Chiantaretto Augusto – Balme (TO) – Frammenti

367 Chiantaretto Augusto Frammenti

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Comments (5)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Avrei evitato che l’inquadratura comprendesse il cielo bianco e la parte inferiore della struttura.

    E’ un’immagine che gioca sul contrasto tra l’architettura geometrica moderna, dai colori (in questo caso) freddi, e quella antica, più complessa, più ricca di particolari virati dalla luce solare nel giallo quasi monocromatico.

    E’ suggestivo il mosaico complessivo, in cui, calde tessere sporadiche ma aggressive, ricche di particolari e di varietà di curve, prevalgono e vincono sul freddo e ripetitivo sfondo geometrico moderno; fatto di linee e di quadrilateri che si ripetono con monotonia.

    Ho qualche perplessità sulla temperatura colore del moderno.
    Ma complimenti all’autore.

  2. Marco Furio Perini scrive:

    Bèh, sicuramente un modo un po’ diverso di fotografare la Mole (con la complicità di Palazzo Nuovo se non sbaglio). Ha ragione Antonino sul triangolo di cielo bianco in alto, credo anch’io che sarebbe stato meglio non inquadrarlo, solo che a quel punto avresti anche tagliato la punta del nostro simbolo cittadino. Magari con una ripresa più frontale si poteva fare, ma sarebbe stata anche un’altra foto sicuramente. Ciao

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    il taglio, l’inquadratura obliqua, della foto va bene così com’è. il triangolo alto del cielo bianco e in opposizione simmetrica con quello grigio del cemento in basso. molto meglio che una ripresa frontale che avrebbe comunicaTO meno dinamismo all’insieme. unico appunto il bianco del cielo che stride con il resto colorato, meglio aspettare le nuvole grigie oppure in post rendere più grigia quella fetta.

  4. Marco Furio Perini scrive:

    Infatti Maurizio, proprio per questo ho concluso dicendo che con una inquadratura frontale sarebbe stata un’altra foto, più piatta, con minor profondità prospettica. Giusto pertanto il suggerimento di ingrigire un po’ il triangolo di cielo in alto. Ciao

  5. C’è un problema e capita a chi si cimenta con i “riflessi”. E quello di rendere poi “visibile” ciò che appare più nella mente che sul sensore, o per chi la pratica ancora la pellicola. E sia. L’angolo in alto a six crea problemi di concentrazione di sguardo; una “stiratina” con l’immancabile Pshop alla sx donerebbe più equilibrio. Infine, via quella “replica” di riflesso, la prima partendo da basso sx verso destra. Un sano contrasto stile iper contrasto (o HDR che dir si voglia) yankee avrebbe, sì, stravolto tutto ma in questo caso funzionale alla visione. Sta scritto nello statuto della fotografia (dovremmo trovare altra dizione un giorno o l’altro vista l’era digitale) che la “ripresa del vero” è quando si scatta foto per passaporti, per il resto briglie scolte. Riflessi o non riflessi, altrimenti ci ritroviamo in mano tante immagini del “vero”.
    Saluti

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