Riflessioni sul Blog

Vorrei capire come mai sul ns. Blog la gente non si limita ad essere critica e a dare consigli sugli scatti che gentilmente pubblicate. Trovo assurdo come tanti altri fotografi che conosco e con cui mi sono confrontato che a fronte di una pubblicazione si scenda sempre sulla filosofia, … questi pseudo critici che con grossi paroloni e incomprensibili forme di critica escono dagli schemi … e alla fine non dicono niente !
Vogliamo dare delle regole ed essere più contruttivi e creativi ?
Io sono un vs iscritto ma vorrei potermi calare sempre nella parte di chi ha scattato e cogliere gli errori di inquadratura, di luce, di tutto ciò che riguarda lo scatto pubblicato. Il blog dovrebbe essere circoscritto a questo !
Grazie.

 Andrea Baldi

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Comments (68)

 

  1. Maurizio Tieghi scrive:

    @Antonino. Tutti possono dirsi lettori, pochi sono gli scrittori. Basta un tavolino ma quante sedie?

    … Forse la vera fotografia totale , – pensò- è un mucchio di frammenti d’immagini private, sullo sfondo sgualcito delle stragi e delle incoronazioni.
    Piegò i lembi dei giornali in un enorme involto per buttarlo nella spazzatura, ma prima volle fotografarlo. Dispose i lembi in modo che si vedessero bene le due metà di foto di giornali diversi che nell’involto si trovavano per caso a combaciare. Anzi, riaprì un po’ il sacco perché sporgesse un pezzo di cartoncino lucido d’un ingrandimento lacerato,. Accese un riflettore; voleva che nella sua foto si potessero riconoscere le immagini mezzo appallottolate e stracciate e nello stesso tempo si sentisse la loro irrealtà d’ombre d’inchiostro casuali, e nello stesso tempo ancora la loro concretezza d’oggetti carichi di significato, la forza con cui s’aggrappavano all’attenzione che cerca di succhiarle.
    Per far entrare tutto questo in una fotografia occorreva conquistare un’abilità tecnica straordinaria, ma solo allora Antonino avrebbe potuto smettere di fotografare. Esaurite tutte le possibilità, nel momento in cui il cerchio si chiude su se stesso., Antonino capì che fotografare fotografie era la sola via che gli restava, anzi la vera via che lui aveva oscuramente cercato fino allora.
    Italo Calvino

  2. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio
    Sei uno scrittore nato; anzi, un poeta. Hai la capacità di evocare significati con una marea di frasi che ad un primo approccio paiono sconnesse ed indifferenti l’una all’altra
    :-)
    Ma sei talmente ermetico, com’é ermnetica la poesia, che alla fine non trovo il bandolo del discorso e non riesco a risponderti.
    Stranamente, il fotografo idealista e concettuale sarei io (quello che ama la fotografia pittorica ed astratta, la fantasia delle linee e dei colori, magari senza significato; solo l’estetica); tu dovresti essere quello realista; quello che nella fotografia si esprime nella realtà.
    Invece, certi tuoi commenti, come il presente, pur belli e fantasiosi nella loro architettura, mi risultano astratti; difficili da interpretare. Puoi avere ragione, lo avrai senz’altro, oppure no.
    Quien Sabe?

    :-)

  3. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio
    Tutti “fotografano fotografie”.
    Qualcuno fotografa il “presunto” reale, altri il pensiero, l’idea, l’immaginazione.

    Incredibilmente, sono tutte “realtà”, anche se questo pare inverosimile.
    Il reale è immaginifico e soggettivo, l’immaginazione ed il soggettivo sono elaborazioni del reale oggettivo (ammesso che questo esista).

    Io fotografo paesaggi, lavoro, persone, natura, ecc.
    Ma amo ancor di più la fotografia senza riferimenti e senza regole; quella immaginifica, stimolata dal reale, ma stravolta “in ripresa” col taglio, con la luce e con l’ombra di una particolare ora del giorno. Ma soprattutto dalla mia fantasia.

    Qual’é la vera fotografia?
    Chi lo può dire !
    Io penso tutte. L’ìimportante è credere in quello che si fotografa e soprattutto usare la fantasia e la creatività; non copiare gli altri o solo documentare quello che c’é.

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    @ Antonino
    attenzione! sarebbe troppo bello per essere vero. L’Antonino della ultima mia inserzione è un fotografo scaturito dalla penna del grande Italo Calvino, il suo racconto è tratto da un libro che raccoglie i “pensieri” di scrittori sulla fotografia. Ti riconosci in quel personaggio che porta il tuo stesso nome? Gli scrittori bravi hanno la capacità di farci sembrare reali le loro fantasie, quindi è sempre preferibile leggere i loro racconti che soffermarsi su letture di fotografie, nel primo caso si impara a conoscere il mondo, nel secondo solo piccoli sui frammenti insignificanti.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Affermi e non dici.
    La tua sembra filosofia (che, se ricordo bene, non ami), ma non ha la coerenza logica.

    “Gli scrittori bravi hanno la capacità di farci sembrare reali le loro fantasie”
    Anche i fotografi bravi hanno la capacità di far sembrare reali i loro pensieri, sogni emozioni.
    Paragonandomi ad uno scrittore (che fa sembrare reale i suoi pensieri) pensi che dovrei sentirmi ridotto. Invece mi fai un complimento che apprezzo.
    Vuol dire che la mia fotografia (di me sai molto poco) non è la semplice rappresentazione de presunto reale, raccolta e messa in bella copia in modo diligente, ma quella interpretata, proprio come uno scrittore, in base al suo vissuto.

    Ti pare cosa da poco creare un’emozione con le parole?
    Questa si chiama Letteratura. Ed è arte.
    Chi solo racconta il presunto reale, senza sogno, senza immaginazione, è come scrivesse un elenco telefonico
    Il reale è solo illusione ed inganno. Le favole sono più reali ..del reale.
    Il mondo è dentro di noi o in nessun luogo.
    Puoi viaggiare per millenni. Ma se non hai la capacità di percepire “l’anima delle cose”, viaggi invano. Elenchi solo cose esistenti senza percepire “la vita” che anima le cose. Non ne recepisci la vera bellezza; che è astratta, celata, recondita, imprendibile, se non hai “occhi” e “cuore”

  6. Antonino Tutolo scrive:

    In “Lezioni di fotografia” di Luigi Ghirri, a pag 129, parlando della fotografia della seconda metà dell’800:

    “In Francia si sviluppano linee simili a quanto accade in America. I francesi hanno, da subito, un rapporto molto libero con la fotografi, ma soprattutto – secondo il mio punto di vista (parla sempre Ghirri) – i fotografi avvertono una forte necessità narrativa e stabiliscono un rapporto con la tradizione del romanzo naturalista francese”.

    Fotografia, letteratura.

  7. Loris Sartini scrive:

    Spero di cuore che si torni al confronto personale e costruttivo in questo post stiamo rischiando di realizzare un compendio di citazioni importanti un po’ fini e se stesse.
    Per carità capisco la necessità ma trattenersi un pochino …..
    LS

  8. Gioacchino Castellani scrive:

    Al tavolo del Blog potrebbero partecipare anche i lettori e confrontarsi contemporaneamente con tutti i fotografi. Non più un confronto a due ma una serie di interventi vari su uno stesso portfolio o fotografia singola, come appunto avviene sul blog.
    Ciao Massimo e auguri per il Natale.
    Gioacchino Castellani

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Per parlare ci vuole almeno uno che parla ed almeno uno che ascolta e poi risponde.

    Ma se il discorso non interessa si può fare a meno di parlare.
    Le sezioni del blog “Area tecnica” e “Generale” non hanno messaggi. Quindi sono tutti bravi e tutti “soggettivi”

  10. Antonino Tutolo scrive:

    Ogni tanto qualcuno rimprovera che su questo blog si parla tanto e fuori luogo.
    Ritengo che la fotografia sia un fatto culturale. Citare certe fonti (quando sono utili a sviscerare l’argomento) a me pare estremamente costruttivo.
    Certamente non lo sono certe critiche ad personam. Senza di esse si resterebbe nel seminato. Ma, se vieni chiamato in causa, rispondi.
    A me piacerebbe un blog meno inamidato in posizioni rigide, dove sia possibile esprimere anche le proprie opinioni.
    Quelle del “bene”, “bravo”, pur se opinioni, servono a poco.
    Comprendere il pensiero che ha stimolato una fotografia è importante; confrontarlo col pensiero di altri, di maestri, non mi pare fuori luogo.
    Quando alla fotografia si toglie il pensiero originale e fuori dal contesto ufficiale, resta solo quello consueto, scontato, ripetitivo.
    Allora la fotografia diviene pseudo-arte, mestiere; in cui si applicano sempre le stesse regole, gli stessi concetti formativi.
    Allora ogni paesaggio, ogni ritratto, ogni reportage, diviene uguale a tanti altri.
    Ogni cosa, in natura, o si evolve o muore.

  11. Massimo Mazzoli (Redazione) scrive:

    Sono davvero numerose le visite giornaliere effettuate ed è fondamentale che nel blog ci sia il dovuto spazio per tutti coloro che intendono intervenire, postare immagini o semplicemente leggere i post o visionare le immagini.
    Non è nostra intenzione dare un valore quailtativo agli interventi pubblicati, ogni commento viene apprezzato in quanto espressione della personalità, della sensibilita e della cultura personale di chi lo ha inserito.
    Ogni contributo è il benvenuto.

    Massimo Mazzoli
    Redazione Fotoit

  12. Gioacchino Castellani scrive:

    Il tavolo del Blog non dovrebbe escludere nessuno e quanto mai il lettore, ma accettare l’intervento di quanti vogliano dire la loro su una singola foto o portfolio. Un tavolo cioè dove tutti possano inervenire dall’esterno e confrontarsi contemporaneamente. Non più quindi un confronto a due ma un confronto tra più persone. Non so se può funzionare, si potrebbe provare.
    Gioacchino Castellani

  13. Massimo Mazzoli scrive:

    E’ proprio questo è l’obbiettivo che ci siamo posti al Sassoferrato Photo News di quest’anno, come tutte le prime volte l’avvio è stato un po’ difficoltoso, ma il prossimo anno ci riproveremo.
    Massimo Mazzoli

  14. Gradirei che qualcuno pigli la buona e sana iniziativa di “fare scuola”, partire dai fondamentali attraverso un’immagine espressiva; dai classici ma pure bene una foto casomai presa altrove: internet, murale, rivista e chi più ne ha. Questo per esercitare e affinare l’occhio come “mestiere”, come quando a scuola venivamo “esortati” a leggere per rendere meglio, poi, in scrittura. E’ il passo dei tempi, la fretta, quella a volte sana sfrontatezza che fa saltare a piè pari lo studio di troppi “clikkomani”. Lo leggo spesso nel blog, dove ci si accapiglia, con certo livore misto a goliardica supponenza, finanche sui grigi di un’immagine, a monitor. Per tacer d’altro. E quindi ben venga la scuola. “A me piacerebbe un blog meno inamidato in posizioni rigide, dove sia possibile esprimere anche le proprie opinioni. Quelle del “bene”, “bravo”, pur se opinioni, servono a poco.
    Comprendere il pensiero che ha stimolato una fotografia è importante; confrontarlo col pensiero di altri, di maestri, non mi pare fuori luogo. Quando alla fotografia si toglie il pensiero originale e fuori dal contesto ufficiale, resta solo quello consueto, scontato, ripetitivo. Allora ogni paesaggio, ogni ritratto, ogni reportage, diviene uguale a tanti altri. Ogni cosa, in natura, o si evolve o muore.”. Evidente e mi pare azzeccata. La scrive chi sul blog, a quanto vedo e leggo, ci naviga e pure parecchio, al secolo Antonino Tutolo. E c’è del vero.
    Saluti

  15. Gianluca Donati scrive:

    Sono sorpreso sig. Annunziata! Non occorre che nessuno “faccia scuola”, visto che la sta facendo Lei quotidianamente con i suoi commenti sul blog e tutti noi pendiamo dalle sue colte parole!
    “ci si accapiglia, con certo livore misto a goliardica supponenza”
    Ci si accapiglia solo a causa Sua che è l’unico che sta facendo casino sul blog!
    Ad ogni modo anch’io ho da fare una richiesta: CHE SI FACCIA RISPETTARE IL REGOLAMENTO DEL BLOG!
    Articolo 2. L’ obbiettivo dichiarato del blog non è necessariamente quello di generare il contraddittorio diretto tra gli utenti, bensì quello di permettere al numero massimo possibile di persone di esprimere il proprio, PONDERATO e CORTESE, contributo.
    Articolo 3. E’ altresì auspicabile che l’intervento stesso abbia una stesura massima di 1.500 caratteri così da essere facilmente fruibile da tutti.
    L’articolo 3. è stato violato dal Sig, Annunziata almeno in un’occasione . L’articolo 2. È stato violato, dallo stesso, in quasi tutti i suoi commenti!
    Ma soprattutto a causa del sig. Annunziata si finisce per parlare di tutto fuorché di fotografia!

  16. Massimo Mazzoli (Redazione) scrive:

    L’ equilibrio è un obbiettivo complesso da raggiungere e le regole date rappresentano un limite dentro il quale cercare il giusto compromesso tra le varie esigenze.
    Il blog è attivo da circa 18 mesi ed è già capitato di ricevere la visita di persone che operano il proprio ingresso in maniera dirompente e bonariamente provocatoria.
    E’ anche il tenore dell’accoglienza che può generare nel nuovo arrivato la tensione giusta per essere portato ad eccedere.
    Ad ogni modo direi che una o due piccole violazioni non giustificano l’esclusione, la perseveranza (che spero venga meno) genera quella “moderazione” così fastidiosa ai partecipanti di un blog.

    Massimo Mazzoli
    Redazione Fotoit

  17. Si fa quel che si può e dell’amabile cortesia altrui si ringrazia. Non sono “professore” incaricato e non cerco cattedre. Ho ben altro a cui pensare. Rispetto i millecinquecento caratteri.
    Saluti

  18. Antonio Perrone scrive:

    Ma funziona ancora questo blog? Nel senso è attivo?
    non passano piu foto

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