Ruggeri Antonella – Bergamo – Walt Disney Concert Hall

Nel 1989 venne bandito il concorso e vi parteciparono 72 concorrenti, tra cui molti architetti di fama internazionale. Fu la stessa Lillian Disney a scegliere il progetto di Frank Gehry, quando era ancora un architetto conosciuto solo a Los Angeles per le sue residenze fatte di zinco e lastre di compensato con strane forme antigravitazionali. Il bando stabiliva gli aspetti fondamentali sviluppati poi nel progetto dell’architetto americano: un ingresso principale aperto, un sereno rapporto con il vicino Chandler Pavilion (l’attuale Music Center adibita a sala per opere e concerti), una facciata pedonale lungo Grand Avenue e un’area all’aperto
riservata ai musicisti. L’esterno ondulato dell’edificio ricorda i petali di una rosa aperta (fiore tanto amato dalla vedova Disney), ma è l’architetto stesso a definire la sua opera come una barca a vela con il vento in poppa.


353 Ruggeri Antonella Walt disney Concert Hall

Popularity: 1% [?]

Comments (3)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    La fotografia è pervasa da un senso artificiale: anche gli alberi sembrano quelli di un progetto architettonico disegnati al CAD.
    Sento un rigido formalismo come l’esecuzione di un compito perfetto, statico, quasi esemplare.
    Mi attira il puntino rosso del semaforo e l’altro del medesimo colore appena dietro: sembra vogliano affermare un contrasto.

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    Concordo con l’opinione di Domenico sulla apparente irrealtà del luogo, mi rimanda ai cartoon cinematografici della pixar, società della walt disney, ma questo a mio parere è un pregio. A monitor vedo una significativa distorsione, inoltre seguendo la prefazione dell’autrice non viene adeguatamente evidenziata la pregevole opera architettonica di Frank Gehry, per lo sguardo è più facile scivolare sulla deserta ampia strada che soffermarsi sulle contorte vele.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    La considero un’immagine di architettura. Non ho grande esperienza in questo genere, ma so che esso, come la macro ed il ritratto da studio, è regolato da precise regole tecniche e, nel caso specifico, dall’uso di un obiettivo decentrabile per la correzione delle linee cadenti, oppure la correzione delle deformazioni prospettiche tramite Photoshop.
    L’immagine è poco contrastata (luce ambiente diffusa e forse presenza di una leggera foschia).
    In primissimo piano avrei inserito un soggetto che desse profondità e costituisse un riferimento di misura.
    Personalmente avrei saturato il cielo con una polarizzatore, per accentuare il contrasto tra il grigio delle strutture metalliche ed un cielo più scuro.
    La composizione mi pare buona.

Leave a Reply