FLEUR DE VIE – I ritratti floreali di Bruno Ripoche di Paola Riccardi

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 Le immagini di Bruno Ripoche colpiscono per la loro sensualità, per la capacità di avvolgere lo spettatore in delicate e coloratissime volute floreali che con un gioco raffinato di luce e dei close-up molto ravvicinati, diventano luoghi magici di natura.

Bruno Ripoche nasce in Francia nel ’63.  Studia legge ma sceglie ben presto di diventare fotoreporter freelance su temi legati a guerra e attualità internazionale. Negli anni cambia completamente genere rivolgendosi alla fotografia di moda, di cui oggi è un rinomato esponente. Qualche anno fa la sua ricerca, perennemente tesa al bello, si incanala verso l’osservazione della natura e l’autore inizia uno studio sui fiori, ritratti come emblema della bellezza e della caducità del mondo naturale. La sua immagine fotografica è nitida, vibrante. Il fiore è colto nella propria natura di delicata fragilità ma esprime al contempo potenza, purezza e perfezione delle forme. Gioielli creati dalla natura e regalati all’uomo, che l’artista coglie con disarmante verità e completezza lasciando allo spettatore la libertà di proiettarvi sentimenti, emozioni, stupore, meraviglia fino a comporre nuovi scenari tratti dalla propria immaginazione. 

Nel ritrarre la bellezza naturale declinata nelle sembianze di fiori di ogni specie e colore, Ripoche è alla ricerca di quell’attimo di massimo splendore prima che il fiore, come natura governa, non decada. Una tecnica basata su scatti effettuati da molto vicino mostra con ricchezza di dettagli la varietà delle forme, la trasparenza dei colori, la luminosità e la leggerezza della materia. E i fiori arrivano ad assomigliare a qualcos’altro, potendovi ognuno rintracciare forme familiari o della propria fantasia in un’infinità di rimandi visivi e attraverso un gioco sottile di antropomorfizzazione delle forme naturali. La serialità delle riprese suggerisce e facilita i confronti tra forme, cromie e consistenze.

Un indovinatissimo allestimento in light box, abituale scenario nella piccola preziosa galleria di Piergiuseppe Moroni a Milano – idealmente ispirata alla 291 Gallery di Stieglitz a New York – mostra il lavoro di Ripoche nella sua forma migliore, sfruttando il suggestivo effetto della retroilluminazione.

 In mostra fino al 30 marzo 2011

7,24×0.26 Gallery di Pier Giuseppe Moroni

Via S. Pietro all’Orto, 26, Milano.

© Paola Riccardi, novembre 2010.

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Comments (1)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Sono immagini che denotano un gusto artistico notevole, una grande sensibilità d’animo ed una notevole raffinatezza estetica.

    La composizione si adegua al soggetto in modo gradevolmente istintivo; talvolta con la creazione di triangoli virtuali, altre col contrappunto delle linee e dei toni.

    Le trasparenze rendono evanescente la materia richiamando il moto armonico, fascinoso e sensuale di una danzatrice araba.
    Splendide.
    Complimenti all’autore.

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