Donati Gianluca – Livorno – Donne

Un giorno, stirando davanti alla televisione.

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Comments (14)

 

  1. Loris Sartini scrive:

    Dici che la signorina nel monitor non ha mai stirato una camicia in vita sua?
    E una foto da maschietti, una provocazione che le signore del blog non hanno colto forse proprio perchè l’hanno sentita troppo leggera.
    Comunque, a me piace, più per la forma che per i contenuti.
    Loris

  2. franca catellani scrive:

    Questa invece è una bella fotografia il parere mio s’intende !!! è colma di messaggi e contenuti ,la donna che accudisce alla sua famiglia ,che si prodiga allo stiro affinche il suo lui esca orgoglioso e dignitoso . Dove sta il messaggio della frustrazione ?donna ? è che dopo avergli stirato la camicia ,lui non te la guarda nemmeno ,non ti ringrazia nemmeno -perchè? perchè la velina è li davanti ,sorridente ,niente sudore , niente rughe ,sempre ben pettinata è lo slogan vuoi un futuro ? vieni a fare la velina !!!!! è una immagine del quotidiano in casa da milioni di famiglie e rispecchia la contemporaneità dei comportamenti e delle scelte di vita !
    L’immagine è scattata da un fotoamatore maschio e osservando meglio gli oggetti nello spazio del rettangolo hanno un’ equa distribuzione , mi fanno ulteriormente riflettere sul messaggio ,da farmi ribaltare il concetto e < IO(soggetto che stira )guardo la TV e mi interrogo , mi son persa qualcosa ????? basta perchè su questa fotografia ne avrei tante ancora ma non posso occupare il blog da sola

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    ai messaggi preferisco i massaggi, anche in fotografia. Bella e perfetta immagine in ogni suo singolo pixel. Complimenti all’autore.

  4. Gianluca Donati scrive:

    Rispondendo a Loris.
    L’immagine non intende contrapporre la donna “giusta” (la casalinga, “angelo del focolare”) con la donna sbagliata (la “velina”). Entrambe le donne – per motivi opposti – vengono “usate” o quantomeno considerate per quel che fanno e non per “quel che sono”. Se noti bene, alla velina che appare in tv gli ho tagliato la testa fuori dall’inquadratura. Con ciò non intendevo dire ch’ella “è senza cervello”, ma che nella società di oggi (e soprattutto nella televisione) la gente (soprattutto le donne) non vengono prese in considerazione per qualità come, intelligenza, cultura, sentimenti, ma solo per la loro avvenenza. Non interessa a nessuno se quella ragazza ha un’anima, interessa solo se è bella, giovane e magari “disponibile”. Dall’altra parte c’è un’altra donna che vive in modo opposto: è una casalinga e sta stirando una camicia da uomo (del marito?) ma come ha detto Franca Catellani, l’uomo in questione non dice “grazie”, per lui è scontato che quello sia il dovere della moglie. Un immagine pessimistica? Si lo è! Ma “leggera”, come la definisci tu, onestamente non mi sembra proprio!

  5. Loris Sartini scrive:

    Ahi , non volevo mi essere offensivo.
    I blog sono una gran risorsa ma purtroppo farsi capire non è facile.
    Ho definito leggera la tua immagine in quanto portatrice, a mio modo di vedere, di messaggi estetici.
    Tutto qui.
    Spero di non aver aggiunto confusione.
    Loris

  6. Gianluca Donati scrive:

    Tranquillo, non sei stato offensivo. Non voglio commenti “accondiscendenti”, ma sinceri, purché educati e tu sei stato educato. Non capisco cosa intendi per “messaggi estetici”, generalmente nelle mie foto cerco sempre di metterci sia estetica che contenuto (non è sempre facile) e questa immagine – al di là dell’aspetto tecnico/estetico – penso contenga anche “messaggi etici”. Non trovi?

  7. Loris Sartini scrive:

    Bene Gianluca, sottolineo come sempre che il mio è un parere personale che vale in quanto tale.
    Ho definito estetici i messaggi contenuti nello scatto perchè troppo evidenti, mi spiego meglio, le intenzioni le intuisco ma il risultato dell’approfondimento creativo rimane ad una profondità inferiore da quelle che possono immaginare siano state le tue intenzioni.
    Spero di essermi spiegato.
    Loris

  8. Gianluca Donati scrive:

    Si, ti sei spiegato. Ciò di cui parli è dovuto probabilmente allo stile “grafico-pubblicitario” che io ho scelto per questa immagine allo scopo di ottenere una comprensione il più possibile immediata. Come ho detto intervenendo sull’ottima foto di Ortolan Thomas (Casale sul Sile (TV) – Cercandosi) ritengo che quando si desidera “comunicare qualcosa” attraverso l’arte della fotografia, sarebbe preferibile farlo nel modo più semplice e immediato possibile. Ma ovviamente anche questo è un mio parere personale che può essere completamente sbagliato o forse in questa immagine non ci sono riuscito come avrei voluto. Ti ringrazio per i tuoi interventi, le tue opinioni mi interessano molto e le considero preziose.
    Gianluca.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    La fotografia pubblicitaria dev’essere interpretata con immediatezza e senza usare più di tanto il cervello; in modo influenzare facilmente la grande massa.
    Si tratta di veri e propri messaggi subliminari, che oltrepassano il conscio e si scaricano con tutta la loro forza sull’inconscio, maschile, femminile, ecc..
    Colpiscono nelle debolezze, nei traumi, nell’insicurezza che ogni individuo ha.
    Questa è un’immagine fin troppo semplice. Può avere due letture. Immagino due finestre: dalla prima: “tu lavori ed io ballo. Arrivo più lontano io, e senza fatica. Mi pagano migliaia di euro, mentre tu dipendi da tuo marito”
    La seconda: “Sempre chiusa in questa casa a lavorare, mentre quella balla. Quasi quasi la invidio!”

    Il fattore comune è la schiavitù femminile.

  10. Gianluca Donati scrive:

    Si, hai ragione la pubblicità agisce attraverso “messaggi subliminari” che agiscano sulla parte irrazionale della nostra mente e non su quella razionale, in effetti mi sono spiegato male, rettifico: intendevo dire che mi sono ispirato all’estetica e all’immediatezza della pubblicità e ho tentato di adattarla ad un diverso linguaggio, quello simbolico – artistico. Quello che cercavo, era un’immediatezza nella comprensione del significato logico dell’immagine, non un’immediatezza emotiva, in quanto “colpire nelle debolezze, nei traumi, nell’insicurezza che ogni individuo ha” è qualcosa che non potrei mai fare, perché lo considero immorale. Io in realtà detesto la pubblicità, criticare la TV e la pubblicità con un’estetica pubblicitaria ma facendo usare il cervello, e giungere appunto ad una riflessione “sul fattore comune che è la schiavitù femminile” era una provocazione voluta. Ovviamente può essere che il mio esperimento non abbia funzionato.
    Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti con i loro commenti sulla mia immagine, sia nei giudizi elogiativi, che in quelli, preziosissimi, nei quali si è voluto indicarne possibili errori, difetti o limiti.

  11. Gioacchino Castellani scrive:

    Strano come qualcuno in certi casi non vuole essere offensivo ed in altri sia poi così sarcastico. Forse dipende dal sesso?

  12. Gianluca Donati scrive:

    Avevo deciso di non intervenire più sul blog, ma continuo a seguirlo e sono rimasto sorpreso….
    Un intervento sulla mia foto dopo un mese?????? Mi sembra un po’ tardi! Come mai ho la vaga sensazione che l’intervento in questione sia solo un pretesto?
    A chi e cosa ti riferisci quando affermi: “in certi casi non vuole essere offensivo ed in altri sia poi così sarcastico”? Sarebbe più corretto parlare in modo chiaro e non per rebus…

  13. Gioacchino Castellani scrive:

    non mi riferivo certo a te. Ma a quel signore che versa acidità sui commenti altrui.

  14. Gianluca Donati scrive:

    Capito, grazie della precisazione.

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