Esposito Antonio – Terni – Macro che passione

Fiorita di Castelluccio di Norcia – Umbria

354 Esposito Antonio Macro che passione_1

Popularity: 1% [?]

Comments (31)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    E’ un’immagine che, così come si presenta, mi fa pensare ad una bella donna che è uscita dall’auto per fotografarei fiori della primavera. Nulla di più.
    Ora provo ad immaginare la stessa scena, senza la macchina, la gonna (senza tagli) che svolazza nella corsa, la gioia di vivere, di fotografare, la femminilità che incede dirompente tra i fiori del prato.
    E’ già l’incipit di una poesia.

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Questa è la differenza tra il documentare e il creare.

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    Interessante situazione utilizzata dal fotografo per dichiararci la sua passione nello scattare, utilizzando la ragazza e l’auto, in quel perfetto modo, ci mostra in modo palese la frenesia che spesso ci colpisce quando ci prefiguriamo una bella immagine da immortalare, subito, senza pensarci su due volte. Tutto il resto che seguirà varrà sempre meno di quel magico momento per chi l”ha vissuto in prima persona. Dopo, solo dopo, si possono ipotizzare poetiche fotografia con svolazzanti donzelle scivolare su distese fiorite insieme a variopinte farfalle. Ma questa è un’altra storia.

  4. direi che c’è un leggero mosso immotivato dato che luce ce n’è in abbondanza.
    quel pezzo di macchina che entra nell’inquadratura disturba.la ragazza è in una posa da agguato felino che mi piace ma sempre peccato che sia micromossa.
    inoltre i colori mi sembrano un poco strani….slavati

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Una immagine presa al volo senza alcuna meditazione. Condivido il pensiero di Tutolo.
    Un saluto
    Enrico

  6. Luigi Carrieri scrive:

    In questa immagine si ravvisano alcuni aspetti molto interessanti uniti a punti di debolezza. Apprezzabile l’inquadratura che si sviluppa sulla diagonale ed unitamente alla postura del soggetto principale comunica la dinamicità della situazione e conduce l’osservatore verso un punto esterno all’immagine, lo stesso che la protagonista si affretta a raggiungere. Trovo la gonna svolazzante (peccato che sia tagliata!) e le gambe che appena di intravvedono di una delicata sensualità.
    Mi è piaciuta molto anche l’interpretazione poetica, quasi eterea, di Antonino Tutolo.
    Contemporaneamente sono dello stesso avviso di Donatela Tandelli circa la debolezza della realizzazione tecnica. In questo caso il mosso non appare funzionale alla vis comunicativa dell’immagine e disturba l’osservatore. La presenza dell’auto, così vicina al soggetto principale, distrae un po’. Però bisogna considerare che nelle intenzioni dell’autore tale elemento, l’auto, è necessario e serve a comunicare l’estemporaneità della situazione in cui il soggetto è stato improvvisamente attratto da qualcosa mentre percorreva la sua strada. Quindi lo si può considerare un difetto “veniale”.
    Luigi

  7. Marco Furio Perini scrive:

    L’immagine complessivamente non mi dispiace, avrei solo preferito un maggior spazio dedicato alla figura femminile, così mi sembra un po’ troppo tagliata e compressa, insomma sacrificata… Ciao.

  8. Alfredo Caridi scrive:

    Piu che correre, mi dà l’idea che sia appoggiata su una staccionata. Vista così, l’auto più che disturbo diventa un elemento utile alla lettura. Una gita, un lungo viaggio, ecco un punto ideale per una pausa e approfittarne per fare qualche foto.
    Una istantanea senza pretese come è già stato rilevato.
    Nonostante gli errori tecnici, riesce a suggerire un non so che di freschezza.
    Piacevole da guardare senza cercare contenuti.

    Alfredo

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Luigi Carrieri
    “Però .. nelle intenzioni dell’autore tale elemento, l’auto, è necessario e serve a comunicare l’estemporaneità della situazione ”

    Ho considerato anche questo punto di vista. Ma la modella è scomposta e non usciamo dalla documentazione.

    @Alfredo Caridi
    “..riesce a suggerire un non so che di freschezza”.

    Ma questo è dovuto alla gioventù e alla bellezza della modella.

  10. Antonella E. scrive:

    Carpere diem… vi dice niente?
    Davvero non capisco cosa ci sia di tanto sbagliato (o inesatto) in questa foto! Coloro che amano la fotografia – sebbene non ne abbiano fatto il loro mestiere principale – sanno d’istinto cosa vuole dire “cogliere l’attimo”… e non si rammaricano di certo per il lieve mosso, per la gonna che svolazza al di là dell’inquadratura, per i colori leggermente slavati o quant’altro. Piuttosto, provano grande soddisfazione per aver saputo cogliere (e poter condividere con gli altri) quell’attimo fuggente durante il quale una perfetta sconosciuta, fiore tra i fiori, si china con fare elegante a cogliere, anche lei, una bellezza passeggera… quella dei colori che durano una sola stagione. La macchina, per come la vedo io, non stona affatto. Senza, sarebbe stata una foto banale. Senza, avrebbe potuto trattarsi di una foto da PhotoShop… Voglio dire – e che nessuno me ne voglia – che la vita è anche questo… la vita è una sequenza di attimi (im)perfetti, ed il vero segreto sta nel riuscire a coglierli. Questa foto è vera quant’è vera la vera vita, ed allo stesso tempo non è niente di più e niente di meno di un quadro impressionista. Con questo non voglio dire che la fotografia si riduca soltanto al congelamento di un attimo che fugge via… la fotografia può essere anche riflessione, costruzione, presunto dinamismo oppure falsa staticità. Basti pensare a Doisneau: nonostante le apparenze, i suoi scatti non erano davvero rubati, erano sapientemente costruiti… eppure quale maestria! Ebbene questo scatto… è davvero uno scatto rubato. Un secondo dopo e quella gonna, così sensuale, non avrebbe più svolazzato tanto elegantemente. All’autore dico “Chapeau bas!”.

  11. Mauro Marchetti scrive:

    Brava Antonella, ben detto.

  12. charles billich scrive:

    condivido pienemente ciò che è stato cosi ben esposto da antonella .la foto è un’attimo irripetibile, ci vuole molta bravura nel cogliere questo momento che immortala un attimo della vita. la foto è bella per la sua naturalezza , è bella perchè chi la scattata non si è spffermato a fare tante elucubrazioni di come sarebbe stata valutata , l’ha scattata perchè quel gesto, quel movimento , rivelavano la naturalezza. la foto è bella per ciò che essa rappresenta, la spontaneità.

  13. Antonino Tutolo scrive:

    @Antonella E.
    “..Senza, avrebbe potuto trattarsi di una foto da PhotoShop…”

    Questa frase dimostra chiaramente il pregiudizio nei confronti del digitale e la mancata conoscenza di quello che avviene in camera oscura, quando “normalmente” si stampa un negativo!”
    Le foto in fine art, artefatte in camera oscura, sono migliori di quelle “solo sviluppate” col Photoshop?
    Anche indirizzando, a caso, l’apparecchio verso l’alto, si coglie l’attimo fuggente; l’attimo rubato. Ma che attimo è?
    Ad un fotografo si richiede anche gusto compositivo, poetica, consapevolezza del soggetto ritratto; oppure deve solo documentare gli attimi fuggenti?
    Talbot, già nel 1865, riteneva che la fotografia fosse arte, poesia. HC Bresson ha ripreso “il momento decisivo” dall’attimalità illuministica (1910). La fotografia italiana è ferma da 100 anni all’illuminismo. Ed il pregiudizio sul digitale deriva dalla “rappresentazione del reale” di Daguerre (1829)!

  14. Antonino Tutolo scrive:

    @Antonella E.
    “..quell’attimo fuggente durante il quale una perfetta sconosciuta, fiore tra i fiori, si china con fare elegante.. ”

    E la gonna che esteticamente attira l’attenzione e non lascia spaziare lo sguardo sul resto; e che pare un cofano? E’ eleganza?
    :-)
    Le foto classiche sono quasi tutte costruite, messe in posa, alterate in camera oscura. Ci sono tanti libri che parlano dei falsi, della manipolazioni, delle alterazioni in camera oscura.
    In Doisneau c’è ironia, c’è invenzione, c’è poesia, c’è lo specchio dell’epoca, c’è perfezione.
    Doisneau non prende a caso, d’istinto. Egli ragiona, studia, rende il discorso al suo massimo livello, lo contestualizza nel suo ambiente.
    Per questo è Doisneau!
    Quante foto, pur significative, si scartano per una gonna, per una smorfia, per un gesto, per un qualcosa in più sullo sfondo!
    Cogliere l’attimo fuggente, di per sé, vuol dire poco o niente. Conta anche tutto il resto.
    La fotografia è costituita da un insieme di elementi che si compendiano, si amalgamano, fino a creare un tutto unico. La foto è un insieme di simboli che si armonizzano fino a formare un microcosmo unico, irripetibile (questo si)!
    Arrestarsi ad un solo particolare del tutto, ignorando il resto, è compiere un atto di fede, che non rende solo per questo una foto completa, esauriente.

  15. Antonino Tutolo scrive:

    Gli elementi singoli della foto esistono senza il fotografo.
    La bellezza, la femminilità, la sensualità, la gioia di vivere, il movimento, i fiori, l’inclinazione del prato fiorito, i fiori primaverili, appartengono al soggetto, alla natura.
    Il fotografo dev’essere l’artefice dell’insieme, del coro; il generale, il regista del tutto.

  16. Mauro Marchetti scrive:

    Caro Antonino, leggo sempre volentieri i tuoi interventi.
    Piu’ di una volta ho trovato spunti e riferimenti interessanti per approfondire alcune tematiche.

    Trovo curiosa questa tua battaglia pro digitale ad ogni costo (ti assicuro che questo sembra), in fondo fin dai primi vagiti del blog si è sempre “condannato” il manierismo fine a se stesso, l’artificialità inutile, l’effetto ad ogni costo.
    Io credo che nessuna persona dotata di un intelletto medio possa definire totalmente sbagliata questa nuova epoca fotografica caratterizzata dalla rivoluzione tecnologica.
    Di certo risultano fastidiose le scelte di alcuni autori che niente hanno da comunicare se non la propria, spesso presunta, abilità tecnica.
    Gli asini che volavano erano presenti anche prima dell’avvento digitale e tali restavano.

    Nella serenità troveremo la capacita di capire ed affrontare ogni epoca nuova.

    Mauro

  17. Antonella E. scrive:

    Vorrei ringraziarla, Mauro. Non soltanto perchè anche lei, come me, pare sia mosso solo ed esclusivamente dalla passione per la fotografia unita ad un sentimento sottile e tollerante del bello… ma anche perchè – con tutto il dovuto rispetto che porto al signor Tutolo – col suo commento ha interrotto, o se non altro diluito, una risposta ch’a parer mio scivola un po’ nell’eccesso… forse è solo una mia impressione, ma troppe cose mi sono state vomitate addosso solo perchè ho voluto esprimere la mia opinione. E troppe affermazioni mi sono state attribuite in maniera ingiustificata.
    Antonino… in base a cosa ha deciso di posizionarmi a capo di un’improbabile quanto irragionevole crociata contro la fotografia digitale? (una battaglia che trovo a dir poco “curiosa” – proprio come quella che lei stesso pare stia conducendo, ma in senso opposto, come giustamente detto dal signor Marchetti) …mi permetta di farle osservare che non ho mai screditato il digitale. Non solo. In base a cosa si autorizza a pensare che non conosco nulla di camera oscura? Quel che volevo dire – e chiedo scusa se non ho saputo esprimermi – è che se la macchina avesse davvero rappresentato un elemento tanto insopportabile all’occhio estetico di qualsiasi osservatore, l’autore avrebbe potuto facilmente eliminarla con PhotoShop… ed io mi sarei risparmiata tante parole. E invece no, l’autore ha voluto conservare quel dettaglio… e meno male! Perchè io apprezzo, e magari non sono la sola. Apprezzo altresì l’onestà d’aver mostrato, senza ritocchi, quanto difficile possa essere rubare davvero uno scatto. Ciò non significa che condanno il digitale… anzi, ne faccio uso anch’io, ogni tanto. E non significa nemmeno che non apprezzo le foto costruite, messe in scena… anche se, in fin dei conti, ne avrei tutto il diritto. E poi mi creda, Antonino… persino il più colto degli uomini potrebbe risultare fastidioso, in uno scambio di opinioni, quando la sua cultura si trasforma in nozionismo… o quando, semplicemente, lo scambio di opinioni diventa un passaggio a senso unico. Forse dovrebbe ammettere che qualcuno la pensi diversamente da lei. Io, per esempio, accetto senza problemi il fatto che lei, questa foto, la trova leggermente banale. De gustibus non disputandum est.

  18. “Ad un fotografo si richiede anche gusto compositivo, poetica, consapevolezza del soggetto ritratto; oppure deve solo documentare gli attimi fuggenti?”

    condivido l 200xcent
    e non parlerei di trovare la foto leggermente banale, ma imperfetta, esteticamente.
    semplicemente.
    e scusate se mi sono intromessa

  19. Antonella E. scrive:

    Ma si figuri, Donatella! Nessun bisogno di scusarsi, ne’ di giustificarsi. Il fatto è che, per me, l’Arte è tutto tranne che perfezione ed univocità. E nessuno di noi ne avrà mai la stessa percezione… per fortuna. Si può assentire o dissentire dal parere personale di qualcuno, ma non lo si può ne’ distorcere, ne’ negare. Detto questo, buona fotografia a tutti.

    P.S. Quel commento (“Carpere diem…”) segnava il mio ingresso, del tutto casuale, in questo Blog. Non credevo che esprimere liberamente la propria opinione fosse cosa tanto ardua!

  20. Non credevo che esprimere liberamente la propria opinione fosse cosa tanto ardua!

    no…., mica vero!
    ognuno qui esprime liberamente la propria opinione, ma nessuno se la prende se la proprie opinione viene ” controbattuta” da un’opinione diversa!

  21. Antonella E. scrive:

    Sì, è vero, nessuno se la prende se la propria opinione non è condivisa dai più. Una cosa, però, è dissentire dall’altrui opinione, un’altra è “farsi correggere il compito” dal(la) maestro/a di turno. O, peggio ancora, assistere all’autopsia del proprio commento. Si sarebbe sentita aggredita anche lei, se le fosse successo.

  22. io non me la prendo + da mo…. a meno che non mi accorga che l’interlocutore faccia polemica…allora mi scateno, ma mi diverto pure!!!

  23. Antonino Tutolo scrive:

    @Mauro Marchetti
    “Trovo curiosa questa tua battaglia pro digitale ad ogni costo ”

    Penso che hai frainteso i miei post. Vengo da 40 anni di analogico! Dalla Pellicola Ferrania P50 alla diapositiva. Ho 4 corpi macchina analogici in piena efficienza e migliaia di diapositive.
    La mia non è una lotta pro digitale, ma contro coloro che dispregiano, senza consapevolezza, il digitale. Questo perché ho vissuto e vivo il clima di diffidenza, di presunto “purismo dell’analogico” e di dispregio del digitale che ancora si respira in molti ambienti italiani.
    A me la frase seguente è parsa dispregiativa:
    “Senza, sarebbe stata una foto banale. Senza, avrebbe potuto trattarsi di una foto da PhotoShop… “

    Una foto da PhotoShop è una foto inferiore? E’ una foto banale?
    Io ho stampato in analogico e ora stampo in digitale. Non trovo nessuna differenza.
    Chi non conosce la teoria della stampa, non stampa né in analogico né in digitale.

  24. Antonino Tutolo scrive:

    @Sig.ra Antonella
    In risposta a Mauro Marchetti ho già precisato la questione relativa a Photoshop.
    Il pregiudizio,che riscontro quotidianamente nei confronti del digitale si accompagna indifferibilmente alla mancanza di conoscenza di quello che avveniva ed ancora avviene in camera oscura.

    La diatriba contro il digitale è talmente ancora forte ed irrazionale che ho acquisito un meccanismo di risposta quasi istintiva.
    Ma sono stato avventato con lei: una signora.
    Per questo le chiedo scusa.

    De gustibus non disputandum est.”.

    Mettendola sotto questo punto di vista, i concorsi fotografici non avrebbero alcun senso. Allora l’autore ha sempre ragione; i giudici non hanno mai competenza e non ha senso nemmeno questo blog, come discussione. Non faremmo che macinare acqua. Un pour parler senza costrutto.

    Possiamo certamente esprimere le nostre opinioni, ma ci sono delle regole della fotografia (composizione, ecc.) sulle quali non possiamo discutere; perché sono codificate in trattati.
    Lei ha scritto:
    “Davvero non capisco cosa ci sia di tanto sbagliato (o inesatto) in questa foto!

    Io ho risposto, motivando non psicologicamente (quindi soggettivamente), ma tecnicamente (quindi in modo oggettivo), quello che a mio avviso non va.
    Anche a me il soggetto ispira quello che dice a lei, ed anche più; ma dobbiamo distinguere quello che appartiene al soggetto a quello che è opera del fotografo.

  25. Antonino Tutolo scrive:

    Mi dispiace, sig.ra Antonella, che sia capitata proprio lei, al suo esordio sul blog.
    In un blog è molto facile fraintendere le intenzioni dei corrispondenti. Una frase può portarsi dietro delle implicazioni che non erano nelle intenzioni dello scrivente. Ci sono forum dove le discussioni sono molto ma molto feroci.
    Si cerca di interpretare i concetti celati dalle parole. Ma talvolta si capisce tutt’altro o si viene completamente fraintesi
    In ogni caso le chiedo la gentilezza di restare ancora con noi.
    Non siamo (sono) sempre cattivi. Talvolta cerchiamo anche di risultare simpatici ed intelligenti.
    Ed una signora illumina sempre il luogo che la accoglie.

  26. Luca Martinelli scrive:

    A prescindere dalla tecnica adottata , apprezzo la tempestività dell’Autore ha cogliere l’attimo fuggente e la sensualita della ragazza

  27. Roberto Liti scrive:

    A vedere la foto la prima impressione è che bisogna individuare il soggetto, sono i fiori, la machina o la donna?
    I fiori risultano come contorno, l’auto appena si nota, ma il pensiero dominante è la fotografa immortalata; che da adito a dei bei pensieri.

  28. è una foto che vedrei bene all’interno di una sequenza. Così singolarmente, se apprezzo la leggerezza del momento, non posso fare a meno di notare il “quanto è fatta male”, non solo tecnicamente, ma anche nell’insieme compositivo. Bene ha fatto mq l’autore a scattarla (spero che ne abbia fatte anche altre per costruirici una sequenza)

  29. Antonio Esposito scrive:

    Ringrazio tutti coloro che hanno commentato questa foto. Non credevo di ricevere tanti commenti, sia positivi che negativi.
    Tutto ciò mi ha arricchito culturalmente e sento d’essere cresciuto sotto il profilo autocritico.
    Cercando di rispondere un po’ a tutti:
    Antonino Tutolo (“la gonna che esteticamente attira l’attenzione e non lascia spaziare lo sguardo sul resto” è, per me, il punto forte di quest’immagine);
    Maurizio Tieghi (“ci mostra in modo palese la frenesia che spesso ci colpisce quando ci prefiguriamo una bella immagine da immortalare, subito, senza pensarci su due volte”, esattamente!);
    Donatella Tandelli (“la ragazza è in una posa da agguato felino”, anche quello del fotografo che ruba uno scatto al tempo è un agguato felino, solo non-violento);
    Enrico Maddalena (“un’immagine presa al volo senza alcuna meditazione”, in effetti è stato puro istinto);
    Luigi Carrieri (“comunica la dinamicità della situazione e conduce l’osservatore verso un punto esterno all’immagine, lo stesso che la protagonista si affretta a raggiungere”, e che io stesso avevo fotografato poco prima! a volte, le coincidenze…);
    Marco Furio Perini (“l’immagine complessivamente non mi dispiace, avrei solo preferito un maggior spazio dedicato alla figura femminile”, sono d’accordo, ma il tempo è stato tiranno);

  30. Antonio Esposito scrive:

    Alfredo Caridi (“più che correre, mi dà l’idea che sia appoggiata su una staccionata”, ed infatti non correva,
    si stava rialzando dopo aver fatto una foto);
    Antonella E. (“Carpere diem… vi dice niente?”);
    Mauro Marchetti (“Brava Antonella, ben detto”, è la stessa cosa che ho pensato anch’io!);
    Charles Billich (“condivido pienamente ciò che è stato cosi ben esposto da Antonella”, esatto!);
    Luca Martinelli (“a prescindere dalla tecnica adottata, apprezzo la tempestività dell’Autore”, devo dire che non è stato facile);
    Roberto Liti (“A vedere la foto la prima impressione è che bisogna individuare il soggetto, sono i fiori,
    la macchina o la donna?”, ognuno scelga ciò che più gli piace!);
    Giovanni Firmani (“è una foto che vedrei bene all’interno di una sequenza”, in effetti una sequenza non sarebbe male, ma purtroppo questo è l’unica fotografia che ho potuto rubare).
    Ho voluto sottoporre questa foto al vostro giudizio proprio perché so che è imperfetta
    (anche se per me “perfezione” non è sinonimo di arte).
    Se avessi scattato questa foto 1/10 di secondo prima, magari non avrebbe fatto discutere tanto.
    Invece i vostri commenti sono stati tutti molto costruttivi. Lasciatemelo dire “QUESTO… è parlare di fotografia”. Grazie.

  31. Antonino Tutolo scrive:

    @Antonio Esposito
    ““la gonna che esteticamente attira l’attenzione e non lascia spaziare lo sguardo sul resto” è, per me, il punto forte di quest’immagine)

    “Punto forte” ha poco o nulla a che vedere con “taglie forti” !
    :-)

    In questa immagine il punto forte è la femminilità, il movimento, la gioia di vivere della ragazza.

Leave a Reply