Depratti Roberto – Castellarano (RE) – Frammenti

….dove architettura ed arte trovano un punto di contatto.
Buona visione!

313 Depratti Roberto frammenti

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Comments (16)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Nella concezione moderna l’architettura è arte, almeno da Michelangelo, Brunelleschi, Borromini, Palladio, ecc.
    Quindi non vedo come possa esserci un punto d’incontro tra architettura e arte, visto che già si integrano.

    Cito:

    « [Un grande edificio] è capace di impressionarci esteticamente come nessun’altra opera d’arte: ci seduce, ci circonda, dà forma alla nostra vita e ci protegge; (…) domina il paesaggio; (…) capta come nessun’altra forma lo spirito dei tempi. »
    (Marvin Trachtenberg e Isabel Hyman, Arquitectura, Akal, Madrid, 1990.)

    Nell’immagine con colgo significati particolari, quindi la considero puramente estetica. E sotto questo punto di vista, nel gioco delle linee, delle forme e dei toni di grigio, mi pare apprezzabile.

  2. Loris Sartini scrive:

    E’ piacevole notare come ogni persona puo’ soddisfare la sua necessità di confronto in maniera così diversa.
    Io ad esempio mi sento di dire che questa immagine mi intriga tantissimo, non so se quel manifesto vicino alla finestra rappresenti o meno un manifesto piùttosto che un noto affresco a me sconosciuto e francamente nemmeno mi interessa.
    Quello che mi piace di questa immagine è che sembra rappresentare compiutamente l’idea di chi sbircia dietro una finestra, del non detto del non confessato.
    Spero che nessuno cerchi di spiegarmi il perchè.
    Loris

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Anche a me piace la “figura” femminile, dai tipici tratti rinascimentali, che sembra osservare da una finestra il mondo di fuori. Il pregio della foto a mio avviso sta proprio nell’aver inquadrato solo il volto, il muro e parte del balconcino. Credo che tagliando i bordi sopra e sotto il ritratto, l’illusione ottica sarebbe stata anche più efficace. Ciao

  4. il grafismo è interessante ed armonioso, il bn pure, morbido e pastoso.
    E quel tocco di luce ci sta proprio bene, aggiune quel qualcosa di tidimensionale che arrichisce l’immagine

  5. Alfredo Caridi scrive:

    In sottofondo, c’è un pò la filosofia di ghirri. Una stratificazione di significati e il binomio “rappresentazione e realtà”.
    Una immagine che gioca sul fatto che la rappresentazione a volte è più reale della realta, trova una pecca nella riconoscibilità del manifesto.
    Tagliare sopra e sotto, a mio parere, accresce l’incisività.
    Una bella immagine valorizzata da un ottimo B/N.
    Complimenti all’autore.

    Alfredo

  6. franca catellani scrive:

    Molto bella ! foto ben realizzata anche il b/n che io adoro
    line verticali armoniose il volto leggermente interno , e con quell’occhio che scruta ,sembra spiare il fotografo che l’ha catturato ,e cattura anche il mio sguardo Complimenti a Roberto

  7. Gioacchino Castellani scrive:

    Questa volta non sono daccordo con la maggioranza dei lettori perchè non trovo la fotografia significativa ne valida. Il fotografi sfrutta infatti la bellezza dello stendardo senza mettere niente di suo. Avrei preferito un taglio meno strtto e vedere ad esempio sul balconcino a destra una figura umana. Troppo facile l’uso del tele che toglie informazioni all’immagine.
    Gioacchino Castellani

  8. Roberto Depratti scrive:

    Colgo l’occasione, intanto, per ringraziare la redazione che mi ha dato l’opportunità di proporre a Voi tutti una nuova fotografia.
    Ringrazio tutti gli amici ed amiche per i loro interventi graditissimi. Da tutti prenderò spunto di riflessione, alla prossima!!!

  9. franca catellani scrive:

    Direi che di suo il fotografo ha messo proprio in atto il suo pensiero , che è quello di esaltare lo stendardo ,soggetto prioritario nell’immagine , la composizione è voluta , anche l’angolatura del punto di vista , per dare risalto all’ironico sguardo altri elementi in gioco sarebbero stati il “di piu” Mi perdonerà Castellani , non è il mio un commento per essere contraddittorio , ,ma riflettendo ,sulla sua analisi , mi sono rafforzata nella mia IMHO

  10. Maurizio Tieghi scrive:

    è un frammento di foto, tanto o poco è solo quello. può bastare o servirebbe altro? per i commentatori è risaputo che in fotografia è preferibile l’introduzione alla sinfonia. personalmente la foto più che a ghirri mi rimanda alla sua città, alla interessantissima manifestazione della fotografia europea di reggio emilia. in quella occasione tutta la città diventa il contenitore delle immagini, diventa lei stessa la fotografia. credo di ricordare questo frammento parte di quel mosaico, l’autore ha sottratto invece di aggiungere. ma sempre ghirri affermava che in fotografia sempre si ritaglia una piccola parte del mondo.

  11. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio
    “ghirri affermava che in fotografia sempre si ritaglia una piccola parte del mondo.”

    Questo è il modo più moderno di concepire la fotografia. Più che l’impronta o l’orma del reale.
    La fotografia decontestualizza, astrae, muta i significati, interpreta la realtà.
    Questo è la concezione di Ghirri.

    Tornando alla foto…
    ogni giorno vediamo centinaia di immagini, siamo soggetti a mille stimoli visivi. Di ogni immagini possiamo prendere quello che ci interessa o ci colpisce soggettivamente, in base alla nostra sensibilità, al vissuto, alla cultura, al sociale.
    Per questo la foto “ideale” deve essere incisiva, diversa dalle altre; non deve lasciare spazio a fantasie soggettive.
    Non dimentichiamo che la foto comunica con simboli, con stilemi. Quindi è sempre possibile compiere l’errore di lasciarsi sviare da un dettaglio, o da un insieme di essi, arrivando a conclusioni che non erano nelle intenzioni dall’autore.
    La grande fotografia è eloquente, è incisiva; comunica un messaggio con immediatezza e senza lasciare spazio ad intepretazioni personali.

    In questa immagine ci sono tanti stimoli, ottima grafica, ma manca un messaggio chiaro. In essa ciascuno può vedere quello che vuole; Ma ogni idea è ad uno stato embrionale, non conclusivo.
    A mio avviso, ovviamente!

  12. Roberto Depratti scrive:

    FRAMMENTI ….di arte, quindi lo stendardo che si sposa perfettamente con parte del volto di donna intento quasi a sbirciare che parimenti con la sua “Verticalità” (passatemi il termine) va ad incontrare le linee architettoniche (anche esse sfruttano in particolare lo sviluppo verticale) in una serie di ombre che vanno dai grigi, più o meno marcati, ai neri.
    Ringrazio nuovamente per i validi interventi, ai quali aggiungo queste considerazioni personali che hanno portato a finalizzare lo scatto.

  13. Fabrizio P. scrive:

    Sono completamente d’accordo con l’ultimo commento di Tutolo che sintetizza molto bene il senso del Fotografare e dell’Immagine. Credo ,anche leggendo l’ultimo commento di Roberto,che l’autore sia stato attirato dalla “fotografia” di quel volto preso da un dipinto (quindi foto su foto riprodotta da un dipinto) e poi abbia visto l’estetica nella verticalita’…non ho trovato una spiegazione inerente a dove l’autore abbia ritenuto di vederci architettura e arte in qualche similitudine tra i due soggetti…di conseguenza credo che la prefazione sia stata considerata dopo, come lo si puo’ fare nel mettere per forza un titolo,cercando di impreziosirla e invece secondo me l’ha penalizzata.Ciao
    Fabrizio P.

  14. Maurizio Tieghi scrive:

    @Antonino
    “La fotografia decontestualizza, astrae, muta i significati, interpreta la realtà”.

    Album di famiglia, carte d’identità, passaporti, album delle figurine, lapidi, il ragionier De Santis a Parigi, manifesti elettorali, Padre Pio, la terza B, il poster della rock star, campioni del mondo, la prima comunione, vuoi tu …, ecc. ecc. Anche in fotografia non esistono assolutismi. Se fosse sempre vero quello che scrivi come si potrebbe allora organizzare “Passione Italia”? Oppure anche questa operazione Fiaf finirà per mutarne il profondo significato?

  15. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio
    “Anche in fotografia non esistono assolutismi. Se fosse sempre vero quello che scrivi come si potrebbe allora organizzare “Passione Italia”?”

    Mai affermato che esistono assolutismi.
    In quasi ogni mio post riaffermo che esistono tante fotografie diverse, ma che alcuni pensano che la fotografia sia una sola: quella di documentazione, quella che, possibilmente ana-logica, rappresenta il reale e ne conserva l’impronta, l’orma oggettiva.
    Questa, si, è un’affermazione assolutistica che nega ogni altro genere fotografico, compreso quello artistico, e la soggettivazione fotografica.
    Ma di qualunque genere fotografico si parli, “la grande fotografia è eloquente, è incisiva; comunica un messaggio con immediatezza e senza lasciare spazio ad intepretazioni personali” (del lettore).
    In questo consiste il lavoro del fotografo che abbia personalità fotografica, idee, originalità.
    Tutti gli altri si copiano tra loro, ed insieme copiano il passato; in un rigurgito che si ripropone e si propaga ad libitum, sempre come fosse nuovo; ed invece è sempre più incoerente e sempre più lontano dai significati e dalla creatività originaria.

  16. Roberto Depratti scrive:

    Grazie nuovamente a tutti gli intervenuti …..

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