Donati Gianluca – Livorno – Il deserto dell’anima

312 Donati Gianluca Il deserto dell'anima

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Comments (7)

 

  1. Maurizio Tieghi scrive:

    questa è una fotografia di mio gradimento per il genere a cui appartiene, detto questo per far comprendere l’immediata simbiosi con l’immagine in visione guardandola non posso evitare alcune considerazioni. Perfetta per atmosfera e simbologia trovo che il rudere dell’edificio sia in una posizione troppo centrale nel fotogramma, non per richiamare le regole dei terzi, ma io avrei preferito che il mio sguardo si posasse subito ai piedi della scala, per invitarmi a salire consapevole che non mi avrebbe comunque portato da nessuna parte, quindi una passo in avanti e verso destra da parte dell’autore, naturalmente in senso metaforico (per questa foto significa spostarsi con la sedia davanti al monitor ed il fotografo potrebbe cadere) permetterebbe al simbolico manufatto di essere maggiormente d’impedimento al vagare nell’agognato deserto dell’anima, inoltre allargherebbe a sinistra lo spazio enfatizzando in tal modo il senso d’infinito spazio vuoto, come a volte sembra essere l’anima degli altri che ci guardano, leggono ed ascoltano.

  2. Roberto Depratti scrive:

    Molto bella ….ben ideata con una finalizzazione elegante ed accurata. Il soggetto è stato ben inserito riuscendo a separarlo da “Tutto il resto”.
    Complimenti sinceri all’Autore.

  3. un anima arida non è mai una bella cosa e la resa di quest’immagine è adatta, colori spenti, freddi, morti, ambientazione desertica, rudere di un qualcosa che è stato e che ora è stato accantonato abbandonato.
    trovo molto azzeccato il posizionamento centrale del rudere

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Splendida. Stimola tante idee e riflessioni.
    L’aridità desertica dell’ambiente pare rappresentare quella dell’anima. Il bisogno di soddisfare l’arsura, l’angoscia della solitudine non riesce a trovare sollievo nell’ascesa di quei gradini che si restringono, si disconnettono e poi svaniscono. Ma anche l’idea dell’ascesa non offre sollievo, perché in ogni caso è diretta verso un cielo plumbeo, chiuso, tenebroso.
    Il rudere stesso pare un’anima antica, solitaria, ormai troppo vissuta, angosciata, al termine dell’esistenza, triste.
    Complimenti all’autore.

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Correggo l’ultima frase:
    Il rudere stesso pare un’anima antica, solitaria, ormai troppo vissuta, angosciata, al termine dell’esistenza, VINTA.

  6. franca catellani scrive:

    Immagine narrativa , favolistica , l’arido paesaggio intorno al rudere , sgretolante , scale che non portano da nessuna parte , non c’è rifugio -
    Immagine pessimistica ,fuori dal tempo storico e dallo spazio geografico reali .
    una tragica solitudine, privo di vita ,desolato paesaggio ,mi ricorda De Chirico
    Complimenti all’autore

  7. Gioacchino Castellani scrive:

    La fotografia è molto accattivante, ma si avvicina più ad una illustrazione che ad una fotografia reale.
    Forse sarebbe bello chiarire quando finisce l’una e inizia l’altra.
    Gioacchino Castellani

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