Brogi Sonia – Montaio-Cavriglia (AR) – La famiglia

Una famiglia all’interno e nell’intimità della propria casa. Foto scattata in Mozambico.

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Comments (12)

 

  1. è buona, direi che è composta ad arte, la madre col bambino anche se qui un pò penalizzati dall’ombra( bisogna vedere quanto lo sono nel file pesante e se è stato un effetto voluto) ed il ragazzo seduto creano una diagonale che divide l’immagine ma che fa ricadere su di se l’attenzione.
    Bella luce.
    Resto però dell’opinione che se la casa si fosse trovata a Sesto San giovanni con una famiglia autoctona non avrebbe avuto lo stesso impatto intimo e poetico che ha questa immagine

  2. Roberto Depratti scrive:

    L’immagine mi piace ….bella la luce e le ombre che, a tratti, giocano attraverso delle silhouette (parlo chiaramente delle due figure a sx).
    Sono d’accordo con Chi mi precede relativamente alla ubicazione o luogo di vita: Sesto San Giovanni piuttosto del Mozambico o …..
    In questo mondo il processo di integrazione è ormai (e meno male) la normalità alla quale ognuno di noi dovrebbe essere chiamato all’attenzione nel rispetto della civiltà. Numerose sono le iniziative di sensibiizzazione per rendere più fluidi i rapporti tra le diverse razze che popolano un medesimo paese, che vivono i stessi mercati che danno vita ai medesimi schiamazzi per strada e chi ne ha più ne metta …..

    Non voglio divagare e mi scuso con l’autrice alla quale va il mio: “BRAVA”.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    In questa immagine mi piace dal punto di vista estetico; particolarmente il gioco dei blu e dei verdi che vivacizzano anche se in modo limitato la scena. In particolare quel recipiente posto sullo scaffale, sembra essere stato fabbricato apposta per essere situato in questa immagine, su quella mensola.
    Tuttavia, dal punto di vista dei significati, questi stessi colori rendono l’ambiente freddo (è il linguaggio dei colori); più appropriato per una fatto di cronaca; molto meno un rifugio protettivo, di condivisione dell’esistenza e della felicità di una famiglia.
    Altro aspetto che mi rende perplesso è che solo l’uomo è a colori, mentre la donna ed il bambino, apparendo quasi in bianco e nero e molto scuri (non solo per il colore della pelle), risultano come un elemento scenico secondario: una quinta scura in primo piano.
    Il concetto di famiglia che vedo rappresentato è quello della famiglia del padre-padrone; in cui la moglie-madre ed il figlio-infante paiono elementi secondari; e neanche il gesto significativo della donna nei confronti del figlio (il bacio), a mio avviso, riesce a recuerare la rispondenza al titolo.
    Questa immagine mi lascia perplesso.

  4. mi piace l’interpretazione di tutolo, e penso rispecchi in verità le regole della società in cui vivono questa persone.
    di sicuro le donne non sono emancipate come qui da noi, oddio sicuramente devono sgobbare dalla mattina alla sera sia in casa che fuori e i figli e quant’altro ma lì per loro mi sa che è un dovere pressochè scontato(dal punto di vista maschile)…
    quindi la foto riassume e rispecchia bene la società in cui vivono…
    poi magari in mozambico vige il girl power…. chi è stato in mozambico ???

  5. Sonia Brogi scrive:

    Grazie intanto dei vostri commenti. Oggettivamente la stanza era molto buia a parte la luce della finestra e quindi ho scattato a iso alti. L’interpretazione di Antonino mi ha fatto pensare perché per me il colore scuro mi da proprio il senso di intimità di chiusura nel guscio della propria casa e il marito non mi sembra un padre padrone ma anzi dietro all’apparente indifferenza leggo sul suo viso il compiacimento per la moglie e il figlio. Così almeno la vedo io ed é interessante scoprire un altro punto di vista.
    Quello che invece non condivido è il ragionamento Sesto San Giovanni ecc, non in questa foto perché questa situazione è riproducibile nella maggior parte delle case occidentali e non, i bimbi con la mamma, il padre sul divano a vedere la tv. Sarà interessante vedere altri commenti e opinioni. Grazie di nuovo Sonia

  6. franca catellani scrive:

    In questa bellissima immagine leggo in primis l’assoluto atto del fotografare ,una immagine narrativa ,dove l’autore ha la capacità di trasmettermi anche emozione , i colori dalle gamme blu verdi gamme fredde nella tavolozza ,qui accolgono con calore il gesto affettivo della mamma ,il bacio che dona al suo bambino rende viva questa immagine .(un pelino di luce in piu’ avrebbe reso piu’ leggibile i visi )ma forse anche cosi’ si isola il soggetto in un’atmosfera straordinaria di intimità , il soggetto seduto sul divano , apparentemente piu’ visibile dal punto di vista della luce , passa in secondo piano ugualmente , l’autore ha reso prioritario la gratificazione materna ,l’atto d’amore verso il figlio -nonostante la tribolazione o la povertà del loro quotidiano bellissima complimenti bravo

  7. non si dicsute sulla situazione ma sul fatto che l’esotico attiri + consensi, l’ambientazione , un certo stile quello fa la differenza non le pose o gli atteggiamenti che sono comuni in tutto il mondo

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Sonia Brogi
    “il colore scuro mi da proprio il senso di intimità di chiusura nel guscio della propria casa..”

    Ovviamente la mia è una lettura personale; è legata al mio modo di concepire la casa: un luogo luminoso, colorato, lieto, sereno; in cui ogni oggetto è funzionale alla mia vita quotidiana, ai miei interessi.

    @Sonia Brogi
    “.. e il marito non mi sembra un padre padrone ma anzi dietro all’apparente indifferenza leggo sul suo viso il compiacimento per la moglie e il figlio.”

    Forse sarà consapevole di quello che avviene intorno a lui, ma pare attratto da qualcosa che ha davanti (la TV (?).

    Ad ogni modo esprimo il mio compiacimento per la qualità tecnica della foto.

  9. Enrico Maddalena scrive:

    Vero quello che dice Tutolo. Quello che colpisce in questa immagine è il contrasto fra “madre e bambino” da un lato, in una silouette che ne cancella lineamenti e colori trasformandoli a semplice icona, e dell’uomo a colori pieni, dai lineamenti ben definiti dall’altro.
    Un’altra osservazione, secondaria, è l’atteggiamento del momento della donna in posa affettuosa verso il bambino, e quello rivolto verso la TV (?) fuori campo dell’uomo. Ma ogni considerazione su questo secondo punto potrebbe portare ad integrazioni psicologiche. L’ambiente mi sembra quello di una normale famiglia alla sera.
    La composizione è diagonale, dall’angolo in alto a sinistra verso quello in basso a destra. Seguendo l’abitudine alla lettura, lo sguardo dello spettatore inizia sulla figura della donna e del bambino, per portarsi successivamente sull’uomo. Sia l’andamento della composizione, sia il diverso trattamento dei due elementi, pone l’uomo come soggetto principale.
    Buona luce
    Enrico

  10. Maurizio Tieghi scrive:

    Fotografia di una famiglia all’interno della propria casa in Mozambico. Quando si parla di bella luce è la stessa che mi capita di leggere a volte negli auspici ben auguranti di qualche fotoamatore? A mio parere la luce per sua natura è sempre buona, la variabile sta solo in chi la vuole fotografare. Nel cinema e nella televisione dove tutto è finzione si utilizza sempre quella artificiale, quando si esegue una fotografia ad un soggetto in forte controluce per renderlo “leggibile” sarebbe consigliato utilizzare anche in questo caso la luce artificiale. Oppure si può utilizzare la luce ambiente come in questo caso, impostando la macchina ad un valore di iso elevati, ed la scena verrà riprodotta con una illuminazione che diventa funzione del punto scelto per l’esposizione. Ho scritto cose ovvie, come il fatto che sia sempre privilegiato in fotografia, ma non solo, il soggetto esotico a discapito dell’usuale. Questo per dire che la foto a mio parere è abbastanza interessante ma con alcuni limiti tecnici, questi spesso diventano dei pregi. Il marito guarda la televisione? Questa non si vede nel riquadro ma per consuetudine tipicamente occidentale lo diamo per scontato.

  11. Uno spaccato di vita esaotica molto interessante. In tutto il mondo la donna fa un sacco di cose per la famiglia e l’uomo fa gli affari suoi. A volte sento il peso di questa “inferiorità”

  12. Marco Furio Perini scrive:

    La trovo molto narrativa, dice parecchio sulla vita in famiglia, universalmente intesa, non solo quella in oggetto dello scatto. Apprezzo altresì l’illuminazione, con la sua alternanza di luci ed ombre. Molto realistica, sembra di essere lì con loro… Ciao

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