, ma soprattutto per aver dimostrato la sua grande indipendenza e libertà di pensiero, proprio in virtù della distanza artistica che ci separa.

    A mio parere questo blog raggiunge le sue vette migliori proprio quando più voci riescono a dire la loro sulle immagini presentate. Trovo invece faticoso, e tutto sommato abbastanza sterile, seguire le lunghe diatribe sui commenti altrui, spesso innescate da Antonino e rinfocolate da chi ci casca.

    Ovviamente, ciò non toglie che ogni comportamento adeguato alla netiquette sia il benvenuto e, per mio modo di vedere più che legittimo.

    Saluto tutti e… alla prossima immagine! ;-)

  22. Marco Romualdi scrive:

    Ratzinger? Woytila? Ma perché questo automatico, incontrollato bisogno di carpire l’elemento di riconoscibilità oggettiva in una foto che prescinde totalmente dalla realtà che pure registra…
    Un papa vestito di bianco che è segno di pace, una schiera di abiti talari tetri tenuti da mani niente affatto amichevoli, una situazione che è segno di incontro eppure è dominata da una scala che benché “santa” è simbolo di fatica, di difficoltà dunque…
    Una immagine centrata su simbolismi che scatenano una ridda di interpretazioni…che può volere di più un fotografo che ci ha offerto una prova della sua capacità di cogliere dei segni nella realtà?
    Forse un piccolo appunto di ordine estetico, c’è troppa scala … ma per il resto mi sembra una buona prova…

  23. Antonino Tutolo scrive:

    @Fulvio
    “Trovo invece faticoso, e tutto sommato abbastanza sterile, seguire le lunghe diatribe sui commenti altrui, spesso innescate da Antonino e rinfocolate da chi ci casca.”

    In genere le polemiche nascono dai miei commenti. Sono altri, che mi chiamano in causa.
    Ad ogni modo mi controllerò.

  24. Antonino Tutolo scrive:

    @Marco Romualdi
    “Ratzinger? Woytila? Ma perché questo automatico, incontrollato bisogno di carpire l’elemento di riconoscibilità oggettiva in una foto che prescinde totalmente dalla realtà che pure registra…”

    Vedi, Fulvio, come sono chiamato in causa?

    Anche tu mi chiami spesso in causa con piccole sottolineature, frasi criptiche, o ironiche. Per favore rileggi tutti i post su questa immagine e sulle altre. Ti accorgerai che quello che “abbocca” in genere sei proprio tu.

    Qualche esempio?
    1) “accetto tutto (ne posso discutere, però) ma non accetterei ‘Ratzingher’, ripetuto ‘Ratzingher’, povero papa Ratzinger. Simpaticamente lo accetto perchè arriva da Antonino…”

    Se sbaglio a scrivere per la fretta, ci sei tu a correggere; anche simpaticamente. C’era bisogno? Sono ignorante?
    Cambia qualcosa ai fini del discorso finale?

  25. Antonino Tutolo scrive:

    @Marco Romualdi
    “Ratzinger? Woytila? Ma perché questo automatico, incontrollato bisogno di carpire l’elemento di riconoscibilità oggettiva in una foto che prescinde totalmente dalla realtà che pure registra…”

    I miei commenti “prescindevano completamente dalla realtà che pure l’immagine registra”.

    @Marco
    “Una immagine centrata su simbolismi che scatenano una ridda di interpretazioni…che può volere di più un fotografo che ci ha offerto una prova della sua capacità di cogliere dei segni nella realtà?”

    Mi chiedo: una ridda di interpretazioni non è troppo?
    In un’immagine il messaggio non dovrebbe essere più incisivo, preciso, univocamente determinato?
    Penso che quando si dice troppo si dice niente.

    @Marco
    “Forse un piccolo appunto di ordine estetico, c’è troppa scala ”

    Ma se la scala, come nel caso in esempio, serve per puntualizzare il concetto di solitudine, di sottomissione, come nel mio post di commento, ci sono regole che impongono di inserirne la quantità che il fotografo ritiene necessaria?
    Ogni elemento dell’immagine recita la sua parte, secondo il colore, la posizione, la grandezza, la disposizione nell’insieme, l’evidenza, ecc.

    Io credo che il lettore debba interpretare l’immagine come è stata composta dall’autore, non inventarne un’altra, con significato personale.

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