Depratti Roberto – Castellarano (RE) – Ciclicittà

Vecchia amica ….di sempre.

351 Depratti Roberto ciclicittà

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Comments (43)

 

  1. Roberto Rognoni scrive:

    Una foto dalla lettura apparentemente semplice.
    Al titolo corrisponde il soggetto principale in primo piano, mentre sullo sfondo, molto defilato, una persona che corre, che non dovrebbe il proprietario della bici.
    Non riesco a capire la ragione della scarsa risoluzione / disturbo generalizzato / elaborazione grafica dell’immagine scelta dall’autore.

  2. Roberto Depratti scrive:

    Intanto ringrazio per la visita e per il commento ricevuto.
    Questa immagine è stata eseguita con una Canon F1 + 35 mm. + Il Ford HP5. “L’elaborazione grafica” ….non è una elaborazione o un intervento in pp; semplicemente in fase di scatto ho usato due collants sovrapposti davanti all’obiettivo per ottenere l’effetto screziato che mi determinava un accrescimento del mosso sulla figura a sx e, parimenti, una sorta di “effetto muro” che ero uso adottare soprattutto negli addietro quando non si usavano i software di post produzione.
    Scarsa risoluzione: si tratta di una scansione da pellicola ridotta per WEB.
    Grazie ancora a presto.

  3. franca catellani scrive:

    me ne scuserà Roberto se dico questo :::questa immagine mi fa venire in mente la bicicletta del nonno sotto i portici di Carpi , ultimamente ho letteralmente vietato al circolo(ahahahaah) di portarmi foto con le biciclette in tutte le salse ,la bicicletta è un oggetto che troviamo spesso sotto agli occhi in qualunque città . la bicicletta cosi’ importante subito dopo la guerra ,come mezzo di lavoro il famoso film neorealista di De Sica “ladri di biciclette , l’autore ha tirato fuori dal cassetto in un vecchio rullino la sua vecchia foto ,un atto nostalgico , non solo verso la bicicletta ma anche verso la pellicola?
    dal punto di vista tecnico mi sembra carente la persona che si muove ,incombente colonna che soffoca e schiaccia la lettura non mi spiego perchè dello sfuocato della bicicletta ,essendo un caro oggetto ,forse anche qui simbologicamente vuole dirci …..ahimè con i tempi che corrono nemmeno piu’ questa posso usare …. saluti franca

  4. Roberto Depratti scrive:

    …..la figura che corre potrebbe raccontare circa il tempo che procede verso …… Ecco una volta oltrepassata quella colonna “Quel tempo” è andato …rimarrà soltanto il ricordo …. Pertanto la colonna potrebbe rappresentare un periodo temporale che sta per scoccare.
    Lo scatto che rappresenta una serie di immagini sul mondo che incede parallelamente all’uso di un mezzo che ha rappresentato molto per me e che continua ad accompagnarmi. Lo sfocato ed il mosso, con l’uso di filtri “Casarecci”, dovrebbe fornire l’emblema del “Ricordo” di qualcosa trascorso.
    Per quanto riguarda l’uso della pellicola …beh ho 46 anni, ho iniziato a scattare a 20 anni con la pellicola ….oggi alterno al pellicola al digitale, due tecnologie parallele di una medesima arte. Grazie per il prezioso contributo.

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Ciclicittà e ciclicità. A volte basta una t di differenza per raffigurare due situazioni molto diverse tra loro, ma che per quanto mi riguarda possono invece convergere. Infatti andare in giro in bici nella mia città è più o meno la stesa cosa che scattare fotografie periodicamente nel posto in cui vivo. Si finisce spesso per girare in tondo. Sicuramente pedalare su strade di pianura si fa meno fatica, anche le foto è preferibile farle in piano per questa ragione i cavalletti hanno la bolla. Mi sono soffermato sopratutto sul mezzo di trasporto, amica per Roberto e nemica di Franca, per la vicinanza geografica che ci accomuna ma che ci vede avere differenti oppinioni sulla bicicletta così presente nelle nostre città, in particolar modo nella mia. Trovo sia perfetta la composizione dell’immagine, ogni elemento presente in essa è significativo e funzionale. Personalmente avrei evitato l’effetto filtro sulla bici, lasciandolo però sulla parte restante del fotogramma, forse con il metodo usato dal suo bravo autore questa situazione non era praticabile.

  6. Roberto Depratti scrive:

    …..grazie Maurizio per il graditissimo intervento.
    Parto dalla parte finale ….no, non era possibile intervenire parzialmente. Il filtro usato è un qualcosa che deriva da esperienze di ragazzo quando i “Soldini” in tasca erano davvero pochi. L’unica certezza che avevo la mia Canon Ftb e l’inseparabile 50 mm.
    Ancora grazie …arrivederci!!

  7. Francesca scrive:

    A me le biciclette fotografate piacciono, pertanto capisco ma non condivido il “divieto” di Franca per i suoi soci del fotoclub (ed io non ne ho mai fotografate!).
    La composizione di questa immagine mi piacerebbe, se come tutti hanno già fatto notare, non ci fosse quell’elemento di disturbo che è il filtro artigianale usato in fase di scatto.
    Forse lo avrei visto utile e creativo con altri tipi di immagine, anche se non so dire quali visto che è un artificio che non ho mai provato, ma in questo caso è veramente (almeno a mio avviso) fastidioso.
    Ciao e buona luce a tutti!

  8. Roberto Depratti scrive:

    …..”De gustibus non disputandum est ….” dicevano gli antichi.
    Intanto ringrazio Francesca per la visita e per aver lasciato il suo commento preziosissimo. La grandezza della fotografia sta proprio nella condivisone di quanto si propone con l’interscambio di opinioni che ne scaturiscono.
    Accetto le opinioni, salvaguardando e spiegando ciò che mi ha portato alla finalizzazione dell’immagine.
    Ancora grazie.

  9. franca catellani scrive:

    per Francesca::: non è che ho vietato proprio realmente di portare le biciclette ( ho proprio detto che non sarebbero entrati anche se mi avessero portato il solito davanzale con i gerani e la finestra inferriata ) ) ahahhahaah dai scherzo !!! Ho preso come es. la bicicletta perchè in effetti se non ha particolari atmosfere o situazioni è uno scatto semplice , tranne che per l’autore ovvio .Roberto quando ha scattato la” sua bicicletta ha voluto esprimere uno scatto “affettivo “fotografare significa anche osservare -vedere – entrare dentro alle cose e ai fatti . frequentando quel po’ di mondo dei fotoamatori nei circoli mi accorgo che si tende ad imitare scatti già visti , so che inizio un discorso molto ampio e non posso certo usare questo spazio -

  10. Roberto Depratti scrive:

    Grazie Franca ….ogni immagine porta con se una parte di affetti, se legati a ricordi diretti dell’autore/autrice e sensazioni che sono legate a ciò che in un preciso momento si prova vivendo “Quella scena” o un particolare frammento derivante da una ricerca …..
    Pertanto sono d’accordo con le tue considerazioni poichè è il mio modo di vivere la fotografia. E’ chiaro che un semplice scatto non può delineare completamente un autore ….ne traccia però alcuni punti identificativi.
    Alla prossima …..

  11. dunque, da ciò che ha scritto l’autore sembrerebbe che il soggetto che voleva riprendere fosse il ragazzo che corre.
    Ma egli ruslta un secondo piano e per di + sfuggente e confuso fra portone e vetrina.
    ciò che evidentemente salta agli occhi è la bicicletta che riempie lo scatto e quindi il nostro cervello ad uno primo sguardo interpreta come soggetto.
    E ad un secondo sguardo sempre il nostro cervello si chiede” ma perchè se la bici è il soggetto ,o cosi sembra, la foto risulta,,,forse leggermente mossa o sfocata…a che scopo?”
    poi veniamo a sapere del filtro…
    Ma io ritengo che:
    1 L’uso di questo filtro non aggiunga niente a quest’immagine, anzi crei della confusione.
    2.colui che vorrebbe essere il soggetto, essendo stato enfatizzato apposta dall’uso del filtro,8ma che in realtà da come dice il titolo non lo è) risulta invece marginale, un elemento che è entrato nella composizione quasi per caso e che è invece stata una scelta, difficile da condividere, dell’autore.
    3.dal titolo è chiato che il soggetto della foto dovrebbe essere la bicicletta ma poi l’autore spiega di aver usato quel filtro per enfatizzare la corsa del ragazzo.Questo crea confusione.
    il soggetto quale vuole essere?
    4.De gustibus siamo d’accordo ma credo che in quest’immagine ci siano dei problemi , + che di interpretazione, di scelte compositivo-narranti dell’autore

  12. Roberto Depratti scrive:

    Grazie Donatella ….anche se francamente penso che tanta confusione sia stata tu a coglierla ……
    Con questo non voglio assolutamente convincerti di altro. Evidentemente a te è arrivato questo ….pazienza.
    E’ giusto però puntualizzare che quanto affermi tu io non l’ho mai detto, prova a rileggere attentamente i passaggi precedenti ….parli di varie fasi …spunta un filtro ….il soggetto che corre come protagonista della scena ….mah, francamente non condivido almeno questo mi sembra giusto poterlo affermare.

    A) L’uso del filtro con il bienne è qualcosa pensato guardando alcune scene lungo strade ricche di portici …..
    A me è risultato immediato ciò che stava avvenendo ….
    B) Ho spiegato ad alcuni che l’uso del collant davanti all’obiettivo ha consentito di creare un effetto in più all’interno della scena.
    C) L’immagine può risultare PESSIMA per alcuni MEDIOCRE per altri DECENTE per altri ancora ….trarrò da ognuno preziose indicazioni, ringraziando con assoluta tranquillità.
    Saluti.

  13. conosco benissimo l’udo della calza davanti all’obiettivo e francamente non penso di essere stata l’unica ad aver colto confusione ma casomai l’unica ad averlo scritto….
    Da come lei ha scritto dice che ha usato il filtro x enfatizzare la corsa del ragazzo…. questo cosa vuol dire?
    che lei ha considerato il corridore alla stregua del soggetto principale…. o mi sbaglio?
    chi è che ha un pò di confusione allora…?

  14. “A me è risultato immediato ciò che stava avvenendo ….”
    e qui siamo d’accordo…ma il bravo fotografo deve anche riuscire a comunicarlo agli altri in maniera chiara.

  15. Roberto Depratti scrive:

    Donatella ….mi da del “Lei” pertanto manterrò la terza persona cogliendo la Sua volontà a mantenere chiare certe distanze. Parimenti colgo una certa voglia a voler rendere torbido necessariamente qualcosa che io non ho affermato. Comunque riporto alcune tracce dei miei commenti:
    - A Rognoni: “…. semplicemente in fase di scatto ho usato due collants sovrapposti davanti all’obiettivo per ottenere l’effetto screziato che mi determinava un accrescimento del mosso sulla figura a sx e, parimenti, una sorta di “effetto muro” che ero uso adottare soprattutto …..”;
    - In un altro commento: ” …lo sfocato ed il mosso, con l’uso di filtri “Casarecci”, dovrebbe fornire l’emblema del “Ricordo” di qualcosa trascorso ….”;
    - In definitiva l’immagine racconta di un rapporto importante vissuto tra uomo e bicicletta o tra autore e bicicletta con tutto quello che è il mondo che parallelamente continua la sua ….corsa (ed ecco la figura che entra nei secondi piani e va ….).

    Donatella l’immagine non è di suo gradimento …ma guardi che l’ho capito. Io l’ho proposta perchè sono convinto di ciò che ho realizzato. Come sempre poi noto che i pareri sono molteplici; sul fatto che Lei pensa di essere l’unica ad osare …..beh io con molta tranquillità sto cercando di ribadire i miei concetti, non voglio convincerla a mio vantaggio ma mi scusi non misento assolutamente confuso da ciò che ho fatto o …detto.

  16. va bene allora mettiamolo così.
    La cosa + difficile da fotografare è proprio qualcosa che si ama.
    molto spesso anche la foto + mediocre ai propri occhi può sembrare una meraviglia proprio perchè la foto ritrae il spoggetto da noi amato.
    ma far risultare questo amore anche agli occhi degli altri, questo è difficile.
    E questo secondo me Lei non è riuscito a fare.
    Allora mi spieghi c’è un qualche motivo che leghi l’uso del filtro al soggetto ovvero la bicicletta???
    non aggiunge niente, anzi.
    Lei sarà convinto dell’opposto ovviamente…e allora andremo avanti per sempre su due binari paralleli anche se modestamente penso di essere abbastanza nel giusto per quanto riguarda estetica e significato dell’immagine

  17. Roberto Depratti scrive:

    Io non voglio costringere nessuno ad amare qualcosa ….figuriamoci a voler far apparire una foto come un capolavoro.
    Le ho già dettagliato il perchè ho deciso di impiegare quel particolare filtro.
    Le lascio la Sua certezza …..mentre mantengo con assoluto equilbrio il mio concetto.

  18. non ha capito si rilegga ciò che ho scritto a prop dell’amare qualcosa io mi riferivo a Lei ed al suo amore per la bicicletta, non si intuisce + di tanto dalla sua foto.
    Se lei mi ha già dettagliato il perchè dell’uso del filtro allora si evince che voleva dar importanza al soggetto che corre, ovvero equipararlo per importanza al reale soggetto ovvero la bicicletta.
    Reisce a capirmi o resta in assoluto equilibrio col suo concetto?

  19. Antonino Tutolo scrive:

    @Depratti Roberto
    “…..”De gustibus non disputandum est ….” dicevano gli antichi.”

    A mio avviso non si tratta di gusto.
    La fotografia è un mezzo per comunicare.
    In un libro si possono usare vari tipi di caratteri, ma è importante che essi formino parole e frasi di senso compiuto ed univoco. Altrimenti chi legge non comprende.

    Gli elementi inclusi in un’immagine simboleggiano ciascuno un concetto, una sfumatura. L’insieme dei simboli forma la frase, comunica un messaggio.
    Il titolo in questo caso non indirizza la lettura nel modo poi precisato dall’autore.
    Si potrebbe anche intendere che la bici, usata quotidianamente per lavoro, è stata abbandonata per andare a piedi, in quella città deserta, coi negozi chiusi del fine settimana. Essa pare un monumento, statico, incombente. Il podista, invece, pare un’ombra, un fantasma “in arrivo” (entra nell’immagine), un essere irreale, che non fornisce realtà di tempo, ma illusione.

    Gli elementi, a mio avviso, non si raccordano nel modo indicato dall’autore e potrebbero esserci ache altre letture.

    Quando non esistevano ancora filtri, o erano poco diffusi, la calza era usata per creare l’effetto morbido, soprattutto nel ritratto)

  20. Roberto Depratti scrive:

    Per Donatella – …..Lei rimane dell’opinione che io abbia voluto dare maggiore importanza alla figura che corre, attraverso l’uso del filtro. Lei lo percepisce così …ed io non so propri cosa fare.
    Rispetto il Suo punto di vista ma non lo condivido, posso?

    Per Antonino Tutolo – La fotografia è senza alcun dubbio un validissimo mezo di comuncazione attraverso cui cercare di trasfferire delle sensazioni. IN Fotografia è altrettano vero che non esiste nulla di assoluto ….vale a dire ciò che può senire o vedere uno può non essere condiviso da altri.
    Partiamo da un concetto: io non aspiro minimamente a voler far passare l’immagine postata come capolavoro; non miro neanche a voler imporre un mio modo di aver visto o interpretato un momento …… Ho capito che per taluni la scena può suscitare interesse, per altri meno per altri ancora presenta degli errori. Quando dico: “…de gustibus …..” uso un modo consueto per allentare i toni.

    Ora per l’ultima volta invito a leggere i miei primi passaggi che indicavano alcune tracce per spiegare il senso della “Bici” e cosa potrebbe rappresentare la corsa sfumata del podista.

    Ringrazio comunque tutti per gli interventi preziosi.

  21. Mauro Marchetti scrive:

    Io credo che, come già suggerito, l’immagine possa essere aperta a diverse letture, ognuna corretta e opinabile al tempo stesso.
    Gli elementi inclusi nello scatto hanno pesi diversi, in questo senso la bici dovrebbe essere preponderante.
    D’altro canto la figura umana richiede attenzione.
    L’atmosfera creata con la calza è una terza presenza che non passa inosservata.
    Non ci resta che osservarla ed esprimere il proprio parere.
    A mio avviso il senso del tempo che passa sugggerito dalla figura umana “mossa” è ben percepibile e la bici in questo modo assume un ruolo da protagonista.
    Forse, in questo tempo di postproduzione incontrollata, l’effetto prodotto dalle calze poste davante all’obbiettivo confonde un po’ le idee.
    Ciao, Mauro

  22. Roberto Depratti scrive:

    Ciao Mauro,
    ….condivido con quanto riferisci. Ti ringrazio per il passaggio e per aver lasciato la tua considerazione.
    Alla prossima, saluti.

  23. Antonino Tutolo scrive:

    @Roberto Depratti
    Ovviamente ciascuno di noi esprime solo il suo pensiero, senza presunzione di verità assoluta e con la consapevolezza che un’immagine è letta ed interpretata da ciascuno col filtro delle proprie esperienze dirette e culturali (nel senso lato del termine), ma anche con quello della sensibilità individuale.
    Quando si posta un’immagine su un forum si accettano i pareri di tutti, prestando particolare attenzione a quelli non concordi, se essi sono adeguatamente motivati. Poi ognuno può trarre le conclusioni che crede.

  24. Antonino Tutolo scrive:

    @Marco Marchetti
    “Forse, in questo tempo di postproduzione incontrollata, l’effetto prodotto dalle calze poste davante all’obbiettivo confonde un po’ le idee.”

    Infatti, talvolta ci assale una istintiva prevenzione davanti ad una foto che appare elaborata.
    Ma, curiosamente, e mi chiedo perché, non si prova la stessa diffidenza con la foto fine-art; che con le alterazioni dei toni di grigio, col nero accentuato che cela particolari indesiderati, coi gradienti posticci che esaltano o velano zone dell’immagine, o con l’uso del sistema zonale per differenziare, in modo artificioso e talvolta con esito irreale, i toni che la pellicola non riusciva a registrare.

    Ma è anche vero che l’uso della post, quando essa non è eseguita con ponderazione, competenza e consapevolezza, spesso risulta preponderante e fuori luogo, tanto da annullare i veri pregi dell’immagine.

    La fotografia è fatta di ripresa e di stampa, di capacità di osservazione e di resa dei significati opportuni, di tecnica e di gusto.
    Solo per questo si può parlare di “arte fotografica”, di interpretazione e soggettivazione del reale.

  25. e Depratti:
    certo che può e deve, come ho giò scritto sopra siamo due binari paralleli ma lìimportante è che lei capisca quello che io intendo anche senza condividerlo.
    Le faccio presente ancora una volta che è stato lei a scrivere di aver usato quel tipo di filtro per accrescere il movimento della corsa…. ciò cosa vuol dire secondo lei???

  26. Roberto Depratti scrive:

    - Per Antonino Tutolo – Caro Antonino Tutolo probabilmente sfuggono dei concetti chiari ed aperti che vado a ribadire con totale serenità. Più volte ho espressamente detto di essere aperto alle considerazioni di tutti – POSITIVE O NEGATIVE CHE SIANO – rispettandole, approfondendole ma non necessariamente condividendole …..su questo credo di non dover tornare ulteriormente.

    - Per Donatella Tandelli – …..Donatella credo di essere sufficientemente in grado di capire la Sua posizione che non condivido. Pertanto non so mica come andarlo a specificare diversamente. Infine Le ho scritto per ben 3 volte le effettive parole usate pe descrivere ciò che era il proponimento del momento rigurdo l’uso del filtro. Per Lei il mio tentativo risulta sbagliato; il fatto che l’immagine non sia risultata di Suo gradimento Le garantisco che mi è apparso molto evidente.
    Detto ciò rimango apertissimo ai giudizi di tutti gli amici ed amiche che vorranno intervenire inquesto post o in altri, qualora la redazione avesse la bontà di postare altri miei scatti.
    A tutti: IN BOCCA AL CLICK!!!

  27. decisamente non ci capiamo,,,non sono cretina …ho letto per ben 3 volte le sue motivazioni e mi devo ripetere per la quarta noiosamente…
    cmq va bene…
    Buona luce a lei e ne faccia buon uso

  28. Roberto Depratti scrive:

    ….guardi non so cosa farLe se non augurarLe buon pomeriggio, non voglio annoiarLa La saluto e spero che anche Lei possa utilizzare al meglio la luce che incontrerà nei suoi viaggi …fotografici.

  29. Francesca scrive:

    beh, se il passaggio di cui parla Donatella è questo…anche io l’ho capito come l’ha capito lei…

    “…semplicemente in fase di scatto ho usato due collants sovrapposti davanti all’obiettivo per ottenere l’effetto screziato che mi determinava un accrescimento del mosso sulla figura a sx…”

  30. Roberto Depratti scrive:

    …..certo ma non è l’unico commento usato. La figura che corre, con l’uso del filtro, perde maggiormente i dettagli quindi sembra che in essa si accresca la velocità da intendersi come l’incedere temporale costante ed ininterrotto nei confronti della vita accompagnata ad esempio da una vecchia amica che rimane sempre “In primo Piano”.
    Ciò non indica però che sia l’uomo che corre ad essere l’elemento primario della scena …a mio avviso è un componente che concorre nel racconto ….
    Mi rendo conto che ci sono più linee guida interpretative, è il bello della fotografia.

  31. Roberto Depratti scrive:

    Beh ragazzi spero di non aver innescato un moto perpetuo ….io ho dato i miei elementi di spiegazione ai numerosi commenti tutti molto interessanti. Il mondo della “Bicicletta” è un tema che porto avanti da tanti anni ….cercando di fermare con un “Click” vari momenti nei quali questo mezzo si propone nei confronti della vita di tutti i giorni.
    Per me è un’amica di sempre …..

  32. “La figura che corre, con l’uso del filtro, perde maggiormente i dettagli quindi sembra che in essa si accresca la velocità da intendersi come l’incedere temporale costante ed ininterrotto nei confronti della vita accompagnata ad esempio da una vecchia amica che rimane sempre “In primo Piano”.
    questa descrizione bella nonchè filosofica risulta troppo “alta” per l’immagine a cui p dedicata.
    semplicemente.

  33. Roberto Depratti scrive:

    Beh e’ cio’ che pensavo e ……che penso.

  34. FABRIZIO PIZZOLORUSSO scrive:

    Ciao Roberto,
    mi soffermo sul tuo ultimo intervento che trovo nella frase “moto perpetuo” la perfetta definizione, o una delle tante, che la fotografia, o meglio, l’immagine si porta dietro nel momento in cui diventa visibile agli altri. Tutti questi commenti non devono meravigliare in quanto l’immagine diventa l’immagine di ogni osservatore , quindi con ,quasi, infiniti significati percettivi che come filo conduttore appoggiano su elementi certi e codificabili da tutti che sono l’oggettivita’ di cio’ che si vede e la parte generalizzata che e’ il movimento. Direi che ogni immagine potrebbe avere tutti questi commenti, tutti giusti, tutti rispettabili nella parte ovviamente concettuale, mentre per quella tecnica esistono delle regole, delle “matematiche” a cui non si scappa.
    Di conseguenza ritengo (riflessione che mi offre questa tua immagine insieme ai commenti letti su alcuni che ritengono il pensiero, la concettualita’ che sta dietro un’immagine solo “fumo”) che la tecnica la si puo’ imparare dai libri e quindi da internet,dai siti fotografici con la loro sezione appropriata con il vantaggio di avere poi anche un confronto attraverso altri fotografi che possono dare una mano tecnicamente a capire meglio o a svelare qualche trucco. Ma la parte concettuale, visiva e percettiva della propria immagine da parte di altri non la si legge ne su libri, ne facendo mostre dove lo spazio silenzioso tra l’osservatore e l’immagine (in una mia mostra sono riuscito ad eliminarlo) e tra l’osservatore e l’autore e’ “pesante” e per niente profiquo per entrambi. Quindi ritengo questa parte della lettura all’immagine fondamentale per poter avere altre visioni, quindi altre riflessioni e quindi possibili altre idee. Questo e’ possibile ottenerlo in maniera efficace sui siti fotografici e per me e’ linfa piu’ della tecnica.Ciao
    Fabrizio P.

  35. Antonino Tutolo scrive:

    @Roberto Depratti
    “ Caro Antonino Tutolo probabilmente sfuggono dei concetti chiari ed aperti che vado a ribadire con totale serenità.”

    A me non sfuggono “concetti chiari ed aperti”. Prima di parlare rifletto.
    “De gustibus” ha un significato preciso.

    Se con esso vuoi intendere qualcosa di diverso, devi precisarlo a tempo e a luogo.
    “De gustibus” lascia pensare (fraintendere?) che vuoi ripararti dietro alla complessità della fotografia.
    Ognuno decodifica un’immagine a suo modo, secondo le sue esperienze, il suo vissuto, ecc.
    Ma nel caso specifico non si tratta di una diversa lettura, ma di un’ambiguità del messaggio. Infatti il problema è stato rilevato quasi da tutti.
    Ci sono immagini che hanno validità solo per alcuni, perché richiedono precise esperienze di vita, di sensibilità, di conoscenze, di interessi; ma altre immagini si propongono già con ambiguità. A essa, poi, si può aggiungere l’interpretazione soggettiva.
    Questo era il concetto espresso da me e da altri.
    Per un discorso costruttivo, è opportuno lasciare da parte il “de gustubus” e sforzarsi di recepire le perplessità dei commentatori, senza necessità di riproporre il tuo convincimento. Se la prima frase non ha chiarito, le seguenti avranno analogo esito.
    L’immagine deve comunicare da sola.
    Il problema dell’ambiguità rimane latente nell’immagine, non potrai “aprirlo” ogni volta con una spiegazione

    Se noi pensiamo di rilevare un “problema” di comunicazione dell’immagine, la sua soluzione può essere utile solo a te.

  36. Roberto Depratti scrive:

    Caro Antonino,
    non voglio dilungarmi …a questo punto in inutili chiacchiere. Evidentemente rimango e rimarrò disallineato con i “Quasi Tutti” ai quali ti riferisci e che comunque saluto con amicizia e simpatia.
    Ora mi viene anche indicato l’uso improprio di termini e/o frasi …..no, ti fermo e ti riconduco sui canoni fotografici. “Sforzarsi …..senza necessità di riproporre il tuo convincimento ……”. Scusa, sono abituato ad interfacciarmi con forum fotografici che mi conoscono per l’assoluta sincerità e trasparenza. Ci siamo imbattuti in uno “Scatto” che a “Quasi Tutti” rimane difficile da digerire ….o vine recepito come ERRATO. Io non riapro alcun argomento, come ho detto l’ho capito chiaramente ma laddove ritengo di dover intervenire lo faccio con altrettanta chiarezza. A questo punto non sono io che deve capire altro ….

  37. Roberto Depratti scrive:

    Per Fabrizio Pizzolorusso -
    Ho letto con molta attenzione ciò che hai scritto. Scambiare idee e condividere immagini serve moltissimo a tutti per crescere sia interiormente, per ciò che può essere indirizzato ai fini di una ricerca, di una tematica precisa sia per quanto concerne lo sviluppo prettamente tecnico.
    Grazie per l’intervento.

  38. Antonino Tutolo scrive:

    @Roberto Depratti
    “Ci siamo imbattuti in uno “Scatto” che a “Quasi Tutti” rimane difficile da digerire ….o vine recepito come ERRATO.”

    Vedi com’é facile fraitendere o comprendere in modo errato?

    Non ho mai parlato di “uno scatto difficile da digerire” oppure di uno “scatto errato”.
    Ho detto tutt’altro. E provo a precisarlo.
    E’ uno scatto ambiguo che lascia il lettore in un labirinto di indizi labili (la tecnica usata, la composizione che privilegia o sminuisce alcuni elementi, il simbolismo insito negli elementi contenuti) non convergono in una direzione univoca e concorde.
    Allora si finisce col formulare interpretazioni che qualcuno definirebbe erroneamente filosofiche e che invece sono soggettive ed effimere come le illusioni. Perché la filosofia segue un sentiero, talvolta anche largo ed estroso, ma sempre delimitato dalla coerenza con le premesse.
    Tutto qui.
    E ora chiudo definitivamente, se non espressamente richiamato in causa.

  39. Roberto Depratti scrive:

    Ritengo, personalmente, di aver ottenuto moltissime e valide indicazioni circa l’immagine proposta alla redazione FOTOIT ed a Voi tutti.
    Ritengo, altresì, che in diversi abbiano frainteso dei passaggi, senza esimermi dal gruppo dei partecipanti ….
    Per quanto mi riguarda non ho altro da aggiungere se non ringraziare della cortesia riservata.

  40. Francesca scrive:

    …credo solo che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire…

  41. Roberto Depratti scrive:

    ….grazie della citazione.

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