Perini Marco Furio – Torino – Semplicemente Tango

Scattata a Torino durante l’esibizione di una scuola locale di tango.

303 Marco Furio Perini tango

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Comments (13)

 

  1. Roberto Depratti scrive:

    Trovo l’immagine ben composta tecnicamente. Relativamente al titolo probabilmente il tipo di frammento in primo piano a dx non è prettamente calzante …ovviamente imho.

  2. Antonino Tutolo scrive:

    La posizione dei piedi lascia intendere che i soggetti stanno eseguendo i passi di un ballo.
    Il titolo precisa quale.
    Il “Semplicemente” del titolo e la ruota della bici in primo piano, evidenziano che questa scena si svolge all’aperto.
    Leggo una sottile e gradevole ironia nell’immagine.
    La composizione ed il taglio sono complesse e raffinate.

    Il colore forte delle scarpe femminili ravviva l’immagine e sottrae giustamente, modo sapiente, l’attenzione dal primo piano della ruota, che è solo un comprimario.
    In questa immagine vedo una saggezza compositiva che denota una mano esperta, che sa quello che vuole e non si lascia condurre dal caso.
    Complimenti all’autore.

  3. FABRIZIO PIZZOLORUSSO scrive:

    Concordo con Roberto sul fatto che non riesco a capire quel cosidetto frammento in primo piano (la ruota della bicicletta) cosa rappresenti e come si rapporta al titolo e ai soggetti primari ,anche nella loro azione.
    Compositivamente la trovo gradevole ma poi rimango con un bel punto di domanda come detto sopra che ovviamente rimane un mio limite e che spero l’autore chiarisca.Riguardo pero’ all’evidenziare il rosso delle scarpe io non ci vedo questa esagerazione tonale creata in post e quindi non ci trovo una particolare intenzionalita’.Se poi fosse cosi per sottrarre, come dice Tutolo, l’attenzione all’oggetto in primo piano, mi chiedo : ma perche’ allora inserirlo quell’oggetto? per un fatto compositivo? non c’entra, per un fatto estetico? gia’ l’azione delle gambe e la tonalita’ portano ad un gusto estetico. Perplesso e dubbioso. Attendo lumi
    Fabrizio P.

  4. perfetta perfetta!
    la posa delle gambe, l’abito svolazzante le scarpe rosse poi….!
    persino la trama del paviento è perfetta in questa scenografia
    e mi piace decisamente la quinta della bici….a fuoco e i tangueri sfocati.
    La sento vicina al mio modo di vedere.

  5. Marco Furio Perini scrive:

    Vi ringrazio molto per visite ed apprezzamenti.
    Per “oggetto in primo piano” presumo che vogliate intendere la ruota di bicicletta. Che è proprio l’elemento che mi ha convinto ad aggiungere il “semplicemente” al titolo… bicicletta intesa come mezzo di trasporto preferito per raggiungere in città i luoghi (all’aperto) dove questi ballerini si esibiscono in pubblico. Ho avuto modo più volte di parlare con alcuni di loro, e l’idea che mi hanno dato è proprio quella di gente motivata esclusivamente dalla grande passione per il tango, non certo per lucro od altri fini. Gente “di barriera” insomma, come diciamo qui a Torino… Grazie ancora, ciao!

  6. FABRIZIO PIZZOLORUSSO scrive:

    Ciao Marco, ti ringrazio della tua spiegazione, ma la trovo dissociata. Tu dici : “…l’elemento che mi ha convinto ad aggiungere il “semplicemente” al titolo… bicicletta intesa come mezzo di trasporto preferito per raggiungere in città i luoghi (all’aperto) dove questi ballerini si esibiscono in pubblico…”OK che alcuni preferiscano la bicicletta per spostarsi in centro, ma la spiegazione non mi porta a nessun tipo di relazione con i ballerini. Forse i ballerini si sono spostati in bicicletta? se si lo trovo semplicistico e comunque come messaggio non e’ chiaro. Poi dici che tale “elemento” ti ha convinto a inserire la parola “semplicemente” che suona senz’altro bene con tango come attinenza nel voler dire ad esempio “il tango e’ tutto”, oppure “il tango e’ la mia vita”, ma poi se riporto tale attinenza agli elementi interni all’immagine che diventano simboli di una tua interpretazione, questi li continuo a trovare “staccati” ,non in relazione. Poi non discuto assolutamente sulla passione che muove questi ballerini che e’ come per noi la fotografia ma se da questa passione ti e’ venuta l’idea di questa immagine devo dire che il senso della passione lo trovo diviso tra i due elementi (bicicletta e ballerini che sono la parte piu’ forte secondo me a livello percettivo).Ovviamente parere personale con molti deficit…poi sappiamo che su un’immagine potremmo pescare nell’urna e tirar fuori qualsiasi parola che andrebbe sicuramente bene, ma credo che l’immagine debba parlare oltre le parole e qui ci sono due immagini separate dove il titolo si focalizza sullo sfuocato, cioe’ sui ballerini.Ciao
    Fabrizio P.

  7. Marco Furio Perini scrive:

    Ok Fabrizio, prendo atto del tuo punto di vista.
    Permettimi di aggiungere questo link che rimanda ad un’altra foto scattata nella stessa occasione, dove forse quel che intendevo esprimere è meno “dissociato” (la bici è la stessa). Ciao

    http://abc-fotografia.typepad.com/abcfotografia/2010/06/semplicemente-tango-3.html#comments

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    nel tango l’uomo, che conduce la danza, ruota più volte la ballerina attorno a se stesso. la ruota languidamente al ritmo imposto dal bandoneon. mio nonno e mia nonna da giovani possedevano una sola bicicletta in due, nera, con la gomma della ruota nera. il sabato sera andavano a ballare, lui che pedalava e lei seduta scomoda sul “cannone”. facevano chilometri per andare a ballare il tango, sull’aia della possione ” La trona”, dove bastava un semplice organetto per far valore la gente per una sera lontano dalla miseria.
    ma le scarpe non erano rosse, di questo sono certo! adatte per una bella fotografia, sapientemente giocata su più piani. tutto ruota attorno alle scarpe rosse, il punto focale del fotogramma, ma essendo piedi che devono aiutare a volare insieme alla malinconia è giusto che siano fuori fuoco come sempre lo sono i ricordi.

  9. Fabrizio P. scrive:

    Ciao Marco, in primis grazie di avermi dato la possibilita’ di comprendere meglio questo lavoro, poiche’ si tratta a quanto pare di una serie. Letta singolarmente rimango della mia idea, purtroppo, e non ci trovo ,giustamente, nemmeno il racconto fatto romanticamente e un po’ piacevolmente nostalgico che ha fatto Maurizio poiche’ a lui e’ arrivato un qualcosa che fa parte della sua esperienza, ma chi non ha quella ,o altre storie, deve per forza leggerla in quella relazione che dicevo nei commenti precedenti.Ho visto l’altra immagine che trovo decisamente piu’ inerente in quanto si avverte un fascino quasi di vita da strada, di, appunto ,semplicita’ e liberta’ nel decidere di poter ballare ovunque nel momento che si vuole, efficace anche nel b/n (qui avrebbe perso la parte piu’ importante il rosso che fa la differenza).Di conseguenza se questa fa parte di un lavoro piu’ ampio allora grazie anche all’insieme questa assume altra valenza.Grazie
    Fabrizio P.

  10. Marco Furio Perini scrive:

    Grazie a te, ed anche a Maurizio… Buon weekend, ciao.

  11. Antonino Tutolo scrive:

    Mi tornano in mente i versi di “Vieni via con me” di Paolo Conte:

    Via, via, vieni via di qui,
    niente più ti lega a questi luoghi,
    neanche questi fiori azzurri…
    via, via, neache questo tempo grigio
    pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti,..”

    Preso singolarmente, ogni verso esprime un concetto che, letto razionalmente, pare estraneo a tutti gli altri.
    Ma ogni verso, ogni parola, evoca un concetto che stimola il ricordo, il vissuto; e, con le corde della malinconia, della solitudine, del sentimento, dell’abbandono, del rimpianto, stimola la fantasia individuale.
    La mente elabora singoli concetti reali o astratti, producendo un risultato astratto, ma diverso, sublime, artistico all’ennesima potenza.

    La sfida della fotografia moderna è raggiungere un livello di strumento d’arte che i suoi mezzi tecnici ed espressivi, a mio avviso, oggi senza limitazioni, gli consentono.

    “I have a drim”
    Cambiare la “forma mentis” del fotografo, trasformandolo da ritrattista ambulante ad artista.

    Non è un sogno impossibile. Io ci credo
    Il futuro della fotografia può essere solo questo.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    L’altra via, quella diversa dal cammino dell’arte, è “un punto di accumulazione” (concetto matematico) di tante immagini comuni, ripetitive, scontate, prive di futuro perché superate dalla diffusione sempre più tecnologica e sofisticata del film.
    Oggi ci sono visorini portatili che possono narrare, a differenza dellì’immagine statica, anche l’evoluzione del soggetto nel tempo, con l’alta definizione e la tridimensionalità.
    Non guardiamo alla fotografia con la forma mentis del XX secolo.
    Guardiamo al futuro. Miriamo al sogno d’arte.
    E’ l’unica strada che può salvare la fotografia dall’oblio.

  13. Antonino Tutolo scrive:

    Un’ultima considerazione che espongo con un esempio.
    Sono radioamatore. Un tempo ero molto attivo.
    Con la radio la mia voce attraversava gli oceani, le cortine di ferro; ascoltavo la voce di re e di cittadini di tutto il mondo.
    La mia fantasia immaginava il loro aspetto, il loro ambiente.

    Il cellulare col video e la televisione hanno annullato questo mondo di fantasia che si credeva immortale, onnipotente, imprescindibile.
    Il numero dei radiomatori è diminuito drasticamente; quelli rimasti fanno collegamenti televisivi via computer, quelli andati via (la maggioranza) usano i cellulari col video.

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