Brizio Domenico – Ferite diagonali

35 Brizio Domenico - Ferite diagonali

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Comments (8)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Direi splendida per scoperta, gusto, composizione. Forse si poteva fare qualcosa di più tecnicamente. Ma comunque l’immagine è valida.
    Io sto facendo un lavoro simile, per una mostra, ma sul ferro.
    Magari ti inviterò.
    Complimenti

  2. Roberto Depratti scrive:

    Frammenti …da cui poter costruire un racconto oppure …un piccolo nuovo mondo. Complimenti all’autore.

  3. ma come mai vedo i pixel azzurri grandi come una casa?
    le “ferite” sono molto ben definite, il contorno è pixxelato!!!
    però la resa estetica m piac sisi

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Donatella ha ragione! Ci sono dei “macro-pixel” composti da pixel più piccoli.
    E’ come se l’immagine fosse composta da un mosaico di foto-texture.
    Non capisco

  5. Domenico Brizio scrive:

    Nota tecnica. L’iimmagine originale: Kodak Ektachrome EPR64, bobinata a mano, provenienza USA; passaggio con scanner professionale in file TIF da 50MB… riduzione finale per essere inviata… esagerato l’accomodamento… Nonostante tutto posso dire che anche i tagli alla Fontana era già stati inventati dalla Natura…

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    Di taglio in taglio e da Fontana a Fontana.
    Dalle parole dell’autore rincorro ricordi e strani abbinamenti che il Grande Fratello Internet amplifica e fagocita a dismisura. Ma scrivere parole su di un fondo bianco non è uguale a lacerare la tela immacolata? Allo stesso modo imprimere su di un rettangolo mentalmente bianco, le lacerazioni prodotte dalla luce che si riflette da ogni cosa, non è uguale a lacerare la tela immacolata
    Licio Fontana Attese: questo il titolo che volle dare a tutti i tagli; al singolare se sulla tela era uno solo, al plurale se erano più di uno. Attese come a dire sospensioni,ritardi, dinamismi che cambiano con il virare del nostro sguardo perché fatti di ombre. In quell’ovale giungevano al massimo della loro astrazione: le tele erano quasi tutte identiche con fenditure tendenzialmente centrali e verticali, rese ancor più profonde da supporti che ne facevano icone e illuminate da una luce chiarissima, lucida come un pensiero nato dalla logica anche se espresso in immagini.
    Nella fotografia Franco Fontana è, se si esclude Victor Gianella, il più originale espressionista astratto che sia emerso nell’ultimo decennio.” Gernsheim annota, tra le altre cose, che Fontana, “acuto esploratore di una nuova estetica in fotografia”, trova costante ispirazione nella natura e afferma delle sue fotogafie, “così potenti da togliere il fiato”: “Posso solo paragonare il loro straordinario impatto all’effetto che certe opere di Nicolas de Stael hanno su di me.”) Realizza, con Mario Schifano, un lavoro presentato alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena.
    Credo che l’autore con la sua foto più che i rimandi artistici a cui ha fatto riferimento, ricordando un’espressione usata da Ando Gilardi, si sia limitato a “prendere” una fotografia più che a farla. In fondo la distinzione tra opera d’arte (fatta dall’uomo) e la fotografia (presa dalla natura) credo si possa esprime in questo semplice concetto.

  7. Domenico Brizio scrive:

    @ Maurizio
    “si sia limitato a “prendere” una fotografia più che a farla”

    Apporto semplicemente un correttivo: personalmente lascio le cose come stanno, al massimo le ‘vedo prima di fotografarle dal momento che se sei cieco ‘difficilmente’ puoi vederle.
    Ma la cecità non è solo un fattore ottico: è che spesso alcuni dopo la fotografia non si accontentano di quel che hanno visto ma vogliono far vedere quel che ci hanno incollato di posticcio, non sempre arte.

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio
    “Attese: questo il titolo che volle dare a tutti i tagli; al singolare se sulla tela era uno solo, al plurale se erano più di uno.”

    Forse, da masochista, poi si fermava lì vicino, in attesa …che qualcuno gliele desse di santa ragione”
    :-)
    Scherzo, eh!

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