Mangoni Paolo – Gussola (CR) – Le fatiche della vita

La fotografia, scattata con una semplice compatta in stazione a Milano Rogoredo, cerca di esprimere un concetto forte della nostra esistenza.
Due persone anziane salgono a fatica i gradini della “strada della vita”, reggendosi l’un con l’altro. La strada della vita è rappresentata da una salita, al cui termine una figura evanescente (spirito, Dio?) attende pazientemente gli ospiti, senza aiutarli.
Il forte bagliore di luce al termine della strada vuole rappresentare il paradiso.

344 Paolo Mangoni La strada della vita

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Comments (8)

 

  1. Marco Furio Perini scrive:

    Che aggiungere? Ha già detto tutto l’about aggiunto… :-(
    Ciao!

  2. franca catellani scrive:

    ahahhahaha Marco che faccina triste !!!! certo se questo è il pensiero dell’autore prima di scattare ? e quindi ha espresso e reso il suo pensiero fotografico .

    Oppure il pensiero gli è balenato ,dopo averla visionata ?-
    , succede ad ognuno di noi, quando senza tracce o scritti dell’autore .Quello che vediamo a monitor lo interpretiamo con un pensiero letterario -poetico – filosofico – comunque a me piace -tecnicamente non mi sembra carente è ben composta , le due figurine evanescenti , si tengono strette al braccio l’uno all’altro per un comune destino – si allontanano diventando sempre meno oggettive un po spiritelle ciao

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Anche a me la foto non dispiace affatto, solo che non saprei più cosa scrivere dopo aver letto la nota di accompagnamento…
    Ovviamente il mio voleva solo essere un consiglio (personale) all’autore di non presentare le proprie foto “spiegando” così dettagliatamente i propri intenti, sennò si disperde in parte il piacere (o almeno lo stimolo) di interpretarle, cercando di avvicinarsi il più possibile proprio a quella che era l’idea, lo spunto originario dello scatto. Un buon titolo credo che sia più che sufficiente nella maggior parte dei casi. Ciao! :-) (il sorriso è sia per l’autore che per Franca)

  4. Paolo Mangoni scrive:

    Grazie Marco ne terrò conto per i prossimi… Tra l’altro ne ho una in serbo davvero difficile da interpretare, che deriva da una concezione psicologica! Vedremo, non scriverò nulla…magari aggiungo la mia descrizione in coda ai vostri commenti..
    Franca, questa foto è ragionata prima dello scatto. Vado sempre in giro con la compattina in caso di colpi di fulmine, e questo è proprio un colpo di fulmine che mi è balenato in testa mentre stavo appollaiato al muro per aspettare il treno.

  5. franca catellani scrive:

    Bravissimo 1 sei un autore che porta in serbo prima il pensiero fotografico e poi il dito sul bottoncino – prima vedi ,dentro ,e non è poco !! complimenti (la faccina non riesco a farla ma anche la mia ha il sorriso )ciao

  6. Gioacchino Castellani scrive:

    Dalla fotografia non si notano le “due persone anziane che salgono a fatica i gradini …”, anzi i gradini mi sembrano abbastanza piccoli e le due figure forse tanto anziane non sono. Mi domando il perchè di questi commenti. Ansel Adams diceva che una buona fotografia non ha bisogno di alcun titolo, se è veramente valida essa parla da sola.

  7. Loris Sartini scrive:

    La discussione relativa all’opportunità di assignare un titolo alle fotografie credo sia infinita ed impossibile da risolvere, ogni partito ha torto e ragione al tempo stesso.
    E poi in fondo anche Adams dava un titolo alle sue! ;-)
    Ciao, Loris

  8. Gioacchino Castellani scrive:

    Adams dava i titoli ma riguardavano solo il nome delle cose o le località, insieme all’anno in cui erano state fatte.

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