Aztori Carlo Antonio – Oltre il mare

Solitamente, sotto le mie foto inserisco delle mie poesie, non faccio eccezioni con voi:

“TU SEI DI ME

Tu sei, di me, l’inizio ed il sogno
che ritorna e restituisce tempo
attraverso i limiti dello spazio
che fanno rivivere
tutti i gesti che mi doni
attimo per attimo, infinitamente
e l’amore diventa respiro, il nostro.
©Carlo Antonio ATZORI®”

351 Aztori Carlo Antonio OLTRE IL MARE

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Comments (10)

 

  1. dunque la poesia mi piace, è delicata, sussurrata e parla di un amore forse sospeso ma non finito, un amore felice di esistere.
    La foto anche questa mi piac parla di una donna in attesa.
    La prima cosa che mi è saltata all’occhio è la tonalità calda della foto che secondo mestride con l’atteggiamento di lei che si stringe fra le braccia perchè evidentemente percorsa da un leggero brivido, non si sa se di freddo o perchè si strugge x qualcosa.
    nonstante l’orizzonte sia dritto, il ponte e la figura di lei pendono verso dx, questo simbolicamente potrebbe indicare che lei si protende verso il suo amore lontano, ma esteticamente non mi fa morire.
    infine considerazione del tutto personal-poetica, la poesai parla di due, nella foto c’è uno quasi sconsolato, qualcosa non batte.
    anche se apprezzo singolarmente foto e poesia, non le vedo tanto bene assieme.
    sono curiosa di leggere le considerazioni personal-poetiche degli altri!

  2. Roberto Rognoni scrive:

    Sono anch’io sostanzialmente d’accordo con le conclusioni di chi mi ha preceduto.
    Con una differenza: la poesia mi pare molto più forte della fotografia.
    A scusante dell’autore la difficoltà (meglio forse l’impossibilità) di rappresentare con il linguaggio fotografico le emozioni e i sentimenti espressi nella poesia.

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    cerco di soddisfare la curiosità tutta femminile di Donatella dicendo alcune cose sulla fotografia in visione. la prima impressione è stata molto gradevole, foto ben eseguita e dai colori accattivanti come le giornate di sole di fine settembre.
    Poi guardando meglio mi hanno colpito sopratutto i grandi piedi ben radicati sulle assi del pontile, sproporzionati nei confronti delle altri partii armoniche del corpo della bella donna. Indispensabili però poter per stare “in piedi” considerando la sua evidente inclinazione verso la parte destra del fotogramma, per evitare di cadere in acqua. visto che fotografia fa rima con poesia, ma anche con malvasia, non entro nelle motivazioni che hanno suggerito al bravo fotografo di creare un’immagine a parole ben radicata nel sentimento ma fotograficamente in un precario equilibrio.

  4. Enrico Maddalena scrive:

    Foto eseguita con un grandangolo e da un punto di vista molto basso. Cosa che spiega la sproporzione dei piedi rispetto alla testa e l’inclinazione della donna nonostante il parallelismo dell’orizzonte marino col bordo inferiore del quadro. A parte il pendere innaturale della donna e del pontile, la foto è nel complesso piacevole, per la plasticità conferita alla figura dalla morbida luce laterale.
    Se dividiamo idealmente in due metà l’immagine mediante una linea verticale, notiamo che pontile e donna occupano la metà sinistra mentre quella destra è, tranne la striscia di mare in basso, praticamente vuota.
    Sia la provenienza della luce, sia la direzione dello sguardo, evocano un qualcosa (materiale come il sole o immateriale come un qualche moto dell’animo) sulla destra, oltre l’immagine.
    Buona luce
    Enrico

  5. franca catellani scrive:

    Amo la poesia al di sopra di tutte le arti , la poesia è essenza di sentimenti ,il mistero del mondo poetico è un universo di fantasia , un universo che non contiene verità ma solo “verosomiglianza “che trasfigura con le parole un senso creativo e spirituale dei fatti e delle cose .
    Anche l’immagine dell’autore ,pur rappresentando una persona ,una reale persona ,la fotografia è contingenza (come dice Fulvio ),ce la propone romanticamente ,elegante, su un pontile con le braccia avvolte ad abbracciarsi, lo sguardo proteso verso un infinito immaginario che” non ci è dato da sapere “ l’autore cerca di ricreare un’ atmosfera più ” verosomigliante “al suo stato d’animo, alle sue parole d’amore , anche la ripresa del corpo leggermente dal basso , avvolge l’atto del fotografare ad elevazione dei sentimenti .

  6. Carlo Antonio ATZORI scrive:

    Grazie a tutti per il tempo che mi avete dedicato……grazie sopratutto per aver cercato di interpretare la mia poesia e la mia fotografia.
    La foto è nata successivamente alla poesia, diciamo che la foto nasce nel pensiero della poesia, che è stata da me pensata per la stessa persona fotografata, che, tra l’atro, è la mia compagna di vita…..di conseguenza, non c’è nella poesia un amore non vissuto, ma una realtà descritta attraverso delle sensazioni che hanno colpito la mia anima e la foto nasce nel pensiero di queste sensazioni…..

  7. “visto che fotografia fa rima con poesia, ma anche con malvasia, non entro nelle motivazioni che hanno suggerito al bravo fotografo di creare un’immagine a parole ben radicata nel sentimento ma fotograficamente in un precario equilibrio.”

    …sei forte…!
    poesia, fotografia, malvasia….

  8. massimo scrive:

    no comment!

  9. massimo massimo massimo gridava il popolo di roma….. e il pollice fu …..decisamente verso per te caro massimo che di sicuro non sei qui perchè AMA la fotografia…..

  10. Credo che quesat foto dica molto di + al suo autore che a noi che la guardiamo.
    un rapporto d’amore è una cosa ovviamente personale e molto spesso ciò che per noi è una briciola per il diretto interessato significa l’universo.
    Credo che riuscire a trasmettere universalmente il concetto di amore sia decisamente difficile.

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