Pizzolorusso Fabrizio – Verano Brianza (MI) – Paesaggio urbano

364 Pizzolorusso Fabrizio paesaggio urbano

Un luogo dal grande fascino per me, tra sensazioni varie come e’ vario la popolazione che lo abita per un brevissimo,e per alcuni lungo, tempo,per il gioco di luci in quello spazio immenso, il tutto scandito inesorabilmente e in maniera tangibile dal tempo…”La stazione” di Milano.

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Comments (12)

 

  1. wowowow!
    questo scatto sicuramente verrebbe apprezzato molto di + stampato in grande che so un metro x quanto viene.
    Bellissimo contrasto, poetica la scena con solo due persona di sfuggita e la luce…che fa l’immagine in questo caso…
    Milano..ma avrei detto New york
    Bravo bravissimo
    p.s. dato che siamo nell’era del ritocco per puro gusto estetico io toglierei quel cartello di diveto di sosta, non è che disturba + di tanto, ma spoetizza

  2. Enrico Maddalena scrive:

    L’immagine esalta la maestosità dell’ambiente. Oltre la colonna classicheggiante, la città con i palazzi ed il traffico in una atmosfera mattutina, quasi nebbiosa. Le due figure raccontano la vita, il passaggio. L’orologio marca il tempo che scorre.
    Quella che viene descritta è un’atmosfera serena di una giornata che inizia.

  3. pieropuntoni scrive:

    C’è un orologio, c’è un tempo che scorre… perfino la lunga sequenza delle finestre, delimitata dalla verticalità della scura colonna, sembra scivolare verso il basso. Un piacevole movimento ipnotico che si interrompe con il passaggio del soggetto in basso per poi tornare verso l’alto e nuovamente re-precipitare giù e così… all’infinito.
    Bella immagine, bella sensazione. Complimenti!

  4. Gianluca Donati scrive:

    Immagine bellissima, forse perfetta, inquadratura, taglio, luce, scelta del bianco e nero. Stranamente il cartello di cui parla Donatella non mi spoetizza perché trovo che faccia parte anche quello del contesto urbano che la foto descrive (essendo un perfezionista, sono preoccupato: ho trovato chi è più perfezionista di me?). La luce è leggera (è una bella giornata), credo voglia trasmettere un senso di “quiete”, ma stranamente a me trasmette un senso di inquietudine, non nel senso che l’immagine non mi piaccia, ma nel senso che mi piace moltissimo nel senso opposto: “modernità alienante” tipo “Tempi moderni” di Chaplin. Non so se queste fossero le intenzioni dell’autore, penso di no. Ciò non cambia però il mio giudizio sulla foto. Complimenti!

  5. franca catellani scrive:

    Incredibile come un taglio ad una immagine esalti e amplifichi lo spazio , taglio verticale ,ti porta dentro ad una lettura profonda , è uno scatto metafisico ,linee rigorose parallelamente verticali a sottolineare la maestosa struttura architettonica -Pur maestosa ,la colonna sembra sospesa ,leggera , l’occhio spazia oltre al portico ,e vede la luce su architettura soffusa leggera non ingombrante ,ma prima ancora, ti fermi a guardare l’orologio ,ti segnala che sono le otto e sedici ,l’orologio ti riporta alla realtà del quotidiano

  6. franca catellani scrive:

    scusate mi è partito il post complimenti all’autore, uno scatto da maestro

  7. Gianluca Donati scrive:

    “…ti fermi a guardare l’orologio, ti segnala che sono le otto e sedici, l’orologio ti riporta alla realtà del quotidiano.”

    L’orologio scandisce il tempo, o lo impone prepotentemente ricordandoci i nostri doveri? Quell’enorme spazio vuoto, da un senso di libertà o di solitudine? Le persone che camminano sono passanti o robot che ripetano la loro solita routine all’infinito? Questo intendevo con “Tempi moderni” di Chaplin.

  8. Fabrizio P. scrive:

    Lusingato dei commenti ringrazio tutti.
    Fabrizio P.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Una foto compositivamente quasi perfetta (leggera inclinazione verso sinistra).
    Le superfici dei toni bassi ed alti si contrastano e si equilibrano, come su una bilancia.
    La fascia chiara tra la colonna ed il muro ed il passaggio luminoso in cui transita l’uomo aprono l’oscurità tenebrosa dei tre lati: alto, destro e basso.
    L’orologio rompe la luce esterna (attenuando la fuga dello sguardo verso le alte luci) e le geometrie lineari; equilibra con la sua apparente leggerezza la pesantezza delle masse dei grandi prismi.
    L’atmosfera è tenebrosa, fredda. Figure anonime attraversano, come ombre, l’enorme spazio chiuso ed incombente.
    Le figure umane sono minime, insignificanti, anonime, impersonali; sono ombre in transito in una realtà che le sovrasta per dimensioni e freddezza (anime morte di Gogol).

    L’orologio indica che mancano poco più di due ore all’appuntamento tragico alla stazione di Bologna.
    Purtroppo i ricordi personali condizionano la lettura.

  10. Antonino Tutolo scrive:

    Dimenticavo di complimentarmi con l’autore.

  11. Dovrei alzarmi e verificare la citazione, ma l’ora è quella di una lunga giornata. E sia. Buona buona. Atmosfera da fotografo e non da muratore, il quale non manca mai di livelle per controllare i “fori” cadenti di foscoliana memoria.
    Saluti

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Michele
    “Dovrei alzarmi e verificare la citazione”

    Fidati!

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