Santinelli Wilson – Pesaro – Tempus edax rerum

381 Santinelli Wilson Tempus edax rerum copia

Il lento scorrere della vita…
L’inesorabile perdita dei ricordi…
Solo alcuni dettagli.

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Comments (19)

 

  1. direi proprio buono questo dittico.
    titolo azzeccato, bn, soggetto e tempo lungo perfetti per il concetto.
    presumo faccia parte di un portfolio in cui vedrei massimo una decina di soggetti.
    questa filosofia semplice, genuina a portata di tutti ma comunque sensibile e profonda mi piace!

  2. massimo scrive:

    Molto bella. Una curiosità: le foto le hai fatte in studio o all’aperto?

  3. Guido Pucciarelli scrive:

    Una duo-proposta dove l’autore manifesta un ottima padronanza del tempo lungo.Un bianco e nero ,direi, poetico . La foto, semplice solo in apparenza, è accompagnata da una grande idea di fondo. la trovo romantica. Comlimenti.

  4. Ora non ci sono dubbi: qui c’è di senso. Grazie all’autore e, soprattutto, all’Amministratore che ci passa una buona immagine, e non la solita indigesta minestra conventuale di sedicenti clikkisti troppo innamorati del proprio ombellichino. Una fotografia come Padreterno comanda. Perplessi, casomai, sul dittico sottolineato d’altri. Certo, una “foto” in più cosa non sarà mai. Però. Qui sia ha sensazione che l’immagine duale resti per l’autore una liana sospesa tra il compiaciuto e il reticente. Un’incompiuta opera a timore di andare oltre, schiacciato da quel senso e tutto mortale dello scoprirsi “finito”, riflesso nel pedalare e nelle acque che tutto travolge (riecheggia il Dante del V del Purgatorio, dove proprio le acque fanno “altro governo”). E siccome è sommamente pericoloso oltrepassare le fatidiche colonne dei millecinquecento, ci si ferma al di qua delle acque. Infine, fosse pure il classico “colpo di reni” di chi si trovi, per esempio, presso un luogo alluvionato non per questo l’immagine perde di efficacia. Buono il titolo, deve trattarsi di Ovidio nelle Metamorfosi, se memoria non falla.
    Saluti.

  5. quando la cultura fa danni….

  6. Mauro Marchetti scrive:

    Mi sorprende leggere che lo sproloquio reiterato sia assimilabile alla “cultura”.
    Il web è bello anche questo, le personalità spesso risultano fortemente modificate.
    Comunque, complimenti a Wilson che ha realizzato un buon dittico.
    Mauro

  7. di sicuro per il sig annunziata è cultura…che ovvio!

  8. Antonino Tutolo scrive:

    Il discorso di Michele non è uno sproloquio; ha un compiuto; solo che si diverte nascondere il suo pensiero dietro ad un collage di citazioni colte ed appropriate.
    Chi non conosce le sue “chiamate” non comprende il filo. Un po’ come nella poesia di Dante.
    Queste non sono immagini “tanto per fotografare”, imitando gli altri; hanno un o spessore culturale ed immaginifico.
    Si poteva fare a meno del dittico. Una sola basta; perché si replicano; oppure due sono poche. Non c’è due senza tre. A mio avviso bastava la seconda, più efficace e creativa.
    Come dice Michele, nella prima soprattutto, c’è “lo scoprirsi “finito”” in un mare indefinito d’acqua “ che tutto travolge”.
    “Ben sai come ne l’aere si raccoglie
    quell’ umido vapor che in acqua riede,
    tosto che sale dove ‘l freddo il coglie.”
    “Tempus redax rerum” :..il tempo che trascorre, incurante delle vicende umane”, è un titolo significativo
    ed appropriato.
    Complimenti all’autore

  9. Provi l’autore per un attimo a eliminare il secondo scatto. Basta già il primo, la bici che ancora emerge. E ritagli l’immagine tale che quasi esca nella parte inferiore del rettangolo. Ecco, che un solo scatto ha racchiuso il racconto. La parte superiore del “quadro”quasi a soggiacere, schiacciare i rottami. Ma continuiamo. Si provi a spostare completamente la bici a destra lasciando aria a sx, tale da generare una sospensione, un qualcuno (Destino?) che sta per “entrare” in scena; il titolo a corredo dell’immagine reggerebbe benissimo. Ora il contrario, bici tutta a sx, come di un qualcuno che torna su i suoi passi. Certo più “dura”; infatti, comporterebbe una lettura da dx Vs. sx. Innaturale per lo sguardo Occidentali, che fa il contrario. E invece, senza modificare nulla ma aggiungendo una terza immagine, il trittico è fatto e compiuto con l’effetto di moltiplicare e prolungare il “pathos”. Tre. Immagine senz’altra presenza, anche un semplice “clone” del famigerato Pshop che annulli (gioco di parole) ogni presenza “estranea” farebbe al caso. E qui il titolo farebbe venir giù il teatro con ovazioni da stadio. Uno guarda da sx a destra: bici, resti, il silenzio. Tempus edax rerum. Applausi a scena aperta bis…bis…
    Saluti

  10. Mauro Marchetti scrive:

    “Antonino Tutolo scrive:
    Il discorso di Michele non è uno sproloquio………”

    Scusa Antonino, leggi il secondo contributo e poi dimmi cos’è.
    Illuminaci tu che l’acqua sta uscendo dal secchio!.

    Mauro.

  11. mi consenta… non ci sono + le mezze stagioni e sopratutto si stava meglio quando si stava peggio!

  12. seconde me due foto sono giuste , concorrono ad un processo crreativo della lettura della foto. raccontano entrambe e non si appesantiscono l’un l’altra .
    ascolta a mmmia va bene cosi va!

  13. Antonino Tutolo scrive:

    Sig. Mauro, ci vuol pazienza coi poeti.
    Ed a mio avviso, Michele è un poeta; ovviamente incompreso.

    Più che le forme ed i significati, egli percepisce il pathos (la sofferenza, l’emozione) che un’immagine può generare nel lettore. Ogni punto, ogni linea, ogni superficie, ha una dimensione, un orientamento, un colore, un rapporto con ciascun altro elemento dell’immagine, che nell’insieme genera un’impressione puramente estetica, che rafforza o sminuisce l’emozione generata da un’immagine. E’ un modo estetico (il trattato “Punto, linea, superficie” di Kandinsky), talvolta astratto, di leggere un’opera che è alla base delle arti moderne, e può far comprendere l’astrattismo.
    E’ il segreto della chiarezza, dell’equilibrio delle masse, delle linee e delle forme, delle foto di C.Bresson; che prima di diventare un fotografo, era un pittore.

    Costa niente provare a tagliare l’immagine com’egli consiglia, e verificare se le sue impressioni sono condivisibili.

  14. Costa niente provare a tagliare l’immagine com’egli consiglia, e verificare se le sue impressioni sono condivisibili.

    no. è più efficace così

  15. Wilson Santinelli scrive:

    Ringrazio tutti delle parole spese per le mie immagini, non ho postato queste foto ne per vantarmi ne per ricevere solo apprezzamenti, io stò crescendo… e intenderò continuare a farlo grazie alle critiche sulle mie foto.
    A volte mi piace lasciarmi influenzare, non cambierò mai queste due foto come suggerito, comunque proverò il ritaglio per vedere il tutto con occhi che non sono i miei, in modo da avere più bagaglio di esperienza per le future creazioni fotografiche.

    Solo un appunto:
    La critica della critica, anche se critica, distrugge la critica!
    Lasciate a chi legge di farsi un opinione e concentrarsi sulle immagini!

  16. franca catellani scrive:

    Queste due immagini mi piacciono hanno un senso ,
    bravo l’autore ,inesorabili silenziose acque che ingoiano ahimè la bicicletta -un piccolo portfolio ,ne avrei aggiunta una terza solo acqua e nulla piu’ , Teologi, filosofi e scienziati hanno fornito un argomento dopo l’ altro per convincerci che non c’ è nulla come il «flusso del tempo»: nella migliore delle ipotesi, esso non sarebbe che un’ illusione della nostra anima! Eppure, ci ricorda Borges, il tempo è come una tigre che implacabile divora ogni cosa.
    Complimenti ai commenti di Antonino Tutolo e Michele Annunziata ciao tutti

  17. Antonino Tutolo scrive:

    @Wilson Santinelli
    “..ne per vantarmi ne per ricevere solo apprezzamenti, io stò crescendo… e intenderò continuare a farlo grazie alle critiche sulle mie foto.”

    Ottimo punto di vista.
    Ascoltare tutti, verificando ogni punto di vista; ma seguire la propria strada in modo sempre consapevole e indipendente.

    Penso che non esiste persona al mondo che non possa insegnarmi qualcosa.

  18. Maurizio Tieghi scrive:

    essenziale rappresentazione fotografica del tempo, come voleva ottenere l’autore, è stato molto bravo a mettere in scena tutto quello che serviva al suo scopo ed alla nostra capacità di leggere da sinistra verso destra. il concetto però cambia se la lettura si effettua, come abitualmente invece fanno altri, da destra verso sinistra. La fotografia non è mai una rappresentazione a doppio senso.

  19. io ne avrei messe tre di foto, con l’ultima solo di acqua(ma meno “cultura” sui commenti sarebbe gradita per me)

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