Ortolan Thomas – Casale sul Sile (TV) – Cercandosi

Questa immagine fa parte di un portfolio completo, che tratta il tema della ricerca di se stessi in vari modi.

353 Ortolani Thomas cercandosi

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Comments (16)

 

  1. interessanteche uno cercho sè stesso all’ikea…
    Sarò limitata ma nn riesco a cogliere il nesso in quest0immagine, almeno ad una prima occhiata.
    Qualcuno mi aiuta ad illuminarmi?

  2. Marco Furio Perini scrive:

    Neppure io riesco ad interpretarla (soprattutto per la presenza della foto che innaffia…), devo ammettere però che mi attrae e mi incuriosisce non poco. In mancanza di più approfondite letture, me la gusto come immagine spiritosa, ironica e persino un po’ inquietante. Ciao!

  3. franca catellani scrive:

    le interpretazioni possono essere tante !e mi diverte trovarne una , se comincio dal quadro con la sposa che innaffia se stessa ripiegata nella borsa dell’ikea , la testa ormai l’ha persa proprio nella borsa , sappiamo che tutte le giovani coppie arredano la casa con mobili dell’ikea . potrebbe essere una immagine commissionata e quindi è uno sponsor Tutto cio’ che cerchi o ti serve lo trovi all’ikea .. Insomma tutto si puo’ dire di questa immagine , ma sopratutto che l’autore è un bravo artista che usa la macchina fotografica per divertirsi . ma non è una foto scontata bravo

  4. Thomas Ortolan scrive:

    Buongiorno a tutti,
    sapevo a priori che questa immagine avrebbe destato qualche domanda. La foto fa parte di un portfolio che si intitola “Cercandosi” e che si compone di 7 fotografie da vedere in una determinata sequenza. E’ la ricerca di una ragazza che ha perso la sua identità, e che spera di ritrovarla in diversi modi, nelle notizie quotidiane, nel consumismo, nella scelta del ruolo da interpretare nella vita fino a riconciliarsi con se stessa… Questa in soldoni la trama che lega l’intero portfolio, in questa immagine, c’è lei “immersa” nel consumismo, nel commercio che le fa perdere il contatto con la vera parte di se stessa (foto nel quadro). Il suo io interiore, cerca di richiamarla bagnandola (solitamente quando si vuol dare un brusco risveglio a una persona le si getta dell’acqua addosso), essendo l’acqua un elemento che non va d’accordo con la carta, anzi tende a sciogliere la carta, questo è anche segno di voler sgretolare alcune abitudini che in certe persone andrebbero tenute a freno. Questo il messaggio che ho voluto celare dietro a questa immagine, e non a caso, sul muro di sfondo c’è un boschetto (segno di smarrimento), la borsa è volutamente dell’ikea (segno del consumismo) insomma ho cercato di “studiare” e curare i vari dettagli affinchè potesso aiutare a leggere l’immagine. Probabilmente nel mio approccio a questo genere di immagini c’è ancora qualcosa da migliorare ed è proprio per questo che posto quì le mie immagini. Vi ringrazio, attendo nuove indicazioni, Thomas Ortolan

  5. Marco Furio Perini scrive:

    Sai un abbozzo di interpretazione che avevo inteso io? Visto l’ambiente completamente spoglio, viso il sacchetto dell’ Ikea, mi sono immaginato che la donna, sconfortata da tutto il lavoro impervio e da tutte le spese che le toccherà fare per metter sù casa, nella sua immaginazione vorrebbe che bastasse una bella innaffiata ai primi acquisti per farli crescere e moltiplicare fino a raggiungere il completo arredamento necessario… :-) Ciao

  6. pieropuntoni scrive:

    Subito ho pensato ad una “rinascita” del protagonista come quando, annaffiando una piantina, inaridita che si piega su sè stessa, le diamo un ritrovato vigore. Forse la donna, rialzandosi potrebbe tornare a rivedere il mondo in modo più confortante e, speriamo, più… libero dai consumi. (magari pensando a risistemare l’intonaco rovinato :-) ) )

  7. dunque tu parli di una donna che perde la sua identità….ma se è vestita da sposa ce l ha ben chiara la sua identità…prossima moglie!!!
    Nelle altre immagini è vestita da sposa?
    poi, x svegliare qualcuno ci si serve dell’acqua certo ma con un energico lancio da un secchio solitamenyte e non cona delicata piogerellina.
    piccoli appunti ora che ho capito meglio l’immagine

  8. Thomas Ortolan scrive:

    Ciao Donatella,
    forse lei da quel destino pre-configurato che tutti si aspettano le va stretto, forse vuole scappare da questa realtà che per noi è normale.. Il discorso del secchio che tu citi, mi puoi stare bene, ma per come è costruita l’immagine non sarebbe stato facile integrarla… Tuttavia mi fanno piacere queste osservazioni la prossima volta starò più attento a questi dettagli e cercherò di migliorare le immagini.
    Grazie ancora, Thomas

  9. Sai con la spiegazione del lettore uno guarda l’immagine e dice ” ah ecco…” ma un immagine dovrebbe essere chiara e diretta senza tante spiegazioni o cmq sia ragionandoci brevemente su d part del lettore.
    da qualche parte hai postato le altre???

  10. Thomas Ortolan scrive:

    Ciao Donatella, sì le altre le puoi trovare nel mio sito al seguente indirizzo:

    http://www.thomasortolan.it

    poi vai su portfoli e infine selezioni “Cercandosi”…

    Grazie, Thomas

  11. ciao, ho visto.
    Nell insieme mi pioace già di + , butta motlo sul concettual-fantasioso a è stimolante.
    mancherebbe solo il passaggio del perchp lei nell ultima immagine decide di riavvicinarsi al suo io.
    cioè manca il trait d’union fra la spersonalizzazione dell uomo d oggi su cui siamo tutti d accordo ed il perchè un uomo decide di riappropriarsi di se stesso.
    Non so se son stat spiegat !?

  12. Gianluca Donati scrive:

    Tecnicamente la foto è ben realizzata, ma il significato simbolico mi sembra troppo “ermetico”. Ritengo (opinione personale) che quando si desidera “comunicare qualcosa” attraverso l’arte della fotografia, sarebbe preferibile farlo in modo più semplice e immediato. L’acqua gettata per “risvegliare” l’io, la carta che si sgretola al contatto con l’acqua…tutto corretto, ma (a mio modesto parere), troppo “arzigogolato”. Occorre anche dire che estrapolare un’immagine da un portfolio, non è consigliabile. Visionando l’intero portfolio (http://www.thomasortolan.it), il “significato complessivo” diventa infatti comprensibile. In conclusione: apprezzo l’immagine, ma solo se “parte” del portfolio e consiglio (critica costruttiva) un po’ più di semplificazione nel simbolismo. Detto ciò, la tecnica, l’estetica, lo sperimentalismo e l’impegno dimostrato nel cercare di comunicare qualcosa di profondo merita un sincero elogio. Complimenti all’autore.
    Gianluca Donati.

  13. giovanni firmani scrive:

    Mi piace abbastanza. SIa le spiegazioni dell’autore che la visione del porfolio non me la rendono più interessante (anzi!). Mi piace l’idea fantasiosa e vagamente surreale di questa immagine. Volerle attribuire un significato per forza trovo che faccia perdere forza e freschezza all’immagine che, qui proposta da sola, va letta come foto singola che si esaurisce all’interno di se stessa. Non bisogna essere concettuali per forza, benché iscritti FIAF :-) (né antipatici per forza come certi commenti ci fanno immaginare i loro acidi autori)

  14. Gianluca Donati scrive:

    Nessuno vuole “attribuirle un significato per forza”, ma le intenzioni dell’autore erano quelle (lo ha spiegato l’autore stesso) ed è evidente: l’acqua, la busta di carta e tutto il resto, non possono essere buttati li a caso per ottenere un “facile effetto”. Questa immagine contiene molti simboli che uniti devono portare ad un significato preciso, niente può essere lasciato al caso e da questo punto di vista l’immagine è corretta, ma ho delle perplessità sulla “leggibilità”. Dissento sul fatto che l’immagine in questione “vada letta come foto singola che si esaurisce all’interno di se stessa”. Se l’autore l’ha pensata e realizzata come parte di un portfolio, estrapolata da questo, rischia di perdere di senso. Un portfolio è una “sequenza di foto” che insieme portano avanti una storia, un discorso o un concetto che rimangono decifrabili solo se letti come “insieme”. È come se da un film si estraesse un pezzo centrale, tagliando l’inizio e la fine, il significato del film resterebbe comprensibile? No! Un portfolio non è un film, ma è comunque cosa diversa da una foto singola. Questo è un fatto inconfutabile.

  15. Non sono un amante dei fotomontaggi né delle texture, ma questo è davvero un bello scatto. Trovo che un pò di ermetismo alleni lo sguardo e il ragionamento di chi osserva, d’altronde non siamo più nel rinascimento dove nell’arte contava solo essere tecnicamente perfetti; al giorno d’oggi non si tratta più di eseguire un semplice esercizio tecnico, ma di offrire dei concetti, nel caso in cui questi siano incomprensibili o sgradevoli, beh l’autore accetterà di buon grado le critiche, ma non è certo tenuto a osservare delle norme nell’atto di creare un prodotto artistico. Tra l’altro spesso un’opera d’arte contemporanea ha bisogno di un supporto teorico, di una spiegazione o di una contestualizzazione, come è avvenuto in questo caso.

  16. Thomas Ortolan scrive:

    Buongiorno Alessio,
    mi rispecchio un pò nel suo ragionamento, e aggiungo queste due considerazioni:

    - mi sono trovato spesso difronte a fotografie di paesaggio, in cui c’è una roccia in primo piano e il mare mosso all’orizzonte con dei cieli spesso innaturali ma bellissimi. Niente in contrario a questo genere di immagini, anzi mi piacciono molto e probabilmente vendono anche, però cosa c’è dell’autore in quegli scatti? Spesso io non ci trovo niente e anzi, prese diverse fotografie di diversi autori le vedo molto simili. Con ciò intendo dire che la ricerca di un’espressione è difficile spesso in ambito fotografico, dove bisogna raggiungere un sottile equilibro, fra messaggio, oggetti utilizzati, composizione e gioco di luci, per poter concentrare l’attenzione sul soggetto e sul messaggio stesso. Probabilmente nel mio caso ho cercato un qualcosa che non sono riuscito a esprimere al 100% e non mi voglio nemmeno nascondere dietro l’affermazione che molto spesso sento “la volevo così”, l’ho sottoposta al forum appositamente per capire ciò che la gente riusciva a vedere in questa immagine; per imparare e per trovare quell’equilibrio di cui parlavo prima. Credo che questa
    sorta di esercizio sia decisamente la più difficoltosa ed è a mio avviso un qualcosa che può avvicinare un
    tecnico ad una forma d’arte.

    - L’ermetismo che si menzionava poc’anzi a mio avviso va bene, non bisogna però abusarne rischiando
    di arricciarsi su se stessi, in questo modo il fruitore dell’immagine seppur sforzandosi non sarà in grado di comprendere l’opera. La stessa considerazione la estenderei ai tecnicismi, essere troppo perfetti tecnicamente a mio avviso non ripaga, poiché molto spesso le persone che vedranno l’immagine non riusciranno ad apprezzare questi tecnicismi, ma salteranno all’occhio solo a un tecnico altrettanto perfetto; restando così relegati in secondo piano. Mi preme sottolineare che credo fermamente nella perfezione tecnica, ma non la esaspererei e non ne faccio un punto d’arrivo, anzi, casomai la vedrei come punto di partenza, avere il pieno dei propri strumenti è difficile ma da completa consapevolezza del potenziale celato nello strumento.

    Ringrazio tutti per il passaggio, e questo modo di confrontarsi dev’essere (e su questo forum mi sembra sia così) possibilità di crescita, per l’autore che viene commento e per chi commenta che magari può sentire una voce fuori dal coro. Nuovamente grazie,
    Thomas

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