Baldi Andrea – Reggio Emilia – Riflessi di pioggia

368 Andrea Baldi riflessi di pioggia

Una giornata uggiosa

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Comments (8)

 

  1. ok mi sto impegnando e pur essendo un’interpretazione se vogliamo moderna e “innovativa” del titolo… non lo rispecchia pienamente.
    + che altro vediamo un bell’ombrello nero su cui la pioggia scivola e una coppiaa che forse vorrebbe andare in giro a fare shopping ma piove piove piove e ciò è scoraggiante anche x i migliori intenzionati.
    Neutra insomma

  2. Gianluca Donati scrive:

    Forse sarebbe stato più indicato come titolo, il commento che lo stesso autore ha inviato assieme alla foto: “Una giornata uggiosa”, purché il grande Mogol non facesse querela. Ad ogni modo, la foto è suggestiva, nel senso che riesce ad evocare degli stati d’animo “particolari”, ma il problema è che manca di “punti di riferimento”, nel senso che l’inquadratura è tagliata in modo molto stretta sul dettaglio dell’ombrello che è troppo sperduto in un contesto indecifrabile di sfondo “mediamente scuro” e sfuocato. Sarebbe stato preferibile che l’ombrello fosse stato inserito in un contesto più ampio e articolato, magari mantenendo l’ombrello come elemento principale.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    E’ un’immagine con prevalenza della chiave bassa; quindi da gestire saggiamente sulla più ampia gamma dei toni medio-bassi.
    L’inquadratura, a mio avviso, è troppo stretta o troppo larga.
    Non è un controsenso.
    Avrei inquadrato una scena più ampia che ambientasse l’ombrello in posizione di primo piano; facendolo diventare soggetto principale di un’immagine ambientata.

    Oppure avrei ristretto l’inquadratura alla parte alta e centrale dell’ombrello; mettendo in rilievo la diversa geometria delle stecche che si incurvano, convergendo al centro, nel “puntale” (decentrato).
    Avrei cercato di evidenziare, con un opportuno trattamento anche in post, la più ampia gamma dei toni grigio-neri della stoffa e delle stecche, differenziandola da quella dei bianco-grigi delle superfici riflettenti e dei rivoli dell’acqua piovana.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Nel secondo caso (inquadratura ristretta) vedrei anche infinite possibilità di elaborazione grafica, di astrazione creativa: pseudo-solarizzazione, colorazione, ecc., secondo gusto e fantasia.

  5. Giornata grigia in tutti i sensi. Primo piano e sfondo non staccano, l’ombrello pare riflettere una luce “finestra”. L’occhio fa fatica a posarsi, seriamente, su qualche punto. E poi il nero, che è un colore da prendere con le dovute pinze, altrimenti si scivola nel “gotico” che come storia non dovrebbe appartenere alle ns. latitudini: abbiamo più giornate di “loro” ciò inteso come insolazione. E detta termine breve: non c’è pathos, né immagine di reportage né di still. Boh. Spiace.
    Saluti

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    un solo pregio il ricercare l’interessante resa basata solo sui toni scuri, per il resto si ha la certezza, storicamente parlando, che dopo la pioggia arriva sempre il sole

  7. franca catellani scrive:

    concordo – con le riflessioni precedenti- l’ombrello soggetto con un riflesso ,proiettante una scena circostante
    L’ombrello in un immaginario monitor che ti rimanda ombre e silhouette dei passanti .

  8. Gioacchino Castellani scrive:

    E’ una foto che racconta poco. Un’ombrello aperto durante una giornata di pioggia. Non penso si possa dire altro. Forse in quel momento non c’era altro da fotografare, ma serebbe bastato aspettare altri momenti e situazioni perchè la strada offre sempre grandi spunti.
    Mi permetto di dirti questo perchè in passato, sul blog, mi sembra che tu abbia chiesto consigli pratici su come fotografare. Il migliore consiglio che mi sento di dare è appunto questo: avere pazienza, aspettare l’evento e poi coglierlo in un attimo con un clic. Facile a dire è vero, ma provare non costa nulla.

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