Panzavolta Fabio – Cervia (RA) – Passeggiata al molo

Arrivo in cima al molo per potermi gustare la sensazione di libertà offertami dal mare.

117 Panzavolta  Fabio passeggiata al molo

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Comments (8)

 

  1. sisi m piac.!
    direi che è poetica q.b.
    la quinta della bici è perfetta cosi come l omino che si allontana sfocato e le scalette x la discesa al mare.
    gli scogli la prospettiva, il bn…perfetta direi anche troppo

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Bella ed essenziale la composizione; sapiente l’uso dello sfocato.
    La bici è lasciata indietro, nitida in primissimo piano, mentre il soggetto, raccolto e composto, si allontana a passi lenti sul molo, in un campo prospettico sempre più sfocato e contornato da scogli che forse rappresentano pensieri, preoccupazioni, accadimenti del passato.
    Vi leggo un’allegoria dell’introspezione, un riesame del proprio essere e della propria esistenza, alla luce dei ricordi che, più ci si allontana dal presente (primo piano), sono sempre più sfocati e indefiniti.
    Complimenti all’autore

  3. Andrea Baldi scrive:

    molto bella .. quello che mi arriva è emozionale … sincera tristezza, sotidune … voglia di andarsene.
    bravo

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    Suggestiva fotografia, in questo caso anche grazie alla fascinazione del suo piacevole bianco e nero sfuocato verso la luce abbagliante del bianco, verso l’illuminazione accecate. Balza subito agli occhi il concetto che in fotografia più cose togli e maggiormente riempi le anime sensibili di chi guarda, che si tratti di un molo più che vederlo dagli oggetti raffigurati lo si comprende dalla premessa del suo bravo autore. Di quel molo che presumo di conoscere bene posso dire una precisa verità, percorrerlo nella direzione del solitario viandante porta ad una certezza sacrosanta, la parte terminale del faro. Quindi nessuna libertà o scelta arbitraria, metaforicamente e fotograficamente parlando molto meglio camminare nell’altro senso, verso la terra ferma, per esempio seguendo le orme tracciate dal grande Michelangelo Antonioni nel suo Deserto Rosso e delle sublime fotografia di Carlo di Palma

  5. franca catellani scrive:

    complimenti , trovo essenziale questo scatto ben eseguito apprezzo anche ,che solo un frammento della bicicletta entri nel visibile, cosi’ poco invasivo , il resto tutto sfuocato , muove corde emotive diverse in ognuno di noi ;questo omino che se ne va verso la fine del pontile mi comunica solitudine , voglia di allontanarsi dai rumori di una città frenetica per ascoltare solo il suono del mare

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Il compito del fotografo consiste nell’inserire (lasciare) nell’inquadratura tutto e solo quello che serve a far comprendere la sua personale interpretazione del soggetto.
    Quindi l’opera del fotografo (la sua bravura) consiste non nel raccontare la realtà, ma nel e comunicare il suo personale punto di vista, forzando l’osservatore ad un’interpretazione quasi forzata ed obbligata.
    E’ un po’ come quando si scrive una frase: parole precise e mirate.

  7. Fabio Panzavolta scrive:

    Ringrazio sentitamente tutti quanti per i commenti su questa immagine…..devo dire che sono andato molte volte sul molo della mia Cesenatico con la macchina fotografica, e, anche tante volte senza, soprattutto in inverno.
    Malinconia, lunghi silenzi rotti dai gabbiani, nebbie, e poche, pochissime persone che passeggiano sono tutti ingredienti che mi piacciono.
    ciao a tutti
    Fabio

  8. Roberto Depratti scrive:

    Composizione equilibrata con un BW mirato, attinente. Bene così!!

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