Vaiani Sergio – Reggio Emilia – The Kimmel Center

376 Sergio Vaiani The Kimmel Center

Non ero mai stato a Philadelphia. Ci sono arrivato di sera e sono rimasto sino alla tarda mattinata successiva. La sera, era Sabato, l’ho trascorsa a girovagare per le vie del centro.
Poi ho sono arrivato al Kimmel Center. L’architettura ardita, le linee assolutamente moderne, ma accattivanti. Sono entrato e ho saputo essere la sede della Philadelphia Sinphony Orchestra. Si stavano esibendo. Tchaikovsky.
E tutto l’edificio era invaso da questo suono dolcissimo. Ho scattato una trentina di foto: alle volte, alle scale, agli intrecci tra cemento armato, strutture metalliche, legname.
Ne sono uscite una serie di foto astratte che, forse perchè ancora dominato dall’emozione del momento, amo molto…

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Comments (10)

 

  1. Loris Sartini scrive:

    Senza quella testolina in basso a dx mi sarei perso in una vertigini di linee rette.
    Complimenti all’autore.
    L.

  2. Gioacchino Castellani scrive:

    Non mi sembra una composizione armoniosa ne equilibrata. La parte in alto a sinistra bianca stona con il resto delle linee e la stretta inquadratura penalizza il soggetto.
    Forse il fotografo ha avuto una gran fretta di scattare l’immagine. Un obiettivo diverso e magari l’uso del cavalletto per studiare meglio la composizione all’interno del mirino poteva aiutare l’autore ad esprimersi meglio.

  3. Loris Sartini scrive:

    Non è un buon momento, mi sa che l’acidità sta prendendo piede nel blog…………. speriamo duri poco.
    L.

  4. non c’è una visione ampia che ci possa aiutare a capire com’è fatto sto edificio?
    così è veramente molto astratto e forse nel gioco delle geomoetrei mi disturba quella parte bianca in alto a sinistra

  5. Mauro Marchetti scrive:

    L’aspetto che più mi affascina in questa immagine è proprio la vertigine generata dalle innumerevoli linee rette che la attraversano.
    La zona bianca in alto a sx contribuisce assieme al viso della persona in basso a dx a non rischiare di perdersi nel vortice.
    Certo un taglio più bilanciato avrebbe reso piu’ chiara l’architettura ma l’autore, lo desumo dalle intenzioni scritte nel testo, non aveva questo risultato in testa.
    Bravo.
    Mauro

  6. Gioacchino Castellani scrive:

    Non essere daccordo con l’opinione di alcuni non vuol dire essere acidi. Il blog serve per confrontarsi, se diventiamo permalosi allora è meglio smettere di giudicare.

  7. Intrigante e caotica è fuor di dubbio però ammalia. Pare più che altro una costruzione di still life con quel “cellario” a six in alto e la texture “frollino” a dx. Ha una sua fascinazione. Un arcano interno certo non molto melodioso, però.
    Saluti

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    perfetta fotografia per essere mostrata il bianco e nero, per la contrapposizione di quella vista in precedenza, per l’idea di caos architettonico che comunque segue rigide regole geometriche dei triangoli. ottima perchè mette in mostra una fotografia e non un palazzo come alcuni vorrebbero trovarci dentro, i bordi dell’immagine non dovrebbero sancire il limite dell’immaginazione ma il suo vero inizio.

  9. Antonino Tutolo scrive:

    E’ una foto astratta. Non interessa capire dove siamo. La realtà è quella che ci racconta l’autore; e non mira alla rappresentazione del luogo, quanto a generare angoscia nel lettore, grazie alle geometrie delle forme, delle masse e delle linee. Per questo l’armonia non è essenziale.
    Quella rappresentata è “un’altra realtà”; soggettiva; come è soggettiva l’interpretazione di ogni lettore.
    Un senso di vertigine coglie l’osservatore. L’occhio tende a scorrere lungo i piani inclinati della grande forma a destra, verso la griglia geometrica in alto e centrale, che pare grattugiare, con le sue maglie minacciose, gli spigoli della forma destra (che poi si riallineano a sinistra), e voler triturare quanto può cadere da questa.
    Non mi stupirei se il piccolo viso fosse atteggiato nell’urlo di Munch.
    Nella composizione dell’immagine, tutte le linee delle forme scure e della “grattugia” convergono verso il basso.
    Seguendole, l’occhio cadrebbe nel baratro se non fosse per quella lieve geometria bianca, in alto a sinistra, che attira lo sguardo, riportandolo verso l’alto: in salvo.

    A mio avviso, l’immagine non è frutto del caso; pare studiata col rispetto della regola dei terzi.
    Complimenti all’autore.

  10. Guido Pucciarelli scrive:

    Complimenti all’autore che anche questa volta propone una foto molto accattivante.
    E’ un’immagine astratta interpretata con un bianco e nero molto suggestivo. L’autore in questo apparente caos geometrico raggiunge un ottimo risultato nella ricerca del particolare architettonico.

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