Milotic Christian – Trieste – Giovani oggi

Passato e futuro, sicurezza e incertezza. giovani d’oggi verso il futuro.

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Comments (13)

 

  1. più che altro mi viene in mente che sul campo ci avrei visto un contadino, non una persona messa lì senza nesso con il paesaggio. Questo mi suggerisce la foto, dove neppure il B/N ha un suo perché

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    si sta giudicando della fotografia, non del ragazzo. Perché qualcuno ancora confonde la realtà con la finzione che la rappresenta?

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Mettendo un contadino saremmo ricaduti nella visione idilliaca agreste.
    Invece, da quel che mi pare di capire (solo il soggetto illumina, e parzialmente, la lettura dell’immagine) anche perché ho l’esperienza della visione dei giovani immigrati che coltivano le campagne del meridione, maltrattati e malpagati (il giovane cammina nel campo senza scarpe), il discorso dell’autore vuol essere un altro.
    Il giovane torna stanco dal lavoro (ma l’immagine non evidenzia l’azione lavorativa). Ha il capo chino, la schiena leggermente piegata e le braccia abbandonate, come dopo un lavoro faticoso, i piedi nudi (quindi ha mezzi di sussistenza esigui).
    Tutto questo lascia pensare alla fatica del presente ed alla mancanza di certezza nel futuro.
    Il significato mi pare sia questo.
    La presenza del giovane, per fortuna, rompe la consuetudine di fotografare le balle di paglia in rotoli. Un tipo di immagine ormai abusato.
    Dal punto di vista tecnico-estetico avrei evitato di inquadrare la “balletta” che si intravvede alla destra della grande. La sua presenza, per quanto piccola, attira troppo l’attenzione: è la “magia” dell’evidenza di quanto sta al centro in un’immagine”.

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    Il “punctum” di questa interessante fotografia è rappresentata dal giovane, slegato per aspetto ed abbigliamento, dal contesto rupestre che lo circonda. Simbolicamente molto distante dallo stereotipo di contadino, che solitamente viene immortalato nelle foto, di una campagna idilliaca ripresa nel solito nostalgico bianco&nero.
    Colgo nel giovane che esce dal fotogramma, lasciandosi alle spalle il campo di grano lavorato, il segnale di un abbandono, senza ritorno, di una civiltà che ha visto diverse generazioni farne parte.

  5. x tieghi: perché il rgazzo l’hanno messo nella foto insieme a un covone ma con una posa da spiaggia. Gli manca quell’habitus che farebbe il monaco del caso

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Giovanni
    Gli extracomunitari che lavorano i campi della Puglia e della Campania, per pochi euro al giorno, sotto la minaccia di scomparire per sempre, in qualche pozzo o in qualche cava, al primo accenno di ribellione, certo non hanno l’habitus del contadino classico; quello delle immagini idilliache di 50 anni fa.
    Essi indossano felpe da supermercato, con scritte vistose in un inglese che non comprenderanno mai.
    I pantaloncini sportivi, i piedi nudi, paiono stridenti con l’iconografia agricola di tante immagini del passato. Eppure corrispondono al reale.
    Essi fanno lavori che nessun cittadino europeo farebbe; se non altro perché protetto dalla Comunità e noto all’anagrafe: quindi controllabile. Sono “importati” da gente senza scrupoli, come bestie da lavoro; non possono avanzare diritti, richiedere assistenza sanitaria né godere di garanzie di orari di lavoro e di retribuzione equa.
    Lavorano come somari dal sorgere del sole fino al tramonto, poi si ammassano per la notte in baracche di legno o di ferro, su pagliericci maleodoranti e pidocchiosi.
    Portano avanti l’economia agricola dell’Italia, ma da Essa sono ignorati. E soprattutto disprezzati.

  7. il figliolo è un bel figliolo ma sembra + pronto ada andare al mare a barcola!
    Sembra in attesa di qualcosa si….ma non del lavoro nei campi, forse dell’autobus per barcola o dell’amico in motorino in ritardo!!!
    quello che spoetizza è il suo abbigliamento da spiaggia, anche se la posa ci potrebbe stare nel significato voluto dall’autore.
    w trieste sempre e comunque!

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Donatella
    “il figliolo è un bel figliolo ma sembra + pronto ada andare al mare a barcola!”

    Vieni a trovarmi che te ne presento qualcuno. Così ti ricredi.
    :-)

  9. Christian Milotic scrive:

    salve a tutti e mi presento,sono christian,giovane fotoamatore,son da pochi anni(6)che ho scoperto la macchina fotografica,nei suoi aspetti e ciò che la circonda,stò imparando ad usare la tecnica che la avvolge per non diventar matto dietro ad uno schermo del pc,ringrazio intanto tutti per i vari commenti,vedo che ha destato interesse chi per qualcosa chi per altra,negativo e positivo,Maurizio è la persona che più mi ha capito,infatti l’immagine è scaturita tutta mentre stavo passeggiando per le campagne nel pordenonese,vedo questo ragazzo sbucare dal nulla,sconsolato,mi son chinato e ho trovato subito un’inquadratura che mi attraeva con lui che sempre più sconsolato se ne andava,da lì lo scatto prima di perderlo,nel mio dar un titolo alla foto,non conoscendo ancora come leggere bene le immagini,vien fuori questo”giovani oggi” cioè tutta la sicurezza del lavoro dove è finita? ora i nostri ragazzi dove vanno???non si hanno sicurezzze,ha ragione antonino dove persone soprattutto extracomunitari vengono sfruttati per questi lavori e anche sottopagati,ma la mia idea era quella di dar un messaggio sul dove si stà andando,incerto quanto più drammatico,dove dietro c’è il passato sicuro e davanti c’è il futuro giovane incerto ma già sconsolato perchè non trova .Per il vestiario non sapendo chi era o cosa stava per fare non potevo dirigerlo come in una scena,lui era lì e l’ho preso..la balletta l’ho messa per dar un senso di profondità,penso che il digitale non riesce ancora a soddisfarmi in questo quanto le diapositive,ditemi se sbaglio,ma non sembra che il digitale non ha ancora quella profondità d’immagine che noi concepiamo..vi saluto e vi ringrazio ancora per aver commentato l’immagine..

  10. bhe se l’ha colta al volo sta scea sei cmq stato bravo sisi!!
    io vorrei sfatar sto mito della profondità d’immagine in digitale….
    per me, con un bell’obiettivo luminoso, la pdf ce sta ce sta…

  11. Antonino Tutolo scrive:

    La dia vanta una gamma infinita di sfumature di colore ed una grana finissima. Inoltre la luce del proiettore restituisce (artificialmente) la luminosità presente in ripresa.
    Per questo la qualità del proiettore è determinante, ed il cosiddetto “effetto presenza” (la profondità dipende dall’uso della prospettiva e dalla capacità di “rendere” il modellato; ed in questo il digitale di ultima generazione non scherza) “vive” solo con la proiezione. La dia può essere visualizzata, nel suo massimo splendore, solo con la proiezione. Questo limita il suo campo di applicazione.
    Essa è un mondo a parte. Chi la ama non sa farne a mano; ma la proietta, non la stampa.
    Altrimenti nascono problemi di correzione della inevitabile dominante fredda, dell’eccessivo contrasto dei toni e della scarsa latitudine di posa della pellicola (2 stop, mentre il RAW digitale ne ha 6, come il B/N analogico).
    La carta che consentiva la stampa con l’ingranditore non è più prodotta da tempo. Ora si stampa solo in digitale. Questo richiede uno scanner all’altezza del supporto invertibile, che costa una barca di soldi e richiede pratica col PC per le correzioni. La stampa da dia, ormai, stenta a reggere il confronto con gli ultimi apparecchi digitali professionali (21- 24 Mpx).
    Mentre la proiezione comporta una serie di limitazioni dal punto di vista della comunicazione dell’immagine.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Christian Milotic
    “penso che il digitale non riesce ancora a soddisfarmi in questo quanto le diapositive”
    Fino a due anni fa fotografavo quasi solo in diapositiva e l’apparecchio digitale che avevo, da 8 Mpx, mostrava limiti evidenti, certamente non confrontabili con la dia, soprattutto di qualità.
    L’apparecchio da 21 Mpx, che uso attualmente, invece, mi fa sentire molto poco l’assenza della pellicola invertibile. Il modellato della Canon 5D Mark II è splendido grazie alla gamma molto estesa di toni (RAW e poi TIFF). Ovviamente manca “l’effetto presenza” della luce del proiettore dia. Ma ormai, nella gamma tonale e nella risoluzione, il digitale è al limite della percezione umana.

  13. Marco Romualdi scrive:

    “bhe se l’ha colta al volo sta scea….” beh, tanto colta al volo non mi sembra, dal post lasciato dall’autore, semmai è meglio dire “costruita al volo”…
    ma allora, se così è, la questione della pdf torna ad essere importante… anche per me non è vera la questione del digitale rispetto all’analogico, e se proprio non si ha l’obbiettivo giusto, visto che la scena è costruita la “balletta” avrebbe dovuto essere collocata in modo meno “invasivo”…non sembra sufficiente la differenza di proporzioni a dare il senso della profondità…

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