Baldi Andrea – Reggio Emilia – San Galgano

Scorcio da un luogo di preghiera
333 Andrea Baldi san galgano

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Comments (10)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    E’ una foto classica che può evocare significati contemplativi e religiosi.
    Scrupolosamente applicare le regole.

  2. franca catellani scrive:

    In questo scatto leggo solo il soggetto” luce ” pochi elementi oggetti mi portano sulla (bifora )che diffonde la luce dentro ad una stanza molto buia l’occhio cade solo su questo tappeto di luce.
    Fiat Lux (sia fatta la luce ) luci e ombre controverse , oscure , luce come etere ,materia eterna , evanescente ,fluida (Aristotele )
    Tecnicamente Trovo molto ampia la zona scura delle pareti trovo carente il bianco e nero zone grigine-impastate ma questo è il mio gusto mi piace sempre un b/n contrastato -forte- deciso, naturalmente quando è possibile .
    Vorrei dire ancora due parole sembra un paradosso ma con il digitale la trasformazione del b/n richiede una minima conoscenza della tecnica della camera oscura che purtroppo ,(mi ci metto anch’io ) quando avevi il negativo ti affidavi allo stampatore che ne conosceva tutti i passaggi IMHO

  3. Antonino Tutolo scrive:

    @Franca Catellani
    “con il digitale la trasformazione del b/n richiede una minima conoscenza della tecnica della camera oscura che purtroppo ,(mi ci metto anch’io ) quando avevi il negativo ti affidavi allo stampatore che ne conosceva tutti i passaggi

    Ma ci sono i programmini delle varie marche, compresi nel CD di installazione dell’apparecchio, che consentono di ottenere un risultato minimo apprezzabile.
    Lavorando in automatico, gli apparecchi attuali, almeno quelli dell’ultima generazione, già danno un risultato soddisfacente.
    Ma per avere risultati di un certo livello (fine art) un tempo occorreva, in ogni caso, salvo le poche eccezioni di fotoamatori evoluti, rivolgersi ad un bravo stampatore.
    Anche grandi fotografi, come Bresson, ricorrevano a stampatori di fiducia.
    Questo dà la misura della difficoltà dell’operazione della stampa, che quasi sempre incide più del 50% sul risultato finale, al punto da valorizzare una foto insulsa o distruggere una foto di buona qualità.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Una frase di Bresson:
    ““Attribuisco grande importanza al fatto che non vengano modificate le mie inquadrature; per questo aspetto fare riferimento alle mie copie nell’album; nel caso non fossero disponibili, stampare i negativi integralmente, senza rifilare nemmeno un millimetro quanto all’ingrandimento o alla stampa.””

    Ma il problema non è tanto nell’inquadratura.
    La stampa incide in modo decisivo sul risultato finale con la scelta della carta, dell’esposizione sotto l’ingranditore, con l’uso di mascherature o bruciature. La modifica dei toni, il controllo della grana e del contrasto dell’immagine, la gradazione ed il tipo tipo di carta possono mettere in rilievo o celare, anche con le mascherature e le bruciature, alcuni dettagli o particolari zone dell’immagine, cambiando addirittura i significati.

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Interessante fotografia digitale in bianco & nero, che ciascuno vedrà materializzarsi sul proprio monitor mediando tra le buone intenzioni del suo autore e le caratteristiche costruttive e di regolazione di detto visore. Illuminate scorcio di un luogo dedito alla preghiera (interiore) ora diventato pacchetto da supermarket turistico tutto compreso.
    Il bianco & nero al solito è falso e richiama solamente la nostalgia di un passato che non esiste più. Tra gli infiniti esempi del passato preferibile il fine stampatore Michael Kenna quando lavorava per Ruth Bernhard oppure ora che lavora in proprio con risultati ammirevoli? La fotografia testimonia solo il passato, mai il presente oppure il futuro. Attualmente FIAF tramite Passione Italia cerca di “fotografare” l’intera nazione, nella mia provincia nel tema NUOVA POLIS sono presenti ad oggi un centinaio di foto, novanta di queste rappresentano monumenti o scorci della città centenaria, molti autori abitano in altre provincie. Forse non è possibile raffigurare la nuova città tramite uno strumento troppo incline alla nostalgia.

  6. Domenico Brizio scrive:

    @ Maurizio Tieghi

    “Forse non è possibile raffigurare la nuova città tramite uno strumento troppo incline alla nostalgia”

    Nel bianco nero è ‘culturalmente’ inserita, con la sottrazione del colore, la dimensione evocatrice (imho) e il bianco-nero mancando del normale colore sollecita una riparazione mentale che crea la differenza ed il confronto.
    Si, si scattano molte fotografie pensando che il mondo non sia cambiato, e molte operazioni sono nostalgiche pensando al passato come migliore e al futuro come peggiore…

  7. franca catellani scrive:

    @Antonino , mi riferivo proprio a tutto cio’ che hai elencato per camera oscura . i programmini anche inseriti nelle stesse macchine fotografiche sono carenti io preferisco il post , ma questo ripeto include conoscenze tecniche e te ne accorgi solo quando davvero fai stampare la foto degli impastamenti dei grigi e neri che non sono neri che nessuno o pochissimi di ………dei milioni e milioni e milioni fotoamatori preciso fotoamatori ,proviamo a citare la parola “fineart ” nei circoli in quanti la conoscono ? e per rispondere a Maurizio potra’ essere anche nostalgico ma lo amo moltissimo – e le città fotografate NOva Polis di passioni Italia hai ragione centinaia di fotografie che rispecchiano la vecchiapolis ma il fotoamatore è anche questo

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Franca
    Questo dimostra che non basta usare il digitale, come qualcuno crede, per ottenere automaticamente risultati apprezzabili.
    Occorrono le basi della tecnica fotografica, che sono in massima parte condivise con l’analogico.
    Occorre sapere come agisce quel tipo di luce sul soggetto, il contrasto, il colore, ecc. e quindi sapere come intervenire sia per ripristinare le condizioni ambientali di ripresa, che gli automatismi dell’apparecchio hanno quasi semppre modificato, sia per interpretarle in modo mirato e creativo.
    Chi parla di fotografia non ritoccata, di orma o impronta della realtà, dimostra di ignorare la complessità del procedimento fotografico.
    I laboratori moderni stampano quello che trovano nel file, mentre l’artigianocercava recuperare gli errori e le imperfezioni, almeno per dimostrare che da lui le stampe venivano meglio che altrove.
    La fotografia è ottenuta con la ripresa e con la stampa, col contributo almeno del 50% di ciascuna di esse.
    Molte fotografie digitali vengono visualizzate solo sul monitor, con una resa qualitativamente molto lontana da quella della stampa.
    Il monitor maschera i difetti o li avvilisce.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Mi correggo:
    La limitazione a 72 bit della resa cromatica e della risoluzione del monitor mascherano sia i difetti che i pregi.

  10. Roberto Depratti scrive:

    …..molto interessanti gli scambi tra i vari amici ed amiche.
    Analogico-Digitale …..Pellicola-Sensore ….due diverse tecnologie, se vogliamo la tecnologia che evolve. La tecnica è la medesima. Gli apparecchi sono cambiati dal punto di vista strutturale. Il piano pellicola è stato sostituito dal sensore ma non completamente. Le due tecnologie oggi convivono; sembrava che la pellicola dovesse scomparire …certo ha avuto un arresto impressionante rispetto alla mole di sviluppi ad esempio degli anni 70-80.
    L’importante è il concetto, la tecnica di base da far propria. Poi, rispetto alla pellicola, imparare o capire come il sensore reagisce rispetto alla luce.
    Torniamo ora alla foto postata dal nostro amico …. BW la mia passione non c’è dubbio; il bianconero è un modo di vivere ….di vedere o percepire il mondo che ci circonda.
    L’intuizione “BW” per una determinata scena la si costruisce con anni e anni di ricerca …di passione minuziosa. I risultati arrivano indubbiamente …sempre attraverso la pazienza e la continuità facendo propri i concetti relativi alla resa tonale con le scale dei grigi che danzano tra i bianchi ed i neri.
    Ora lo scatto proposto, in base a ciò che vedo, non può che essere giudicato buono. Si tratta di uno squarcio di luce che disegna geometricamente su una tavolozza NERA. Come è stato ottenuto il tutto è di pertinenza dell’autore. L’importante è la resa finale …..
    Grazie dell’attenzione, saluti.

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