Vendramin Emilio – Ancona – Prossima apertura

372 Vendramin Emilio Prossima apertura

A volte la fotografia ci permette di fermare momenti irripetibili, apparentemente di scarsa importanza.
La foto è stata scatta il giorno 2 giugno 2010 ad Ancona; la domenica successiva il nuovo negozio è stato inaugurato.

Popularity: 1% [?]

Comments (12)

 

  1. E a volte uno ci azzecca l’atmosfera. E quale “ENTE” poi, stabilisce il momento della vita buono e quello meno; il più interessante rispetto ad altro (anche solo fotograficamente parlando)? Tutta l’immagine è strana senza dubbio, e pure “slightly out focus” alla Bob Capa. Di certo i bianchi e i neri litigheranno con i pochi grigi. Tuttavia la “sgrammaticatura” qui è funzionale quanto basta. C’è pathos, e quello che conta alla fin fine. Sembra quasi vera la piccoletta a sx in basso. Bravo.
    Saluti

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    non comprendo l’esigenza di ridurre una scenetta (irripetibile? non direi proprio) colorata di un angolo urbano in qualcosa di grigiastro, in una fotocopia sbiadita della realtà. Forse un’estrapolazione inconscia di tipo monocromatica ed onirica del disagio di appartenere a questo mondo ordinario, che fa apparire la quotidianità intravista tramite il mirino di una macchina fotografica in qualcosa d’irripetibile. Non serve una reflex per accorgersi di quanto il mondo che ci circonda sia variegato.

  3. Mauro Marchetti scrive:

    “Ti ha mai detto nessuno che un Dio dovrebbe essere più bello?”
    M.

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Tecnicamente l’immagine è valida.

    A mio avviso non è l’irripetibile che fa di una foto qualcosa di valido. I passi di ogni essere vivente sono irripetibili, perché sempre diversi, da istante ad istante.
    A mio avviso la vera foto irripetibile è quella che, in una situazione straordinaria, comunica anche dei contenuti altrettanto straordinari.

    E’ improbabile che mi capiti di osservare questa stessa scena.
    Nel caso dovesse capitarmi, mi chiederei: perché la donna è di spalle ed osserva la vetrina in fase di allestimento?
    E’ in attesa dell’apertura del negozio? E’ in penitenza? Prega un dio sconosciuto? Perché non raddrizza la bambola? ….
    Personalmente non scatterei per non dover rispondere a tutti questi dubbi, la cui soluzione non è cruciale, ma che mi si porrebbero e non saprei risolvere.
    Preferisco le immagini in cui il fotografo mi sottopone davanti a dubbi amletici, ma più significativi.
    E’ solo la mia opinione!

  5. momenti irripetibili….
    mh…cosa c’è di irripetibile qui?
    mi lascia un pò perplessa quest’immagine chiusa tutto sommato, abbiamo due schiene ed una vetrina chiusa.
    Sembra proprio una foto che fa di tutto per non farsi guardare.

  6. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

    Nadar

  7. Gioacchino Castellani scrive:

    Riprendere le persone di spalle è poco significativo e quasi sempre denota una grande timidezza. Con un poco di coraggio in più si poteva scegliere un punto di vista che coinvolgesse più direttamente la persona seduta ed anche la bambolina. Mi viene in mente che il grande fotografo della Magnum Elliot Erwitt nascondeva spesso nelle tasche una piccola trombetta e prima di scattare una foto a persone o ai suoi famosi cani, la faceva suonare.

  8. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

    siamo tutti d’accordo ma…
    è inutile ostinarsi a voler vedere cose dove non ci sono.

    massima di donatella tandelli

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Michele Annunziata
    “Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.”

    Allora, piuttosto che citare una frase “da cioccolatino”, sarebbe opportuno che chi “sa guardare” spiegasse agli altri cosa leggere.
    La funzione del blog è questa.

  10. Infatti, per questo le inventano i cioccolatai, uno scartoccia e si addolcisce la bocca, giacché l’esistenza ne spande a mani larghe, l’amaro si capisce, e poi via, s’istruisce con i cioccolatini di marca. E’ quel senso di “apparente” disordine che intriga. In buona misura l’occhialuto sguardo triangola con le “spalle della signora” di qui al bambolotto e se ne ritorna, per altra via, a chiudere il triangolo immaginario della composizione. Ma su tutto aleggia il senso del provvisorio, del fugace o dell’inutilità. Aggravato o migliorato – dipende se uno guarda la discesa dal basso verso l’alto noterà che è pur sempre una salita – da questa “pulizia” dei bianchi e neri. Un brutto pasticciaccio di via che rimanda una Milano da bere, la sua verve di piombo, oppure la metafora di altro sito terrestre pieno di smog in tutti i sensi. Quanto poi le spalle e la sua “ideologia” mi pare emendabile, non foss’altro che un controcampo non apporterebbe che altra “visione”. Infine, se fosse frutto di un colpo di “reni” saluterei pure lo stesso l’autore per avermi dato modo di fermarmi, ecco, un attimo a “vedere”.
    Altro cioccolatino: “Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli” G. Rodari l’indimenticabile Maestro.
    Saluti

  11. Nel rispetto dei millecinquecento; si carichi l’immagine in qualsiasi editor che consente la “SOGLIA” e si guardi. E’ un giochino che uso spessissimo e che non costa nulla, ma molto istruttivo sulle nostre “lunghezze d’onda” di noi umani troppo umani.
    Saluti

  12. Gianluca Donati scrive:

    Donatella! Sei un mito! Mi hai fatto sganasciare dalle risate con la battuta sul “crepuscolarismo tantrico ermetico” e adesso con quest’ultima, hai battuto il tuo record, sto ancora ridendo mentre scrivo!

Leave a Reply