Orlandi Piero – Massa – La signora dei gabbiani

384 Orlandi Piero la signora dei gabbiani

La donna che ho ritratto in questa foto,tutte le mattine all’alba arriva sul pontile con un sacco di pane secco, e come per incanto quasi la stessero aspettando i gabbiani compaiono dal nulla.
Danzandole in torno si contedono le briciole lanciate a terra…

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Comments (10)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Una splendida foto.
    Mi disturba un po’ il gabbiano “bianco bruciato” in basso a sinistra. Si relaziona troppo con la linea diagonale dell’illuminazione, in alto a destra, velando l’evidenza degli altri gabbiani grigi in primo piano, creando una divisione virtuale diagonale dell’immagine e diminuendo l’effetto prospettico di profondità.
    E’ un lieve appunto.
    In ogni caso complimenti per l’immagine.

  2. elaborazione mooolto ben riuscita.
    azzeccata la linea di fuga decentrata e tutta la scenografia.
    mi sarebbe piaciuto di + se nel momento dello scatto la signora dei gabbiani avesse allungato la mano per distibuire il cibo, sarebbe stao ancor + descrittivo.

  3. Panzavolta Fabio scrive:

    Bellissima immagine mi emoziona e mi ricorda tanto il mare d’inverno quello ritratto nelle cose semplici come queste.
    Bravo!

  4. Fabrizio S. scrive:

    Bellissimo contrasto in bianco e nero in una situazione di cielo plumbeo, di mare mosso con le lanterne che illuminano il pontile e il movimento delle ali creato dallo scatto lento.
    Complimenti.

  5. Gioacchino Castellani scrive:

    Piacevole di primo impatto, l’immagine mostra poi i suoi difetti evidenti. Le luci bruciate nella diagonale in alto a destra, la figura della donna non ben definita, una composizione un poco confusa. Nonostante tutto la foto si lascia guardare e possiede un certo fascino.

  6. Guido Pucciarelli scrive:

    Un’ immagine di un fotografo della mia città e di un luogo, il pontile che si protende sulla marina, che conosco bene.
    Un luogo tanto affollato nel periodo estivo quanto malinconicamente solo in quello invernale. Qui l’autore ha fissato il gesto quotidiano di una signora che incurante del passare delle stagioni rinnova il suo appuntamento mattutino con i gabbiani.E’ una bella foto, ben pensata e realizzata. Le prime luci dell’alba,i lampioni ancora accesi,quel mosso creativo sul volo dei gabbiani,un cielo minaccioso pieno di nuvole grigie reso drammatico da una grana evidente (o se vogliamo rumore).Uno scatto che il maestro di fotografia viareggino “valli”lo definirebbe “molto performante”. Complimenti all’autore.

  7. E’ una strana immagine, emozionante la “thumbnail” dal taglio verticale: scelta dall’Amministratore? Irriconoscibile a “tutto schermo” l’orizzontale: si provi a vedere le due. Le linee della prima, quella verticale, scorrono verso il fondo con tutto il resto e crea un che di apprezzabile. Viceversa l’orizzontale manco alla lontana vi somiglia. La figura nera incappucciata, a sx pare timida come lo scatto. Strana la pattuglia di volatili ai suoi piedi, paiono posticci. Strano pure l’altro volatile infilzato, a sx sopra la ringhiera. Strano la ragnatela in alto, a ¾ da sx. Strane luci da “Guerre stellari” sulla destra del corrimano dove pure appare un altro infilzato volatile. Kacofonica, dal greco mi raccomando, il tutto. Un miscuglio. Manca la luce che per chi fotografa e scrittura, e regole, e composizione: “L’angolo visuale dell’apparecchio è la disciplina del fotografo, può includere o scartare, spezzare o unire immagini che arricchiscono o impoveriscono un dato tema. In esso, le linee, i colori, la forma e il contenuto vengono ad essere in rapporto reciproco in un modo speciale, esiste un modo visivo e un modo letterale di pensare e di vedere. Per secoli, il letterario ha dominato il visivo, e oggi i nostri occhi sono costretti a vedere in termini verbali. Mi auguro che, per quanto possibile, le immagini possano parlare con il loro linguaggio “. Ernst Haas

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    immagine molto suggestiva, dove ogni particolare in essa contenuto è perfettamente funzionale ad ottenere un’estraniazione della realtà per raccontare una fiaba. Perfetto in questo caso il bianco e nero sempre irreale ma molto funzionale, giustamente esasperato e sgranato come carta vetrata. Ottima l’inquadratura sbilenca dove chi sta fermo rimane li quasi per l’eternità , la balaustra bianca e id il pavimento, mentre si contrappongono in leggero movimento quelli che sono di passaggio. Complimenti all’autore

  9. Mi pare interessante e che rievoca vecchie immagini mentali provenienti da vecchi film… la realizzazione è così-così. Il mosso deglui uccelli forse la cosa migliore.

  10. antonio cotugno scrive:

    in effetti mi riporta a fotogrammi cinematografici per come è strutturata l’immagine. il mosso degli uccelli è – chiaramente – il punto forte del lavoro, mentre per il resto avrei preferito un fermo immagine più netto.
    ma una bella foto deve trasmettere anche sensazioni e questo lavoro lo fà bene.

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