Manetti Francesca – Follonica (GR) – I colori di Cuba

L’Havana Vieja, Cuba

311 Manetti Francesca  Cuba

Popularity: 1% [?]

Comments (21)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Nell’isola di Fidel le costruzioni hanno colori vivacissimi, oltretutto accostati con grande fantasia.
    Ma dal colore rossastro della pelle del giovane mi pare ci sia una dominante da correggere (aumentando leggermente l’apporto del colore cyan).

    In un’immagine che intende documentare i colori di Cuba è necessario che essi riferiti con una certa precisione.
    Il problema della fotografia a colori consiste appunto nella loro resa. Per questo il B/N è più facile.

  2. Francesca scrive:

    Ti ringrazio per il suggerimento, il colore del ragazzo non l’avevo notato. La foto non ha avuto post produzione, se non per un leggero taglio perchè a dx mi era entrato all’ultimo un motorino e non era nè dentro nè fuori, ma solo in più. Proverò a togliere la dominante, ma non ho un monitor calibrato pertanto vedo la cosa un po’ difficile!
    Cuba è in b&n quando è reportage, ed a colori quando è paesaggio, secondo me!

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    “Cuba è in b&n quando è reportage, ed a colori quando è paesaggio, secondo me!”

    in fotografia, ma non solo, credo sia stimolante non avere dei regole ferree a cui fare rigidamente riferimento. già ritengo non semplice “catalogare” questa come paesaggio vista la tua affermazione. ma poi è così importante dargli una etichetta per forza? è una fotografia a colori ed è evidente, che sia stara fatta a cuba è un atto di fede nei confronti dell’autrice. affermo questo perché a mio parere trovo troppo labili i riferimenti iconici che mi portano in quel luogo. Anche il fotogramma pregno solo a sinistra un poco mi stona, trovo piacevole far scorrere lo sguardo sulle pareti delle case, esposte in modo giusto anche se a discapito del bel cielo dell’isola qui diventato bianco acceccante

  4. Francesca scrive:

    Grazie Maurizio per il commento, anche se non ho capito se la foto ti è piaciuta o no!
    Il riferimento fatto al bianco e nero ed al colore non è una regola ferrea, ma solamente la mia opinione per questo caso, cioè per i paesaggi urbani e non dell’isola caraibica.
    Ti ringrazio inoltre per la fiducia riguardo alla localizzazione geografica del sito fotografato!
    Il cielo già mi è stato rimproverato proprio perchè così bianco, ma con la luce così alta ho dovuto decidere se esporre per le case (soggetto) o per il cielo (non soggetto) ed ho preferito bruciare il secondo! C’era un’altra opzione, cioè l’aggiunta di un cielo azzurro in postproduzione, come tanti mi hanno suggerito, ma per me sarebbe stato come “rubare” e non l’ho fatto!

  5. Pino scrive:

    Probabilmente le opzioni potevano essere anche altre, compresa quella d’inquadrare evitando il cielo. L’intento, ribadito, era quello di realizzare un paesaggio, genere con regole che anche in caso di ripresa urbana invitano a tener conto di tutti i parametri della scena e ad utilizzare eventuali correttivi necessari. L’impressione che ne traggo è quello di uno scatto riconducibile al genere “street”, ancorchè troppo blando in verità, in quanto foto rubata per strada, forse anche con la volontà di non essere troppo “invadenti” nei confronti del soggetto umano ripreso. In coerenza col titolo scelto alle tonalità pastello dei fabbricati emergono il colore del sacchetto trasportato e la vistosa “pettorina” rossa. Bella la scelta di evidenziare la scritta sul muro.

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    mi chiedi se la foto mi è piaciuta oppure no.
    tra il si ed il no mi piace pensare che ci siano molti scalini, questa a mio parere sta in una posizione intermedia, ma più spostata verso il si. cerco di esprimere dei concetti, come si usa a volte nei fotoclub, per evidenziare alcuni aspetti che mi lasciano perplesso. Per te è un paesaggio, per altri si può assimilare al genere “street” (ovvio direi, si tratta di una strada stretta …), per quanto mi riguarda è proprio questo il punto debole, ne’ paesaggio ne’ street, ne’carne e ne’ pesce. Avrei scelto due punti di ripresa, uno in mezzo alla street riprendendo simmetricamente entrambi i lati, anche se forse c’era una differenza di luce molto elevata. L’altro solo sulla parte sinistra stringendo di molto l’inquadratura ed abbassandomi un poco. La scelta di mettere o meno il cielo in post produzione io non la scarterei a priori, quella parte del fotogramma, chiaro oppure blu, cambia di molto il significato dell’intera fotografia, è una scelta che l’autore può e deve fare in funzione al significato che vuole trasmettere con il suo scatto.

  7. Marco Furio Perini scrive:

    La vedo soprattutto come “street” anzichè come “paesaggio urbano”, proprio per questo la trovo carente come inquadratura, nel senso che mi sembra non privilegi alcuno degli elementi che la compongono, nè la strada, nè l’insegna in primo piano, nè l’uomo (che trattandosi di Cuba trovo un po’ anonimo, non diverso da quello che potrebbe camminare in un qualsiasi contesto mediterraneo). Se allora il vero soggetto della foto sono, come indicato dal titolo, i colori di Cuba, credo anch’io come Maurizio che un altro punto di ripresa avrebbe accentuato l’attenzione sui muri variopinti, eliminando possibilmente il cielo incolore. Prendi ovviamente le mie impressioni con le pinze, anche perchè a Cuba personalmente non ci sono mai stato e la conosco solo tramite film, documentari, fotografie…
    Ciao!

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Francesca
    “Grazie Maurizio per il commento, anche se non ho capito se la foto ti è piaciuta o no!”

    Non è importante che sia piaciuta o meno, a questo o a quello.
    L’importante è comprendere le osservazioni sulla tua immagine che ciascuno dei lettori lascia nel blog.
    Ognuna di esse ti fornisce un punto di vista.
    Ma sei solo tu che dovrai trarre la conclusione se vale la pena di seguire quei consigli, quelle opinioni.
    L’immagine deve piacere a te. L’immagine, se ti riesce tecnicamente, se sei convinta di aver rappresentato quello che avevi in testa, sei tu; ti rappresenta. E’ il tuo modo di osservare e di esprimerti fotograficamente.
    Fotografare significa osservare e raccontare agli altri.
    E’ un po’ come parlare agli amici: non chiedi loro se è piaciuto quello che hai detto. Ma ascolti il loro punto di vista per raccogliere altre opinioni sull’argomento.
    Un giorno potrà capitarti che nessuno condivida la tua “immagine”. Ma tu potrai essere convinta che vale la pena di seguire la tua strada; perché essa rappresenta il tuo pensiero, il tuo punto di vista.
    Ovviamente, occorre prima acquisire la consapevolezza di quello che sei fotogaficamente, un metro di giudizio ben fondato, una sicurezza delle tue azioni che solo la maturità fotografica possono dare.
    Ma restare in balia del semplice giudizio “piace, non piace” non ti porterà mai a qualcosa di veramente tuo.

  9. Francesca scrive:

    @ Maurizio: ti ringrazio per il commento chiarificatore, ed ora ho compreso a pieno le tue parole. Purtroppo “parlando” tramite tastiera ed a tempi lunghi a volte non è possibile capire ciò che ci viene detto oppure è difficile spiegarsi!
    Tutto chiaro adesso!
    :)

    @ Marco: accolgo con piacere le tue impressioni, ritengo che tutto sia utile, soprattutto una critica costruttiva.
    Grazie per il commento e spero di averne ancora!

    @ Antonino: per me invece è importante anche sapere se le mie foto piacciono, non saranno mai il mio pane quotidiano, ma anche fotografare e raccogliere consensi fa piacere.
    Ho molte foto che ritengo valide, completamente fuori dalle leggi fotografiche e che non piacciono a nessuno o quasi, ma non per questo le cestino!
    Dal commento di Maurizio non ero riuscita a capire se la critica fosse positiva o meno, e non riuscivo a carpirne il messaggio. Non mi fossilizzo sul piace o non piace.
    Nonostante questo, sentirselo ricordare non fa male!
    ;)

  10. Francesca scrive:

    Ah… una puntualizzazione: i cubani non sono tutti neri con il basco e il sigaro in bocca!
    Ce ne sono anche di bianchi o che si vestono “all’occidentale”!
    :D

  11. Antonino Tutolo scrive:

    I giudizi espressi da alcuni mi paiono fondati.
    A mia avviso l’immagine è troppo “generica”. Essa documenta una strada di Cuba, senza fare delle scelte precise nel racconto.
    C’é una differenza tra la semplice documentazione (una cartolina per ricordare il posto) ed il racconto fotografico di maggire livello qualitativo.
    Capire cosa inserire, che taglio usare è un punto d’arrivo del fotografo. Anche se alcuni questa dote l’hanno innata.
    Io consiglierei a Francesca, se vuole migliorare, di studiare non solo la composizione e gli altri aspetti tecnici ma anche l’arte del raccontare, l’incisività dell’espressione.
    Visita le mostre, anche di pittura, leggi le opere dei grandi fotografi. La fotografia usa il linguaggio dell’estetica.

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Francesca
    “Ho molte foto che ritengo valide, completamente fuori dalle leggi fotografiche e che non piacciono a nessuno o quasi, ma non per questo le cestino!”

    Io ne ho alcune davvero “impresentabili” ad una giuria di un concorso. Sono convinto che mi caccerebbero a pedate!
    :-)
    Eppure sono quelle che più mi piacciono
    :-)
    Chissà, un giorno…
    Quando sarò proprio vecchio, e non avrò più nulla da perdere… e nulla da temere
    :-)

  13. Antonino Tutolo scrive:

    Quindi, più che compiacere una giuria, la mia soddisfazione più grande e fare qualcosa che piace a me. A me solo.

    Ho fatto una mostra con 125 fotografie. Ho avuto consensi.
    Ma solo 5 persone, CINQUE, mi hanno fatto capire, raccontandolo, di aver compreso, dietro al tema della mia mostra, quello che di mio, di personale, di sentito, era celato in quelle immagini.
    Tutti gli altri hanno compreso e valutato la rispondenza al tema, hanno guardato le singole immagini, compiacendosi dell’una e tralasciando, di primo acchitto, alla prima impressione, un’altra.
    Questo è il senso del discorso che ti facevo, sul piacere o non piacere.
    Ma se cinque hanno capito, io sono pienamente soddisfatto.
    Vuol dire che io “ho scritto”, ed infatti 5 hanno capito. Gli altri non hanno saputo leggere l’insieme o non si sono impegnati.

  14. Antonino Tutolo scrive:

    Forse i “Cinque” erano matti come me!
    :-)

  15. Francesca scrive:

    E sei stato comunque fortunato che gli altri hanno notato l’attinenza al tema… mi son ritrovata alle mostre collettive del Fotoclub, dove c’erano manifesti recanti il titolo della mostra oltre che una presentazione esaustiva del tema stesso, a dover spiegare cosa avevamo voluto rappresentare e molti dopo i complimenti chiedevano “Ma il tema della mostra qual’era?” e alla risposta, ad esempio L’acqua, rispondevano cose tipo “Ah, quella della cascata va bene, ma quella del ghiaccio?”

    disarmante direi

  16. Gioacchino Castellani scrive:

    Cara Francesca
    se mi consenti vorrei farti alcuni appunti riguardo la composizione. Personalmente avrei eliminato la porzione di cielo a destra della foto così da avere un unico colore rossastro della facciate della casa. Sulla sinistra avrei invece eliminato la porzione nera della porta.
    Seconda critica, il momento dello scatto mi sembra casuale, non significativo e la figura leggermente avanzata. Avrei preferito che la sua posizione rientrasse centralmente all’interno della porta scura.
    Comprendo naturalmente che il controllo della composizione non è facile quando si scattano foto in strada, ma la foto poteva essere ritagliata anche nella fase di post produzione.
    Ciao e buon lavoro per la prossima foto.
    Gioacchino

  17. Francesca scrive:

    Ciao Gioacchio,
    certo che ti consento, e ti ringrazio.
    Come hai evidenziato a fine commento, non è possibile controllare tutto!
    Per quanto riguarda la post produzione, non ne sono una grande amante, pertanto il taglio nelle mie foto rimane quello originale!
    Ciao ciao

  18. Gioacchino Castellani scrive:

    Cara Francesca
    mi sento di farti un grosso complimento. Non per la foto, ma per la tua disponibilità a valutare le critiche che ti vengono rivolte. Non è facile accettare giudizi non pienamente positivi. Se la tua apertura mentale ti consente di valutare liberamente i giudizi espressi direi che sei a buon punto e diventerai certamente una brava fotografa.
    Gioacchino

  19. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido il post di Gioacchino e colgo l’occasione per segnalare un quadro di un pittore americano che ha un’ambientazione simile a quella della foto della signora Francesca.
    http://www.artsblog.it/post/5510/al-mart-larte-americana?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+artsblog/it+%28artsblog%29

    Questo dimostra lo stretto rapporto che esiste tra fotografia e pittura.

  20. Maurizio Tieghi scrive:

    @Francesca
    lafranci. già incontrata da qualche parte in questo perpetuo navigare senza mai approdare, non mi ricordo se prima ho letto sue parole o viste sue fotografie, qualcuna di queste è rimasta dentro alla vela spiegazzata della mia barca. lafranci ora la ritrovo coi colori di cuba, io che la stessa strada lo messa in un cassetto, su di un foglio in bianco e nero, sgranato per i quattrocento asa tirati. ciao lafranci, chissà la prossima volta dove ti rivedrò.

  21. Francesca scrive:

    @ Gioacchino:
    ti ringrazio di nuovo del commento. Probabilmente la mia formazione da fotoclub ha aiutato ad accettare e cogliere le parti costruttive dei commenti. Un “bella foto” mi fa piacere, ma lo ritengo solamente fine a se stesso…ed in quanto tale abbastanza inutile!
    ;)

    @ Antonino:
    in effetti l’architettura coloniale del quadro ricorda molto le strade cubane, che proprio grazie a questo ed ai colori sgargianti mi hanno affascinata!
    Sono onorata che il confronto che sottolinea per l’ennesima volta il rapporto tra le due forme di arte pittura/fotografia avvenga anche grazie ad una mia foto!

    @ Maurizio:
    Una poesia più che un commento. E non posso far altro che ringraziare per così piacevoli note (perchè leggendole ho notato una gradevole musicalità).
    A presto!

Leave a Reply