Vancini Claudio – Rho (MI) – Windows

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Comments (13)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Splendida fotografia urbanistica astratta.
    Mi piace la simmetria orizzontale rotta dalla fascia centrale non parallela, il gioco disallineato ma pur sempre geometrico delle finestre, l’accordo-contrasto dei colori che creano essi stessi profondità.
    Splendida
    Complimenti all’autore.

  2. Roberto Depratti scrive:

    ….inoltre quella chicca bluastra verticale …quasi una spada che fende a dividere …..
    Condivido con chi mi ha preceduto.

  3. molto interessante, fredda a eglaciale nel descrivere sensazioni urbane dove tutto c’è tranne la vita umana

  4. Antonella E. scrive:

    Notevole! Per quanto non ci siano scale, questo scatto mi ricorda le costruzioni impossibili di Escher (“…fatte di tassellature del piano e dello spazio, e di motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme via via differenti). Forse perchè un leggero cambiamento del punto di vista è sufficiente a ridistribuire lo spazio – facendoci apparire alternativamente più vicina a noi la palazzina di destra… no, quella di sinistra… no, non saprei dire. Lo pseudo-monocromatismo della composizione, poi, sublima il tutto.

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    interessante fotografia d’architettura che inevitabilmente fa sorgere il solito dilemma, merito dell’architetto il così fotogenico “taglio” ? oppure è il fotografo che scegliendo la posizione giusta ci mostra una sua personale reinterpretazione? personalmente non distinguo se si tratta di un modellino in scala oppure di un reale edificio, io avrei suonato ad un campanello e mi sarei fatto aprire un paio di finestre, magari con le persone affacciate a sventolare il fazzoletto, per rendere più verosimile la scena.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Allora, anche nel ritratto di una bella ragazza, l’artista è la mamma che l’ha fatta, in collaborazione col papa?
    Come è stata ripresa la ragazza? L’inquadratura? l’Illuminazione? Il taglio?
    Lo stesso vale per gli edifici. L’autore ha individuato quella inquadratura che mette in evidenza quelle linee, quelle superfici, i giochi delle finestre: ha giocato sui colori, sulla separazione geometrica tra i due edifici, ecc.
    Anche la fotografia architettonica resta uno dei campi della fotografia. E vanta fotografi famosi.
    Nel link che segue si legge: “Fotografare l’architettura significa “tradurre” da un linguaggio ad un altro (da un codice ad un altro), per trasmettere allo spettatore non solo il messaggio originale (quello dell’architetto) ma anche il messaggio del fotografo, che rivisitando e interpretando l’opera ci racconta come lui l’ha saputa vedere.
    http://www.nadir.it/tecnica/RIFLESSIONI_ARCHITETTURA/riflessioniArch.htm

  7. si sta giudicando della fotografia, non del palazzo. Perché qualcuno ancora confonde la realtà con la finzione che la rappresenta?

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Giovanni Firmiani
    “Perché qualcuno ancora confonde la realtà con la finzione che la rappresenta?”

    Perché si ritiene che la fotografia sia sempre e solo la 170-enaria documentazione del reale.
    Quindi il soggetto è vincolante sul risultato finale e l’apporto del fotografo è solo tecnico, mai artistico.

  9. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa è una fotografia di un palazzo, quando si esprime un giudizio sulla fotografia inevitabilmente si tiene conto anche del soggetto che vi è raffigurato. Per esempio ci sono molti altri “tagli” a cui l’umanità dedica molta attenzione, anche di tipo fotografico, ma non sempre sono accompagnati da finestre.

  10. punti di vista. Nel guardare una foto, cerco di sganciarmi da quello che rappresenta e spero di riuscire a interpetare quello che l’autore avrebbe voluto dire. Tanto più come osservatore mi avvicino al pensiero dell’autore, tanto più una foto può dirsi riuscita nel suo aspetto comunicativo

  11. Marco Romualdi scrive:

    “tanto più una foto può dirsi riuscita nel suo aspetto comunicativo” … che può essere anche quello di mettere in risalto la sapienza (e riuscita sapienza) estetica dell’architetto.
    Concordo con Firmani.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Marco Romualdi
    “mettere in risalto la sapienza (e riuscita sapienza) estetica dell’architetto.”

    Questa sarebbe documentazione.
    La definizione:
    ““Fotografare l’architettura significa “tradurre” da un linguaggio ad un altro (da un codice ad un altro), per trasmettere allo spettatore non solo il messaggio originale (quello dell’architetto) ma anche il messaggio del fotografo, che rivisitando e interpretando l’opera ci racconta come lui l’ha saputa vedere.”

    mette in maggiore rilievo l’opera del fotografo.

  13. Massimo Losacco scrive:

    Mi congratulo con l’autore per la splendida immagine.
    Non aggiungo altro perchè sarebbe assolutamente inutile.

    Complimenti.

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