Rondi Fiorenzo – Alzano Lombardo (BG) – Paesaggio

365 Rondi Fiorenzo paesaggio

Un edificio abbandonato e la scia di una barca che se ne va…….

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Comments (39)

 

  1. bel paesaggio.
    riporta un pò alla mente gli allagamenti del eneto di questo autunno.
    Avrei aumentato un pò il contrasto

  2. Gianluca Donati scrive:

    Sei sicura che il monitor sia calibrato bene? Guarda che il contrasto è perfetto (ho un portatile Asus e calibrato da poco).

  3. si anche io la vede contrastata ,a giusto xkè sono perfzionista giusto un attimino + bianchi i chiari e idem x i neri.
    ma giusto x rompere eh!

  4. Gianluca Donati scrive:

    Avevo ragione a dire che sei una perfezionista! Bene così, continua a “rompere”…magari rompiamo in due…

  5. franca catellani scrive:

    Una immagine che documenta una inondazione della campagna , un fenomeno naturale ,l’acqua esce dai corsi d’acqua dal suo bacino , allaga e devasta ,
    In questa precisa immagine per fortuna è un rudere ad essere inondato , isolato e sommerso parzialmente sembra sospeso e irreale , lo specchio d’acqua riflette lo scheletro delle mura . , mi piace in b/n
    Il contrasto è sufficiente per drammatizzare il rudere , un contrasto forte “forse “ porterebbe troppa sopraesposizione all’acqua , una parte già fortemente illuminata .

  6. Maurizio Bocchi scrive:

    Il B&W a me piace.Potendolo fare avrei eliminato quella piccola porzione di terra che spunta a dx,isolando così ulteriormente l’edificio abbandonato.
    La località dello scatto?
    Ciao.

  7. Gianluca Donati scrive:

    Come già detto l’esposizione è a mio avviso corretta. Sono d’accordo con Franca che contrastandola di più rischierebbe di sovraesporre le parti chiare, come ad esempio l’acqua, che sono già al limite, mentre le pari scure perderebbero un po’ di dettaglio.

  8. beh…ci sono anche le maschere….con la maschera si seleziona cosa lavorare e cosa proteggere….cosi non si rischia di sovresporre niente

  9. fiorenzo rondi scrive:

    Salve a tutti.
    Lo scatto è stato fatto dal traghetto poco prima di arrivare a Burano. Niente inondazioni. E’ la laguna.
    Per quanto riguarda l’esposizione, quando converto le foto in BN, la prima cosa che faccio è tenere d’occhio l’istogramma.
    Questa vi assicuro che è a posto. Poi per + o- contrasto penso sia questione di gusti.
    Grazie per i graditi commenti.
    Ciao.
    Fiorenzo.

  10. Gianluca Donati scrive:

    beh…ci sono anche le maschere….con la maschera si seleziona cosa lavorare e cosa proteggere….cosi non si rischia di sovresporre niente

    Allora cambia il discorso: un conto è parlare genericamente di “aumento del contrasto” e di “bianchi più chiari e idem per i neri”, altro di agire in modo selettivo solo su alcune parti dell’immagine. Qui è ovvio può essere “questione di gusti” come detto da Fiorenzo o anche un modo per rendere la foto oggettivamente più interessante, ma si tratta allora di schiarire i toni “medio – alti” e lasciare inalterati quelli “alti”. Ad ogni modo l’immagine non ha molti “toni medi”, temo che schiarire quelli “medio – alti” e scurire quelli medio – bassi” rischi di comprimere eccessivamente la gamma tonale. Mi piacerebbe seriamente sapere in quali punti precisi modificheresti il contrasto.

  11. vabbeh il perfezionismo è bello ma dopo un pò stressa…!!!!
    cmq sia darei un attimino + di personalità al cielo ma a questo punto con la spatolina o come si chiama x scurire i mezzi toni e forse forse il riflesso del rudere

  12. FABRIZIO PIZZOLORUSSO scrive:

    Per me e’ bella cosi’, molto suggestiva, onirica. Bella il riflesso del rudere sull’acqua che accompagna la scia lasciata dalla barca, gli conferisce movimento ad una altrimenti visione statica.Complimenti
    Fabrizio P.

  13. Antonino Tutolo scrive:

    E’ una foto suggestiva, alla Michel Rajkovic.
    L’istogramma mostra una gamma completa di toni, senza eccessi nei bianchi; nonostanza si tratti di un controluce e la presenza prevalente di acqua ferma come olio, monocromatica e priva di dettagli, potrebbe far pensare diversamente.
    Saggio e prospettico l’andamento diagonale della linea d’ombra dell’isola, dell’onda che si approssima alla riva e della riva stessa che pare soggetta al riflusso di un’onda precedente.

    Personalmente avrei evitato la presenza della lingua di terra a destra; crea un riferimento concreto, che, a mio avviso, pone al limite al libero fantasticare verso l’orizzonte luminoso. Ovviamente è un punto di vista soggettivo.

    E’ un paesaggio suggestivo che genera riflessioni estatiche con un sottofondo di malinconia.
    Complimenti all’autore.

  14. Antonino Tutolo scrive:

    Preciso:
    “Personalmente avrei evitato la presenza della lingua di terra a destra, “poco sotto l’orizzonte”.

  15. Gianluca Donati scrive:

    Concordo. Anche per me sarebbe preferibile l’assenza della lingua di terra sulla destra, poco sotto l’orizzonte. Per il resto niente da dire, se non che è una bella foto, complimenti.

  16. Chissà se nel sogno c’è piccolo omino che con la patch conta la presenza dei fatidici ventuno scalini. Roba da far impallidire il Sistema Zonale e il suo sempiterno profeta, Ansel Adams. Qui c’è dell’emozione, e di questo mal si dice, preferendovi la conta dei pixel, l’istogramma, la conversione (sulla via di Damasco come San Paolo?) dei grigi, di chissà quale altra popolazione extragalattica. Personalmente la trova attraente e buona al punto giusto, da quel che un monitor dà. Il resto sono chiacchiere da Bar Sport.
    Saluti

  17. fiorenzo rondi scrive:

    Volevo solo aggiungere, che con questo scatto ho vinto il 1° premio, nella sezione tema libera stampe in BN, al concorso FIAF Verona 2010…..
    Grazie a tutti per i commenti.

    Fiorenzo.

  18. Maurizio Tieghi scrive:

    …. al concorso FIAF Verona 2010 ….
    Quest’ulteriore precisazione fornita dall’autore può modificare i commenti, variegati e quindi del tutto personali, che sono stati scritti prima? No. La fotografia rimane sempre la stessa con i suoi piccoli difetti ben segnalati, nel suo bel bianco & nero “ruffiano” che solitamente rende gli occhi lucidi ai giurati nostalgici.

  19. Mario scrive:

    Se non sapessi che anche tu sei un autore pluripremiato nei concorsi penserei che stai rosicando.
    Battute a parte, mi infastidisce molto leggere che il b&n sia ruffiano e adatto soltanto ai nostalgici.
    Mario

  20. Antonino Tutolo scrive:

    @Michele Annunziata
    “Il resto sono chiacchiere da Bar Sport.”

    Magari si parlasse di tecnica e di estetica fotografica nei bar dello sport nazionali!

  21. fiorenzo rondi scrive:

    @ Tieghi- Con quello che ho scritto non volevo vantarmi del risultato dello scatto, o cambiare la visone della foto. Solo che non si può fare 10 commenti su un file compresso e di bassa risoluzione se mascherare o meno alcune parti….
    Non è nel mio carattere vantarmi dei risultati nei concorsi……
    Fiorenzo.

  22. E, infatti, come nel Ventennio nei Bar Sport è proibito parlare, di politica “estetizzante”. Basta consumare, (tra)cannare; bere come la Milano della reclame. Tuttavia, se qualche arretramento culturale c’è, qualcuno dovrà, con la calma dei secoli si capisce, riuscire a svelare del perché non si parli più che di “estetica”, scivolosissimo terreno degno del lastricato dell’Inferno, già buono di buone intenzioni, almeno di composizione mettiamola così. L’immagine qui c’è. Un bel bianconero che se fosse più sfondato nelle alte luci (in quale busta di Ansel Adams la I la II o la III ?) e sgranato e ridotto a poltiglia per i necrofili del pixel e dell’alta risoluzione costi quel che costi, riuscirebbe a dire di meno? No. C’è uno sguardo. Un orizzonte temporale. C’è un emozione. Sinteticamente in un rettangolo bidimensionale diventato tridimensionale, anche per puro colpo di “reni”. Bisognerebbe mandare tanta gente all’asilo di infanzia prima di dire sciocchezze a man salva. Evidentemente per questi bambinelli mai diventati adulti, né la mai lo saranno, non hanno visto le stampe fotografiche all’argento. Di un epoca storica che metteva al bando la “scala dei grigi” per concentrarsi sull’essenziale della comunicazione che tirata per benino, diventa sublime e prende la parola Arte. Viceversa al passo odierno l’equivalente smooth, e la sua ideologia che di questo si tratta, e per un’altra volta. Dopotutto è una bestemmia semantica che fa saltare in aria lo Statuto di quello che ancora chiamiamo fotografia (in Era digitale dovremmo pensarci a darle un nuovo assetto societario, prima o poi). La fotografia non è nata, almeno, per fare della pittura a basso costo e con il minimo sforzo: ah, sir William H. Fox Talbot, sul lago di Como che errore. L’immagine latente, prima, è nata per essere multiplo veicolabile e con tutta l’infedeltà possibile del “reale” e di fregarsene della “bella pittura” spacciata per fotografia; questa per quella in un rimando senza fine. Ci sono e ci saranno sempre gli adoratori, idolatri, della mira ottica della risoluzione MTF del pixel che più è grande meglio è, vedi gli adepti del full frame. Di più quella schiatta di “dorsisti” con almeno ottanta megapixel, buoni chissà si augura, per fare discreti dieciquindici belli belli. E se queste falangi praticano onanismo infinito, altra e più matura umanità dovrà occuparsi di sollecitare, incoraggiare anzitutto in termini fotografici chi si distacca dall’insieme, anche dovuto al caso e fortuito “colpo di reni”. Si narra che il “collega” Pasqualino De Santis, direttore della fotografia del film di Luchino Visconti “Morte a Venezia”, si macerava del perché il blasé si negasse in sala proiezione per la visione dei giornalieri. Fino a quando un giorno, faccia a faccia, Visconti rimproverò De Santis dal fare un ottimo lavoro, aggiungendo che (ogni tanto) una sbavatura un “errore” dà il sale all’opera, che sia opera d’Arte a posteri l’ardua sentenza.
    Saluti

  23. Maurizio Tieghi scrive:

    @Fiorenzo
    non trovo particolarmente utile in un blog di fotografia il contraddittorio tra due commentatori, così come le inserzioni degli autori atte a validare le loro opere esposte, però a questo mio personale modo di pensare trovo assolutamente doverose ed auspicabili infinite eccezioni.
    la foto presente in un blog la si giudica su di un monitor, se uno invia una fotografia in bianco & nero è normale che alcuni commenti siano legati alla scala tonale che congiunge il bianco al nero, questi saranno influenzati da quello che ciascuno vede sul suo visore, cosa diversa se si guarda l’immagine in stampa come nel caso della giuria.
    tralascio la tematica dei concorsi in quanto l’argomento, pur caro alla FIAF, non è mai stato trattato in questo blog se non in sporadiche e contraddittorie situazioni.
    nell’era della fotografia digitale, come risulta essere la tua foto, trasformare o visualizzare l’immagine in scala di grigio è una scelta sicuramente limitative nei confronti della maggior capacità espressiva offerta dal colore. ma le prerogative incredibili offerte dai programmi di elaborazione post produzione, enfatizzando al massimo i punti cardini dell’essenza della fotografia in bianco & nero, guardando la tua pur pregevole foto mi viene inevitabilmente l’intenzione di porvi mano, avendo la presunzione di riuscirci (!) ed è questo il guaio più dirompente della fotografia digitale, per renderla più idonea al mio modo d’intendere.
    Maurizio

  24. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio Tieghi
    “ed è questo il guaio più dirompente della fotografia digitale,”

    Se mi dai un negativo analogico ti elaboro anche quello, quasi con le stesse possibilità di alterazione; solo con più tempo e sporcandomi le mani.

  25. Esprimere giudizio preterintenzionale mi pare follia: schermo, bassa risoluzione possibile e tutto qua? Ma non siamo mica in officina meccanica.
    “Ci sono delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare” Félix Nadar pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon (Parigi 6 Aprile 1820– 21 Marzo 1910)

  26. Gianluca Donati scrive:

    “Un bel bianconero che se fosse più sfondato nelle alte luci (in quale busta di Ansel Adams la I la II o la III ?) e sgranato e ridotto a poltiglia per i necrofili del pixel e dell’alta risoluzione costi quel che costi, riuscirebbe a dire di meno? No”.
    Invece si, “lo sguardo” come viene detto retoricamente, non basta, l’immagine deve essere tecnicamente corretta. I bianchi sfonfdati sono un grave errore, punto.
    “non hanno visto le stampe fotografiche all’argento”.
    Chi te lo ha detto? Ne ho viste più di te. Le stampe fotografiche all’argento non centrano un cavolo a merenda con le immagini digitali.
    “Bisognerebbe mandare tanta gente all’asilo di infanzia prima di dire sciocchezze a man salva. Evidentemente per questi bambinelli mai diventati adulti, né la mai lo saranno…”
    Mi domando io: ma è il modo di dibattere su un blog libero e democratico? Ritengo che il moderatore del blog dovrebbe intervenire, perché oltre a superare di parecchio i 1500 caratteri consentiti dal regolamento, ci si permettere di offendere e di stabilire cosa gli altri possono o non possono dire. Se uno vuole scrivere di “scale di grigio” è libero di dire quello che vuole, senza che nessuno rompa le scatole. Trovo simili interventi indecenti, non stupiamoci se poi poche persone intervengono sul blog di Fotoit. Neppure io interverrò più in un simile blog e neppure invierò altre immagini!

  27. Nel breve libro “Fare un film” edito dall’Einuaidi e scritto da Tullio Kezich, il regista Federico Fellini dà della luce, inteso come narrazione e come visione, il concetto di “ideologia” che letteralmente sta ad indicare la logica di un’idea la sua costruzione e il suo farsi. La fotografia che è scrittura di luce, praticata con studio, è pari a tante altre discipline. Leggere casomai una pregevole pubblicazione edita da Progresso fotografico, tutta dedicata al “Linguaggio fotografico” potrebbe tornare utile. Poi passata la buriana se ne può parlare. Saluti.

  28. Antonino Tutolo scrive:

    >Michele Annunziata
    “.. qualcuno dovrà, ., riuscire a svelare del perché non si parli più che di “estetica”,”

    Non si parla SOLO di estetica, ma ANCHE.
    Quando applichi la regola dei terzi, componi e tagli l’immagine, costruisci la profondità dei piani, regoli il contrasto per l’evidenza del soggetto, segui le regole dell’estetica!

    Il fotografo codifica l’immagine con simbolismo e con le regole estetiche; in modo che il lettore possa comprendere. L’estetica in fotografia non è “un fine” (ma può esserlo: Fontana) ma un “mezzo espressivo”.
    Giudicare “da bambini” cose che non si comprendono non differenzia, in adulto, chi l’afferma.

    >.. una bestemmia semantica che fa saltare in aria lo Statuto di quello che ancora chiamiamo fotografia”

    Mi piacerebbe leggere questo “Statuto”. Nei trattati di fotografia non l’ho mai trovato, ma l’ho percepito nei pregiudizi di molte persone grandi.
    Quando si vuole capire non si critica in modo acido; si cerca di comprendere col dialogo rispettoso e con lo studio.
    Il pregiudizio, invece, fa vedere le cose più grandi; le f sembrare incomprensibili, strane, irragionevoli.
    I bambini, è vero, credono alle favole. Ma si avvicinano alla conoscenza con serietà, con fantasia, con desiderio di apprendere e crescere.
    I Grandi si ritengono arrivati ed hanno pregiudizi nei confronti dei giovani, della conoscenza, del nuovo.

  29. Antonino Tutolo scrive:

    Nel sito di FOTOIT c’é una splendido racconto sulle “Avanguardie poetiche” in fotografia:
    http://nuovo.fotoit.it/php/index2.php?rif=45

    “Curiosamente”, accomuna la fotografia alle altre arti, in percorso storico ed artistico parallelo e convergente; fatto di tecnica, estetica e contenuti.

    Chi vuole “capire” senza pregiudizi può leggerlo.
    Davvero splendido e significativo.
    Può avvicinarsi ad un buon …Statuto.
    Complimenti all’autrice, Lorella Coloni.

  30. Antonino Tutolo scrive:

    >Michele Annunziata
    “Un bel bianconero che se fosse più sfondato nelle alte luci (in quale busta di Ansel Adams la I la II o la III ?)”

    Nel sistama zonale, la I, II, III si riferiscono alle luci basse, non alle alte!

  31. La ringrazio per il cortese link segnalato. Tuttavia, guardi Tutolo che nel Sistema zonale non ci sono “buste”, ma “tacche” il sostantivo femminile plurale era un modo garbatissimo di fare ironia diversa dalla figura retorica di sarcasmo, che toglie all’ironia qualsiasi indulgenza. Quanto poi ad “argumentum ad hominen” capisco che la cosa è facile, ma “non ragioniam di loro ma guarda e passa” Canto III Inf. Ad ognuno il suo stile, se costruito con studio e passione.
    “La macchina fotografica è il mio strumento, grazie ad essa do una ragione a tutto ciò che mi circonda” André Kertész.
    Saluti

  32. ok pure io ho vinto a verona nel duemilaembo e non ho mai stressato nessuno per farglielo presente o ricordarglielo…
    cmq visto che siamo in vena di citazioni….
    qui si parla di niente come dice Mercuzio….ovvero del proprio gusto personale di un file a bassa risoluzione…
    ciaoooooooooo

  33. Antonino Tutolo scrive:

    @Michele Annunziata
    “il sostantivo femminile plurale era un modo garbatissimo di fare ironia diversa dalla figura retorica di sarcasmo, che toglie all’ironia qualsiasi indulgenza”.

    Questo l’avevo capito.
    Ma mi chiedevo se era opportuno fare ironia, di qualsiasi tipo, su un collega che posta la sua foto, con umiltà, per avere un commento costruttivo.

    Essere stroncato con ironia, anche dolcissima, o con argomentazioni così complesse, quanto inafferrabili nella loro evanescenza, all’autore serve a poco.
    Piuttosto che distruggere, cosa molto facile, si può aiutare a costruire; cosa più difficile.

  34. fiorenzo rondi scrive:

    @donatella tandelli [...non ho mai stressato nessuno per farglielo presente o ricordarglielo…]
    Non mi sembra di aver stressato nessuno e comunque lei non è obbligata a rispondere alle discussione.

    Cordiali saluti.
    Fiorenzo Rondi

  35. pieropuntoni scrive:

    una bella foto che ti porta fuori da questo mondo per recuperare una pacatezza oramai spiaccicata da questo moderno frastuono.
    Questo è quello che IO ho sentito fissandola.
    Non ho scomodato filosofi, registi, scrittori o poeti ma ho solo scartabellato silenziosamente le pagine della mia Anima e ho trovato rilassatezza.
    Bravo, davvero.

    PS – il premio che hai vinto lo hai meritato ma… consentimi, dichiarandolo, hai “debolmente perturbato” l’uniforme piacevolezza iniziale facendomi ridiscendere in questa realtà fatta solo di piedistalli e medaglie.

  36. daro che lei mi scrive ora mi sento obbligata + del solito a partecipare alla conversazione e per dire che vincere ad un concorso non è il punto di arrivo di niente… solo una casualità che fa piacere e inorgoglisce ma, fra tutte le ammesse e quindi papabili al premio, un caso fotunato!

  37. fiorenzo rondi scrive:

    Ho scritto del premio, non per vantarmi del risultato, ma in modo che fosse recepito come messaggio che era una buona stampa, dato le discussione nate su aprire + o – le luci……
    Non è stato recepito come pensavo. Colpa mia anche per non averlo specificato.
    Come ho detto in precedenza, non è nel mio carattere vantarmi dei risultati ottenuti, e questo non è stato ne il primo e neppure l’ultimo e non mi importa neppure farlo sapere.
    Per me il discorso è chiuso, si è andato oltre quello che era un commento sullo scatto….
    Tanti saluti a tutti.

    Fiorenzo.

  38. per me il discorso era già chiuso da mò…!
    Lo è tanto meno nel mio di carattere

  39. guarda, sei anche bravo. Sono andata a vedere le tue foto, e sei nelle mie corde fotograficamente parlando.
    Voglio solo ricordarti una cosa:
    aria d’importanza, diploma d’ignoranza.
    E ancora che si rispetta il pensiero altrui anche se rode.

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