Zanesi Davide – Milano – Resurrezione

374 Zanesi Davide la risurrezione.

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Comments (8)

 

  1. E’ il luogo “topos” della religione cristiana che la differenzia, per questo, da tutte le altre: la Resurrezione. Sorgere ad altra vita ben altro che reincarnarsi, delle tradizioni orientali. Concetto che ha impresso la sua orma nel pensiero dell’Occidente. Infatti, questa della Resurrezione, come tutto l’armamentario di Fede costituisce il substrato d’ogni Uomo che vive in questa parte della Terra. Che sia poi credente o meno, è altra cosa. E quindi è del tutto naturale che la pittura al pari delle altre espressioni artistiche se ne sia impossessata, con alterne fortune va da sé. E alterna è l’immagine che qui si dà. Una scalinata mal posta, tre numero trinitario ma pure cabalistico, stanno lì nicchie a fare triste scena con una croce, che insieme alla “dissolvenza” deve rappresentarne il trapasso terreno e lo splendore della Resurrezione. Ma tutto sembra incagliato e tipico di quei riflessi sui finestrini delle auto. Fugace apparizione. Qui tutto è sullo stesso “piano” tutto è la stessa cosa: azzeccata alla men peggio. Difficile capire il perché di tanta approssimazione, sembra la folgorazione di una visione, immaginando che poi nel fare “clik” e post produzione tutto si risolve nel fallace assioma: che ci vuole a fare una fotografia? Se fosse così facile, infatti, tutto risulterebbe “chiaro” e non un guazzabuglio buttato lì. E’ il solito trucchetto dell’asinello che due, minuti prima, che l’insegnante lo chiami alla cattedra, ha sfogliato distrattamente la lezione. E confidando nella furbizia della giovane età pensa di infinocchiare il maestro, il quale poi e giustamente non lo rimanda, la Carità cristiana di cui si dirà un’altra volta, indietro ma all’Inferno. Altro “topos” cristiano e qui per un’altra occasione, a saggiare le pene infuocate. Senza se e senza ma. Con studio e disciplina e umiltà, se vorrà l’incauto autore, potrà risalire alle sponde del Purgatorio e di lì, depurato dalle scorie della presunzione, approdare in Paradiso e godere in eterno della Resurrezione.
    Saluti

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Nella sovrapposizione delle immagini componenti, le stazioni della via crucis, site ai margini della scalinata, rappresentano la Passione, mentre il quadro che fa da sfondo rappresenta la Resurrezione. Questo mixaggio è eseguito in modo appropriato, con l’opportuna differenzazione delle densità delle componenti; in modo che la Passione risulti più viva e quindi reale, mentre la Resurrezione è più sfumata e quindi divina.
    Avrei cercato di evitare l’inquadratura dell’edificio a sinistra. Esso si confonde col fabbricato della chiesa, senza apportare alcun contributo, neanche prospettico, al risultato finale.
    Complimenti

  3. Le immagini sovrapposte come in una doppia esposizione non raggiunge l’effetto di portare a buon fine il compito. Infatti, la facciata è considerevolmente più importante del resto. Le nicchie alla destra sono fuori scala con il resto e appesantiscono ancor più la composizione che ne risulta caotica ed improbabile. E le figure come ectoplasmi sono in cerca di requie, così che il pathos della Resurrezione resta allo stato latente ed inespresso se non nella mente di chi ha immaginato che con un “click” fosse tutto risolto.
    Saluti.

  4. Davide Zanesi scrive:

    Osservando la bellissima raffigurazione scultorea all’interno della cappella, riflesso sul vetro di protezione, avevo notato in basso la croce posizionata al centro del piazzale antistante la facciata della chiesa, e quindi le altre cappelle che si trovano nell’altro lato della piazza. Davanti a questa immagine surreale ho pensato alla resurrezione. Semplice, non c’è nessuna sovrapposizione di immagini. La fantasia, soprattutto, e quando c’è questa basta un minimo di tecnica. Questo scatto non è casuale, ne ho fatte diverse in quella giornata “giocando”, se mi è permesso, con la luce e i suoi riflessi. Con la luce do il meglio di me stesso. Lasciamo perdere i trucchetti dell’asinello e non complichiamoci la vita.
    Amen.

  5. Gianluca Donati scrive:

    “con l’opportuna differenzazione delle densità delle componenti; in modo che la Passione risulti più viva e quindi reale, mentre la Resurrezione è più sfumata e quindi divina.”
    In questa acuta analisi di Tutolo si racchiude la forza dell’immagine che trovo molto valida e ricca di significato. Il fatto che poi sia stata realizzata non attraverso una sovrapposizione di immagini, ma attraverso un gioco di riflessioni, denota un colpo di genio dell’autore. Ovviamente il sig. Annunziata non poteva perdere occasione per divagazioni inutili e gratuite offese. Consiglio all’autore di questa foto di non considerare le parole del sig. Annunziata, ama attirare su di sé l’attenzione giocando a fare il Vittorio Sgarbi del blog. Lasciamolo cucinare nel suo brodo…

  6. Qualcosa di “religioso” mi è rimasto appiccicato addosso per la cultura ricevuta di cui non me ne vergogno; anzi, metto in pratica due dei Sette precetti delle Opere di misericordia spirituale, ossia: “Consigliare i dubbiosi” “Insegnare agli ignoranti”. Con i limiti dell’umana natura, soggetta ad errore si capisce. I commenti scritti sono pertinenti. Non seguo né apprezzo il sig. Sgarbi Vittorio, giacché ho altro nome e cognome. Il brodo neanche quello vegetale é nel mio stile alimentare. Spiace.
    Saluti

  7. Gianluca Donati scrive:

    Non ho nulla contro la cultura “religiosa”. Purtroppo non ce n’è traccia in Lei, infatti è totalmente sprovvisto di umiltà!

    “Insegnare agli ignoranti”.

    Altra gratuita e volgare offesa: chi sarebbero gli ignoranti e chi le autorizza a giudicare chi è ignorante da erudire? Scenda sulla terra sig. Annunziata e si ricordi che questo è il blog della Fiaf e non possiamo dare questo spettacolo indecoroso!

  8. Onorato di far parte della famiglia FIAF con tessera n. 041697 anno 2011, in qualità di Socio non aggregato a Circolo.
    Saluti

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