Panebianco Angela – Trento – Il viaggio

Non molto tempo fa sono andata in vacanza in compagnia di altre persone, pensavo di affrontare tutto con spensieratezza… invece parte della mia malinconia è entrata nel mio viaggio.

24 Panebianco Angela - il viaggio

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Comments (5)

 

  1. giovanni firmani scrive:

    credo che il commento di presentazione dell’autore dovrebbe trovare un minimo di conforto nella foto. Qui viene da chiedersi il perché della malinconia incipiente. Il maltempo che si vede pare un argomento troppo debole, benché sociramente evochi sempre un po’ di malinconia

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    struggente e magnifica immagine di viaggio. quando si parte oltre alla valigia si porta anche se stessi, a volte sarebbe preferibile lasciare il proprio io a casa. bellissime le tonalità del colore triste ma caldo, che ci rincuora un poco perché siamo ancora dentro, separati dal mondo e protetti dal vetro, che ci ripara non solo dalla pioggia. Fotografia del presente, non nostalgia in bianco & nero del passato come troppo sovente si vede e non ci si commuove.
    complimenti

  3. Enrico Maddalena scrive:

    Lo sguardo della fotocamera è rivolta non verso il davanti, verso la meta del viaggio, ma all’indietro, verso la partenza. E questo può essere un elemento linguistico che evoca la nostalgia di ciò che si sta lasciando. I fili paralleli dello sbrinatore sono la chiave di lettura che ci fa capire che si sta guardando dietro e, allo stesso tempo, rendono più visibile, più materiale il vetro che diviene una specie di barriera fra noi e ciò che si è lasciato.
    Buona luce
    Enrico

  4. Mauro Marchetti scrive:

    A volte è bello perdersi in una immagine tanto semplice quanto efficace.
    M.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido Enrico Maddalena.
    La monocromia virata sa di tempo antico, quindi di retrospezione, di ricordi.
    La pioggia scrosciante, gli alberi spogli che paiono fantasmi, le linee nere e ripetitive dello sbrinatore ci fanno sentire in una capsula del tempo da cui non si può fuggire, che ci trasporta inesorabilmente in avanti, mentre la nostra mente rielabora avvenimenti di un passato prossimo o remoto, nella prospettiva angosciosa di un presente che ci trasporta verso un nuovo orizzonte incognito o affatto gradito.

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