Botterio Alessandro – Rho (MI) – Fiume Adda

Fiume Adda

273 - Botterio Alessandro - fiume adda

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Comments (17)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Ottima la composizione.
    Le linee armoniche della barca, in basso, le alte luci dell’effetto fumoso e dei riflessi sull’acqua, in alto, fanno da cornice e da contrappunto ai due piccoli uccelli disposti centralmente nell’immagine.
    L’immagine mi fa pensare ad un corteggiamento che si svolge in un magnifico e singolare scenario naturale.
    E gli uccelli paiono perfino consapevoli di questa magnificenza della natura.
    L’insieme è poesia, è arte.

    Complimenti vivissimi all’autore

  2. Enrico Maddalena scrive:

    La composizione dell’immagine poggia su “due” rette orizzontali (l’asse chiara su sfondo nero della barca e la fascia d’acqua illuminata in lontananza) e da una ellisse (i “due” bordi in luce della barca in primo piano).
    I punti focali sono:
    - i “due” uccelli (il due si ripete tre volte in questa immagine),
    - i vapori e le canne in controluce sullo sfondo.

    In questa immagine c’è tutta la natura:
    gli elementi inanimati (l’acqua ed i vapori che la rendono “viva”), il regno vegetale (il canneto) e quello animale, gli uccelli, padroni di terra, acqua e cielo.

    Ottima immagine.
    Buona luce
    Enrico

  3. “L’insieme è poesia, è arte.

    Complimenti vivissimi all’autore”

    concordo pienamente.
    forse anche in bn

  4. franca catellani scrive:

    concordo con Enrico gli equilibri e l’armonia di questo scatto
    è proprio esattamente nelle linee descritte il nostro occhio guarda ma il nostro cervello codifica è nella nostra cultura estetica ed armonia – colori che si plasmano uno nell’altro -delicati una atmosfera che risalta la serena e bellezza della natura come dice Antonino una poesia senza le parole complimenti

  5. franca catellani scrive:

    concordo con Enrico gli equilibri di questo scatto sono dettate dalle linee e dall’armonia fra di loro ,il nostro occhio guarda ma il nostro cervello codifica ,è nella nostra cultura occidentale ,estetica ,ed armonia ,l’atmosfera colta , colori che si fondono gli uni negli altri ,come dice Antonino una poesia senza parole complimenti all’autore

  6. franca catellani scrive:

    scusate il doppione ma il mac della figliola è uno scoglio

  7. Roberto Depratti scrive:

    Immagine ben composta, molto equilibrata con un’ottima luce fissata.
    Complimenti!!

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    situazione carina che va bene per una foto da cartolina, felici siano quelli a cui ispira più nobili sentimenti.

  9. ma una foto x essere buona deve sempre essere imperfetta o filosofica o sociale????

  10. Maurizio Tieghi scrive:

    @Donatella
    alla tua domanda non so fornire rispose certe, però posso riportare frasi estratte da un libro di Andro Gilardi:
    …. il fotoamatore non “fa” una fotografia ma la “prende” con l’apparecchio che la “fa”. La cultura visiva fa nascere il bisogno di immagini piacevoli da guardare così come la cultura musicale fa nascere il bisogno di musiche da sentire. Ora noi possiamo soddisfare questo bisogno comperando una immagine bella e pronta (per esempio una cartolina), oppure acquistando una macchina per prenderla da soli … il fotoamatore quando fotografa non produce un’immagine ma la consuma …

    A mio parere questo è un caso emblematico che ben rappresenta quanto riportato dal giornalista fotografo

  11. si siamo d’accordo , ma c’è sensibilità e sensibilità e capita che un immagine ripresa già un milione di volte, un gg arriva uno, e la riprende nuovamente ma con un qualcosa di personale e di intimo che la rende una briciola diversa dalla perfezione estetica delle cartoline.
    quello che io penso, e adesso usciamo da questa foto, è che una foto buona può essere anche una bella foto e non necessariamente deve sempre avere un contentuo di denunica o sociale etc etc.
    Semplicemente oltre che appagare l’occhio può anche appagare l’anima.

  12. Roberto Depratti scrive:

    A mio avviso diventa troppo riduttivo o forse meglio dire troppo estremo il fatto di identificare un fotoamatore ad un “Copia ed incolla”. Anche se certe asserzioni provengono da eminenti maestri della fotografia internazionale.
    Ogni immagine porta con se un minimo di creatività e nel caso dell’immagine proposta, francamente mi sembra che l’autore abbia dato prova di curare la scena da fissare con una luce anche difficile da gestire.
    Grazie dell’attenzione, a presto.

  13. Antonino Tutolo scrive:

    E’ un maestro della fotografia che segue la concezione di Daguerre “la fedele rappresentazione del reale”.
    Già Talbot, nel 1860, parlava di arte fotografica e di elaborazione del reale.

    l poeta Lamartine che nel 1858 definiva la fotografia “”un’invenzione del caso che non sarà mai un’arte ma un plagio della natura da parte dell’ottica”" nel 1859 cambiò diametralmente opinione affermando: “” …(la fotografia) è più di un’arte, è il fenomeno solare dove l’artista collabora con il sole.”"

    Penso sia inutile citare i tantissimi fotografi che hanno considerato la fotografia più di una rapina, ma piuttosto qualcosa che si crea.
    La fotografia italiana, purtroppo, e lo riconoscono ormai grandi maestri italiani e stranieri, è ancora ferma alla concezione, derivante da motivi commerciali, di Daguerre o ad un’ “errata” interpretazione del momento decisivo di Bresson.

  14. Antonino Tutolo scrive:

    Perché anche il momento decisivo è rutto di pensiero creativo, di capacità di osservazione critica, di umorismo (Doisneau), di elaborazione di concetti anche astratti, ecc.
    E questo è arte, non “copia copias..”

  15. Antonino Tutolo scrive:

    A proposito di Doisneau..
    Segnalo la sua mostra che sta per aprirsi a Milano e che rivela il suo senso della scena, del significato; la narrazione mai priva di ironia, consapevolezza dei significati.

    Le sue immagini sono quadretti immortali di vita, di costume, di un’epoca.
    Dietro a quei vestiti poveri ed a quelle presenze ormai perdute, traspare una ricchezza interiore che la nostra epoca ignora, una semplicità ed una felicità ed una complicità popolare ormai perdute per sempre.

    http://www.artsblog.it/post/6453/allo-spazio-forma-di-milano-gli-scatti-di-robert-doisneau?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+artsblog/it+%28artsblog%29

    Altro che fotocopia del reale.
    Se certe cose non le hai in te nessun apparecchio le può memorizzare.
    Infatti di Doisneau ne è esistito uno solo. Il suo apparecchio, dopo di lui, non ha più scattato fotografie così.

  16. apprezzo solo la bella luce. Ma è colpa mia forse per il fatto che cerco qualcosa di diverso in una foto. Non so se una foto debba per forza aspirare all’arte, ma in questo momento poco mi va di cercare cose diverse da certe manifestazioni che vanno un po’ oltre

  17. MOLTO BELLA,SUSCITA PACE E TRANQUILLITA’.

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