Bedoni Barbara – Modena – Come una spugna

La mente umana è come una spugna … l’importante è scegliere bene cosa assorbire.

288 Bedoni Barbara io assorbo

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Comments (8)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Sono due immagini esemplari; da storia della fotografia.
    L’unica perplessità mi deriva dall’assunto che la mente recepisca in modo acritico sia il contenuto del libro che quello della TV.
    Sarebbero modi di conoscenza entrambi negativi.
    Imparare a memoria un testo di fisica nucleare è altrettanto insulso che sapere tutto del Grande Fratello.
    Per il resto, sia l’idea chee la realizzazione delle due immagini sono un perfetto e significativo esempio di come si possa rendere un concetto in fotografia.
    Complimenti all’autore

  2. franca catellani scrive:

    Noi siamo il nostro cervello- Immaginare la mente-pensiero come una spugna è della massima importanza per capire la capacità permeabilità del cervello. Queste due immagini sono esemplari ,tecnicamente eseguite perfettamente ,pur essendo una fotografia costruita, con il fine di renderne un concetto. Se si osserva una spugna, come elemento naturale, si notano creste e alveoli che si presentano come pieni/vuoti. La spugna assorbe e lascia entrare e uscire ciò che ha assorbito. Se la paragoniamo al nostro cervello, questo vuol dire che il cervello assorbe e trattiene ,ma anche aperto e libero. (si spera ) La forma vista come un insieme è un frattale che si allarga secondo una sua libertà di costruzione: non esiste una spugna identica ad un’altra. Osserviamo la funzione di una spugna domestica colpisce la sua capacità di assorbire e restituire in parte ciò che ha assorbito. Anche il cervello fisiologicamente nella sua massa -materia , assomiglia moltissimo ad una spugna Complimenti all’autrice che è riuscita a comunicare con la sintesi fotografica una profonda tematica come quello della mente umana -ce ne sarebbe da dire tantissimo mi piace mi piace finalmente una foto che mi intriga brava Barbara

  3. Alfredo Caridi scrive:

    Mi piace come l’autrice della foto, pur rappresentando un concetto generico abbia espresso (consapevolmente o no) una sua opinione al riguardo.
    In parte, risponde anche alle perplessità espresse da Antonino.
    Nella lettura del libro, l’autrice ha posto il soggetto frontalmente nell’azione di leggere, quindi attiva. Nella seconda scena, ciò che domina è lo schermo TV con le sue cromie accese e il soggetto è di spalle. Non vediamo azione, quindi passiva. trovo che la differenza sia sostanziale.
    Una bella immagine dall’estrema pulizia formale che rende più incisivo il concetto.

    Complimenti vivissimi a Barbara.

    Alfredo

  4. Antonino Tutolo scrive:

    @Alfredo Caridi
    “l’autrice ha posto il soggetto frontalmente nell’azione di leggere, quindi attiva.”

    E’ un’osservazione giusta; ma c’é mancanza di individualità ed umanità nel “volto” amorfo da spugna.

    La capacità di comunicare le proprie esperienze, ma soprattutto di accrescerle con le esperienze altrui, è quanto distingue la mente pensante da quella passiva, che semplicemente esiste proprio come una spugna o una roccia, ma non vive; non interagisce costruttivamente ed in modo biunivoco con quanto lo circonda; ma solo prende o preda.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    La conoscenza non è semplice registrazione di dati, ma elaborazione complessa; soprattutto non algebrica.
    L’immagine propone il “viso” di spugna in posizione frontale.
    Ma la conoscenza sembra penetrare nella materia spongiosa, incasellandovisi in modo casuale e non relazionato. Nulla fa pensare alle interconnessioni sinaptiche che generano intelligenza.
    Ma le due immagini sono molto significative. Ed io sto facendo il pignolo.

  6. Gabrilla Izzi scrive:

    Una scelta solo apparentemente facile quella dell’assorbimento.
    Cosa assorbire ?
    E soprattutto perchè?
    Una bella proposta, brava Barbara!
    GI

  7. Barbara Bedoni scrive:

    @Antonino Tutolo
    Prima di tutto, grazie mille per i complimenti. L’idea di rappresentare la mente umana come una spugna nasce dal fatto che ritengo che la nostra mente abbia una capacità altissima di assorbire gli input che ci arrivano dall’esterno: input a volte cercati (leggere un libro, ascoltare un brano musicale, vedere una mostra sono nostre libere scelte) e a volte, invece, “subiti” passivamente (programmi televisivi tutti uguali, cartelloni pubblicitari che ci spingono a desiderare cose inutili, sono “bombardamenti” che possono, a volte, trovarci spettatori passivi). A questo punto sta a noi decidere quali input accettare e quali rifiutare, tenendo ben presente che determineranno il nostro modo essere e il modo con cui ci rapportiamo con gli altri.

    @Alfredo Caridi
    Grazie mille per i complimenti. Credo infatti che certe scelte ci aprano verso il mondo esterno, mentre altre ci relegano in un mondo piccolo e ottuso trasformandoci sempre più in “sadici guardoni”

    @Franca Catellani
    Grazie mille Franca per il tuo commento!! Dato che ti ha intrigato, tra qualche settimana ne posterò qualcun altra!!

  8. Barbara Bedoni scrive:

    @Gabrilla Izzi
    Grazie mille!!!!

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