Polverini Vito – Montesicuro (AN) – Lourdes

Le preghiere mormorate, i sacri canti a fil di voce, i silenzi, l’immensa folla, le emozioni.
Ancora sento le lacrime salire ai miei occhi.


241 Vito Polverini lourdes

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Comments (7)

 

  1. La didascalia evoca la necessità di un video. Solo così forse le lacrime di commozione potrebbero comunicarsi a chi non avesse vissuto quei momenti.

    Nella fotografia vedo come punto connotante un mosso generale con una sua evidentissima accentuazione sulla diagonale che sale da Sx a Dx, ma non riesco a distinguerne e ipotizzarne le cause religiose.
    Per mio conto, questa immagine testimonia della presenza emozionata dell’autore all’evento. Un po’, mutatis mutandis, come quelle di Capa durante lo sbarco in Normandia, senza però la loro forza icastica. Non riesco ad andare oltre. Ah, sì, una cosa ancora: qui San Biancoegrigetto fa certamente il suo solito salvifico lavoro perché rende “reportagistico” lo scatto.

    Ovviamente il tutto detto IMHO e con rispetto dei sentimenti personali.

  2. Purtroppo non riesco a sentire quello che le parole del commento sotto il titolo dicono. Il reportage… devi esserci più dentro possibile. Una foto “aerea”, dove i piani sono tutti sul medesimo, difficilmente riesce a comnicare qualcosa di più di un semplice racconto di una scena. Infine il moso: o ha un senso estetico o vuole dare dinamica a un movimento; qui ho difficoltà a capirne le ragioni

  3. franca catellani scrive:

    peccato non avere lo zoom per allargare la foto ,mi chiedevo quei punti bianchi sulle teste sono fiaccole? suppongo di si – la gente in processione , alla sx in alto intravedo il drappo raffigurante la Madonnina di Lourdes , il fermento ,il movimento della folla mi richiama al pellegrinaggio ,

  4. Marco Romualdi scrive:

    Chiedo scusa all’autore, ma questo scatto non evoca in me, che non sono stato presente a quella situazione, tutta l’emozione che viene richiamata nel commento che accompagna la foto. Con questo, non metto in dubbio che le emozioni siano vere, ma a me sembra che restino nella sfera “privata” dell’autore e quindi che non siano proprie del messaggio fotografico. Credo che piani meno generali avrebbero aiutato a dare informazioni più significative per una lettura “emozionale” della immagine.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido Marco Romualdi.
    L’immagine è rimasta nel sentire e nelle intenzioni del fotografo.

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    lo confesso. nutro dei pregiudizi nei riguardi dei fotografi che ritraggono gli indiani d’India (in bianco & nero) come quelli che lo fanno dei cristiani a Lourdes. questa volta però trovo la fotografia molto interessante. riflettendoci su sono colpito dal suo “mosso generale”, dal “non definito”, dall’incertezza. come quando si guarda una scena con gli occhi velati da lacrime lievi (per quelli che ancora possono piangere), oppure quando cercando una grande verità più ci si avvicina e meno appare nitida (per quelli che possono illudersi). Forse bastava semplicemente pulire la lente dell’obbiettivo?

  7. Domenico Brizio scrive:

    Colgo i soli elementi geometrici della fotografia, anche quelli striscianti, non potendone cogliere l’universalità.

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